Negli ultimi giorni al centro delle polemiche è finita l’Imu, l’imposta sulle proprietà immobiliari che ha sostituito l’Ici. La decisione del governo di rateizzarne il pagamento in tre tranche, non è servita a placare l’ira dei proprietari, che minacciano di organizzarsi e protestare dinanzi ai palazzi delle principali istituzioni.
In giornata il rapporto Censis è stato molto duro sul tema, descrivendo l’effetto a catena che avrebbe tale imposta, determinando una caduta dei prezzi del 20% entro la fine dell’anno, con punte anche del 50%.
Per il direttore del Censis, Giuseppe Roma, il rischio deriva da un’immediata messa in vendita delle abitazioni da parte dei proprietari, soprattutto seconde case, con la conseguente caduta collettiva dei prezzi. Il rischio a suo dire è concreto, e potrebbe avvenire già nei prossimi mesi, spinti dalla forte motivazione di non pagare l’imposta.
I pluripropretari si troveranno dinanzi un vero e … Leggi di più



Aprile 19th, 2012
Alessandro Scorrano
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La risposta a questo dilemma è racchiusa nella stessa definizione di investimento. Investire vuol dire privarsi temporaneamente della disponibilità di risorse per ottenere, dato un certo livello di rischio e dopo un determinato intervallo di tempo, un rendimento che può esser positivo o negativo. 
Mentre gli spread hanno ripreso la via del rialzo, i risparmiatori continuano a chiedersi quali sono i rischi associati all’investimento in titoli di Stato di taluni Paesi dell’area, come Spagna ed Italia. In realtà secondo il Global Financial Stability oggi come oggi, non ci sono asset privi di rischio, ed anche bond tedeschi o statunitensi, considerati da sempre benchmark, e simboli di bond a rischio contenutissimo, non rappresentano certezze, ma assorbono comunque dei rischi.
Giornata di grandi vendite sui listini finanziari internazionali, dopo le continue pressioni sul mercato dei titoli di Stato spagnoli, a cui vanno aggiunte le parole poco entusiasmanti pronunciate da Mario Draghi ed il bollettino mensile della Fed.