Legge Finanziaria 2019: le novità più rilevanti in materia fiscale (parte 2)

Con la Legge n. 145 del 30/12/2018, cosiddetta “Legge Finanziaria 2019”, il Legislatore ha introdotto numerose novità di carattere fiscale, le principali delle quali vengono di seguito illustrate.

Notifica atti giudiziari

Relativamente alle notifiche effettuate tramite posta viene abolito il bollo dell’ufficio postale sull’avviso di ricevimento, mentre il computo dei termini ha decorrenza dalla notifica per posta, nel caso in cui la data non risulti oppure sia dubbia, da quanto attestato sull’avviso dal punto di accettazione che lo restituisce, operazione che in precedenza veniva effettuata dall’ufficio postale.

Nel caso in cui si verifichi lo smarrimento dell’avviso di ricevimento, allorché il mittente abbia indicato un indirizzo di posta elettronica certificata, l’operatore procede ad effettuare una copia digitale dell’avviso e provvede poi entro 5 giorni a trasmettere copia dello stesso al mittente.

Se la consegna del piego non viene effettuata al destinatario “in persona”, l’operatore postale dà comunicazione a quest’ultimo a mezzo raccomandata, con costo a carico del mittente. Il piego viene depositato entro 2 giorni, in precedenza entro il giorno successivo, dal tentativo di notifica alle persone abilitate che si siano rifiutate di riceverlo.

Perdite d’impresa

In conseguenza delle modifiche operate dal Legislatore, in materia di perdite d’impresa, per le imprese in contabilità semplificata e ordinaria, come pure per i soci di società di persone in contabilità sia semplificata che ordinaria, vengono applicate le stesse norme previste per le società di capitali, compensazione redditi della stessa natura e riporto illimitato nei periodi successivi in misura non superiore all’80% del reddito realizzato.

Temporaneamente, in relazione alle perdite derivanti da imprese e partecipazioni in società a contabilità semplificata, vengono applicate le deroghe di seguito riportate:

  • le perdite maturate nell’anno 2018 sono compensabili in misura non superiore al 40% dei redditi nell’anno 2019 ed al 60% dei redditi nell’anno 2020;
  • le perdite maturate nell’anno 2019 sono compensabili nell’anno 2020 in misura non superiore al 60%.

Inoltre, per le perdite maturate nell’anno 2017 che si sono formate in capo a soggetti in contabilità semplificata, viene stabilito quanto di seguito:

  • sono compensabili nell’anno 2018 e nell’anno 2019 in misura non superiore al 40% del reddito;
  • sono compensabili nell’anno 2020 in misura non superiore al 60% del reddito.

Proroga iper ammortamento

Viene concessa la proroga dell’agevolazione del cosiddetto “iper ammortamento” che permette di maggiorare il costo di acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive situate in Italia a favore delle imprese che effettuano investimenti sulla base del modello industria 4.0.

Gli investimenti devono essere effettuati entro il 31/12/2019 oppure entro il 31/12/2020 a condizione che entro il 31/12/2019 l’ordine venga accettato dal venditore e venga effettuato il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

L’agevolazione viene concessa in misura scalare:

Investimenti Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni 170%
Da 2,5 a 10 milioni 100%
Da 10 a 20 milioni 50%
Oltre 20 milioni Non spettante

Per i soggetti che realizzano detti investimenti viene concesso il maxi ammortamento per i beni immateriali strumentali previsti alla Tabella B della Legge Finanziaria 2017.

Raccolta di prodotti selvatici

I redditi che derivano dall’esercizio occasionale delle attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi e di piante officinali spontanee vengono assoggettati ad un’imposta di 100,00 euro sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali.

Questo regime agevolato non trova però attuazione nei confronti della raccolta dei tartufi, rispetto alla quale viene previsto un apposito regime, che prevede la deduzione forfetaria del 22% e l’applicazione della ritenuta alla fonte del 23%.

Si evidenzia che l’aliquota agevolata del 10% trova applicazione con riferimento alla cessione di tartufi congelati, essiccati o preservati, immersi in acqua salata, solforata o addizionata e non quindi per la cessione di tartufi atti al pronto consumo.

Recupero edilizio, risparmio energetico, bonus arredi e bonus verde

Vengono prorogate alle spese sostenute fino a tutto il 31/12/2019 le agevolazioni maggiorate previste in materia di recupero edilizio e di risparmio energetico e ciò senza sostanziali modifiche. Vengono inoltre prorogati sia il bonus arredi che il bonus verde.

Regime dei compensi per le lezioni private e per le ripetizioni

Viene introdotto un nuovo regime agevolato che permette l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, pari al 15%, ai compensi derivanti da attività di lezioni private e di ripetizioni svolte da docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado.

Ricerca e sviluppo

In conseguenza delle modifiche apportate dalla Legge Finanziaria 2019, l’agevolazione può essere applicata solamente nel caso in cui le spese per attività di ricerca e sviluppo siano globalmente superiori a 30.000,00 euro e conseguano un incremento rispetto al periodo precedente.

Inoltre:

  • il tetto massimo di spesa viene ridotto da 20 a 10 milioni di euro;
  • il credito d’imposta viene riconosciuto in due diverse misure in base alla tipologia di spesa:
  • 50% per personale dipendente, contratti stipulati con università e con enti di ricerca, oppure stipulati con start up innovative;
  • 25% per personale titolare di rapporto di lavoro autonomo, strumenti ed attrezzature, competenze tecniche e privative industriali, materiali, forniture ed altri prodotti, contratti stipulati con imprese diverse da quelle incentivabili al 50%.

E’ da segnalare che già con decorrenza dall’anno 2018 non è più richiesto di allegare al bilancio la certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione, mentre per le imprese non obbligate alla revisione la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti. Viene invece prevista la stesura di una relazione tecnica. L’utilizzazione in compensazione, tramite il Modello F24, del credito d’imposta è vincolata all’avvenuto compimento dell’obbligo di certificazione del bilancio.

Riciclaggio materiali da raccolta differenziata

Per gli anni 2019 e 2020viene previsto ilriconoscimento di un credito d’imposta nella misura del 36% delle spese sostenute e documentate per l’acquisizione di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata di imballaggi biodegradabili e compostabili oppure derivanti dalla raccolta differenziata di carta e di alluminio.

Il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura massima di 20.000,00 euro annui per ogni beneficiario, non è imponibile a tassazione e può essere fruito unicamente in compensazione tramite il Modello F24.

Riconsegna licenze

Viene riconosciuto un indennizzo a favore dei commercianti che cessano l’attività procedendo alla riconsegna della licenza in Comune. L’indennizzo compete ai soggetti di almeno 62 (57 se donne) anni di età che risultano essere stati iscritti come minimo per 5 anni nella gestione Ivs. La richiesta dell’indennizzo deve essere effettuata mediante specifica domanda da presentare all’Inps. L’indennizzo è quantificato nell’importo di euro 513,00.

Rideterminazione del costo dei terreni e delle partecipazioni

Viene confermata la possibilità di potere rideterminare il costo di acquisto dei terreni e delle partecipazioni non quotate posseduti dalle persone fisiche alla data del 01/01/2019. L’aliquota sostitutiva, a differenza degli anni precedenti, è stata elevata alle aliquote di seguito indicate:

  • 10% per i terreni;
  • 10% per le partecipazioni non qualificate;
  • 11% per le partecipazioni qualificate.

Riduzione dei crediti d’imposta

Viene prevista l’emanazione di uno specifico provvedimento per quanto riguarda la diminuzione del credito d’imposta spettante:

  • per la vendita di libri al dettaglio;
  • agli esercenti sale cinematografiche;
  • alle imprese realizzatrici di prodotti editoriali.

Rientro pensionati in Italia

Le persone fisiche titolari di redditi da pensione erogati da istituti esteri che trasferiscono la propria residenza in un comune con una popolazione fino a 20.000 abitanti delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono effettuare l’opzione per l’assoggettamento dei redditi di qualsiasi categoria, percepiti da fonte estera oppure prodotti all’estero, all’imposta sostitutiva determinata nell’aliquota del 7%.

Tale opzione è valida per i primi cinque periodi d’imposta successivi a quello in cui viene effettuata, va indicata nella dichiarazione dei redditi ed il contribuente può manifestare la volontà di non avvalersi del suddetto regime con riferimento a redditi prodotti in uno o più stati esteri.

L’opzione può essere effettuata dalle persone fisiche che non sono state fisicamente residenti in Italia nei primi cinque periodi d’imposta precedenti a quello in cui viene effettuata.

Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni

Viene nuovamente proposta la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni posseduti dalle società di capitali e dagli enti commerciali che non hanno adottato i principi contabili internazionali.

La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio relativo all’esercizio 2018 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio chiuso al 31/12/2017.

Il saldo attivo di rivalutazione deve essere imputato a capitale oppure a riserva ed il contribuente può affrancare questa riserva, anche in misura parziale, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Ires e dell’Irap determinata nell’aliquota del 10%.

Il maggiore valore dei beni viene riconosciuto ai fini fiscali a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello nel quale è stata eseguita la rivalutazione, attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva determinata nelle aliquote di seguito indicate:

  • 16% per i beni ammortizzabili;
  • 12% per i beni non ammortizzabili.

Saldo e stralcio per i soggetti in difficoltà

Per i soggetti che si trovano in grave ed attestata situazione di difficoltà economica viene prevista la possibilità di estinguere i debiti derivanti dai carichi consegnati all’Agente per la riscossione dal 01/01/2000 al 31/12/2017 che derivano dall’omesso versamento di imposte e di contributi.

Lo stato di difficoltà viene considerato sussistente nella circostanza in cui l’Isee del nucleo familiare non sia maggiore a 20.000,00 euro.

Gli interessati potranno presentare apposita richiesta entro il prossimo 30/04/2019, mentre entro il 31/10/2019 l’Agente per la riscossione darà comunicazione ai soggetti interessati l’importo delle somme dovute ai fini della definizione, l’importo delle rate e la scadenza di ognuna.

In relazione all’importo delle rate viene previsto che la prima rata, in scadenza il 30/11/2019, sia pari al 35% dell’importo complessivo, mentre le rate successive, di importo pari al 20% ed al 15%, devono essere versare a decorrere dal 2020, entro il 31/07 ed il 30/11 di ogni anno.

L’importo da versare cambia a seconda del valore Isee:

Valore Isee Importo da versare
Fino a 8.500,00 16% della somma dovuta a titolo di capitale ed interessi
Da 8.500,00 a 12.500,00 20% della somma dovuta a titolo di capitale ed interessi
Superiore a 12.500,00 35% della somma dovuta a titolo di capitale ed interessi

Ai suddetti importi si devono aggiungere gli aggi ed i rimborsi delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

I carichi possono essere stralciati anche se risultano compresi in una delle precedenti definizioni dei ruoli.

Soppressione Iri

Viene soppresso il regime dell’Imposta sul Reddito Imprenditoriale.

Sport bonus

Avviene la conferma del riconoscimento di un credito d’imposta in favore dei soggetti che eseguono nell’anno 2019 erogazioni liberali per gli interventi di manutenzione e di restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture. Il credito d’imposta compete nella misura del 65% delle erogazioni liberali in denaro ed è suddiviso in 3 quote annuali di uguale importo.

Tale agevolazione viene riconosciuta alle persone fisiche ed agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile, mentre ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annuali.

Il credito d’imposta può essere usufruibile unicamente in compensazione tramite il Modello F24.

Sterilizzazione delle aliquote Iva e modifiche delle aliquote

Viene confermata la misura dell’aliquota Iva ordinaria al 22% e quella agevolata al 10% per l’anno 2019, vengono previsti aumenti per l’anno 2020, rispettivamente al 25,2% ed al 13%, e per l’anno 2021, con aliquota Iva ordinaria al 26,5%.

In relazione all’aliquota agevolata del 10%, viene deciso che questa trova applicazione anche con riferimento ai dispositivi medici a base di sostanze solitamente impiegate per cure mediche, prevenzione delle malattie, trattamenti medici e veterinari classificabili alla voce 3004 della nomenclatura combinata ex Regolamento UE n. 1925/2017.

Inoltre viene precisato che devono essere considerati compresi tra i prodotti di panetteria ordinaria anche i prodotti contenenti ingredienti e sostanze ammessi per la preparazione del pane, dei cracker, delle fette biscottate, con la sola inclusione degli zuccheri, destrosio e saccarosio, grassi e oli alimentari, cereali interi, semi, erbe e spezie.

Tassa automobilistica veicoli storici

Viene prevista la riduzione del 50% sull’importo del pagamento della tassa automobilistica per gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni in possesso del certificato di rilevanza storica e il cui riconoscimento di storicità è riportato sulla carta di circolazione.

Tassazione agevolata degli utili reinvestiti

A decorrere dall’anno 2019 viene introdotto un regime di tassazione agevolata degli utili reinvestiti che permette di applicare un’aliquota Ires del 15% per la parte corrispondente all’utile dell’anno 2018, nei limiti dell’ammontare degli investimenti realizzati in beni strumentali materiali nuovi e costo del personale dipendente assunto con contratto sia a tempo determinato che indeterminato.

Utilizzo contante turisti

Viene aumentato da 10.000,00 a 15.000,00 euro il limite per l’utilizzo del denaro contante da parte dei turisti che sono in possesso di cittadinanza diversa da quella italiana.

Web tax

In conseguenza delle modifiche apportate dalla Legge Finanziaria 2019, la cosiddetta Web tax viene applicata nei confronti dei soggetti che esercitano attività d’impresa che, nell’anno solare, conseguono congiuntamente ricavi globali pari ad almeno 750 milioni di euro e ricavi da servizi digitali realizzati in Italia pari ad almeno 5,5 milioni di euro.

L’imposta viene applicata nei confronti dei servizi di veicolazione su un’interfaccia digitale di pubblicità mirata, messa a disposizione di un’interfaccia che consente agli utenti di interagire, oppure trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo di un’interfaccia digitale. L’imposta dovuta viene calcolata con applicazione dell’aliquota del 3% al totale dei ricavi conseguiti dal soggetto passivo in ogni trimestre.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Legge Finanziaria 2019: le novità più rilevanti in materia fiscale (parte 1)

Con la Legge n. 145 del 30/12/2018, cosiddetta “Legge Finanziaria 2019”, il Legislatore ha introdotto numerose novità di carattere fiscale, le principali delle quali vengono di seguito illustrate.

Abolizione delle agevolazioni Irap

Viene abolita l’agevolazione che permetteva la deduzione Irap a favore di tutti i soggetti passivi per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d’imposta nelle regioni del sud.

Inoltre viene abolito il credito d’imposta, pari al 10% dell’Irap lorda che veniva riconosciuto a favore dei soggetti che non ricorrono all’impiego di lavoratori dipendenti.

Abrogazione Ires agevolata

Viene decretata l’abrogazione dell’Ires agevolata, all’aliquota del 12%, a favore degli enti senza scopo di lucro.

Acconto cedolare secca

L’acconto della cedolare secca, quantificato nella misura del 95% per l’anno 2020, verrà elevato al 100% nell’anno 2021.

Agevolazione Imu e Tasi al coniuge superstite

Nel caso di morte del comodatario dell’immobile, nel caso di applicazione dell’agevolazione Imu e Tasi prevista per le unità immobiliari date in comodato ai parenti in linea retta, l’incentivo, ma solamente in presenza di figli minori, continua a trovare applicazione anche nei confronti del coniuge superstite.

Agevolazioni ai soggetti colpiti da sisma

In relazione alle zone colpite dal sisma nella regione Emilia Romagna, viene riconosciuta l’esenzione dal versamento dell’Imu fino alla riedificazione dell’immobile ed in ogni caso fino alla data del 31/12/2019.

Sono prorogate le agevolazioni Zona Franca Urbana per le zone colpite dal sisma nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria.

Agevolazioni alle start-up innovative

In conseguenza di quanto previsto dalla Legge Finanziaria 2019 viene elevata l’agevolazione a favore delle start up innovative dal 30 al 40%, da usufruire sotto forma di detrazione dall’imposta oppure di deduzione dal reddito.

Nell’ipotesi di acquisizione dell’intero capitale sociale da un soggetto Ires, la percentuale di agevolazione per l’anno 2019 viene elevata al 50%.

Agevolazioni e contributi auto

Per i soggetti che acquistano, anche tramite leasing, e che immatricolano in Italia, dal 01/03/2019 al 31/12/2021, un veicolo di categoria M1 con prezzo risultante dal listino ufficiale inferiore a 50.000,00 euro, viene riconosciuto un contributo parametrato alle emissioni per chilometro in caso di rottamazione del precedente veicolo e un contributo parametrato al numero dei grammi di biossido di carbonio per chilometro senza rottamazione del precedente veicolo.

Con rottamazione veicolo
CO2 g/km Importo contributo
Fino a 20 6.000,00 euro
Da 21 a 70 2.500,00 euro
Senza rottamazione veicolo
CO2 g/km Importo contributo
Fino a 20 4.000,00 euro
Da 21 a 70 1.500,00 euro

Inoltre viene previsto il pagamento a carico dell’acquirente di un’imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro eccedenti la soglia di 160 CO2 g/km per gli acquisti di auto nuove a decorrere dal 01/03/2019 al 31/12/2021.

CO2 g/km Importo imposta
Da 161 a 175 1.100,00 euro
Da 176 a 200 1.600,00 euro
Da 201 a 250 2.000,00 euro
Oltre a 250 2.500,00 euro

Ammortamento dell’avviamento e dei beni immateriali

Le quote di ammortamento riguardanti il valore di avviamento, per le quali sono state destinate attività per imposte anticipate, non ancora dedotte fino al periodo d’imposta in corso al 31/12/2017 risultano deducibili nei termini di seguito indicati:

Periodo d’imposta Deducibilità
2019 5%
2020 3%
2021 10%
2022-2027 12%
2028-2029 5%

Aumento del Preu

Con decorrenza dal 01/01/2019 viene previsto l’aumento del Prelievo Erariale Unico relativo a new slot-AWP (+1,35) e alle video lottery – VLT (+1,25).

In conseguenza dei suddetti aumenti, che vanno ad aggiungersi a quelli già stabiliti, la tassazione degli apparecchi new slot passerà dal 20,60% dal 01/01/2019 al 20,95% dal 01/01/2023, mentre gli apparecchi video lottery verranno tassati dal 7,5% a partire dal 01/01/2019 al 7,85% a partire dal 01/01/2023.

In contemporanea il payout viene quantificato al 68% per gli apparecchi new slot ed all’84% per gli apparecchi video lottery.

Blocco delle aliquote Tasi

Relativamente alla Tasi viene effettuata la conferma del blocco del carico dell’imposizione per l’anno 2019 rispetto a quello dell’anno 2015.

Bonus asili nido

Viene aumentato da 1.000,00 a 1.500,00 euro il cosiddetto bonus asilo nido per gli anni 2019-2020-2021. Il bonus viene corrisposto in 11 quote mensili per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati nonché per il supporto nella propria abitazione dei bambini di età inferiore a 3 anni, che sono affetti da gravi patologie croniche.

Bonus cultura

Anche per l’anno 2019 viene riproposto il bonus cultura a favore dei residenti in Italia che compiono i 18 anni nello stesso anno.

Bonus formazione 4.0

Viene prorogato al 31/12/2019 il bonus formazione 4.0 sulle spese sostenute, concesso sotto forma di credito d’imposta, con definizione della misura dell’agevolazionediversificata in base alle dimensioni dell’impresa, come specificato nella tabella che segue:

Tipologia impresa Misura agevolazione
Piccola impresa 50%
Media impresa 40%
Grande impresa 30%

Bonus pubblicità

Per quanto riguarda il bonus pubblicità viene introdotto, quale vincolo aggiuntivo, il rispetto della disciplina de minimis.

Canone Rai

Viene definito a regime l’importo del canone Rai nella misura di 90,00 euro annuali.

Cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali

Viene confermata l’applicazione della cedolare secca all’aliquota del 21% ai contratti di locazione stipulati nell’anno 2019 riguardanti unità classificate nella categoria C/1 di superficie fino a 600 metri quadrati,escluse le pertinenze, nonché le relative pertinenze affittate congiuntamente.

E’ da osservare che la cedolare secca non può essere applicata ai contratti redatti nell’anno 2019 se alla data del 15/10/2018 “risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamenterispetto alla scadenza naturale”.

Contributo acquisto veicoli elettrici ed ibridi

A favore degli acquirenti di veicoli elettrici ed ibridi di categoria L1-L3 nuovi di fabbrica, con contestuale rottamazione di un veicolo della stessa categoria, viene previsto un contributo pari al 30% del prezzo di acquisto fino ad un massimo di 3.000,00 euro, nel caso in cui il veicolo rottamato sia di categoria euro 0, euro 1 ed euro 2.

Contributo per registratore di cassa

Ai fini dell’acquisto o dell’adattamento del registratore di cassa per la memorizzazione o la trasmissione dei corrispettivi viene previsto un contributo pari al 50%, per un massimo di 250,00 euro per gli anni 2019 e 2020. Invece nel caso di adattamento l’importo massimo del contributo è pari a 50,00 euro. Il contributo viene accordato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite il Modello F24.

Credito d’imposta amianto

Viene introdotto un credito d’imposta a favore delle erogazioni liberali in denaro eseguite nei periodi d’imposta seguenti a quello in corso al 31/12/2018 indirizzate ad interventi su edifici e su terreni pubblici allo scopo di bonificare e di rimuovere l’amianto.

Tale credito d’imposta è pari al 65% delle erogazioni effettuate e compete alle persone fisiche ed agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile, ed ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annuali.

Credito d’imposta edicole

Viene riconosciuto, in favore degli esercenti attività commerciali operanti unicamente nella vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici, un credito d’imposta pari a 2.000,00 euro, parametrato agli importi pagati a titolo di Imu, Tasi, Cosap e Tari con riferimento ai locali dove viene svolta l’attività di vendita, nonché ad altre eventuali spese di locazione ed altre spese specificate da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’agevolazione viene riconosciuta anche nel caso di vendita commerciale non esclusiva, se l’attività rappresenta il solo punto vendita nel territorio del Comune.

Detrazione acquisto infrastrutture ricarica veicoli elettrici

Per i soggetti che dal 01/03/2019 al 31/12/2021 sostengono spese relative all’acquisto o alla posa di infrastrutture di ricarica dei veicoli ad energia elettrica, viene riconosciuta una detrazione pari al 50% delle spese sostenute calcolate su un ammontare complessivo non superiore a 3.000,00 euro, in 10 quote annuali di pari importo.

Questa agevolazione è applicabile anche in relazione alle spese effettuate su parti comuni condominiali.

Le infrastrutture di ricarica oggetto della detrazione devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard e non devono risultare accessibili al pubblico.

Detrazione per cani guida

La detrazione forfetaria spettante alle persone non vedentiper il mantenimento dei cani guida viene elevata a 1.000,00 euro annuali.

Eliminazione Ace

Viene eliminata l’agevolazione riguardante l’Aiuto alla Crescita Economica.

Esenzione imposta bollo per associazioni e società sportive dilettantistiche

L’esonero dall’imposta di bollo per gli atti, i documenti, le istanze, ecc., prevista a favore delle Onlus, federazioni sportive, enti di promozione, viene riconosciuta anche a favore delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche.

Estromissione immobili imprese individuali

Con efficacia dal 01/01/2019 viene nuovamente proposta la possibilità di estromissione degli  immobili da parte degli imprenditori individuali con applicazione di un’imposta sostitutiva stabilita nell’aliquota dell’8%.

Tale possibilità viene prevista per gli immobili strumentali per natura posseduti alla data del 31/10/2018.

Fatturazione elettronica a consumatori finali

Nel caso di emissione di fattura elettronica nei confronti di consumatori finali, la copia del documento elettronico viene messa a disposizione nell’area riservata solamente dietro richiesta del consumatore finale.

Fattura elettronica e Sistema Tessera Sanitaria

Viene disposto che per le prestazioni che rientrano nella comunicazione al Sistema Tessera Sanitaria i contribuenti non possonoemettere la fattura elettronica.

Inoltre viene previsto che i soggetti tenuti all’invio dei dati al STS possono provvedere alla memorizzazione elettronica dei dati al STS relativamente ai corrispettivi globali giornalieri.

I dati trasmessi al STS possono essere utilizzati solamente dalle Pubbliche Amministrazioni per l’applicazione delle disposizioni in materia sia fiscale che doganale, ovvero in forma aggregata per il controllo della spesa sanitaria.

Flat tax

Con decorrenza dall’anno 2020 i soggetti con ricavi e compensi compresi tra i 65.001,00 e i 100.000,00 euro potranno accedere ad un regime agevolato con applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive pari al 20%.

In conseguenza dell’applicazione di questo regime, i contribuenti non sono tenuti ad eseguire le ritenute alla fonte e sono esonerati dall’applicazione dell’Iva.

Imposta di registro riqualificazione atti

Viene riconosciuta la natura di norma di interpretazione autentica all’articolo 1, comma 87, della Legge Finanziaria 2018 che ha limitato l’utilizzo dell’articolo 20 del Testo Unico dell’Imposta di Registro escludendo le ipotesi di riqualificazione degli atti soggetti ad imposta di registro.

Imposta unica su concorsi, pronostici e scommesse

A decorrere dal 01/01/2019, relativamente ai concorsi, ai pronostici ed alle scommesse, viene prevista l’applicazione dell’imposta unica nelle misure di seguito indicate:

  • 25% delle somme che non risultano restituite al giocatore nei giochi di abilità a distanza con vincita in denaro e per il gioco dei bingo a distanza;
  • 20% per le scommesse a quota fissa, con esclusione di quelle ippiche, nella misura del 20% se la raccolta avviene su rete fisica, e del 24% se la raccolta avviene a distanza, applicata alla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte;
  • 22% per le scommesse a quota fissa su eventi simulati calcolati sulla raccolta al netto delle somme che vengono restituite in vincite.

Imposte pubblicitarie e diritti pubbliche affissioni

Ai Comuni viene concessa la possibilità di poter aumentare fino al 50% le tariffe dell’imposta sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni per quanto riguarda le superfici superiori al metro quadrato, le frazioni di esso vengono arrotondate a mezzo metro quadrato.

Imu sugli immobili strumentali

Viene previsto l’aumento dal 20% al 40% della deducibilità dal reddito d’impresa dell’Imu attinente agli immobili strumentali.

Interessi passivi imprese immobiliari

Non rilevano ai fini dell’applicazione dell’articolo 96 del Testo Unico Imposte sui Redditi gli interessi passivi derivanti da finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione per le società che esercitano in via effettiva e prevalente attività immobiliare.

Modifiche al regime forfetario

Viene apportata una rilevante modifica al regime forfetario che permette, nel complesso, di ampliare la cerchia di applicazione dell’istituto e di diminuire le condizioni al momento in vigore che lo precludevano. In conseguenza delle modifiche introdotte, il regime forfetario troverà applicazione nel limite massimo di ricavi/compensi di 65.000,00 euro annuali senza nessuna differenziazione attinente all’attività esercitata.

Viene per di più permesso il passaggio al regime forfetario, con l’applicazione dell’aliquota agevolata, ai soggetti che hanno aderito al regime dei minimi nel corso dell’anno 2015 fino al compimento del quinquennio agevolato (2015-2019).

Proseguirà, invece, a trovare applicazione il coefficiente di redditività previsto per il computo del reddito imponibile e previsto tra il 40%, per il commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, e l’86%, per le costruzioni e le attività immobiliari.

Riguardo alle condizioni di applicazione del regime viene disciplinata l’eliminazione delle condizioni previsteal comma 54, che riguardano le spese per lavoro accessorio, dipendenti, collaboratori superiori ad euro 5.000,00 ed il costo globale dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non superiore a 20.000,00 euro. Salva la circostanza in cui esistano condizioni di esclusione dal regime, i contribuenti potranno accedere all’istituto nel caso in cui nell’anno precedente non abbiano avuto ricavi o compensi oltre la soglia prevista di 65.000,00 euro, a prescindere dagli importi sostenuti per le collaborazioni e per i beni strumentali.

Le modifiche proposte prevedono la variazione di due delle ipotesi di esclusione dal regime. Nel complesso, le modifiche prevedono:

  1. la riduzione dei limiti fissati in materia di lavoro subordinato;
  2. la previsione di limiti più ristretti in materia di partecipazione a società ed associazioni.

Precisamente viene impedito l’accesso al regime in qualsivoglia ipotesi di partecipazione a società a responsabilità limitata, mentre precedentemente l’esclusione riguardava soltanto le società a responsabilità limitata trasparenti.

In relazione alla definizione del reddito imponibile vengono riportati nella tabella che segue i coefficienti utilizzabili nell’anno 2019:

Gruppo di settore Codici Ateco Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10-11) 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41-42-43) – (68) 86%
Intermediari del commercio 46.1 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55-56) 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64-65-66) – (69-70- 71-72-73-74-75) – (85) – (86-87-88) 78%
Altre attività economiche (01-02-03) – (05-06- 07-08-09) – (12-13-14-15-16-17-18-19-20-21- 22-23-24-25-26-27-28- 29-30-31-32-33) – (35) – (36-37-38-39) – (49- 50-51-52-53) – (58-59- 60-61-62-63) – (77-78- 79-80-81-82) – (84) – (90-91-92-93) – (94- 95-96) – (97-98) – (99) 67%

Nel dettaglio, i contribuenti forfetari definiscono il reddito imponibile applicando all’importo dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività differenziato a seconda del codice Ateco che caratterizza l’attività svolta. Sul reddito imponibile così determinato viene applicata un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, pari al 15%. Nel caso di imprese familiari l’imposta sostitutiva, conteggiata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge ed ai collaboratori familiari, è dovuta dall’imprenditore titolare dell’impresa.

Al fine di sostenere l’inizio di nuove attività, per il periodo d’imposta nel quale l’attività viene iniziata e per i quattro successivi, l’aliquota dell’imposta sostitutiva è fissata nella misura del 5%, con i vincoli di seguito riportati:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 54, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, con esclusione del caso in cui l’attività in precedenza svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;

nel caso in cui venga continuata un’attività precedentemente da un altro soggetto, l’importo dei relativi ricavi e compensi, conseguiti nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia maggiore ai limiti previsti.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Costi chilometrici veicoli aziendali: pubblicate le tabelle ACI per il 2019

L’Agenzia delle Entrate, con il Comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’ACI), Serie generale n. 295, Supplemento Ordinario n. 57, di giovedì 20 dicembre 2018, ha diffuso le tabelle predisposte dall’ACI con i costi chilometrici di esercizio per l’anno 2019 di autoveicoli, motocicli, microcar e ciclomotori (articolo 3, comma 1, Decreto Legislativo n. 314 del 2 settembre 1997).

Le tabelle si riferiscono alle categorie di veicoli di seguito indicate:

  • autoveicoli a benzina, in produzione;
  • autoveicoli a gasolio, in produzione;
  • autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano o metano esclusivo;
  • autoveicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in, in produzione
  • autoveicoli a benzina, fuori produzione.
  • autoveicoli a gasolio, fuori produzione;
  • autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano e metano esclusivo, fuori produzione;
  • autoveicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in, fuori produzione;
  • motoveicoli, ciclomotori, microcar.

Le tabelle, che risultano suddivise per tipo di alimentazione, marca e modello, sono indispensabili per poter conteggiare l’importo dei rimborsi spettanti ai dipendenti, ai collaboratori od ai professionisti che utilizzano il proprio veicolo svolgendo attività a favore del datore di lavoro ed anche per il calcolo del fringe-benefit, ossia della retribuzione in natura derivante dalla concessione in uso ai dipendenti dei veicoli aziendali che vengono utilizzati ad uso promiscuo sia per esigenze di lavoro che per esigenze personali.

ACI

Si ricorda che le tabelle ACI del benefit veicoli vengono elaborate sulla base di una percorrenza annuale di 15.000 chilometri, che risulta quella prevista dalla normativa fiscale per il computo del reddito da riportare in busta paga. Il fringe benefit annuale, indicato nell’ultima colonna a destra è ottenuto moltiplicando il costo al chilometro del veicolo interessato per 15.000 e conteggiando poi il 30% del risultato, percentuale che la normativa fiscale attribuisce all’uso privato da parte del dipendente.

E’ possibile determinare i valori relativi ad ogni singolo veicolo, selezionando i parametri di seguito indicati:

  • categoria di veicoli (autovetture, fuoristrada, autofurgoni, motocicli, ciclomotori, microcar);
  • elenco marche e modelli;
  • alimentazione (benzina, gasolio, gpl, metano, ibrida, elettrica);
  • veicoli in produzione e fuori produzione.

Accedendo al sito dell’ACI, all’indirizzo internet www.aci.it c’è la possibilità di eseguire il conteggio direttamente online. Nell’ipotesi in cui il veicolo sia un nuovo modello, non riportato nelle tabelle, l’importo dovrà essere calcolato prendendo come riferimento quello che per tutte le sue caratteristiche risulti essere più similare al veicolo in questione.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Le novità sui termini di emissione e di registrazione delle fatture elettroniche

Mouse fatture elettronicheIl Decreto Legge n. 119 del 23/10/2018, in vigore dal 24/10/2018, è stato convertito, con modificazioni, nella Legge n. 136 del 17/12/2018, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18/12/2018, in vigore dal 19/12/2018.

Tra le novità più rilevanti in materia di Iva, si segnalano quelle di seguiti indicate:

  • con decorrenza dal 01/07/2019, la possibilità di emissione della fattura entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione, indicando la data di esecuzione sul documento medesimo;
  • la possibilità di annotare le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento allo stesso mese;
  • la soppressione della numerazione progressiva delle fatture ricevute, dal momento che l’adempimento viene eseguito in via automatica per le fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio;
  • la possibilità, per il cessionario o committente, di esercitare il diritto alla detrazione, entro il giorno 16 di ogni mese, in relazione all’imposta che emerge dai documenti di acquisto ricevuti ed annotati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di esigibilità dell’imposta.

Si precisa che risultano esclusi dalla norma i documenti riguardanti operazioni effettuate nell’anno precedente.

Variazione dei termini di emissione delle fatture

In conseguenza della modificazione del comma 4, dell’art. 21, del D.P.R. n. 633/1972, con decorrenza dal 01 luglio 2019, la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dall’esecuzione dell’operazione.

I soggetti che si avvalgono di tale opportunità devono evidenziarla nel documento, precisando in ogni caso:

  • la data nella quale è stata effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi;

ovvero:

  • la data nella quale è stato corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, come previsto dal nuovo art. 21, comma 2, lettera g-bis), del D.P.R. n. 633/1972);
  • la data di emissione del documento.

L’ampliamento del termine per l’emissione delle fatture non va a contrastare le disposizioni contenute nella Direttiva n. 2006/112/CE, in particolare con l’art. 222 della stessa, né va a cambiare il momento di esigibilità dell’imposta ed i termini per la conseguente liquidazione.

La nuova disposizione non è comunque limitata all’ambito della fatturazione elettronica, ma ha valore a livello generale.

Relativamente alla fattura elettronica, tenuto conto che tale documento può considerarsi emesso al momento della trasmissione attraverso il Sistema di Interscambio, di conseguenza il file in formato xml potrà essere trasmesso al SdI entro il nuovo termine di 10 giorni consentito dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.

Annotazione delle fatture emesse

In conseguenza delle modifiche apportate dal Decreto all’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972, il soggetto passivo deve eseguire l’annotazione delle fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di compimento dell’operazione e con riferimento al mese stesso.

Come risulta evidenziato nella Relazione esplicativa al Decreto, in buona sostanza potranno essere annotate entro il nuovo termine tutte le fatture emesse, ed esattamente:

  • le fatture immediate;
  • le fatture differite / riepilogative, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera a), del D.P.R. n. 633/1972;
  • le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese verso soggetti UE, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera c), del D.P.R. n. 633/1972;
  • le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese / ricevute da soggetti extra-UE, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera d), del D.P.R. n. 633/1972.

Sono escluse dalla disposizione le fatture riguardanti le cessioni di beni eseguite dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera b), del D.P.R. n. 633/1972, che devono essere invece registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione, con riferimento al mese stesso.

La disposizione rispetta quanto stabilito dall’art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633/1972, il quale prevede che, a decorrere dal 01 luglio 2019, le fatture possano essere emesse entro il termine di 10 giorni dalla data di effettuazione delle operazioni.

Pc fatturazione elettronica

Registrazione delle fatture ricevute

Viene variato l’art. 25, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, il quale, nel suo nuovo testo, stabilisce che il soggetto passivo è obbligato ad annotare in apposito registro le fatture e le bollette doganali relative ai beni e servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa arte o professione, ivi comprese quelle emesse ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972.

Di conseguenza viene abolita la numerazione progressiva delle fatture prevista dalla norma precedentemente vigente, dal momento che tale adempimento risultaperaltroottemperato, in via automatica, per le fatture elettroniche che siano inviate attraverso il Sistema di Interscambio, vista la non modificabilità del documento elettronico inviato tramite SdI.

Registrazione delle fatture ricevute e diritto alla detrazione dell’Iva

Come precisato dalla Relazione illustrativa al Decreto Legge n. 119/2018, tenuto conto della definizione dei nuovi termini per l’emissione delle fatture e dei tempi di ricevimento della fattura elettronica, che potrebbe venire consegnata al cessionario / committente oltre il periodo in cui l’imposta diventa esigibile, è in previsione una modificazione del comma 1, dell’art. 1, del D.P.R. n. 100/1998, con lo scopo di evitare che lo stesso cessionario / committente possa subire uno svantaggio di natura finanziaria per effetto del ritardo della detrazione.

La disposizione, in vigore dal 24/10/2018, stabilisce che entro il giorno 16 di ogni mese possa essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta riferita ai documenti di acquisto ricevuti e registrati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di esecuzione dell’operazione.

Rimangono esclusi da questa norma i documenti riguardanti operazioni effettuate nell’anno precedente. Al momento attuale, in mancanza di specifiche informazioni, non viene ritenuto che la disposizione possa avere carattere interpretativo e/o retroattivo, considerato che il Decreto Legge n. 119/2018 modifica l’art. 1, comma 1, del D.P.R. n. 100/1998 per i fini sopra evidenziati, e tenuto conto anche il fatto che la già citata Relazione illustrativa richiama la prassi precedente, nello specifico la Circolare Agenzia delle Entrate n. 1 del 17/01/2018, nella  quale viene chiarito che, in conseguenza delle modifiche apportate dal Decreto Legge n. 50/2017 agli articoli 19 e 25 del D.P.R. n. 633/1972, il cessionario / committente può esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva, dopo aver registrato la fattura, nella liquidazione relativa al mese nel quale il documento stesso è stato ricevuto.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

In arrivo gli avvisi di anomalia tra i dati fatture e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva

Attraverso il Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che saranno inviati avvisi di anomalia ai soggetti che non hanno trasmesso le comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva, di cui all’art. 21-bis del Decreto Legge n. 78/2010, al contrario, nel caso in cui siano stati comunicati all’Amministrazione Finanziaria, nel trimestre di riferimento, i dati relativi a fatture emesse, in osservanza agli obblighi di cui all’art. 21 del Decreto Legge n. 78/2010.

Sono le comunicazioni che l’Agenzia delle Entrate invia “al fine di promuovere l’adempimento spontaneo” e che permettono ai titolari di partita Iva di poter, in ipotesi, fornire elementi, fatti e circostanze non a conoscenza dell’Amministrazione Finanziaria, in grado di motivare le anomalie o di procedere alla rettifica di possibili errori, usufruendo di una riduzione delle sanzioni, in base a quanto stabilito dall’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997.

Gli avvisi di anomalia vengono inviati ai soggetti passivi agli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dai medesimi a norma dell’art. 16, commi 6 e 7, del Decreto Legge n. 185/2008 e dell’art. 5, comma 1, del Decreto Legge n. 179/2012, ma in ogni caso potranno essere consultati tramite accesso al portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Consultazione” dell’area “Dati rilevanti ai fini Iva”, dove potranno essere rintracciati sia i dati relativi al numero di documenti trasmessi dal soggetto passivo e dai suoi clienti per il trimestre di riferimento, che i dati identificativi di clienti e fornitori ed i dati di dettaglio dei documenti emessi e ricevuti.

Agenzia delle Entrate

Introduzione

L’art. 1, comma 634, della Legge di Stabilità 2015 ha stabilito che, allo scopo di facilitare la trasparenza e la collaborazione nel rapporto tra Fisco e contribuente, l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione dello stesso o dell’intermediario abilitato, gli elementi e le informazioni relative “ai ricavi o compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione … alle agevolazioni, deduzioni o detrazioni nonché ai crediti d’imposta, anche qualora gli stessi non risultino spettanti”.

È stata in sostanza inserita una particolare forma di collaborazione tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate, finalizzata all’ottemperamento degli obblighi tributari ed all’emersione spontanea delle basi imponibili.

Questa attività si è tradotta con l’inoltro, dall’anno 2015, di una serie di comunicazioni di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per il periodo d’imposta 2018 la suddetta attività ha riguardato le anomalie di seguito riportate:

  • omessa dichiarazione, per il 2016, delle attività finanziarie possedute all’estero e dei redditi eventualmente incassati;
  • presenza di fatture emesse e mancata presentazione del modello Iva 2018 ovvero presentazione dello stesso con la sola compilazione del quadro VA;
  • raffronto dei dati indicati nel quadro VE del modello Iva 2017 rispetto ai dati  ricavabili dallo spesometro 2016;
  • omessa o non corretta indicazione dei dati nei modelli studi di settore per il triennio 2014/2016.

L’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018, allo scopo di incoraggiare  l’ottemperamento degli obblighi tributari e facilitare l’emersione spontanea delle basi imponibili, ha reso noto di aver messo a disposizione di specifici contribuenti soggetti passivi Iva le informazioni che derivano dal raffronto tra:

  • i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate dai contribuenti stessi e dai loro clienti soggetti passivi Iva;
  • i dati relativi alle Comunicazioni liquidazioni periodiche Iva.

Nello specifico, vengono messe a disposizione le informazioni dalle quali risulta che, relativamente al trimestre di riferimento, sono stati comunicati dati di fatture emesse e non risulta presentata nessuna Comunicazione liquidazioni periodiche Iva.

La comunicazione delle anomalie tra i dati fatture e le liquidazioni periodiche Iva

La comunicazione connessa alle anomalie in esame comprende le informazioni di seguito indicate:

  • codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
  • numero identificativo della comunicazione, anno d’imposta e trimestre di riferimento;
  • codice atto;
  • modalità tramite le quali consultare gli elementi informativi di dettaglio riguardanti l’anomalia rilevata;
  • invito a fornire chiarimenti ed idonea documentazione, anche attraverso il canale di assistenza CIVIS, nel caso in cui il contribuente individui delle inesattezze nei dati delle fatture in possesso dell’Agenzia delle Entrate oppure intenda tuttavia fornire elementi in grado di giustificare la presunta anomalia.

In particolare, vengono resi disponibili i dati di seguito indicati:

  • numero dei documenti trasmessi dal contribuente e dai suoi clienti / fornitori per il trimestre di riferimento;
  • dati identificativi dei clienti e dei fornitori (denominazione / cognome e nome / identificativo estero / codice fiscale / partita Iva);
  • dati di dettaglio dei documenti emessi / ricevuti:
    • tipo documento;
    • numero documento;
    • data emissione e, per le fatture di acquisto, data di registrazione;
    • imponibile / importo;
    • aliquota Iva ed importo dell’imposta;
    • natura operazione;
    • esigibilità Iva;
  • dati relativi al flusso di trasmissione (identificativo SdI / file, data di invio e numero della posizione del documento all’interno del file).

Le modalità di invio delle comunicazioni di anomalia

Gli avvisi di anomalia vengono recapitati ai soggetti passivi agli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dagli stessi ai sensi dell’art. 16, commi 6 e 7, del Decreto Legge n. 185/2008 e dell’art. 5 comma 1, del Decreto Legge n. 179/2012, ma saranno tuttavia consultabili tramite accesso al portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Consultazione” dell’area “Dati rilevanti ai fini Iva”, in cui potranno essere recuperati sia i dati relativi al numero di documenti trasmessi dal soggetto passivo e dai suoi clienti per il trimestre di riferimento, che i dati identificativi di clienti e fornitori e i dati di dettaglio dei documenti emessi e ricevuti.

Le attività del contribuente destinatario della comunicazione

Come stabilito dal Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018, il contribuente, anche attraverso un intermediario abilitato, può richiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate, a mezzo di e-mail da inviare agli indirizzi riportati nella comunicazione, ovvero comunicare eventuali elementi, fatti e circostanze non a conoscenza di quest’ultima.

Infatti, con la comunicazione in questione, l’Agenzia delle Entrate invita il contribuente “a fornire chiarimenti e idonea documentazione”, anche tramite CIVIS, nel caso in cui quest’ultimo individui delle inesattezze nei dati delle fatture in possesso dell’Agenzia delle Entrate ovvero intenda tuttavia fornire elementi in grado di giustificare la presunta anomalia.

I dati e le informazioni contenuti nella comunicazione verranno inoltre messi a disposizione della Guardia di Finanza.

Il contribuente destinatario della comunicazione può procedere alla regolarizzazione degli errori / violazioni tramite il ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997, “beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse”.

Tale possibilità è garantita nell’ambito delle forme di collaborazione fra Amministrazione Finanziaria e contribuente, la cosiddetta “compliance”.

Di conseguenza, come menzionato nelle motivazioni del Provvedimento, i procedimenti di regolarizzazione potranno essere posti in essere a prescindere dal fatto che la violazione sia stata già constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali il soggetto passivo interessato abbia già avuto conoscenza ufficiale, con il vincolo che:

  • non sia già stato notificato un atto di liquidazione, di irrogazione di sanzioni o di accertamento;
  • non sia già stata ricevuta una comunicazione di irregolarità di cui all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 o di cui all’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973.
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Compensi gli amministratori: breve riepilogo degli adempimenti di fine anno

Compensi fine anno amministratoriE’ doveroso premettere che l’art. 95, comma 5, del T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), stabilisce che “i compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti”.

Di conseguenza, allo scopo che il compenso spettante agli amministratori di società possa essere deducibile nell’esercizio in cui è corrisposto,e pertanto non si debba rinviare la deduzione del costo, è indispensabile che la società provveda a corrispondere il saldo del debito entro il 31 dicembre, quindi entro l’ultimo giorno del periodo d’imposta, con la possibilità, però, di potere utilizzare il principio della cosiddetta “cassa allargata”, venendo meno al generale principio fiscale della competenza, perciò con inserimento dei compensi pagati fino al 12 gennaio dell’anno successivo, ma solamente nel caso in cui il compenso percepito dall’amministratore rappresenti per quest’ultimo reddito assimilato a quello di lavoro dipendente.

In caso contrarioil costo dovrà rimanere imputato in bilancio, ma non potrà essere dedotto dalla base imponibile, dovrà essere operata una variazione in aumento nel modello della dichiarazione dei redditi, con consequenziale aumento del carico fiscale del periodo e diminuzione del risultato netto di esercizio.

In base al richiamato principio di cassa allargata, i compensi che vengono corrisposti entro il 12 gennaio, sono in ogni caso deducibili da parte della società erogante nel periodo di imposta precedente.

Comunque, per poter utilizzare il principio di cassa allargata, è indispensabile distinguere se l’amministratore percepisce i compensi in qualità di:

  • libero professionista nell’esercizio dell’attività propria e pertanto il compenso rappresenta reddito di lavoro autonomo, come precisato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 50/E del 12 giugno 2002, punto 7.1;
  • altra qualifica professionale e pertanto il compenso rappresenta reddito assimilato a quello di lavoro dipendente.

La suddetta distinzione è essenziale dal momento che il principio di cassa allargata può valere solamente per i redditi assimilati a quelli dilavoro dipendente, ma non per i redditi percepiti in qualità di libero professionista.

Riassumendo i compensi degli amministratori, da un punto di vista fiscale, possono assumere differente natura in base alla tipologia di soggetto che riveste detta carica, come precisato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 67/E/2001 e dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 105/E/2001.

Nello specifico, i compensi che vengono percepiti dagli incarichi di amministratore, di sindaco o di revisore di società ed enti vengono considerati:

  • come principio generale, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente perché rientrano nelle cosiddette “collaborazioni coordinate e continuative”;
  • in via straordinaria, redditi di lavoro autonomo quando l’incarico di amministratore rientra nei compiti istituzionali oggetto della libera professione.

Conseguentemente, per l’anno 2018:

  • nel caso di amministratore libero professionista, che emette fattura nei confronti della società per il proprio compenso, non vale il dettame di cui sopra, ma quella della deduzione del compenso solo se effettivamente pagato entro la data del 31 dicembre 2018;
  • nel caso di amministratore non professionista, vale il dettame in base al quale i compensi corrisposti entro il 12 gennaio 2019, sono deducibili dalla società erogante nel periodo di imposta precedente, in osservanza al principio di cassa allargata.

L’amministratore libero professionista

I redditi che derivano da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, quali, a titolo di esempio, cariche di amministratore, di sindaco o di revisore di società, di collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, di partecipazione a collegi ed a commissioni, rientrano nell’ambito di quelli professionali, a condizione che le cariche ricoperte o le collaborazioni rientrino nei compiti istituzionali inclusi nell’attività di lavoro autonomo.

In base al paragrafo 2 della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 67/E/2001, allo scopo di determinare se possa sussistere o meno un collegamento tra l’attività di collaborazione e quella di lavoro autonomo esercitata è necessario stabilire se, per l’esercizio dell’attività di collaborazione, “siano necessarie conoscenze tecnico giuridiche direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente. In tale ipotesi i compensi percepiti per lo svolgimento di tale attività saranno assoggettati alle regole previste per i redditi di lavoro autonomo”.

L’amministratore non professionista

L’inserimento dei redditi che derivano da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nell’ambito dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente richiede che, ai fini IRPEF, si possano rendere adottabili i dettami contenuti nell’art. 51 del T.U.I.R., in base al quale il reddito imponibile: “(…) è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.

Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono”.

Alle somme percepite da parte degli amministratori non professionisti è applicabile il cosiddetto principio di cassa allargatain base al quale si considerano percepite nel periodo d’imposta anche le somme corrisposte dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello al quale si riferiscono.

Deducibilità compensi amministratori
Compensi corrisposti agli amministratori

La deducibilità ai fini fiscali dei compensi corrisposti agli amministratori

L’art. 95, comma 5, del T.U.I.R. stabilisce che “i compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti”.

Per questo motivo, affinché il compenso spettante agli amministratori di società possa essere deducibile nell’esercizio in cui è corrisposto, e pertanto non si debba rinviare la deduzione del costo, è indispensabile che la società provveda a corrispondere il saldo del debito entro il 31 dicembre, quindi entro l’ultimo giorno del periodo d’imposta.

In caso contrarioil costo dovrà rimanere imputato in bilancio, ma non potrà essere dedotto dalla base imponibile, dovrà essere operata una variazione in aumento nel modello della dichiarazione dei redditi, con consequenziale aumento del carico fiscale del periodo e diminuzione del risultato netto di esercizio.

Ciò nonostante, si deve tenere in considerazione che icompensi pagati fino al 12 gennaio, sono deducibili da parte della società erogante nel periodo di imposta precedente, nel rispetto del criterio di cassa allargata.

Precisamente, la società deduce dal proprio reddito i compensi spettanti agli amministratori nell’esercizio di erogazione, quindi con il criterio di cassa, con la possibilità di poter applicare il principio di cassa allargata,venendo meno al generale principio fiscale della competenza, a condizione che provveda al pagamento dei compensi entro il 12 gennaio dell’anno successivo.

Ovviamente rimane inteso che il criterio di cassa allargata è valido solamente per i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, ma non per i redditi percepiti in qualità di libero professionista.

La deducibilità dei compensi corrisposti all’amministratore libero professionista

Nella circostanza in cui l’amministratore sia un libero professionista e, perciò, per il proprio compenso emetta fattura nei confronti della società, non ha validità il principio della cassa allargata, ma la deducibilità del compenso può essere effettuata solo se effettivamente pagato entro la data del 31 dicembre 2018.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto fiscale personale di un amministratore libero professionista, per le prestazioni rese nell’anno 2018, o anche negli anni precedenti, si possono verificare le condizioni di seguito indicate:

  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2018;
  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2019.

La deducibilità dei compensi corrisposti all’amministratore non professionista

Nella circostanza il cui compenso rappresenta per l’amministratore reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, la corresponsione dei compensi entro il 12 gennaio, consente alla società erogante la deduzione della somma pagata nel periodo di imposta precedente, nel rispetto del principio di cassa allargata.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto fiscale personale di un amministratore non professionista, per le prestazioni rese nell’anno 2018 si possono verificare le condizioni di seguito indicate:

  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2018 al 12 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2018;
  • se il compenso viene percepito dal 13 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2019.

Gli adempimenti di fine anno

Nei casi in cui l’assemblea dei soci avesse già provveduto a deliberare di assegnare un compenso per l’anno 2018 agli amministratori, la società stessa, di conseguenza, deve:

  • verificare che il costo del compenso deliberato dall’assemblea sia stato imputato a conto economico;
  • verificare che l’importo del compenso venga saldato entro e non oltre:
  • la data del 12 gennaio 2019, quale termine finale per poter considerare l’erogazione di competenza dell’anno 2018, nel caso di amministratore il cui compenso costituisce reddito assimilato a quello di lavoro dipendente;
  • la data del 31 dicembre 2018, quale termine finale per poter considerare l’erogazione di competenza dell’anno 2018, nel caso di amministratore il cui compenso rientra nelle prestazioni professionali.

Oltre a ciò è opportuno che le società si debbano assicurare di avere la conferma dell’effettiva movimentazione finanziaria, in riferimento alla quale, si rammenta che:

  • per i pagamenti mediante denaro contante, deve essere preso in considerazione il giorno  di avvenuta erogazione;
  • per i pagamenti mediante assegno bancario, deve essere preso in considerazione il giorno di consegna dello strumento, opportunamente munito della data, al beneficiario;
  • per i pagamenti mediante bonifico bancario, deve essere preso in considerazione il giorno di compimento dell’operazione.

Il trattamento delle somme corrisposte all’amministratore non professionista

Per concludere si ricorda che nel caso in cui il compenso venga corrispostoad un amministratore non professionista:

  • entro il giorno 31 dicembre 2018: dovranno essere versate, con il relativo Modello F24, le ritenute fiscali ed i contributi INPS, entro il termine di scadenza del 16 gennaio 2019;
  • entro il giorno 12 gennaio 2019: dovranno essere versate, con il relativo Modello F24, le ritenute fiscali ed i contributi INPS, entro il termine di scadenza del 16 febbraio 2019.

Si deve anche considerare che in conseguenza dell’utilizzazione del criterio di cassa allargata, sulle somme corrisposte fino al 12 gennaio 2019, attinenti a prestazioni effettuate nell’anno 2018, la società deve:

  • eseguire la ritenuta fiscale sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito in vigore nell’anno 2018;
  • attribuire le detrazioni spettanti (per carichi di famiglia, ecc.) nella misura prevista per l’anno 2018.

Per i compensi attinenti a prestazioni effettuate nell’anno 2018 ma corrisposti dopo il 12 gennaio 2019, la società deve:

  • eseguire la ritenuta fiscale sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito in  vigore nell’anno 2019;
  • calcolare le detrazioni spettanti (per carichi di famiglia, ecc.) nella misura prevista per l’anno 2019.
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Decreto Legge Collegato manovra: le novità introdotte dalla Legge di conversione

Fatturazione manovra bilancio 2019In occasione della conversione in Legge del Decreto Legge  n. 119/2018 Collegato manovra, il Legislatore ha introdotto molte novità di natura fiscale.
Nel prosieguo si riportano le novità più rilevanti inserite in occasione della conversione, evidenziando che le nuove disposizioni diventeranno operative solamente con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento legislativo.

Archivio dei rapporti finanziari

Al fine di consolidare le misure rivolte al contrasto dell’evasione fiscale, vengono modificate le disposizioni in materia di accessibilità all’archivio dei rapporti finanziari. Nello specifico:

  • viene stabilito un termine di conservazione dei dati di dieci anni;
  • viene consentita l’accessibilità ai dati alla Guardia di Finanza, nonché, per la valutazione di impatto e della determinazione e del monitoraggio dell’evasione fiscale, al Dipartimento delle Finanze.

Codice del Terzo Settore

Per quanto riguarda il Codice del Terzo Settore sono state effettuate le modificazioni di seguito indicate:

  • le attività di interesse generale vengono considerate di natura non commerciale, nel caso in cui i ricavi non superino di oltre il 5% i relativi costi per ogni periodo d’imposta e per non oltre due periodi d’imposta consecutivi, in questa tipologia di attività sono ricomprese anche quelle accreditate, o contrattualizzate, o convenzionate con le Amministrazioni Pubbliche, con l’UE, con le amministrazioni pubbliche straniere o con altri organismi pubblici di diritto internazionale;
  • la detrazione del 35% prevista per le erogazioni liberali in favore di organizzazioni di volontariato non è più limitata alle sole donazioni di denaro.

Definizione agevolata dei Processi Verbali di Constatazione

Vengono variati sia i termini che la determinazione delle rate degli importi dovuti per la regolarizzazione.

In particolare, viene stabilito che le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ogni trimestre e sul relativo importo sono dovuti gli interessi legali, che devono essere calcolati dal giorno successivo al termine per il versamento della prima rata.

Definizione delle liti pendenti

La legge di conversione, per quanto riguarda la definizione delle liti, prevede che nel caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate, nell’ultima oppure nell’unica decisione giurisdizionale non cautelare depositata alla data del 24 ottobre 2018, data di entrata in vigore del decreto, le liti possono essere definite mediante il pagamento:

  • del 40% del valore della controversia, in luogo del 50%, come invece previsto dal testo originario del decreto, in caso di soccombenza nella decisione di primo grado;
  • del 15% del valore della controversia, in luogo del 20%, come invece previsto dal testo originario del decreto, in caso di soccombenza nella decisione di secondo grado.

Nel caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita mediante il pagamento del 90% del suo valore.

Per quanto riguarda le controversie tributarie pendenti, alla data di entrata in vigore della Legge di conversione del decreto, dinanzi alla Corte di Cassazione e per le quali l’Agenzia delle Entrate sia risultata soccombente in tutti i gradi di giudizio precedenti, le stesse possono essere definite mediante il pagamento di un importo pari al 5% del loro valore.

Delle nuove disposizioni sono state introdotte relativamente alle ipotesi di accoglimento parziale del ricorso o in ogni caso di soccombenza ripartita tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate.

Infatti in questi casi è interamente dovuto l’importo del tributo concernente la parte di atto confermata dalla decisione giurisdizionale, mentre per la parte di atto che risulta annullata può essere applicata la misura ridotta prevista per la definizione agevolata.

Infine viene riconosciuta agli Enti Territoriali la possibilità di poter applicare le norme sulla definizione agevolata anche alle controversie tributarie che vedono coinvolti i loro enti strumentali.

Definizione agevolata per le Società e per le Associazioni Sportive Dilettantistiche

Relativamente alle Società ed alle Associazioni Sportive Dilettantistiche, in sede di conversione del Decreto è stata eliminata la disposizione racchiusa nella versione originaria del Decreto Legge, in base alla quale detti soggetti potevano avvalersi della dichiarazione integrativa speciale.

Viene invece confermata l’opportunità di potersi avvalere, con talune particolarità, della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento e delle liti pendenti.

Fatturazione elettronica

In conseguenza di quanto previsto dalla legge di conversione, vengono ricompresi tra i soggetti esonerati anche le Associazioni Sportive Dilettantistiche che utilizzano il regime forfetario e che nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato proventi, dall’esercizio di attività commerciali, per un ammontare non superiore a 65.000,00 euro.

Per l’anno 2019, i soggetti (medici, farmacisti, veterinari, ecc.) che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata sono esonerati, in relazione alle informazioni già inviate, dall’obbligo di emissione della fattura elettronica.

Viene previsto che, relativamente ai contribuenti che eseguono la liquidazione periodica Iva con periodicità mensile, le deroghe in materia di fatturazione elettronica previste dal Decreto Legge (non applicabilità delle sanzioni fino al 30 giugno 2019 o, a seconda dei casi, riduzione dell’80%) vengono applicate fino al 30 settembre 2019.

Viene affidato ad un imminente Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate il compito della definizione delle regole tecniche per quanto riguarda l’emissione delle fatture elettroniche, tramite il Sistema di Interscambio, da parte dei soggetti Iva che offrono servizi di pubblica utilità (quali, ad esempio, le telecomunicazioni, l’energia elettrica, ecc.), i cui corrispettivi vengono addebitati tramite bolletta.

Per quanto riguarda le semplificazioni amministrative e contabili correlate all’introduzione della fatturazione elettronica, viene previsto che a decorrere dalle operazioni Iva 2020, nell’ambito di un programma di assistenza on line, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione, in un’apposita area riservata del proprio sito internet, dei soggetti passivi Iva residenti e stabiliti in Italia, le bozze dei seguenti documenti:

  • il registro delle fatture emesse;
  • il registro delle fatture e delle bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati;
  • la liquidazione periodica Iva;
  • la dichiarazione annuale Iva.

Per i soggetti Iva che provvedono a convalidare, oppure ad integrare nel dettaglio, i dati che vengono proposti nelle bozze dei documenti, viene meno l’obbligo della tenuta dei registri delle fatture emesse e degli acquisti.

Infine viene assegnata ad un apposito Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze la determinazione delle cause che possono autorizzare le Amministrazioni Pubbliche destinatarie di poter rifiutare le fatture elettroniche, ed inoltre delle modalità tecniche tramite le quali procedere alla comunicazione del rifiuto al cedente/prestatore.

Fatture elettroniche 2019
Fatturazione elettronica 2019

Irregolarità e infrazioni formali

Viene previsto che le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o di adempimenti, di natura formale, che non influiscono sulla determinazione della base imponibile delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap nonché sul pagamento dei tributi, compiute fino al 24/10/2018, possono essere regolarizzate tramite il versamento di 200,00 euro per ciascun periodo d’imposta.

Il relativo pagamento deve essere effettuato in due rate di uguale importo entro il 31 maggio 2019 ed il 2 marzo 2020.

La regolarizzazione viene perfezionata attraverso il pagamento degli importi dovuti e con l’annullamento delle irregolarità o delle omissioni.

La regolarizzazione non può invece essere usufruita:

  • per gli atti di contestazione o di irrogazione delle sanzioni emessi nell’ambito della voluntary disclosure, procedimento di collaborazione volontaria regolamentata dall’articolo 5-quater del Decreto Legge n. 167/1990;
  • per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali realizzate o possedute all’estero;
  • per le violazioni già contestate in atti diventati definitivi alla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto Legge.

Viene inoltre previsto che, in relazione alle violazioni compiute fino al 31 dicembre 2015, oggetto del Processo Verbale di Constatazione, i termini di prescrizione previsti ordinariamente in cinque anni, vengono prorogati di due anni.

Infine, l’articolo 9, a specifiche condizioni, riconosce la priorità nei rimborsi ai titolari di depositi fiscali di prodotti energetici che impiegano un sistema informatizzato di controllo dei prodotti medesimi.

Istanza di interpello sui nuovi investimenti

Viene ridotto da 30 a 20 milioni di euro il limite minimo di investimenti che permette alle imprese di presentare l’apposita istanza di interpello prevista dallo specifico Decreto Legislativo Internazionalizzazione (vedi articolo 2, D.Lgs. n. 147/2015).

Memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi

Negli anni 2019 e 2020, per l’acquisto o per l’adattamento degli apparecchi tramite i quali eseguire la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi, è riconosciuto un contributo pari al 50% della spesa sostenuta, con un massimo di 250,00 euro in caso di acquisto e di 50,00 euro in caso di adattamento, per ogni singolo apparecchio.

Tale contributo viene anticipato da parte del fornitore sotto forma di sconto sul prezzo praticato e viene a questo restituito sotto forma di credito d’imposta di uguale importo, da poter usufruire in compensazione.

Viene allargata anche al registro dei corrispettivi la deroga già prevista per il registro delle fatture e quello degli acquisti.

In conseguenza di questa deroga, la tenuta di tali registri mediante sistemi elettronici viene, in ogni caso, valutata regolare in mancanza di trascrizione su supporti cartacei nei termini di legge se, in sede di accesso, di ispezione o di verifica, gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati in conseguenza della richiesta avanzata da parte degli organi procedenti ed in loro presenza.

A partire dal 1° gennaio 2020 viene disposto il mantenimento dell’obbligo di tenuta del registro dei ricavi e delle spese per i contribuenti ammessi al regime di contabilità semplificata.Inoltre viene stabilito che l’obbligo di tenuta dei registri ai fini Iva perdura per i contribuenti che effettuano l’opzione per la tenuta dei registri senza eseguire annotazioni riguardanti gli incassi ed i pagamenti.

Procedimento dell’inversione contabile

Viene prorogata fino al 30 giugno 2022 l’applicazione del procedimento dell’inversione contabile per alcune particolari operazioni (vendite di pc, laptop, tablet, telefoni cellulari, dispositivi a circuito integrato, console da gioco, ecc.).

Rottamazione ter

Viene confermata, in linea di massima, la struttura complessiva delladefinizione agevolata dei ruoliconsegnati all’Agente per la Riscossione dal 01/01/2000 al 31/12/2017. Le variazioni introdotte si riferiscono agli aspetti di seguito indicati:

  • in relazione al numero di rate, viene previsto l’innalzamento da 10 a 18 rate,le prime due rate devono coincidere con il 10% dell’importo complessivo, mentre viene eliminata la previsione in base alla quale le rate devono essere di uguale importo;
  • in relazione alla scadenza delle rate, rimangono immutate le scadenze del 31/07 e del 30/11 dell’anno 2019, mentre le restanti rate hanno scadenza il 28/02, il 31/05, il 31/07 ed il 30/11 di ogni anno ad iniziare dal 2020;
  • in relazione alle inadempienze, viene fissato che è possibile poter versare tardivamente le rate entro 5 giorni di ritardo, con l’esclusione di conseguenze;
  • viene consentito il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva in conseguenza della presentazione della domanda di definizione agevolata, a patto che sussistano tutti gli ulteriori requisiti di regolarità previsti dalla disciplina attualmente in vigore per il rilascio del documento.

Sanzioni sulla clausola di non trasferibilità

Viene prevista la variazione delle sanzioni adottabili nel caso di inosservanza degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio in materia di assegni bancari, nel caso in cui dette infrazioni riguardino importi inferiori a 30.000,00 euro.

Nello specifico, nel caso in cui la violazione riguardi importi inferiori a 30.000,00 euro, l’ammontare della sanzione minima è pari al 10% dell’importo che viene trasferito in violazione della suddetta disposizione.

Inoltre viene stabilito che la disposizione è adottabile nel caso in cui ricorrano le condizioni di minore gravità dell’infrazione.

Le nuove norme inserite sono adottabili anche ai procedimenti amministrativi in corso alla data del 24 ottobre 2018.

Stralcio delle cartelle fino a 1.000,00 euro

Al momento della conversione in Legge è stato confermato l’annullamento, in via automatica, alla data del 31/12/2018, dei debiti di importo residuo fino a 1.000,00 euro, conteggiato alla data di entrata in vigore del Decreto, con esclusione delle risorse proprie comunitarie.

L’importo viene determinato alla data di entrata in vigore del Decreto ed è comprensivo del capitale, degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e delle sanzioni, scaturenti dai singoli carichi consegnati agli Agenti della Riscossione dal 01/01/2000 fino al 31/12/2010.

Trasferimenti di denaro all’estero

A decorrere dal 01 gennaio 2019 viene istituita un’imposta sui trasferimenti di denaro all’estero, ad esclusione tuttavia delle transazioni commerciali, che vengono effettuati verso paesi non appartenenti all’Unione Europea da parte degli istituti di pagamento (i cosiddetti money transfer) che offrono il servizio di rimessa di somme di denaro. Tale imposta è dovuta nella misura pari all’1,5% del valore di ogni singola operazione effettuata, a partire da un importo minimo di 10,00 euro.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Il nuovo regime forfetario nella bozza della Legge di Bilancio

Legge di Bilancio - Nuovo regime forfettarioLa bozza della Legge di Bilancio 2019 prevede importanti e profondi cambiamenti per quanto riguarda il regime forfetario, in modo particolare in relazione ai limiti per l’accesso ed alle condizioni per l’applicazione.

Il nuovo regime forfetario è stato approvato senza emendamenti e senza articoli aggiuntivi in data 7 dicembre 2018 e prevede la possibilità di applicare un’aliquota agevolata del 15%, ridotta al 5% per le nuove iniziative, sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, entro un massimale di ricavi/compensi di 65.000,00 euro.

Il massimale di ricavi/compensi è sicuramente la variazione più determinante in termini applicativi: infatti le disposizioni attualmente in vigore prevedono una soglia di ricavi/compensi diversificata sulla base dell’attività esercitata (produzione, commercio, professionale, ecc.), adesso viene stabilita un’unica soglia, pari a 65.000,00 euro, per tutte le tipologie di attività esercitate dai contribuenti.

In relazione agli ulteriori requisiti, viene previsto che non possono avere accesso al regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata in prevalenza nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro oppure erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

In conseguenza della suddetta modificazione un contribuente potrà, nello stesso tempo, esercitare attività sia come lavoratore subordinato che come lavoratore autonomo, con il vincolo che detta attività non venga svolta in prevalenza nei confronti dell’attuale oppure di precedenti datori di lavoro, mentre invece la precedente disposizione impediva la possibilità di accedere al regime in caso di esistenza di un rapporto di lavoro subordinato.

Inoltre, per effetto delle modificazioni in previsione, l’accesso al regime con sarà consentito ai soggetti che possiedono partecipazioni in società di persone, associazioni o società a responsabilità limitata.

Invece proseguirà ad avere applicazione il coefficiente di redditività previsto per il conteggio del reddito imponibile che è previsto tra un minimo del 40%, per le attività di commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, ed un massimo dell’86%, per le attività di costruzioni e le attività immobiliari.

Si ricorda che le modifiche sono attualmente allo studio delle Camere e pertanto le disposizioni potranno essere considerate definitive solamente in conseguenza dell’approvazione finale del provvedimento.

Il nuovo regime forfetario

  • la soglia massima dei ricavi/compensi è pari a 65.000,00 euro per tutte le attività;

  • il reddito imponibile è conteggiato sulla base di un coefficiente di redditività diversificato in base all’attività svolta,

  • viene applicata un’aliquota agevolata sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, pari al 15%, ridotta al 5% per le nuove iniziative.

In relazione alle condizioni di preclusione, le proposte di modifica sono le seguenti:

  • ci si può avvalere del regime anche in contemporanea presenza di un rapporto di lavoro subordinato, a condizione che l’attività autonoma non venga esercitata in modo prevalente od esclusivo nei confronti del datore di lavoro oppure di precedenti datori di lavoro riferiti ai due periodi d’imposta precedenti;

  • l’accesso al regime non viene ammesso in caso di possesso di partecipazioni in società di persone, in associazioni o in società a responsabilità limitata.

Le nuove regole del regime forfetario

Sulla base di quanto previsto dalla bozza della Legge di Bilancio 2019, i contribuenti persone fisiche che svolgono attività d’impresa, arti o professioni possono avvalersi del regime forfetario se nell’anno precedente hanno realizzato ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non maggiori di 65.000,00 euro.

Riguardo ai limiti di applicazione del regime viene disciplinata l’eliminazione delle condizioni previste al momento dal comma 54, nello specifico le spese per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori non superiori a 5.000,00 euro ed il costo complessivo dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non superiore a 20.000,00 euro.

Salvo la circostanza in cui esistano condizioni di esclusione dal regime, i contribuenti potranno avvalersi dello stesso nel caso in cui nell’anno precedente non abbiano avuto compensi o ricavi oltre il limite previsto di 65.000,00 euro, a prescindere dagli importi sostenuti per le collaborazioni  e per i beni strumentali.

Nel complesso le modificazioni proposte, e che sono allo studio delle camere, prevedono inoltre la revisione di due delle ipotesi di esclusione dal regime:

  • la diminuzione dei limiti previsti in materia di lavoro subordinato;

  • la previsione di limiti più ridotti per quanto riguarda la partecipazione a società ed associazioni, infatti viene impedita l’accessibilità al regime in qualunque ipotesi di partecipazione a società a responsabilità limitata, mentre al momento l’impedimento riguarda soltanto le società a responsabilità trasparenti.
Legge di Bilancio
Legge di Bilancio – Regime forfettario

In particolare, non possono usufruire del regime forfetario:

  • le persone fisiche che utilizzano regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto oppure regimi forfetari di determinazione del reddito;

  • i soggetti non residenti, ad esclusione di quelli che sono residenti in uno degli Stati   membri dell’Unione Europea oppure in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito totalmente prodotto;

  • i soggetti che in via esclusiva o prevalente realizzano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, comma 1, numero 8), del D.P.R. n. 633 del 26/10/1972, e successive modificazioni, o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’articolo 53, comma 1, del Decreto Legge n. 331 del 30/08/1993, convertito, con modifiche, dalla Legge n. 427 del 29/10/1993;

  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contestualmente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o ad imprese familiari di cui all’articolo 5 del Testo Unico di cui al D.P.R. n. 917 del 22/12/1986, ovvero ad associazioni in partecipazione o a società a responsabilità limitata; la disposizioneattuale stabilisce: “gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero a società a responsabilità limitata di cui all’articolo 116 del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni”;

  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro  nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro; la disposizione attuale stabilisce: “i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, eccedenti l’importo di 30.000,00 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato”.

Allo scopo del riscontro della sussistenza del requisito per poter accedere al regime forfetario, non hanno rilevanza gli ulteriori componenti positivi inseriti nelle dichiarazioni fiscali in ossequio alle disposizioni previste in materia di Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale.

Nel caso in cui vengano esercitate contemporaneamente attività caratterizzate da differenti codici ATECO, deve essere calcolato l’ammontare totale dei ricavi e dei compensi riguardanti le diverse attività esercitate.

La determinazione del reddito imponibile e dell’imposta sostitutiva da versare

In riferimento alle disposizioni in vigore al momento attuale, si devono evidenziare le modifiche di seguito indicate:

  • il limite massimo di ricavi non viene più fissato, nel suo massimale, sulla base dell’attività esercitata, ma, come già segnalato, detto limite è pari a 65.000,00 euro per qualunque attività esercitata;

  • il reddito imponibile viene conteggiato sulla base di un coefficiente diversificato a seconda dell’attività esercitata, le variazioni proposte dalla bozza di Legge di Bilancio 2019 prevedono la sostituzione della tabella fornita con la Legge n. 190/2014 con nuova la tabella sotto riportata.

Coefficienti di redditività

Gruppo di settore Codici ATECO Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10-11) 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41-42-43) – (68) 86%
Intermediari del commercio 46.1 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55-56) 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64-65-66) – (69-70-71-72-73-74-75) – (85) – (86-87-88) 78%
Altre attività economiche  (01-02-03) – (05-06- 07-08-09) – (12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25-26-27-28- 29-30-31-32-33) – (35) – (36-37-38-39) – (49-50-51-52-53) – (58-59-60-61-62-63) – (77-78- 79-80-81-82) – (84) – (90-91-92-93) – (94- 95-96) – (97-98) – (99) 67%

Nel dettaglio i contribuenti ammessi al regime forfetario definiscono il reddito imponibile applicando al totale dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività differenziato sulla base del codice ATECO che caratterizza l’attività esercitata.

Sul reddito imponibile, come sopra determinato, viene calcolata un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, pari al 15%.

Nell’ipotesi di imprese familiari l’imposta sostitutiva, conteggiata sul reddito al lordo delle quote attribuite ai collaboratori familiari dell’impresa, è dovuta dal titolare dell’impresa.

Allo scopo di sostenere l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta nel quale viene iniziata l’attività e per i quattro successivi, l’aliquota dell’imposta sostitutiva viene fissata nella misura del 5%, a condizione che:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 54, attività d’impresa, ovvero artistica o professionale, anche in forma associata o familiare;

  • l’attività da esercitare non rappresenti, in alcun modo, un mero proseguimento di altra attività esercitata in precedenza sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, con esclusione del caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di praticantato necessario ai fini dell’esercizio di arti o professioni;  

nel caso in cui venga continuata un’attività esercitata in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, conseguiti nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del suddetto beneficio, non sia maggiore ai limiti previsti.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Le Associazioni: regole da seguire riguardo la fatturazione elettronica

Come è ormai noto dal prossimo 1° gennaio 2019 entra in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica anche tra soggetti privati, sia che questi siano ambedue operatori Iva (operazioni B2B, “Business to Business) sia che l’operazione avvenga tra un soggetto Iva ed un consumatore finale (operazioni B2C, “Business to Consumer).

Per questo motivo in questa breve informativa è stato predisposto un sintetico riepilogo sulla fattura elettronica ed in modo particolare ci si è soffermati sulle regole da seguire, in riferimento ad essa, da parte delle Associazioni, facendo le distinzioni tra quelle che sono in possesso di Partita Iva e che di conseguenza svolgono attività commerciale e quelle che invece sono in possesso del solo codice fiscale e che pertanto non svolgono attività commerciale.

La fattura elettronica: chi sono i contribuenti
obbligati alla sua emissione

La fattura elettronica è un documento che racchiude di per sé gli stessi elementi di una normale fattura, ma che però si diversifica da una fattura cartacea per due aspetti sostanziali:

  1. deve essere obbligatoriamente predisposta nel formatoXML, mediante utilizzazione di un computer, di un tablet o di uno smartphone;

  2. deve essere obbligatoriamente trasmessaelettronicamente al cliente tramite il “Sistema di Interscambio” (SdI).

Il Sistema di Interscambio è un sistema informatico gestito da parte dell’Agenzia delle Entrate, che permette di mettere in collegamento il fornitore (il soggetto che emette la fattura) con il cliente (il soggetto che la riceve) e che nel contempo procede alla verifica che gli elementi indicati nella fattura siano corretti.

Per avere maggiori indicazioni su come opera questo sistema si rinviaalla Guida dell’Agenzia delle Entrate del 4 ottobre2018.

I contribuenti che risultano esonerati dall’obbligo di emissione della fattura mediante la procedura elettronica sono:

  • gli operatori (sia imprese che lavoratori autonomi) che rientrano nel “regime di vantaggio” (ex art. 27, commi 1 e 2, del Decreto Legge n. 98/2011);

  • gli operatori (sia imprese che lavoratori autonomi) che rientrano nel “regime forfettario” (ex art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014);

  • i piccoli produttori agricoli (art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972).

In riferimento particolare alle Associazioni deve essere fatta distinzione tra quelle in possesso di Partita Iva e quelle in possesso del solo Codice Fiscale. Solamente le prime, quelle titolari di Partita Iva, che operino sia in regime ordinario che in regime agevolato a norma della Legge n. 398/1991, sono soggette all’obbligo di fatturazione elettronica.

Fattura Associazioni Onlus

Le Associazioni in possesso di Partita Iva

Le Associazioni in possesso di Partita Iva e che di conseguenza svolgono una parte della loro attività con modalità commerciali, risultano, come sopra detto, soggette all’obbligo della fatturazione elettronica poiché vengono considerate come soggetti passivi ai fini Iva.

Anche per le Associazioni la fattura deve essere obbligatoriamente predisposta nel formato XML e poi obbligatoriamente inviata al cliente tramite il Sistema di Interscambio.

La predisposizione e l’invio della fattura da parte delle Associazioni possono essere effettuati attraverso uno dei modi di seguito indicati:

  • utilizzazione procedura Web: questo servizio è gratuito ma perpoterne usufruire l’Associazione deve provvedere a registrarsi al serviziotelematico di “Fisconline”, dopo aver  ricevuto le credenziali, sarà possibile avereaccesso al portale “Fatture e Corrispettivi” ed avvalersidei servizi gratuiti di predisposizione, trasmissione, consultazione econservazione delle fatture elettroniche;
  • utilizzazione canale telematico FTP o Web service: per questo tipo di modalità l’Associazione può utilizzare adeguati software messi a disposizione da una software house oppure da altri operatori privati;
  • utilizzazione software gratuito Agenzia delle Entrate: è possibile scaricare un software gratuito, detto “stand alone”, dal sito dell’Agenzia delle Entrate con il quale l’Associazione può predisporre la fattura anche senza la necessità di collegarsi ad una rete, però la fattura dovrà poi essere trasmessa tramite il Sistema di Interscambio, e pertanto per poterla inviare l’Associazione dovrà poter accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” e perciò abilitarsi a “Fisconline”, oppure l’invio della fattura al Sistema di Interscambio potrà essere effettuato mediante Posta Elettronica Certificata;
  • incaricare un intermediario: l’Associazione può avvalersi dei servizi di un intermediario al quale demandare sia la trasmissione che la ricezione delle fatture.

Anche la ricezione delle fatture da parte delle Associazioni in possesso di Partita Iva può essere effettuata attraverso uno dei modi di seguito indicati:

  • utilizzazione della Posta Elettronica Certificata: nel caso in cui l’Associazione decida di avvalersi di una PEC per l’invio delle fatture potrà comunicare al fornitore l’indirizzo PEC ed il Sistema di Interscambio invierà la fattura a questo recapito;
  • utilizzazione di un software telematico: in questo caso l’Associazione dovrà dare comunicazione al fornitore del codice di 7 cifre che dovrà essere indicato all’interno della fattura nel campo “Codice Destinatario”, allo scopo di consentire al Sistema di Interscambio di recapitare la fattura all’indirizzo telematico rappresentato da detto codice;
  • Associazione non in possesso di PEC o del codice destinatario: nel caso in cui l’Associazione non sia in possesso né di un indirizzo PEC né del codice identificativo di 7 cifre, la medesima potrebbe anche non comunicare alcun indirizzo telematico al fornitore, in questo caso, il soggetto che emette la fattura compilerà la casella “Codice destinatario” con il valore “0000000”; ma per poter visionare la fattura sarà però indispensabile che l’Associazione sia almeno abilitata al servizio “Fisconline”, nel caso in cui lo sia, la fattura verrà recapitata dal Sistema di Interscambio e verrà posta nell’area riservata dell’Associazione, anche se quest’ultima non ha comunicato alcun indirizzo telematico al fornitore.
    Il fornitore dovrà in ogni caso dare comunicazione al cliente (Associazione) che l’originale della fattura elettronica è disponibile nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate; questo tipo di modalità è stata confermata nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, comprendente le regole tecniche sia per l’emissione che per la ricezione delle fatture elettroniche.

Per quanto riguarda, invece, la conservazione delle fatture elettroniche, nel caso in cui l’Associazione si abiliti ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, potrà accedere all’utilizzazione del servizio gratuito di conservazione delle stesse.

Le Associazioni non in possesso di Partita Iva

Associazioni senza iva Le Associazioni che non sono in possesso di Partita IVA sono quelle che non svolgono nessun tipo di attività commerciale e che di conseguenza sono in possesso solamente del codice fiscale.

Tali Associazioni, non svolgendo attività commerciale non emettono nessuna fattura e per questo motivo non sono ovviamente soggette all’obbligo della fatturazione elettronica.

Un’Associazione in possesso del solo codice fiscale potrebbe in ogni caso dover ricevere e pagare delle fatture di acquisto emesse dai fornitori, i quali invece sono soggetti all’obbligo della    fattura elettronica. In questo caso l’Associazione in possesso del solo codice fiscale viene di   fatto considerata allo stesso modo di un consumatore finale e pertanto non è obbligata ad essere in possesso né di un codice destinatario e neppure di un indirizzo PEC dove poter ricevere le fatture. Di conseguenza quando un fornitore emette una fattura elettronica nei confronti di un’Associazione non in possesso di Partita Iva, dovrà provvedere ad indicare il valore “0000000” nel “Codice destinatario”, e dovrà in ogni caso consegnare all’Associazione una copia della fattura, su modello cartaceo oppure inviandola tramite e-mail.

Questa imposizione per il fornitore è precisata nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018. Le Associazioni non in possesso di Partita Iva non devono perciò dare nessuna comunicazione ai propri fornitori, i quali, come sopra riportato, in ogni caso saranno tenuti ad inviare ad esse una copia informatica oppure analogica della fattura elettronica emessa.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Risparmia con il confronto delle tariffe di assicurazioni online

Uno dei modi migliori per risparmiare e scegliere tra le tariffe assicurative più convenienti, è senza dubbio quello di utilizzare un comparatore di tariffe online, come Comparasemplice.it. Un motore di ricerca che mette a confronto tutte le soluzioni assicurative e aiuta l’utente nella scelta della più conveniente.

Comparasemplice.itmette a confronto le tariffe assicurative delle più importanti compagnieassicurative online presenti in Italia, come l’assicurazione con te. È necessario sapere chestipulare un contratto assicurativo online ha la stessa valenza di un contrattostipulato in un’agenzia fisica, offrendo le stesse garanzie.

Come scegliere l’assicurazione auto più conveniente

Perconoscere le offerte assicurative disponibili online sono necessari pochi esemplici click. ll servizio offerto da Comparasemplic.it è senza impegno e confronta diversi preventivi filtrando quelli più convenienti.

Per accedere alle diverse offerte è necessario compilare un form disponibile nella sezione dedicata presente sul sito del comparatore. Nella pagina dedicata vanno inseriti i propri dati anagrafici (dati del contraente), i dati del veicoli e i dati assicurativi, che saranno necessari per accedere alla panoramica completa dei risultati.

Comparasemplice.itstilerà una lista di tariffe alternative, dalle più economiche alle piùcostose, ma scegliere l’offerta giusta non significa indirizzarsinecessariamente verso quella più economica. Durante la scelta infatti,  si deve prestare molta attenzione anche allediverse esigenze di copertura di cui necessita il veicolo.

Per questo motivo, durante la scelta della proposta di preventivo è importante tenere conto di tutti i fattori di cui si ha bisogno, in modo tale da così da creare un’assicurazione ad hoc e personalizzabile in base alle proprie esigenze primarie.

Da tenerein considerazione anche la fase relativa alle informazioni contenute nelmodello compilato, che avviene durante la stipula del contratto, che è parteintegrante del contratto stesso e dovrà essere sottoscritto dal contraente.

Tariffe polizze auto online
Assicurazioni auto online

Tariffe RC auto ConTe

Nel caso specifico dell’RC auto ConTe è da considerarsi tra le soluzioni di assicurazioni online più diffuse. Attraverso la piattaforma Comparasemplice.it è possibile ottenere un preventivo online dell’assicurazione auto.

Per il calcolo di un preventivo RC auto ConTe sono necessari una serie di documenti, indispensabili per la creazione del contratto. I documenti in questione sono: Documento d’identità (con i dati anagrafici del contraente); Libretto del veicolo (che contiene i dati fondamentali per l’identificazione del veicolo, come l’anno d’immatricolazione, la targa, il modello, l’alimentazione, la cilindrata e i chilowatt di potenza); e Attestato di rischio (che fornisce la classe di merito universale e altre informazioni come lo storico di assicurazione dei sinistri e della scadenza della polizza).

Con RC auto ConTe è possibile scegliere tra la formula assicurativa semestrale e giornaliera. Nel caso dell’RC auto semetrale si identifica quella che è la tradizionale polizza annuale che va rateizzata in due trance da pagare ogni 6 mesi. Questa formula assicurativa è maggiormente usata da chi utilizza il mezzo soltanto in alcuni periodi dell’anno.

Mentre l’RC auto giornaliera è una formula assicurativa che copre il mezzo solo per alcuni giorni, solitamente dai 3 ai 5 giorni. È indicata per chi utilizza il mezzo in modo sporadico, soprattutto nel weekend o quando si trova in vacanza.

Se si ha la certezza del periodo di utilizzo del veicolo si può usufruire del servizio di sospensione temporanea dell’assicurazione.

   

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