Certificazione utili e altri proventi equiparati: nuovi aspetti normativi

Certificazioni utili 2018Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate Protocollo n. 9520 del 12 gennaio 2018 è stato approvato il nuovo Modello di Certificazione degli Utili (CUPE), completo delle relative istruzioni per la compilazione, che sostituisce il precedente modello, utilizzato dall’anno 2013, come da Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 7 gennaio 2013.

A seguito della riduzione dal 27,5% al 24% dell’aliquota IRES e dal 1,365% al 1,20% della ritenuta d’imposta sugli utili corrisposti a società, il nuovo modello è stato adeguato a quanto disposto dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 26 maggio 2017, che ha previsto una proporzionale riduzione delle percentuali di esenzione:

  • degli utili derivanti da partecipazioni qualificate percepite da soggetti residenti;
  • dei proventi equiparati relativi a titoli e strumenti finanziari;
  • degli utili derivanti dai contratti di associazione in partecipazione;

che concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 58,14% del loro ammontare, con riferimento ai dividendi relativi ad utili prodotti a decorrere dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (dal 2017) e quindi, mentre il precedente modello prevedeva per ciascuna tipologia di componente di provento percepito una sola casella per indicare gli utili formati post 31/12/2007, ora questa casella è stata sdoppiata in due caselle:

  • “post 31/12/2007 ante 31/12/2016”;
  • “post 31/12/2016”.

Il Modello CUPE va utilizzato per l’attestazione degli utili corrisposti a soggetti residenti derivanti dalla partecipazione al reddito delle società, residenti e non residenti nel territorio dello Stato e deve essere rilasciato da parte del sostituto d’imposta ai singoli percettori di utili entro la data del 31 marzo (il precedente termine del 28 febbraio è stato modificato nella nuova scadenza del 31 marzo a seguito delle modifiche apportate all’articolo 4, comma 6-quater, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 22 luglio 1998, operate dall’articolo 7-quater, comma 14, del Decreto Legge n. 193 del 22 ottobre 2016, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 225 del 1 dicembre 2016).

Sono obbligati al rilascio del modello di certificazione:

  • i soggetti IRES che nel corso dell’anno 2017 hanno corrisposto utili;
  • i soggetti che nel corso dell’anno 2017 hanno corrisposto proventi equiparati agli utili.

Con riferimento ai soggetti IRES, residenti e non residenti, che hanno corrisposto utili, la certificazione deve essere rilasciata al socio persona fisica non imprenditore, se la partecipazione è qualificata, oppure al socio persona fisica imprenditore, al socio società di persone, al socio società di capitali ed al socio Ente con commerciale, per la partecipazione sia qualificata che non qualificata.

La certificazione deve essere inoltre rilasciata anche dai soggetti che hanno corrisposto proventi equiparati agli utili, quali proventi riferiti ai titoli ed agli strumenti finanziari assimilati alle azioni, interessi riqualificati come dividendi, proventi riferiti a contratti di associazione in partecipazione.

Il modello di certificazione degli utili, oltre al riquadro riservato ai dati del soggetto obbligato ed alle “Annotazioni”, si compone di 4 sezioni, di cui le prime tre sono riservate all’indicazione dei dati del soggetto emittente, dell’intermediario non residente e del percettore degli utili, mentre, la quarta, è destinata all’indicazione dei dati relativi agli utili/proventi equiparati corrisposti.

Costi chilometrici veicoli aziendali: pubblicate le tabelle ACI per il 2018

Veicoli aziendali costi chilometri ACIL’Agenzia delle Entrate, con il Comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 302, Supplemento Ordinario n. 63, di venerdì 29 dicembre 2017, ha diffuso le tabelle predisposte dall’ACI con i costi chilometrici di esercizio per l’anno 2018 di autoveicoli, motocicli, microcar e ciclomotori (articolo 3, comma 1, Decreto Legislativo n. 314 del 2 settembre 1997).

Le tabelle si riferiscono alle categorie di veicoli di seguito indicate:

  • autoveicoli a benzina, in produzione;
  • autoveicoli a gasolio, in produzione;
  • autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano o metano esclusivo;
  • autoveicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in, in produzione
  • autoveicoli a benzina, fuori produzione.
  • autoveicoli a gasolio, fuori produzione;
  • autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano e metano esclusivo, fuori produzione;
  • autoveicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in, fuori produzione;
  • motoveicoli, ciclomotori, microcar.

Le tabelle, che risultano suddivise per tipo di alimentazione, marca e modello, sono indispensabili per poter conteggiare l’importo dei rimborsi spettanti ai dipendenti, ai collaboratori od ai professionisti che utilizzano il proprio veicolo svolgendo attività a favore del datore di lavoro ed anche per il calcolo del fringe-benefit, ossia della retribuzione in natura derivante dalla concessione in uso ai dipendenti dei veicoli aziendali che vengono utilizzati ad uso promiscuo sia per esigenze di lavoro che per esigenze personali.

Si ricorda che le tabelle ACI del benefit veicoli vengono elaborate sulla base di una percorrenza annuale di 15.000 chilometri, che risulta quella prevista dalla normativa fiscale per il computo del reddito da riportare in busta paga. Il fringe benefit annuale, indicato nell’ultima colonna a destra è ottenuto moltiplicando il costo al chilometro del veicolo interessato per 15.000 e conteggiando poi il 30% del risultato, percentuale che la normativa fiscale attribuisce all’uso privato da parte del dipendente.

E’ possibile determinare i valori relativi ad ogni singolo veicolo, selezionando i parametri di seguito indicati:

  • categoria di veicoli (autovetture, fuoristrada, autofurgoni, motocicli, ciclomotori, microcar);
  • elenco marche e modelli;
  • alimentazione (benzina, gasolio, gpl, metano, ibrida, elettrica);
  • veicoli in produzione e fuori produzione.

Accedendo al sito dell’ACI, all’indirizzo internet www.aci.it c’è la possibilità di eseguire il conteggio direttamente online.

Nell’ipotesi in cui il veicolo sia un nuovo modello, non riportato nelle tabelle, l’importo dovrà essere calcolato prendendo come riferimento quello che per tutte le sue caratteristiche risulti essere più similare al veicolo in questione.

Altre informazioni e notizie

 

 UNITA DI MISURA

Unità  di peso Grammi Libbre Troy Once

Troy

Penny

Weights

Grani Masha
1 Chilogrammo 1.000.0 2.679228 32.1507425 643.015 15.432.35 1.028.82
1 Oncia Troy 31.1034807 0.083333 1 20 480 32
1 Libbra Troy 373.242 1 12 240 5760 384
1 Tola (India) 11.6638 0.031249 0.375 7.499995 12
1 Tael (Honk Hong) 37.4174873 0.10025 1.203 24.06 577.44 32.496
1 Tael (Cina) 37.4485908 0.10033 1.204 24.08 577.92 32.528
1 Lingotto
(Barra) di oro standard
12.500.00 33.49035 400 8.000 19.2904.45 12.860.30

 

 PUREZZA (TITOLO) DELL’ORO

 CARATI 8 9 10 14 18 22 24
 PUREZZA 333‰ 375‰ 417‰ 585 750‰ 917‰ 1.000‰

 

NOMENCLATURA

Metallo Simbolo Num.
Atomico
Peso
Atomico
Densità Punto
fusione
Temp. di
ebollizione
Colore
ARGENTO Ag 47 107.88 10.50 960.5° C 2.170.0° C bianco
brillante
IRIDIO Ir 77 193.10 22.42 2.454.0°C 4.400.0° C grigio
acciaio
 

ORO

 

Au 79 197.20 19.30 1.063.0°C 2.960.0° C giallo
 

OSMIO

 

Os 76 190.20 22.48 2.500.0°C 5.300.0° C blu
PALLADIO Pd 46 106.70 11.97 1.555.0°C 2.200.0° C bianco
argento
PLATINO Pt 78 195.23 21.45 1.733.5°C 4.400.0° C bianco
grigiastro
RODIO Rh 45 102.91 12.50 1.966.0°C 2.500.0° C bianco
argento
RUTENIO Ru 44 101.70 12.43 1.950.0°C 2.900.0° C bianco
grigiastro

 

Fonti:

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I fattori che influenzano il prezzo dell’oro

Prezzi monete oroCome tutti gli investimenti ed i prodotti di base, il prezzo dell’oro è stabilito, chiaramente, dall’esame della domanda e dell’offerta della commodity stessa. Differentemente dalla maggior parte di altre materie prime, l’accumulo e lo smaltimento di oro ha una funzione fondamentale sul prezzo dello stesso, dal momento che la maggior parte dell’oro estratto non esiste tuttora ed è potenzialmente in grado di essere immesso sul mercato al prezzo giusto.

Data la grande quantità di oro custodita rispetto alla produzione annua, il prezzo dell’oro è soprattutto condizionato dai mutamenti del clima anziché dalle variazioni della produzione annuale. Secondo il World Gold Council la produzione annuale delle varie miniere d’oro del mondo, nel corso degli ultimi anni, è stata approssimativamente 2.500 tonnellate. Di queste, circa 2.000 tonnellate sono utilizzate per creare gioielli o prodotti industriali, mentre 500 tonnellate vanno agli investitori al dettaglio.

Le Banche Centrali e il Fondo Monetario Internazionale hanno un ruolo considerevole per stabilire il prezzo dell’oro. Alla fine del 2004, difatti, le banche centrali e le organizzazioni ufficiali hanno tenuto per sé il 19% della produzione d’oro, come riserva aurea ufficiale.  Secondo l’accordo di Washington sull’oro, WAG, che risale al settembre del 1999, i termini di vendite di oro dei suoi membri, ovvero Europa, Stati Uniti, Giappone, Australia, la Banca dei Regolamenti Internazionali e il Fondo monetario internazionale, è di meno di 400 tonnellate l’anno.

L’India, oltre a ciò, nel corso degli ultimi anni ha acquisito oltre 200 tonnellate di oro, circostanza che ha portato ad un aumento dei prezzi.

Un altro fattore che influenza il prezzo dell’oro è un basso tasso di interesse, se infatti i titoli non fossero adeguatamente ricompensati, la domanda d’oro aumenterebbe come interesse verso investimenti alternativi.

Infine, anche le guerre, le invasioni, i saccheggi ed i periodi di crisi fanno aumentare il prezzo dell’oro, dato che c’è timore che la moneta possa divenire superflua. Perciò l’oro è l’investimento solido che sarà sempre in grado di acquistare cibo o trasporto.

Come già specificato in precedenza, e ciò anche negli ultimi tempi, il prezzo dell’oro è sempre determinato fondamentalmente dalla domanda e dall’offerta, anche se l’esistenza di notevoli “stocks” di metallo possono avere un’influenza rilevante. In buona sostanza l’oro è diventato sempre più “price sensitive” al comportamento delle Banche Centrali in materia di riserve e ciò rappresenta una svolta storica tale che le elaborazioni sui prezzi dovranno in un prossimo futuro tener conto di questo fattore e in secondo luogo, dell’aumento della domanda in alcuni Paesi molto popolosi come la Cina e l’India.

I fattori che influenzano il prezzo dell’oro, nel breve termine, sono riepilogati nella tabella che segue:

 

Fattori che influenzano il prezzo dell’oro

 

 

Buoni                           indicatori

 

Puntatore freccia tassi d’interesse (in particolare reali e statunitensi)

Puntatore freccia inflazione (in particolare aspettative di quella statunitense)

Puntatore freccia tassi di cambio (in particolare del dollaro contro euro e yen)

 

Indicatori che mostrano una relazione                    interessante

 

Puntatore freccia mercato azionario (in particolare statunitense)

Puntatore freccia prezzo del petrolio

Puntatore freccia prezzo di altri metalli (in particolare argento)

Puntatore freccia stabilità economica e politica

 

Indicatori  difficilmente              definibili

 

Puntatore freccia operazioni “ufficiali” delle banche centrali (con influenza sempre più marcata negli ultimi anni)

Puntatore freccia offerta e domanda netta

Puntatore freccia quantità di moneta

Puntatore freccia crescita economica

 

Fonti:

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Come negoziare i CFD online

I CFD solitamente vengono negoziati online utilizzando dei sistemi di trading elettronici. Un trader riceve in tal caso quotazioni in tempo reale e può effettuare la sua transazione in qualsiasi momento. 

Esempio di trading con i CFD

Trading CFD onlineUn esempio su come negoziare con i CFD online può essere il seguente: il trader prevede di commerciare su uno scambio di valute del tipo  euro contro dollaro. Nella finestra di quotazione / transazione vede un prezzo Bid e Ask corrente come ad esempio: 1.38505 / 1.38510. La differenza tra il prezzo Bid e il prezzo Ask è detta Spread. Un trader può vendere al prezzo Bid e acquistare al prezzo Ask. Per la coppia euro / dollaro, una variazione di prezzo di 0,0001 è indicata come una variazione di 1 pip, con lo spread in questo caso pari a 0,5 pip. Questo è uno spread molto piccolo ed è solitamente disponibile per il trading online CFD su conti forex aperti con determinati broker. Ovviamente più basso sarà lo spread e minori risulteranno le spese del trader. In questo caso la scelta del broker è fondamentale poiché molto lo propongono molto alto e quindi poco conveniente. Il sito STOfs.com ad esempio si contraddistingue dagli altri per applicare uno spread molto ristretto, e sul suddetto scambio di valuta euro/dollaro addirittura il valore è di 0.0 Pips cioè incredibilmente nullo.

Come acquistare valute con i CFD online

Per acquistare la valuta euro, il commerciante deve innanzitutto determinare un volume di transazioni (ad esempio, 1 lotto che equivale a 100.000 euro) e poi successivamente premere il pulsante “ACQUISTA”. Il risultato dell’operazione si rifletterà nell’apposita finestra “Scambi” del terminale di trading sui cui interagisce il broker scelto. Detto ciò, supponiamo per esempio che il prezzo della valuta da scambiare abbia subito un aumento, e che il nuovo si sia attestato a: 1.39010 / 1.39020. Il trader in questo frangente se è soddisfatto dell’aumento può decidere di chiudere la posizione. Per fare ciò deve sceglierne una in cui abbia la possibilità di chiudere e premere “Chiudi sul prezzo corrente”.

La chiusura della posizione (ovvero la vendita dell’euro acquistato in precedenza) avverrà quindi al prezzo del BID di 1.39010. Questa transazione porterà poi alla seguente situazione: Il trader alla fine avrà acquistato 100.000 euro (1 lotto) al prezzo di 1.38510 spendendo 100.000 * 1.38510 = 138.510 dollari. Il trader di conseguenza avrà venduto 100.000 euro al prezzo di 1.39010 e ricevuto 100.000 * 1.39010 = 139.010 dollari. La differenza della transazione alla fine risulterà dunque di: 139010 – 138510 = 500 dollari. La somma di 500 dollari in questo caso corrisponde al profitto reale e netto del trader, tenendo conto che lo spread su questo scambio di valute era pari a 0.0 di valore. 

La facilità d’uso dei CFD online

Fare trading onlineCome mostrato più volte il processo di trading online di CFD è davvero molto semplice e inoltre è importante sottolineare che qualsiasi strumento può essere scambiato in questo modo con la sola variazione del rapporto di leva per diversi strumenti. In tal caso il ruolo del Broker a cui si è deciso di affiliarsi ed una piattaforma funzionale da lui fornito, aiutano non poco il trader ad ottimizzare il risultato.

Per fare un esempio in merito, va sottolineato che la leva finanziaria del broker denominato STO company, è davvero ottima rispetto a quella alta di diversi altri broker online; infatti, indipendentemente dal bene acquistato dal trader, non supera mai il rapporto 500: 1 di valore. Questo altro piccolo ma significativo esempio, insieme al suddetto spread minimo nelle transazioni tipo scambio di valute euro/dollaro fa oggi del broker in oggetto, uno dei più affidabili nel mondo del trading online, e quindi lo rende meritevole di recensioni positive e magari di apprezzamenti senza esitazioni da coloro che sono alle prime armi ed intendono diventare dei trader di successo con alle spalle il binomio broker-piattaforma all’altezza della situazione.

I mercati dell’oro

Nella tabella sottostante viene riportato un sintetico riepilogo dei mercato dell’oro che sono presenti ed operativi nel mondo.

Il mercato di Londra

 

Il mercato fisico più importante è quello di Londra sorto
nel 1919. Nel settembre dello stesso anno si svolse presso
gli uffici della Rotschild & Sons il primo fixing a cui
intervennero i 5 broker della City: N.M. Rotschild &
Sons, Mocatta & Goldsmid, Johnson Mattey, Samuel
Montegau & Co. e Sharps Pixley. Nel 1987 è stato creato
il London Bullion Market Association (L.B.M.A.) che
comprende una lista di fornitori ed analizzatori
autorizzanti, il cui marchio appare sui lingotti che
acquisiscono la qualifica di “Good Delivery”. Ancora oggi
alle 10,30 ed alle 15,00 dalla Capitale Inglese viene
diramato un prezzo, che costituisce per gli operatori dei
cinque continenti la incontestabile quotazione ufficiale, a
prescindere dal luogo dove avvengono fisicamente le
transazioni.

Il Mercato di Zurigo

 

All’inizio degli anni ’50 la Svizzera aprì le porte all’oro
grazie anche all’assenza di barriere all’importazione ed
all’esportazione e grazie altresì all’esperienza dei membri
dello Zurigo Gold Pool (Unione di Banche Svizzere U.B.S.,
Società di Banca Svizzera S.B.S. e Credito Svizzero C.S.),
diventando un importante mercato anche se non ha assunto
delle proprie regole ed accetta quelle inglesi.

Il Mercato di Hong Kong

 

Questo mercato iniziò la sua attività nel 1910, è il
mercato più antico per i lingotti e già quando esisteva il
“Gold Standard” il prezzo era soggetto ad oscillazioni. Nel
1974, quando le limitazioni del governo sulle importazioni
furono abrogate, il mercato si sviluppò fortemente. E’ il
principale mercato del fisico dell’Estremo Oriente, è
aperto quando Londra e New York sono chiusi ed è l’unico ad
essere aperto il sabato. Il commercio dell’oro si svolge
tra le principali banche al Kam Ngam (Chinese Gold and
Silver Exchange Society.

Il Mercato di New York

 

Il mercato fisico dell’oro di New York nacque per ultimo a
causa del proibizionismo (dal 1934 al 1974) e quando nel
gennaio del 1975 furono cancellate le restrizioni sulla
possibilità di poter detenere oro per i privati e quindi il
mercato diventò libero, iniziò così un forte sviluppo. I
maggiori operatori sono J. Aron & Co., Mocatta Metals
Corporation, Phillipp Brothers, National Bank di New York e
la Sharp Pixley.

Il Mercato di Singapore

 

Il mercato dell’oro di Singapore nato il 1 Aprile 1969,
serviva soprattutto come collegamento tra Londra e gli alti
paesi dell’Estremo Oriente. Nel 1978 è stato creato il Gold
Exchange of Singapore uno dei più importanti mercati degli
strumenti derivati in Asia.

Il Mercato di Shanghai

 

La “Borsa dell’Oro” di Shanghai è stata ufficialmente
aperta nell’Ottobre del 2002, con il compito di
regolamentare gli scambi dei metalli preziosi in un Paese
divenuto uno dei principali produttori di gioielleria e di
prodotti industriali che impiegano metalli nobili.
L’istituzione fondata e controllata dalla “People’s Bank of
China” riunisce i maggiori Istituti finanziari ed
industriali della Cina e dispone di una estesa struttura
logistica per la resa dei metalli preziosi alle aziende
manifatturiere nei poli industriali del Paese.

Il Mercato di Istanbul

 

Attivo dal Luglio del 1995, è stato creato allo scopo di
organizzare e omogeneizzare le pratiche commerciali e
finanziarie nello stato Turco (uno dei maggiori produttori
e consumatori di gioielleria) dopo decenni di rigida
regolamentazione da parte dell’autorità pubblica.
Inizialmente sorto sotto il diretto controllo dello Stato,
il “Istanbul Gold Exchange” è stato privatizzato nel 2003.

Il Mercato di Dubai

 

Il “Dubai Gold and Commodities Exchange” (DGCX), attivo dal
Novembre 1995 riveste il ruolo di piazza finanziaria
destinata al commercio fisico e finanziario dei metalli
preziosi leader nel Medio Oriente. I servizi offerti non si
limitano alla diramazione dei prezzi nella valuta
nazionale, ma uniscono possibilità di operare su futures e
derivati. Il volume di scambi di questa rilevante
istituzione vede un tasso di crescita costante di oltre il
13% ogni anno.

I Mercati dell’oro finanziario

 

Numerosi mercati dell’oro cartaceo si sono sviluppati a
decorrere dal 1970 ed hanno avuto l’espansione massima a
partire da metà degli anni ’80 dando all’oro una maggiore
caratteristica finanziaria. Il Winnipeg Commodity Exchange,
emise nel 1972 il primo future in oro e in seguito anche la
prima opzione, ma il mercato più importante per l’oro è il
Commodity Exchange di New York (Comex) dove si raggiungono
scambi ragguardevoli. Il Sydney Futures Exchange ha
iniziato a trattare in Comex futures dal 1986 e sono
compensati tramite la Comex Clearing House Association, e
ciò consente al mercato dei futures di continuare
virtualmente giorno e notte. Un altro mercato importante,
che ha iniziato la propria attività nel 1982 è il Tokyo
Commodity Exchange (TOCOM). L’investimento in oro cartaceo
negli ultimi anni è costantemente più rilevante e va oltre
la consueta figura di bene rifugio, ha assunto una
dimensione finanziaria ed è diventata una vera e propria
attività con cui diversificare il portafoglio e con un
minimo di capitale l’investitore può operare senza aggiunta
di costi per spese di deposito ed assicurazione.

 

Fonti:

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Crypto currencies: cosa sono e come sfruttarle

Dollaro Usd BitcoinCon l’avvento di internet si è assistito ad una progressiva dematerializzazione degli asset fisici e tangibili. Il caso forse più evidente riguarda il mercato musicale che è passato dalla vendita di cd alla vendita di musica attraverso internet, rendendo pressoché inutili i cd stessi e molti negozi fisici.

L’industria musicale è stata la prima ad essere influenzata dall’avvento di internet ma di certo non l’ultima. Più recentemente, si è assistito alla progressiva disintermediazione come nel caso di Uber e Airbnb.

Quando accostiamo internet e la disintermediazione possiamo arrivare alle crypto currencies, ossia valute virtuali che non sono emesse da nessuna banca e che non necessitano di intermediari finanziari per essere scambiate. In effetti, grazie alla tecnologia sottostante, la blockchain non c’è bisogno di un intermediario che emetta o riduca la moneta in circolazione, come avviene con le valute tradizionali.

Valute virtuali e il loro utilizzo

Come ogni valuta, anche le valute virtuali sono una forma di pagamento e vengono utilizzate per ogni tipo di transazione monetaria tra parti che decidono di accettare questa valuta. Ci sono molti vantaggi e alcuni svantaggi nell’utilizzo di valute virtuali ma la cosa importante è che, pur essendo virtuali, si comportano come le valute tradizionali.  Alcune delle crypto valute più diffuse sono i Bitcoin e gli Ethereum.

Possibilità di investimento

Come già detto, le cripto currencies si comportano come valute tradizionali e hanno una continua variazione del loro valore rispetto ad altre valute, virtuali o tradizionali. Di conseguenza, è possibile investire sulla variazione di prezzo. Il trading di crypto currencies su trade.com è una possibilità di investimento alla portata di tutti e non necessita di conoscenze Sono poche le piattaforme che offrono questa possibilità, ma c’è da aspettarsi un incremento del loro numero nei prossimi anni.

Qualche esempio e strategie di base

Come si può intuire esistono almeno due modi principali di vedere le crypto valute come un’opportunità di investimento. In generale, si potrebbe effettuare un investimento di lungo periodo oppure cercare opportunità di guadagno nel breve periodo attraverso il trading di crypto valute su trade.com, che ad oggi è una delle poche se non l’unica piattaforma ad offrire questa possibilità in maniera affidabile e costante.

Prezzi valute bitcoin
Fonte: https://www.coindesk.com/

Come si può vedere nell’esempio sul Bitcoin, questa crypto valuta ha subito un’impennata del suo valore rispetto ad un anno fa. Questa crescita è dovuta a molteplici motivi ma potrebbe offrire ulteriori opportunità di guadagno o incrementare il rischio di perdita per un investitore che sia disposto a comprare e mantenere (bullish) la criptovaluta per un tempo sufficientemente lungo. Sia chiaro che ogni investimento e rischioso e questo articolo ha il solo scopo di informare.

Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare strategie di trading online con le cripto valute, il trading di crypto valute su trade.com permette l’utilizzo delle tradizionali strategie di trading utilizzate nel forex. Di fatto, si può dire che come per altri assets l’analisi tecnica di base e avanzata possono essere utilizzate come anche strategie più sofisticate come le Fibonacci, Zig-Zag, Zoom-in e così via.

Inoltre, la strategia bullish di comprare al prezzo più basso e rivendere ad un prezzo più alto può funzionare e nel caso delle crypto valute la volatilità è decisamente maggiore rispetto alle valute tradizionali.

Le informazioni pubblicate su questo articolo hanno finalità informativa, e/o pubblicitaria/promozionale e non sono in alcun modo da intendersi né come consulenza, né come sollecitamento all’investimento. Le attività di trading comportano un alto livello di rischio e non sono adeguate a tutti gli investitori.

Il lavoro si trasforma. Mutamenti, nuovi mercati e futuro della formazione

Si terrà il prossimo 28 novembre, dalle ore 14,30, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma (Sala Cinema, Via Milano, 9a), il convegno promosso da FondItalia, Fondo Paritetico Interprofessionale per la Formazione Continua: “Il lavoro si trasforma. Mutamenti, nuovi mercati e futuro della formazione”.

Convegno FondItaliaIl lavoro si trasforma. E con esso la formazione, che ha senso e valore solo se dimostra di essere in grado di anticipare, accompagnare e sostenere tali mutamenti. Mutamenti che possono rappresentare una grande opportunità per tutte le aziende che vogliono essere protagoniste in quella che viene comunemente definita come “la quarta rivoluzione industriale”.

Cambiamenti così ampi e veloci che richiederanno certamente un cospicuo incremento delle competenze tecniche e gestionali dei lavoratori che oggi svolgono direttamente delle attività che a breve passo verranno svolte dalle macchine. Una modernizzazione del lavoro con una repentinità tale da richiedere una risposta decisa da parte di tutte le figure inevitabilmente implicate in questa grande trasformazione – imprenditori, formatori, legislatori, sindacalisti, lavoratori per se stessi ed anche gli stessi Fondi Interprofessionali. Una sfida, dunque, per tutto il sistema formativo italiano. Che sia in grado di potenziare la propria offerta di formazione ed aggiornamento, soprattutto in termini qualitativi. Che consenta di allineare le competenze dei lavoratori ai rapidi cambiamenti di produzione industriale, massimizzando gli effetti delle innovazioni introdotte, altrimenti ingovernabili, e che preveda, in taluni casi, anche di anticipare le trasformazioni, proteggendo i lavoratori dai rischi di esclusione.

“Il lavoro si è trasformato e si sta trasformando sempre più velocemente, per la crescente digitalizzazione, per le nuove tecnologie ma anche per i cambiamenti negli scenari competitivi nazionali ed internazionali – ha dichiarato Francesco Franco, Presidente di FondItalia – Al World Economic Forum 2016 è stato presentato un rapporto che esamina la strategia per l’occupazione, le competenze e la forza lavoro per il futuro. I dati elaborati ritengono che in cinque anni da oggi, più di un terzo delle competenze (35%) è a rischio di obsolescenza. Dati considerati ottimistici per quanto riguarda l’Italia, che indicano tale rischio per oltre il 40% delle competenze professionali attualmente nel mercato. Per questo chi si occupa di finanziare la formazione non può non interrogarsi e tentare di dare delle risposte.”

“Oggi finalmente pare che si stia percependo il ruolo strategico della formazione come fattore di competitività, innovazione e come risposta reale alle difficoltà che permangono nel tessuto produttivo ed occupazionale italiano.  – ha aggiunto Egidio Sangue, Vice Presidente di FondItalia – Il Governo, con il piano Industria 4.0 ha messo al centro delle sue strategie l’innovazione, prevedendo importanti incentivi. Per questo anche la formazione deve essere innovata, rivoluzionata.”

FondItalia presenta il nuovo sondaggio “Il lavoro si trasforma”

Torna anche per il 2017/2018, il consueto sondaggio Fonditalia, il Fondo Paritetico Interprofessionale per la Formazione continua promosso da UGL e FederTerziario, dal titolo  “Il lavoro si trasforma”.

Sondaggio lavoro FondItalia

Cosa significa “innovare” per le imprese? E quanto innovano effettivamente? Cosa può comportare per le risorse umane che collaborano con una azienda? Cosa può rappresentare Industria 4.0? E quali possono eventualmente essere i soggetti più idonei a sostenere le aziende italiane nel processo di digitalizzazione e robotizzazione dei sistemi produttivi?

Per 3 mesi, imprenditori, professionisti, lavoratori, giornalisti ed esperti del settore saranno chiamati ad esprimere il proprio punto di vista via web su questi importanti temi legati al lavoro, l’innovazione e il futuro della formazione continua per il futuro dei lavoratori.

Anche quest’anno al fianco di FondItalia vi saranno ExpoTraining ed ExpoLavoro&Sicurezza, la più importante manifestazione italiana sul mondo del lavoro e della formazione, e Fiera Milano.

E’ possibile partecipare al panel online al link:

https://it.surveymonkey.com/r/fonditalia2017-2018

Il sondaggio resterà online dal 28 novembre 2017 al 30 aprile 2018. I dati verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà a maggio 2018 a Roma, in data da definire.

“Se è vero che il lavoro si trasforma molto velocemente per via dell’innovazione tecnologica, allora anche la formazione deve sapersi trasformare altrettanto velocemente, adattandosi ai nuovi scenari di mercato, alle nuove forme organizzative, alle nuove forme di comunicazione – ha dichiarato Francesco Franco, Presidente di FondItalia.

“Più velocemente cambia il lavoro più velocemente occorre dare nuove risposte alle persone che lavorano – ha aggiunto Egidio Sangue, Vice Presidente di FondItalia – E non basta conoscere gli scenari che sono stati validi fino ad oggi. Occorre quindi coinvolgere tutto il mondo del lavoro e della formazione, ascoltare esperti e giornalisti, lavoratori ed imprenditori, per cogliere le mutate esigenze ed affrontarle con l’adeguata flessibilità. La “rivoluzione tecnologica ed industriale” a cui stiamo assistendo in questi decenni può e deve essere compresa ed interpretata e FondItalia vuole rappresentare una concreta risorsa per le imprese ed i lavoratori in tal senso”.

“Se non si punta con convinzione ad una seria strategia per la formazione, le aziende muoiono e muore il tessuto produttivo del paese. Tra 10 anni oltre la metà delle competenze attuali dei lavoratori saranno obsolete e già oggi non sono pochi i lavoratori che rischiano di trovarsi esclusi dal mercato del lavoro. Nell’ultima edizione di ExpoTraining abbiamo parlato molto del futuro che attende il lavoro, un futuro sempre più prossimo, un futuro che probabilmente è già arrivato. Per questo l’iniziativa di FondItalia mi pare straordinariamente utile, perché ci permette di guardare a quello che succederà da qui ai prossimi anni e di tracciare le strategie per non essere colti impreparati. Dobbiamo formare oggi le imprese ed i lavoratori che affronteranno il mercato tra 3/5 anni.” – ha concluso Carlo Barberis, Presidente di ExpoTraining.

Per gli avvisi di anomalia tra dichiarazioni annuali Iva e spesometro si ampliano le informazioni nel cassetto fiscale

Avvisi fisco anomalie dichiarazioni IVACon il Provvedimento Direttoriale Protocollo n. 251544 del 08 novembre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha determinato le regole con le quali mette a disposizione dei contribuenti e della Guardia di Finanza le informazioni su eventuali anomalie scaturenti dal raffronto tra i dati inseriti dai contribuenti nella dichiarazione annuale Iva e i dati comunicati nello spesometro.

Rispetto ai precedenti avvisi di anomalia tra dichiarazioni annuali Iva e spesometro si ampliano le informazioni fornite ai contribuenti e rese fruibili nel cassetto fiscale. Adesso il contribuente può prendere visione, nel proprio cassetto fiscale, anche dei dati identificativi completi dei consumatori finali inseriti dal contribuente nonché dell’ammontare delle cessioni o prestazioni inserite dal contribuente per ognuno dei consumatori finali e considerate al netto dell’Iva calcolata in base all’aliquota ordinaria.

Il contribuente può, sempre, richiedere indicazioni oppure comunicare all’Agenzia delle Entrate, seguendo le modalità specificate nell’avviso inviato, eventuali elementi, fatti e circostanze dalla medesima non conosciuti, in grado di spiegare l’ipotizzata anomalia.

Gli errori e le omissioni in ipotesi commessi possono in ogni caso essere regolarizzati attraverso il ravvedimento operoso, usufruendo della riduzione delle sanzioni in considerazione del tempo trascorso dal momento del compimento delle violazioni stesse. Il ravvedimento operoso può essere effettuato a prescindere dal fatto che la violazione sia già stata riscontrata ovvero che siano già cominciate le attività di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, a condizione che non sia ancora stato notificato un “avviso bonario” in conseguenza della liquidazione automatizzata della dichiarazione, oppure un “avviso di accertamento”.

È stata, in pratica, inserita una specifica forma di collaborazione tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate, finalizzata all’ottemperamento degli obblighi fiscali ed all’emersione naturale delle basi imponibili.

Elementi riportati nella comunicazione

Come risulta evidenziato nel Provvedimento Direttoriale in questione, nella comunicazione concernente le anomalie da spesometro sono riportati gli elementi di seguiti indicati:

puntatore il protocollo identificativo e la data di invio della dichiarazione Iva, relativa al periodo d’imposta oggetto della comunicazione, nella quale le operazioni attive risultano parzialmente ovvero totalmente omesse;
puntatore la somma algebrica dell’ammontare complessivo delle operazioni riportate nei righi del dichiarativo Iva e più esattamente:

puntatore rigo VE23, colonna 1 (Totale imponibile);

puntatore rigo VE31 (Operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione d’intento);

puntatore rigo VE32 (Altre operazioni non imponibili);

puntatore rigo VE33 (Operazioni esenti);

puntatore rigo VE35, colonna 1 (Operazioni con applicazione del reverse charge);

puntatore rigo VE37, colonna 1 (Operazioni effettuate nell’anno ma con imposta esigibile in anni successivi);

puntatore rigo VE39 (Operazioni effettuate in anni precedenti ma con imposta esigibile nell’anno oggetto di comunicazione) della dichiarazione Iva;

puntatore l’importo della somma delle operazioni riguardanti:

puntatore le cessioni di beni e le prestazioni di servizi comunicate dai clienti soggetti passivi Iva;

puntatore l’ammontare delle operazioni attive che non risulterebbero riportate nella dichiarazione Iva;

puntatore i dati identificativi dei clienti soggetti passivi Iva (denominazione/cognome e nome e codice fiscale);
puntatore l’ammontare degli acquisti comunicati da ognuno dei sopraindicati clienti.
Oltre ai suddetti elementi, vengono anche indicate le regole tramite le quali il contribuente può esaminare gli elementi informativi di dettaglio relativi all’anomalia rilevata, resi fruibili nel cassetto fiscale.

Condotta del contribuente

In caso di ricevimento di una delle anzidette comunicazioni, il contribuente, anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni:

puntatore può richiedere le informazioni del caso all’Agenzia delle Entrate, ovvero;
puntatore può evidenziare all’Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non posseduti.
Le modalità mediante le quali il contribuente potrà richiedere ovvero evidenziare le anzidette informazioni, verranno descritte nel contesto della comunicazione di anomalia ricevuta.

Il contribuente ricevente la comunicazione può tuttavia regolarizzare gli errori e le violazioni attraverso il ravvedimento operoso, usufruendo in tal caso della riduzione delle sanzioni in considerazione del tempo trascorso dal momento del compimento delle violazioni stesse.

Pertanto, il destinatario della comunicazione può porre rimedio ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso, avvalendosi, di conseguenza, della riduzione delle sanzioni applicabili che  adesso diminuisce gradualmente in ragione della tempestività dell’intervento rettificativo.

A tale proposito è doveroso evidenziare quanto di seguito:

puntatore del ravvedimento operoso si potrà usufruire indipendentemente dalla condizione che la violazione sia già stata riscontrata, ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche oppure altre attività amministrative di controllo, delle quali i soggetti interessati abbiano avuto conoscenza in modo ufficiale;
puntatore costituisce, invece, impedimento al ravvedimento operoso la formale notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento, nonché il ricevimento delle comunicazioni di irregolarità per la liquidazione automatica dei tributi.

Il 18 dicembre 2017 scade il versamento del saldo IMU e TASI

Pagamenti IMU TASIEntro il prossimo 18 dicembre 2017 i contribuenti interessati dovranno provvedere ad effettuare il versamento della seconda rata, a titolo di saldo, dell’imposta IMU e TASI, tramite Modello F24. Per il relativo conteggio dell’importo da versare a saldo dovranno essere usate le aliquote approvate per l’anno 2017 da parte del Comune dove è situato l’immobile. Nell’ipotesi   in cui i termini previsti per la delibera (31 marzo 2017) e per la pubblicazione delle aliquote/detrazioni (28 ottobre 2017) non vengano rispettati, proseguono ad essere applicabili anche per il saldo le misure definite per l’anno passato.

Per l’anno 2017 non si evidenziano specifiche variazioni alle imposte, ma si sottolinea che dallo scorso anno sono state inserite alcune novità che sono applicabili anche al corrente anno, tra le quali:

  • l’esenzione a favore delle locazioni a canone concordato e per gli immobili dati in comodato a parenti entro il primo grado, applicabili si ai fini IMU che TASI;
  • l’esenzione dell’abitazione principale ai fini TASI, applicabile a partire dal corrente anno;
  • in relazione alla determinazione delle aliquote viene confermato per il 2017 il blocco che non permette la fissazione di un’aliquota TASI maggiore del 2,5 per mille.

Di seguito si illustrano le regole per il conteggio e per il versamento del saldo IMU e TASI in scadenza il prossimo 18 dicembre 2017.

Acconto Entro lo scorso 16 giugno 2017, con applicazione delle aliquote deliberate dal Comune nell’anno precedente a quello di pagamento, e per un ammontare pari al 50% dell’imposta dovuta
Saldo Entro il prossimo 18 dicembre 2017, con applicazione delle aliquote eventualmente deliberate dal Comune per il 2017 ed eseguendo un conguaglio sulle somme già versate (sia in aumento che in diminuzione, a seconda che la nuova aliquota sia superiore oppure inferiore alla precedente)

Su cosa si calcola e su cosa si paga l’IMU

In linea generale, il presupposto dell’IMU è il possesso di immobili indipendentemente dall’uso cui sono destinati ed indipendentemente dalla loro classificazione catastale, di conseguenza compresi quelli strumentali e quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa. Sono, comunque, previste delle esclusioni al versamento dell’IMU per alcune tipologie di immobili che in relazione alle loro caratteristiche oggettive, sono escluse dal pagamento dell’IMU.

IUC
(Imposta Unica Comunale)
IMU (componente patrimoniale)
TASI (servizi indivisibili)
TARI (rifiuti urbani)
 

Immobili

esclusi

dall’IMU

Gli alloggi che appartengono alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, destinati ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari
I fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal D.M. del 22 aprile 2008
Un unico immobile (iscritto oppure iscrivibile catastalmente come unica unità immobiliare) posseduto, e non dato in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze Armate, alle Forze di Polizia, dal personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia
La casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di sepa­razione legale, annulla­mento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio

Le casistiche sopra specificate rappresentano le ipotesi di assimilazione ad abitazione principale, sono poi previste ulteriori ipotesi di esenzione dall’imposta.

 

Immobili

esenti

dall’IMU

per legge

Immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel pro­prio terri­torio, dalle Regioni, dalle Pro­vin­ce, dai Comuni, dalle Comunità Mon­tane, dai con­sor­zi fra detti Enti, ove non soppressi, e dagli Enti del Ser­vi­zio Sanitario Nazionale, destinati esclu­si­vamente ai compi­ti istituzionali
I fabbricati classificati o classificabili nel­le cate­gorie catastali da E/1 a E/9
I fabbricati destinati ad usi culturali ex art. 5-bis del D.P.R. n. 601/1973 (ad esempio musei, biblioteche, archi­vi, par­chi e giar­di­ni aperti al pubblico, ecc.)
I fabbricati destinati esclusivamente al­l’eser­­­cizio del culto, purché com­patibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinen­ze
I fabbricati di proprietà della Santa Sede, indi­ca­ti negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato Lateranense, sottoscritto in data 11 febbraio 1929 e reso esecu­ti­vo con la Legge n. 810 del 27 maggio 1929
I fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni interna­zio­nali per i quali è prevista l’esen­zione dall’ILOR in base ad accordi interna­zio­na­li resi esecu­tivi in Italia
I terreni agricoli ricadenti in aree mon­tane o di col­lina
Terreni agricoli ricadenti nei comuni delle isole minori
Gli immobili utilizzati dagli Enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, destinati esclusivamen­te allo svolgimento con modalità non commer­ciali di attività assi­sten­ziali, pre­videnziali, sanitarie, didattiche, ri­cet­tive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o culto, fatta eccezione per gli immobili posseduti dai partiti politici; in caso di attività “mista”, l’esenzione si applica solo alla frazione dell’unità immobiliare nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale
I fabbricati rurali ad uso strumentale (ricovero animali, protezione delle piante, magazzini, depositi, ecc.)
Terreni condotti da coltivatori diretti e IAP
Unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, comprese quelle destinate a studenti universitari anche non residenti, comprese pertinenze
Abitazione principale e relativa pertinenza fatta eccezione per le unità immobiliari destinate ad abitazione principale  dal possessore e dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ossia gli immobili di lusso
Fabbricati cosiddetti imbullonati
Immobili posseduti ed usati dalle imprese per l’esercizio dell’attività situati in Zona Franca Urbana (per i primi 4 anni)
Fabbricati invenduti posseduti da imprese costruttrici (compresi immobili acquistati e ristrutturati)
Immobili destinati a ricerca scientifica (modalità non commerciali)
Fabbricati ricadenti nelle zone colpite da calamità naturali
Immobile sito in Italia assimilato ad abitazione principale per soggetti residenti all’estero ed iscritti all’AIRE
 
Immobili
esenti su delibera comunale
Per gli esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono per oltre sei mesi
In favore delle istituzioni riordinate in aziende pubbliche di servizi alla persona o in persone giuridiche di diritto privato (Linee Guida Ministero dell’Economia e delle Finanze del 11 luglio 2012)
Immobili assimilati ad abitazione principale (concessi in comodato a parenti con ISEE ridotto oppure per i contribuenti residenti in istituti di cura)

Oltre a ciò si evidenziano le riduzioni di imposta di seguito riportate:

 

Riduzioni

IMU

Fabbricati di interesse storico o artistico (50%)
Fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati (50%)
Unità immobiliari concesse in comodato ai parenti (50%)
Immobili locati in canone concordato (25%)

Su cosa si calcola e su cosa si paga la TASI

L’imposta sui servizi indivisibili del Comune deve essere versata da chiunque possieda o detenga, a qualunque titolo, le unità immobiliari su cui grava il contributo. Il contributo deve essere versato sui fabbricati (così come indicati dalla disciplina dell’IMU) e sulle aree fabbricabili, mentre invece non è dovuto sui terreni agricoli. L’imposta deve essere versata altresì in relazione alle aree scoperte di pertinenza ovvero accessorie a locali imponibili e alle aree comuni condominiali che non siano detenute e/o utilizzate in via esclusiva.

La sfera di applicazione dell’imposta è sostanzialmente uguale all’IMU, con la sola eccezione dei terreni agricoli.

Nell’ipotesi in cui l’immobile sia utilizzato da un soggetto differente dal titolare del diritto reale, l’imposta dovrà essere versata da ambedue i soggetti, nella misura stabilita dal regolamento comunale ed entro gli importi minimi e massimi fissati per legge (che corrispondono al 10% ed al 30% dell’imposta, nell’ipotesi in cui non venga deliberato in maniera diversa, viene applicato il 10%).

In relazione alle esenzioni d’imposta, si segnala che alcune sono disposte per legge, mentre altre sono definite con la deliberazione di un appropriato regolamento comunale.

Esenzioni

d’imposta

Disposte per legge (che sono riconosciute in maniera automatica)
Disposte dal Comune (che necessitano della delibera comunale)
 

Esenzioni

TASI

previste

per legge

Immobili posseduti dallo Stato, Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, consorzi fra Enti, Enti del Servizio Sanitario Nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali
Fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9
Fabbricati destinati ad usi culturali di cui all’art. 5-bis, del D.P.R. n. 601/1973
Fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e loro pertinenze
Fabbricati di proprietà della Santa Sede ex articoli da 13 a 16 del Trattato Lateranense
Fabbricati appartenenti a Stati esteri ed organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia
Immobili utilizzati da enti non commerciali destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, ecc. (in questo caso, tuttavia, l’esenzione è ammessa solamente per gli immobili destinati unicamente allo svolgimento delle predette attività nonché delle attività di cui all’art. 16, lettera a), della Legge n. 222/1985 con modalità non commerciali, mentre per gli immobili utilizzati sia per l’attività commerciale che quella istituzionale, l’esenzione “va applicata solo alla frazione di unità destinata all’attività non commerciale”)
Rifugi alpini non custoditi, i punti d’appoggio e i bivacchi
Immobili adibiti ad abitazione principale
Immobili concessi in comodato ai parenti
Immobili locati a canone concordato
Fabbricati invenduti dalle imprese costruttrici
 

Esenzioni

TASI

previste

dal Comune

Abitazioni con unico occupante
Abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo
Locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente
Abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero
Fabbricati rurali ad uso abitativo
Il comune può determinare riduzioni che tengano conto della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l’applicazione dell’ISEE

Esenzioni in comune ad entrambe le imposte, decorrenti dall’anno 2016

Con decorrenza dall’anno 2016 si evidenzia l’istituzione di varie esenzioni applicabili sia all’IMU che alla TASI (alcune anche in via congiunta alle due imposte). Tenendo in considerazione che il cambiamento di destinazione potrebbe permettere la loro applicazione nel corso dell’anno 2017, si riepilogano di seguito le ipotesi di applicazione delle esenzioni:

 

Esenzioni applicabili ad IMU e TASI

 Immobili dati in comodato a parenti: 

le unità immobiliari (con esclusione delle categorie A/1, A/8 e A/9) date in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado che la destinano ad abitazione principale possono usufruire di un’esenzione del 50% della base imponibile IMU (utilizzata anche per il calcolo della TASI, e di conseguenza applicabile anche a questa imposta). Per poter usufruire dell’esenzione viene richiesto: 

puntatore la registrazione del contratto;

puntatore che il comodante debba possedere un solo immobile in Italia e risieda e/o dimori nello stesso Comune in cui è ubicato l’immobile dato in comodato.

 Immobili dati in locazione a canone concordato: 

per le unità immobiliari locate a canone concordato viene prevista un’esenzione IMU/TASI pari al 25%, di conseguenza, nel caso in cui ne ricorrano i requisiti, i contribuenti dovranno conteggiare l’imposta dovuta sul 75% del totale.

 

Esenzioni applicabili all’IMU

 Esenzione IMU terreni condotti da coltivatori diretti e IAP: 

viene inserito un’esenzione totale per quanto riguarda il versamento dell’IMU per i terreni agricoli condotti da coltivatori diretti e IAP (iscritti alla previdenza agricola). Quindi, a differenza di quanto previsto negli anni precedenti, con decorrenza dal 2016 non si applicano più i coefficienti previsti in detta ipotesi, bensì il più conveniente esenzione totale dal versamento, che prescinde dall’ubicazione del terreno.

 Esenzione IMU per i terreni agricoli ricadenti in aree montane: 

vengono variati i parametri per stabilire l’esenzione prevista a favore dei terreni ubicati in aree collinari e montane. Secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni, adesso l’agevolazione si applica secondo i criteri stabiliti dalla Circolare Ministeriale n. 9 del 14 giugno 1993. Al riguardo è da tenere in considerazione che, qualora nella Circolare non siano presenti annotazioni con riferimento al Comune, l’esenzione si applica per tutto il suo territorio, mentre nel caso in cui sia parzialmente delimitato, si dovrà aver attenzione di riscontrare se l’esenzione sia applicabile o meno al caso concreto.

 Altri terreni esenti: 

viene stabilito che sono esenti dal versamento i terreni agricoli situati nei Comuni delle isole minori indicati nell’allegato A della Legge n. 448/2001, oltre ai terreni ad immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

 Cooperative edilizie: 

viene stabilito che l’IMU non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate ad abitazione principale dei soci assegnatari, incluse quelle destinate a studenti universitari anche non residenti (comprese le pertinenze).

 Esclusione cosiddetti imbullonati: 

viene prevista l’esclusione nella determinazione della rendita dei macchinari e degli impianti (cosiddetti imbullonati) per i fabbricati registrati nelle categorie D ed E.

 

Esenzioni applicabili

alla TASI

 Esenzione dell’abitazione principale: 

viene introdotta, sul modello di quanto già previsto in materia di IMU, l’esenzione TASI per le abitazioni principali non di lusso (per gli immobili non classificati, quindi, nelle categorie A/1, A/8 e A/9) e per le rispettive pertinenze. Si segnala che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in data 30 maggio 2016, ha fornito alcune precisazioni su questo punto. Viene chiarito che la definizione di abitazione principale ai fini TASI è la stessa ai fini IMU, pertanto si applicano tutte le esclusioni IMU collegate all’assimilazione all’abitazione principale. Nel dettaglio, le ipotesi di assimilazione applicabili anche alla TASI sono le seguenti: 

puntatore unità immobiliare posseduta da cittadini residenti all’estero iscritti all’AIRE (a condizione che l’abitazione non risulti locata o in comodato, la riduzione in questo caso è di due terzi);

puntatore unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica?

puntatore fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal Decreto del Ministro delle Infrastrutture del 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008?

puntatore casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio?

puntatore un unico immobile, iscritto ovvero iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’art. 28, comma 1, del D.Lgs. n. 139 del 19 maggio 2000, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica. 

Inoltre il tributo non risulta più applicabile agli occupanti dell’immobile nel caso di locazione abitativa: in questo caso verserà l’imposta unicamente il proprietario nella misura definita dal Comune con regolamento.

 Fabbricati invenduti dalle imprese costruttrici: 

viene fissata allo 0,1% l’aliquota applicabile ai fabbricati invenduti delle imprese costruttrici (cosiddetti immobili-merce) fino a quando non vengono venduti o locati. Il Comune può ridurre l’aliquota fino ad azzerarla, oppure aumentarla fino allo 0,25%.

 Ripartizione imposta tra locatore e locatario: 

viene stabilito che nell’ipotesi in cui il Comune non deliberi la percentuale dell’imposta di competenza del locatario (ad oggi esente per effetto della equiparazione ad abitazione principale), il possessore dovrà versare il 90% dell’imposta nel caso di mancato invio della delibera nel termine previsto o nel caso di mancata definizione della percentuale stabilita dal Comune con regolamento del 2016. 

Viceversa, in relazione alla determinazione delle aliquote, è stata mantenuta la maggiorazione dello 0,08% a condizione che siano finanziate detrazioni d’imposta o altre misure relative alle abitazioni principali e alle unità immobiliari ad esse equiparate.