Azioni e obbligazioni, quali sono i rendimenti e i rischi

E’ fondamentale procedere ad identificare le differenze tra azioni e obbligazioni in modo particolare nel momento in cui di sta per decidere di effettuare un investimento delle proprie disponibilità.


La primaria e più rilevante differenza tra le azioni e le obbligazioni è lo stato giuridico del soggetto che le possiede, nello specifico:

  • se si possiedono delle azioni di una società, ne diveniamo socio / azionista, dato che questa tipologia di titolo rappresenta una quota del capitale sociale, di conseguenza l’investimento viene remunerato tramite il pagamento di una quota parte dell’utile netto di bilancio della società che viene chiamato dividendo;
  • se si possiedono delle obbligazioni, nel caso anche della stessa società, ne diveniamo obbligazionista / creditore, dato che questa tipologia di titolo rappresenta un debito per la società, di conseguenza l’investimento viene remunerato tramite il pagamento degli interessi, dal momento che è stato effettuato un prestito
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Contribuzione Inps nel lavoro dipendente e partita Iva

Contribuzione Inps per le nuove attività

Contribuzione previdenziale Inps

L’inizio di una nuova attività in qualità di impresa e l’apertura della partita Iva, non fa in ogni caso derivare automaticamente l’obbligo della contribuzione inps, ossia della iscrizione alla Gestione Inps Commercianti o Artigiani.

Infatti esistono delle particolari circostanze nelle quali esiste la possibilità di non avere l’obbligo dell’iscrizione e di conseguenza quello del versamento dei contributi Ivs (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) Inps.

Nel prosieguo della presente trattazione verranno esaminate le ipotesi nelle quali viene contemplata la possibilità di non iscrivibilità, con particolare riguardo specialmente alla circostanza di non iscrivibilità nell’ipotesi di prevalenza del proprio lavoro da dipendente rispetto a quello della propria ditta individuale.

Le ipotesi della non iscrivibilità alla gestione Inps sono quelle di seguito riportate:

  • lavoro dipendente a tempo pieno (40 ore di lavoro settimanali);
  • partecipazione ai fini sociali esclusivamente per aver conferito capitale;
  • ulteriore attività prevalente con relativa iscrizione
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Cos’è il quantitative easing e chi lo utilizza

All’atto pratico quando una Banca centrale dichiara di voler effettuare un’azione di quantitative easing si appresta ad acquistare titoli di stato e titoli finanziari di vario genere. In italiano la traduzione sarebbe alleggerimento quantitativo e si tratta di un’attività di politica monetaria volto a rendere maggiore la disponibilità di moneta sui mercati.

Come funziona il quantitative easing

Sono disponibili ulteriori informazioni riguardanti il quantitative easing a questa pagina: https://www.moneyfarm.com/it/glossario-finanza/quantitative-easing/. Sostanzialmente l’acquisto di titoli da parte di una banca centrale porta al dare maggiore disponibilità di moneta alle banche, perché la possano utilizzare per sostenere economie locali o a livello più ampio. Per farlo una banca centrale, come ad esempio la Federal Reserve o la BCE, acquistano alcuni strumenti finanziari, solitamente si tratta di titoli di stato a scadenza breve o media. In alcuni casi invece acquistano crediti in sofferenza da una banca o altre tipologie di strumenti finanziari. Questa … Leggi di più

Il passaggio dal regime fiscale forfettario al regime ordinario e viceversa

Al momento attuale il regime fiscale forfettario è, in linea di massima, la soluzione più vantaggiosa per i soggetti che si apprestano all’apertura di una nuova attività di dimensioni medio-piccole, anche se è comunque bene precisare che non in tutte le situazioni può valere tale principio. Proprio per questo occorre valutare con attenzione l’eventuale passaggio dal regime fiscale forfettario al regime ordinario.

Per i soggetti che sono già titolari di partita Iva e devono effettuare le opportune valutazioni per stabilire se continuare con il regime fiscale utilizzato oppure cambiarlo, il momento migliore per procedere è l’ultimo periodo dell’anno.

Infatti, molte volte, proprio nel corso delle ultime settimane dell’anno, il titolare di partita Iva deve comprendere se uscire dal regime fiscale forfettario oppure proseguire con il regime agevolato stesso. 

L’uscita dal regime fiscale forfettario

Il passaggio dal regime fiscale forfettario al regime fiscale ordinario può avvenire in due casi:

  • per convenienza
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Perdite sui crediti deducibili senza azioni esecutive

La Corte di Cassazione Civile, Sezione V, con la Sentenza n. 1147 del 17 gennaio 2022, ha affermato che, al di fuori dei presupposti di deducibilità ex lege, per la deduzione delle perdite sui crediti nei confronti di debitori diversi da quelli assoggettati alle procedure concorsuali ed agli istituti assimilati, non è indispensabile che il creditore debba comprovare di:

  • essersi attivato in maniera positiva per ottenere una dichiarazione giudiziale dell’insolvenza del debitore e, di conseguenza, il suo assoggettamento ad una procedura concorsuale;
  • aver messo in atto azioni esecutive risultate inefficaci, dal momento che la perdita può emergere anche da altri elementi certi e precisi.

L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 26/E del 1 agosto 2013, al paragrafo 2, ha precisato che:

  • relativamente alle perdite sui crediti per inesigibilità individuate a livello interno, mediante una procedura di stima:

in tale ipotesi, il credito rimane nella sfera … Leggi di più