Covid: lavoro e sostegno dell’occupazione

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020), entrato in vigore dallo scorso 17 marzo 2020, ha stabilito l’introduzione di molte novità allo scopo di poter far fronte alla rilevante emergenza sanitaria in corso per Covid-19, sia tramite strumenti di sostegno al reddito ed all’occupazione, che tramite l’introduzione di novità che permettono di conformare necessità familiari e lavorative.

In particolare, tra i molti provvedimenti introdotti, si evidenziano quelli di seguito riportati:

  • le imprese che svolgono attività che risultano danneggiate dall’emergenza pandemica Covid-19 e che sospendono e/o riducono l’attività lavorativa in conseguenza della stessa, possono su tutto il territorio nazionale, presentare richiesta di concessione del trattamento di integrazione salariale ordinario, oppure di assegno ordinario, per una durata massima di 9 settimane;
  • le imprese che alla data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio 2020 si trovano già in CIGS, oppure beneficiano di assegni di solidarietà, possono presentare richiesta di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale, oppure di assegno ordinario, con la conseguente sospensione del trattamento già in corso;
  • con preliminare accordo sindacale, viene prevista l’opportunità di avere accesso alla CIGS, per un periodo massimo di 9 settimane, non è però previsto nessun accordo in favore delle imprese che impiegano fino a 5 lavoratori dipendenti;
  • viene prevista l’opportunità per i genitori lavoratori dipendenti di beneficiare di uno speciale congedo, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 15 giorni, con l’attribuzione di un indennizzo pari al 50% dell’emolumento spettante;
  • viene prevista l’opportunità di potersi astenere dal lavoro a favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione della possibilità di licenziamento, con il vincolo che nello stesso nucleo familiare non vi sia altro genitore che fruisca di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione oppure di cessazione dell’attività lavorativa;
  • viene aumentato di 12 giornate aggiuntive, il numero di permessi retribuiti disciplinati dalla Legge n. 104 del 5 febbraio 1992;
  • vengono prolungati i termini previsti per la presentazione della richiesta della disoccupazione;
  • viene prevista la posticipazione dei termini di decadenza riguardanti le prestazioni previdenziali, assistenziali ed assicurative erogate da parte dell’Inps e dell’Inail;
  • viene prevista la sospensione dei termini per il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per i lavoratori domestici;
  • viene prevista l’opportunità per i lavoratori dipendenti di poter avere accesso al lavoro agile nel caso in cui siano colpiti da disabilità oppure debbano prestare assistenza ad una persona con disabilità che sia compresa nel proprio nucleo familiare.

Le principali novità introdotte per il lavoro e per il sostegno dell’occupazione durante l’emergenza da Covid-19

La CIG e l’assegno ordinario

Le imprese che nell’anno 2020 si trovano nelle condizioni di dover sospendere oppure di dover ridurre l’attività lavorativa in conseguenza di avvenimenti ricollegabili all’emergenza pandemica da Covid-19, possono presentare richiesta per la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale oppure per l’accesso all’assegno ordinario, con causale “emergenza Covid-19”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 e per una durata massima di 9 settimane ed in ogni caso entro il mese di agosto 2020.

Le imprese che presentano la richiesta sono esonerate dalla procedura di consultazione sindacale, dal termine ordinario di presentazione della richiesta, sia per i trattamenti di integrazione che per gli assegni ordinari, fermi restando gli adempimenti relativi all’informazione, alla consultazione ed all’esame congiunto che devono essere effettuati, anche tramite procedura, entro i 3 giorni seguenti a quello della comunicazione preventiva.

In ogni caso la richiesta deve essere presentata entro e non oltre la fine del quarto mese successivo a quello in cui è iniziato il periodo di sospensione oppure di riduzione dell’attività lavorativa e comunque non è sottoposta al controllo della causale di richiesta dell’intervento.

I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e di assegno ordinario accordati non vengono computati per quanto riguarda i limiti massimi di richiesta dell’intervento.

Solamente per i periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e di assegno ordinario accordati non viene adottata la contribuzione ordinaria a carico dell’azienda.

L’assegno ordinario viene accordato, solamente per il periodo stabilito e nell’anno 2020, anche ai lavoratori dipendenti presso imprese iscritte al Fondo di Integrazione Salariale che in media impiegano più di 5 dipendenti.

Crisi economica imprese

Le imprese che hanno in corso la CIGS

Le imprese che alla data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio 2020    hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare richiesta di concessione del trattamento ordinario di integrazione per un periodo non superiore a 9 settimane.

La concessione del trattamento ordinario interrompe e subentra al trattamento di integrazione straordinario che era già in corso.

La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale può spettare anche agli stessi lavoratori dipendenti che usufruiscono delle integrazioni salariali straordinarie a completa copertura dell’orario di lavoro.

La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale è vincolata alla sospensione degli effetti della concessione della cassa integrazione straordinaria accordata in precedenza ed il correlato periodo di trattamento ordinario di integrazione salariale accordato non è computato per quanto riguarda i limiti massimi di richiesta dell’intervento.

Le imprese che beneficiano dell’assegno di solidarietà

Sul modello di quanto previsto per le imprese che beneficiano della CIGS, viene stabilito che le imprese iscritte al Fondo di integrazione salariale che, alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un assegno di solidarietà, possono comunque presentare richiesta di concessione dell’assegno ordinario.

La concessione del trattamento ordinario interrompe e subentra all’assegno di solidarietà che era già in corso.

La concessione dell’assegno ordinario può spettare anche agli stessi lavoratori dipendenti che usufruiscono dell’assegno di solidarietà a completa copertura dell’orario di lavoro.

La cassa integrazione in deroga per fronteggiare la pandemia da Covid-19

Con riferimento alle imprese del settore privato, comprese quelle agricole e della pesca, gli enti del terzo settore, compresi quelli religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non possano essere applicate le tutele previste dalle normative operanti in materia di sospensione oppure di riduzione di orario, in continuità di rapporto di lavoro, le Regioni e le Province autonome possono concedere, consequenzialmente all’emergenza pandemica da Covid-19 e con preliminare accordo sindacale,  trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro ed in ogni caso per un periodo non superiore a 9 settimane.

Solamente per quanto riguarda i lavoratori del settore agricolo, l’emolumento relativo alle ore di riduzione oppure di sospensione delle attività, entro i limiti previsti, viene parificato a lavoro relativamente al computo delle prestazioni di disoccupazione agricola.

E’ da evidenziare che non è previsto nessun accordo per le imprese che impiegano fino a 5 dipendenti e che non sono ammessi all’applicazione di questo istituto i datori di lavoro domestico.

Queste tipologie di trattamenti vengono concessi con apposito Decreto da parte delle Regioni e delle Province autonome interessate in merito all’emergenza Covid-19, che deve essere trasmesso all’Inps tramite procedura telematica entro 48 ore dalla decisione, il cui effetto è in ogni caso condizionato all’accertamento del fatto che siano stati rispettati i limiti di spesa.

I congedi indennizzati per i lavoratori dipendenti

Per l’anno in corso con decorrenza dal 05 marzo 2020, per effetto dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado a causa della pandemia da Covid-19. Per un periodo sia continuativo che frazionato ma in ogni caso non superiore a 15 giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a beneficiare, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di un particolare congedo, per il quale viene riconosciuta una indennità corrispondente al 50% della retribuzione, ed i relativi periodi risultano coperti da contribuzione figurativa.

I periodi di congedo e di proroga del congedo parentale nell’ipotesi beneficiati dal 05 marzo 2020 devono ritenersi non beneficiati e trasformati nel congedo previsto dall’articolo 23 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

I genitori lavoratori che sono iscritti esclusivamente alla Gestione Separata Inps hanno diritto a beneficiare, per lo stesso periodo per i figli di età non superiore ai 12 anni, di un particolare congedo, per il quale viene riconosciuta una indennità, per ogni giornata indennizzabile, corrispondente al 50% di 1/365 del reddito riconosciuto sulla base del computo adottato ai fini della quantificazione dell’indennità di maternità.

La stessa indennità viene prevista per i genitori lavoratori autonomi iscritti all’Inps e viene determinata, per ogni giornata indennizzabile, nel 50% della retribuzione convenzionale giornaliera fissata annualmente dalla legge, sulla base della tipologia di lavoro autonomo che viene svolto.

Il beneficio del congedo viene ammesso in alternanza ad ambedue i genitori, per un totale cumulativo di 15 giorni, ed è condizionato al requisito che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore fruitore di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o di cessazione dell’attività lavorativa oppure altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Il limite di età stabilito per l’assistenza dei figli non viene applicato relativamente ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata in base a quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1, della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, iscritti alle scuole di ogni ordine e grado oppure ospitati in centri diurni aventi caratteristiche assistenziali.

I genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a patto che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore fruitore di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o di cessazione dell’attività lavorativa oppure che non vi sia altro genitore disoccupato e non lavoratore, hanno diritto di potersi astenere dal lavoro per il periodo di durata della sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza che vengano corrisposte indennità e con l’esclusione del riconoscimento della contribuzione figurativa, ma con il divieto di licenziamento ed il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Come alternativa alla suddetta prestazione, gli stessi lavoratori beneficiari possono decidere per l’assegnazione di un bonus per procedere all’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo cumulativo di 600,00 euro, che viene elevato a 1.000,00 euro in favore del personale sanitario pubblico e privato accreditato e del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, da usufruire per i servizi effettuati nel periodo dal 05 marzo 2020. Tale bonus, emesso per la pandemia da Covid-19, viene corrisposto attraverso il libretto famiglia e viene attribuito anche a favore dei lavoratori autonomi che non sono iscritti all’Inps, con il vincolo essenziale che venga effettuata la comunicazione del numero dei beneficiari da parte delle relative casse previdenziali.

Emergenza interventi economici Covid-19

I permessi previsti dalla Legge n. 104 del 5 febbraio 1992

Il numero di giorni di permesso retribuito garantito da contribuzione figurativa che sono stabiliti per quanto riguarda l’assistenza a favore dei portatori di handicap, viene aumentato di un totale di 12 giornate aggiuntive da poter utilizzare nei mesi di marzo e di aprile 2020.

La tutela del periodo di quarantena e dei soggetti immunodepressi

Il periodo che viene trascorso in quarantena a causa del contagio da Covid-19, sia con sorveglianza attiva che in permanenza domiciliare fiduciaria, da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato, viene parificato a malattiaai fini del trattamento economico previsto dalla norma di riferimento e non risulta computabile ai fini del periodo di comporto.

Fino al 30 aprile 2020 ai lavoratori dipendenti pubblici e privati che sono in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, così come ai lavoratori dipendenti che sono in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione oppure da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, il periodo di assenza dal servizio che viene prescritto dalle competenti autorità sanitarie, risulta parificato al ricovero ospedaliero.

Il prolungamento dei termini per richiedere NASpI e DIS-COLL

Allo scopo di facilitare la presentazione delle richieste di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, tenendo presente l’emergenza pandemica da Covid-19, relativamente ai casi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa avvenuti con decorrenza dal 01 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, i termini di scadenza previsti vengono aumentati da 68 a 128 giorni.

Relativamente alle richieste di disoccupazione NASpI e DIS-COLL presentate successivamente  alla scadenza ordinariaviene comunque fatto salvo l’inizio della prestazione a decorrere dal 68mo giorno successivo rispetto alla data della cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

Inoltre vengono differiti di 60 giorni i termini previsti per procedere alla presentazione della richiesta di incentivo all’autoimprenditorialità.

I termini di decadenza in materia previdenziali, assistenziali ed assicurativi

In conseguenza dell’emergenza pandemica da Covid-19, con decorrenza dal 23 febbraio 2020 e fino al 01 giugno 2020 è in vigore la sospensione di diritto della decorrenza dei termini di decadenza riguardanti le prestazioni previdenziali, assistenziali ed assicurative che vengono erogate da parte dell’Inps e dell’Inail.

I contributi per i lavoratori domestici

Beneficiano della sospensione le scadenze riguardanti i versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico per i quali i pagamenti risultano in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020.

Non viene effettuato il rimborso dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria nel caso siano già stati versati.

I versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria che beneficiano della sospensione devono essere eseguiti entro il 10 giugno 2020, senza l’applicazione di sanzioni e di interessi.

Interventi Covid-19: il lavoro agile  per i soggetti con disabilità

Fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti portatori di disabilità oppure che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, in ambedue i casi nelle condizioni rappresentate all’articolo 3, comma 3, della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, hanno il diritto a poter eseguire la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che questa procedura sia adattabile con le caratteristiche della prestazione.

Ai lavoratori dipendenti del settore privato che sono colpiti da gravi e certificate patologie e che di conseguenza hanno ridotta capacità lavorativa viene riconosciuta la prelazione nell’accoglimento delle richieste per l’effettuazione delle prestazioni lavorative in modalità agile in base a quanto previsto dagli articoli da 18 a 23 della Legge n. 81 del 22 maggio 2017.

Gli obblighi conseguenti dalla percezione dei benefici di sostegno al reddito

Oltre al ricevimento dei benefici economici, allo scopo di limitare i trasferimenti delle persone fisiche ai casi assolutamente indispensabili, per 2 mesi dall’entrata in vigore del Decreto beneficiano di sospensione gli obblighi collegati al percepimento delreddito dicittadinanza, le misure di condizionalità ed i correlati termini tuttavia in ogni caso previsti per i percettori di NASpI e di DIS-COLL, e per i fruitori di integrazioni salariali, gli adempimenti riguardanti gli obblighi previsti dall’articolo 7 della Legge n. 68 del 12 marzo 1999, i procedimenti di avviamento a selezione previsti dall’articolo 16 della Legge n. 56 del 28 febbraio 1987, ed anche i termini per le convocazioni da parte dei Centri per l’Impiego per la partecipazione ai progetti di orientamento.

Sospensione licenziamenti Covid-19

Covid-19: la sospensione dei procedimenti di licenziamento

Con decorrenza dal 17 marzo 2020 l’inizio dei procedimenti di licenziamento collettivo disciplinato dagli articoli 4, 5 e 24, della Legge n. 223 del 23 luglio 1991 viene interrotto per 60 giorni e nello stesso periodo vengono posti in sospensione i procedimenti pendenti iniziati in data successiva al 23 febbraio 2020.

Fino alla scadenza del termine sopraindicato, le imprese, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati, non può effettuare il recesso dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo sulla base dell’articolo 3, della Legge n. 604 del 15 luglio 1966.

Gli incentivi per il potenziamento dei presidi sanitari in conseguenza all’emergenza da Covid-19

Al chiaro fine di favorire la permanenza in sicurezza dei processi produttivi delle imprese, in conseguenza dell’emergenza pandemica da Covid-19, l’Inail si fa carico, entro il 30 aprile 2020, del trasferimento ad Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. dell’importo di 50 milioni di euro da assegnare alle imprese per l’acquisizione di dispositivi e di altri strumenti di protezione individuale.

Le prestazioni Inail e l’andamento antinfortunistico

Viene stabilita la sospensione con decorrenza dal 23 febbraio 2020 fino al 01 giugno 2020 dei termini di decadenza e di prescrizione concernenti le richieste di prestazioni che vengono erogate da parte dell’Inail, nonché dei termini per il riesame della rendita su richiesta del titolare o dell’Inail, che sono in scadenza nel periodo sopraindicato. Oltre a ciò viene stabilito che per i lavoratori dipendenti dei settori sia privato che pubblico, il contagio da Covid-19 che ha avuto luogo in occasione di lavoro debba costituire infortunio sul lavoro e che questo tipo di infortunio non venga ricompreso nel calcolo ai fini della quantificazione dell’oscillazione del tasso medio per l’andamento antinfortunistico.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Bonus di 600 euro per partite iva, come fare la domanda sul sito INPS

I lavoratori potenziali destinatari delle indennità (bonus di 600 euro) di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del Decreto Legge n. 18/2020, al fine di ricevere la prestazione di interesse, dovranno presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica.

A tal fine, stante il carattere emergenziale delle prestazioni in commento, i potenziali fruitori possono accedere al servizio dedicato con modalità di identificazione più ampie e facilitate rispetto al regime ordinario, utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e per gli Enti di Patronato nel sito internet dell’INPS.

Inoltre, per garantire a tutti i cittadini il diritto di accesso alle prestazioni economiche ed agli altri servizi individuali con modalità interamente telematiche, l’Istituto ha messo in atto un duplice intervento rivolto a:

  • semplificare la modalità di compilazione e di “invio on line” per alcune delle domande di prestazione per l’emergenza Covid-19 (tra cui il bonus di 600 euro);
  • approntare una nuova procedura di rilascio diretto del PIN dispositivo tramite riconoscimento a distanza.

I dati necessari per accedere ai servizi INPS per richiedere il bonus di 600 euro

In sintesi, le credenziali di accesso ai servizi per le nuove prestazioni sopra descritte sono attualmente le seguenti:

  • PIN rilasciato dall’INPS (sia ordinario sia dispositivo);
  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS).

Chi è già in possesso di una qualsiasi delle elencate credenziali, potrà utilizzarle anche per l’inoltro delle nuove domande di prestazione introdotte dal Decreto in oggetto.

Qualora i potenziali fruitori delle citate indennità non siano in possesso di una delle predette credenziali, è possibile accedere ai relativi servizi del portale Inps in modalità semplificata, per compilare ed inviare la domanda on line, previo inserimento della sola prima parte del PIN dell’INPS, ricevuto via SMS o e-mail subito dopo la relativa richiesta del PIN.

Indennità bonus 600 euro INPS

Come richiedere il PIN per effettuare la domanda di 600 euro

La richiesta del PIN può essere effettuata attraverso i seguenti canali:

  • sito internet www.inps.it, utilizzando il servizio “Richiesta PIN”;
  • Contact Center integrato, chiamando, da rete fissa, il numero verde 803 164 (gratuito), oppure, da rete mobile, il numero 06 164164 (a pagamento).

In alternativa al portale web, le stesse tipologie di indennità una tantum, possono essere richieste tramite il servizio di Contact Center, telefonando ai numeri sopra indicati.

Anche in questo caso, il cittadino può avvalersi del servizio in modalità semplificata, comunicando all’operatore del Contact Center la sola prima parte del PIN.

Le tipologie di indennità una tantum sono specificate nella scheda informativa INDENNITA’ COVID-19 presente nel sito internet dell’INPS.

L’accesso ai servizi sul portale istituzionale è consentito in modalità semplificata con esclusivo riferimento alle seguenti domande di prestazione per emergenza Coronavirus di cui al Decreto Legge n. 18/2020:

  • indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • indennità lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO;
  • indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali;
  • indennità lavoratori del settore agricolo;
  • indennità lavoratori dello spettacolo;
  • bonus per i servizi di baby-sitting.

Con riferimento alla sola prestazione “bonus per i servizi di baby-sitting”, nell’ipotesi che la domanda sia stata inoltrata con il PIN semplificato, il cittadino dovrà venire in possesso anche della seconda parte del PIN, al fine della necessaria registrazione sulla piattaforma Libretto di Famiglia e dell’appropriazione telematica del bonus.

Nuova procedura di emissione del PIN INPS:

L’INPS ha approntato il rilascio di una nuova procedura di emissione del PIN con il riconoscimento a distanza, gestita dal Contact Center, che consentirà ai cittadini di ottenere, in un unico processo da remoto, un nuovo PIN con funzioni dispositive senza attendere gli ulteriori 8 caratteri del PIN che ordinariamente venivano spediti tramite il servizio postale.

Per eventuali chiarimenti sulle modalità di richiesta e gestione del proprio PIN, si può fare riferimento alla guida accessibile dalla home page del portale, seguendo il seguente percorso:

  1. link “Assistenza” (in alto a sinistra);
  2. link “Ottenere e gestire il PIN” (menù di sinistra).

Nel sito web INPS dedicato alla presentazione delle istanze dell’indennità è stato precisato che il via alla domanda per il bonus di 600 euro è previsto per il 1 Aprile 2020.

L’INPS alla ricezione della richiesta e prima dell’erogazione verificherà se:

  • il lavoratore è iscritto alla relativa gestione previdenziale;
  • è in regola con i versamenti;
  • se la tipologia di attività svolta rientra fra quelle ammesse.

Inoltre, al seguente link trovate una semplice e chiara guida messa a disposizione dell’inps per richiedere in autonomia il bonus di 600 euro.

(Fonte: INPS)

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Memorizzazione e trasmissione corrispettivi giornalieri

Attraverso la Circolare n. 3/E del 21 febbraio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito dei chiarimenti a molti deidubbi di operatività manifestatisi in relazione all’applicazione degli   obblighi inerenti alla memorizzazione ed alla trasmissione telematica dei corrispettivi previsti dall’art. 2, comma 1, del Decreto Legislativo n. 127 del 5 agosto 2015.

Una delle indicazioni più importanti riguarda l’obbligo dell’emissione del documento commerciale al momento del pagamento, sia totale che parziale, del corrispettivo oppure alla consegna dei beni o all’ultimazione del servizio nel caso in cui questi eventi siano anteriori rispetto al pagamento.

In ambedue queste ultime ipotesi, il documento commerciale dovrà essere emesso avendo cura di evidenziare il corrispettivo non incassato.

Nello specifico, per quanto riguarda le prestazioni di servizi, si dovrà procedere all’emissione di un nuovo documento commerciale all’atto dell’incasso del corrispettivo, avendo cura di richiamare gli elementi identificativi di quello emesso in precedenza.

In alternativa, rimane immutata la possibilità di procedere all’emissione della fattura immediata oppure differita, entro il termine stabilito dall’art. 21, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, ovverosia entro il giorno 15 del mese successivo a quello di compimento delle stesse.

Oltre a ciò, attraverso la Circolare n. 3/E viene anche fornito il chiarimento che possono beneficiare del credito d’imposta previsto per l’acquisto o per l’adattamento dei registratori di cassa anche i soggetti che utilizzano queste apparecchiature, ad esempio tramite leasing, sostenendo il costo nell’anno 2019 oppure nell’anno 2020, e che ne diventano, nel caso, proprietari solamente in un periodo successivo, mentre rimangono esclusi da tale agevolazione i soggetti che acquistano le apparecchiature non per l’utilizzazione diretta, ma per una susseguente vendita o locazione a vario titolo.

Il momento di emissione del documento commerciale nei corrispettivi

Una delle precisazioni più importanti incluse nella Circolare n. 3/E è quella relativa al momento di emissione del documento commerciale.

In linea con quanto previsto per lo scontrino fiscale e per la ricevuta fiscale, viene evidenziato che l’emissione del documento commerciale deve essere effettuata in contemporaneità con l’effettuazione dell’operazione, oppure in un momento che può non corrispondere con quello di esecuzione ai fini Iva, come previsto dall’art. 6 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972.

In pratica, si deve procedere all’emissione del documento commerciale:

  • al momento del pagamento del corrispettivo;
  • al momento della consegna dei beni o dell’ultimazione del servizio nel caso in cui questi eventi siano anteriori rispetto al pagamento.

I corrispettivi non incassati

Nella situazione in cui il cedente o prestatore esegua operazioni per le quali non è stato incassato il corrispettivo, è necessario procedere alla distinzione degli adempimenti in base al fatto che si riferiscano a cessione di beni oppure a prestazione di servizi:

  • nell’ipotesi di beni consegnati senza che avvenga il pagamento del corrispettivo relativo, è necessaria l’emissione del documento commerciale al momento della consegna, avendo cura di evidenziare l’importo del corrispettivo non incassato, mentre al momento del pagamento non ci sarà l’obbligo di procedere all’emissione di un nuovo documento commerciale, ma sarà sufficiente rilasciare una quietanza oppure riportarne l’evidenza sul documento già emesso;
  • nel caso in cui la prestazione di servizi venga effettuata senza che sia eseguito il pagamento, il documento commerciale deve essere emesso avendo cura di evidenziare l’importo del corrispettivo non incassato e successivamente, in contemporaneità con il pagamento, necessiterà procedere all’emissione di un nuovo documento commerciale, avendo cura di richiamare gli elementi identificativi di quello emesso in precedenza, infatti l’operazione viene considerata effettuata ai fini Iva solamente con l’effettuazione del pagamento.
Fatturazione e corrispettivi

L’emissione della fattura

Il documento commerciale non deve essere emesso, ed i relativi dati non devono essere memorizzati o trasmessi, nel caso in cui il cedente o prestatore documenti l’operazione tramite fattura immediata, ovverosia procedendo all’emissione ed alla trasmissione di quest’ultimo documento entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione ai fini Iva.

Viene confermato che il documento commerciale nel quale sia indicato il codice fiscale o la partita Iva del cliente può essere utilizzato al fine dell’emissione di una successiva fattura differita come previsto dall’art. 21, comma 4, lettera a), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, ovverosia entro il giorno 15 del mese successivo a quello del compimento delle stesse.

La composizione del documento commerciale nei corrispettivi

Nel corpo del documento commerciale la descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi può essere effettuata anche in modo riassuntivo, a condizione che risulti adeguato all’identificazione degli stessi.

Si riporta l’esempio effettuato per i servizi di ristorazione, evidenziando che risulta adeguato indicare la descrizione “primo, secondo, dolce” oppure “pasto completo”.

Oltre a ciò, allo stesso modo di quanto stabilito per lo scontrino fiscale e per la ricevuta fiscale, il documento commerciale è esente da imposta di bollo.

Il credito d’imposta per l’acquisto di registratori telematici

In base a quanto previsto dall’art. 2, comma, 6-quinquies, del Decreto Legislativo n. 127 del 5 agosto 2015, i soggetti che acquistano i registratori telematici oppure che procedono all’adeguamento dei vecchi misuratori fiscali usufruiscono di un credito d’imposta da poter utilizzare in compensazione di tipo orizzontale.

Il sopraindicato credito d’imposta è pari, per ciascuna apparecchiatura, al 50% del costo sostenuto, fino ad un massimo di 250,00 euro in caso di acquisto e di 50,00 euro in caso di adeguamento, il relativo pagamento deve essere effettuato tramite strumenti tracciabili, quali bonifico, assegno, carta di debito e di credito, ecc..

In base a quanto specificato dalla Circolare n. 3/E, il suddetto credito d’imposta compete:

  • in riferimento solamente ai costi sostenuti nell’anno 2019 e nell’anno 2020;
  • per l’acquisto oppure per l’adeguamento sia di modelli nuovi che usati, a condizione che siano conformi alle disposizioni in vigore;
  • anche ai soggetti che utilizzano le apparecchiature, ad esempio tramite leasing, sostenendo il costo nel periodo indicato, ma che ne diventano, nel caso, proprietari solamente in un periodo successivo, mentre il credito non compete ai soggetti che acquistano le apparecchiature non per l’utilizzazione diretta, ma per la susseguente vendita o locazione a vario titolo.

Ai fini della sua determinazione il credito d’imposta deve essere conteggiato in relazione all’ammontare del costo sostenuto.

Per quanto riguarda i soggetti che non hanno portato in detrazione la relativa imposta, come ad esempio i soggetti in regime forfetario, il costo deve essere calcolato al lordo dell’Iva.

Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione a decorrere dalla prima liquidazione Iva periodica successiva al mese nel quale è stata registrata la fattura d’acquisto e nel quale è stato effettuato il pagamento tramite mezzi tracciabili.

Nella Circolare n. 3/E viene indicato come esempio quello di un soggetto che liquida l’imposta con periodicità trimestrale su opzione e che registra e paga la fatturadell’acquisto nel mese di dicembre 2019, e che di conseguenza potrà procedere all’utilizzazione del credito d’imposta in compensazione a decorrere dal 16 marzo 2020.

Per quanto concerne i soggetti esonerati dalla registrazione Iva, come ad esempio i soggetti in regime forfetario, il credito d’imposta può essere utilizzato a decorrere dalla prima liquidazione, in questo caso figurativa, successiva al mese di acquisto/adeguamento e di effettuazione del pagamento tramite mezzi tracciabili.

Nell’ipotesi di pagamento rateizzato, il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione nella misura di quanto realmente pagato.

Invio dati fatture e corrispettivi

L’omessa memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi

La Circolare n. 3/E specifica che la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi rappresentano un adempimento unico ai fini dell’esatta documentazione dei corrispettivi, per cui, a norma dell’art. 2, comma 6, del Decreto Legislativo n. 127 del 5 agosto 2015, è sanzionabile:

  • sia il soggetto che esegue una corretta memorizzazione ma omette la trasmissione dei dati;
  • sia il soggetto che, dopo una memorizzazione infedele, trasmette normalmente i dati.

Se la condotta illegittima si riferisce sia alla fase di memorizzazione che a quella di trasmissione viene in ogni caso applicata un’unica sanzione a norma dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, del Decreto Legislativo n. 471 del 18 dicembre 1997.

Il guasto del registratore telematico

Le sanzioni vengono applicate anche nel caso in cui il regolare adempimento degli obblighi venga impedito in conseguenza di avvenimenti eccezionali come ad esempio il guasto del registratore telematico.

In questa circostanza, il soggetto utilizzatore dovrà provvedere:

  • all’annotazione dei dati nell’apposito registro la cui tenuta può essere effettuata anche in modalità informatica;
  • alla trasmissione mediante le apposite procedure web di emergenza che sono utilizzabili nel portale Fatture e Corrispettivi.
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Lettere di intento disponibili nel Cassetto fiscale

L’art. 12-septies del Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019, convertito dalla Legge n. 58 del 28 giugno 2019, in estrema sintesi, ha stabilito a decorrere dall’anno 2020:

  • la soppressione dell’obbligo a carico dell’esportatore abituale di consegnare o di inviare al proprio fornitore oppure alla Dogana la dichiarazione d’intento, con allegata la ricevuta rilasciata da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • l’indicazione nelle fatture emesse o nelle dichiarazioni doganali degli estremi del protocollo di ricevimento della dichiarazione d’intento, verificati telematicamente;
  • l’abolizione di taluni adempimenti connessi all’emissione ed al ricevimento delle dichiarazioni d’intento, come la numerazione progressiva e l’annotazione in un apposito registro;
  • l’intensificazione della disciplina sanzionatoria prevista a carico del fornitore che esegue operazioni in regime di non imponibilità Iva, senza aver prima verificato telematicamente l’avvenuta presentazione della dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate.

In esecuzione di quanto disposto dall’art. 12-septies del Decreto Legge n. 34 del  30 aprile 2019,  convertito dalla Legge n. 58 del 28 giugno 2019,il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 96911 del 27 febbraio 2020 ha emanato le disposizioni attuative ed in particolare le modalità operative mediante le quali vengono rese disponibili ad ogni fornitore, tramite l’utilizzazione del Cassetto fiscale, le informazioni riguardanti le dichiarazioni d’intento trasmesse telematicamente da parte degli esportatori abituali all’Agenzia delle Entrate.

Istruzioni al Modello di Dichiarazione d’Intento

Attraverso il suddetto Provvedimento si è provveduto all’aggiornamento del Modello di Dichiarazione d’Intento (Modello DI), delle istruzioni e delle specifiche tecniche relative, come di seguito indicato:

  • mediante la rimozione dello spazio riservato all’indicazione del numero progressivo assegnato alla dichiarazione di intento da trasmettere ed all’anno di riferimento;
  • mediante l’indicazione, nelle istruzioni, delle modalità di compilazione del Modello nel caso di Gruppo Iva.

Nella risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-03673 del 26 febbraio 2020 concernente le anzidette novità, il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze:

  • ha fornito la conferma dell’obbligo a carico dell’esportatore abituale di trasmettere telematicamente la dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate che rilascia apposita ricevuta;
  • ha fornito la precisazione che l’art. 12-septies del Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019, convertito con la Legge n. 58 del 28 giugno 2019, non ha inserito la necessità di una verifica preventiva da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla posizione di esportatore abituale e nemmeno un controllo circa l’entità del plafond utilizzabile.
Dichiarazione intento dogana

Le informazioni a disposizione del fornitore dell’esportatore abituale

A decorrere dal 2 marzo 2020, l’Agenzia delle Entrate provvede a rendere fruibili, ad ogni fornitore, le informazioni riguardanti le dichiarazioni d’intento trasmesse telematicamente da parte degli esportatori abituali. 

Nella specifico, hanno la possibilità di avere accesso alle suddette informazioni:

  • i fornitori degli esportatori abituali mediante consultazione del proprio “Cassetto fiscale”;
  • gli intermediari che hanno già ricevuto apposita delega da parte dei sopraindicati fornitori ad avere accesso al proprio “Cassetto fiscale”.

Da parte degli studiosi del diritto viene di conseguenza rilevato che il fornitore avrà l’opportunità di poter visionare l’intera lettera di intento e di venire a conoscenza, per questo motivo, anche dell’ammontare per il quale l’esportatore abituale intende effettuare acquisti in regime di non imponibilità Iva.

L’aggiornamento del modello di dichiarazione d’intento e delle istruzioni relative

Si è provveduto ad aggiornare, allo scopo di poterli uniformare alle attuali normative, sia il modello di dichiarazione d’intento che le istruzioni e le specifiche tecniche relative, che erano  stati precedentemente approvati con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 213221 del 2 dicembre 2016,

In conseguenza dell’intervenuto aggiornamento, si può rilevare quanto di seguito indicato:

  • l’avvenuta rimozione dello spazio riservato all’indicazione del numero progressivo assegnato alla dichiarazione di intento da trasmettere ed all’anno di riferimento;
  • l’avvenuto inserimento, nelle relative istruzioni, del chiarimento in base al quale, nel caso di Gruppo Iva:
  • nel campo relativo alla “Partita Iva” deve essere indicato il numero di Partita Iva al medesimo attribuito;

e

  • nel campo relativo al “Codice fiscale” il codice fiscale del Gruppo, che corrisponde al numero di Partita Iva, oppure, in alternativa, il codice fiscale del singolo partecipante al Gruppo stesso, come stabilito dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 19/E del 31 ottobre 2018.

Infine è opportuno ricordare che fino al 60mo giorno successivo alla data di pubblicazione del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 96911 del 27 febbraio 2020, ovvero fino al 27 aprile 2020, sussiste ancora la possibilità dell’utilizzazione del modello di dichiarazione d’intento precedentemente approvato con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 213221 del 2 dicembre 2016.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Da aprile 2020 al via i controlli sui conti correnti

In conseguenza della continua evoluzione del contrasto all’evasione fiscale a decorrere dal mese di aprile 2020 vengono avviati molteplici ed estesi controlli sui conti correnti, quantomeno su quelli ritenuti potenzialmente a rischio.

In conseguenza di quanto sopra passiamo ad effettuare una sintetica analisi per cercare di capire in che cosa consisteranno i controlli, e nello specifico:

  • chi potrebbe finire nelle liste dell’Agenzia delle Entrate;
  • in che modo operano i controlli strumentali;
  • in cosa consiste il nuovo algoritmo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le novità dal 2020 per i controlli sui conti correnti

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze provvederà a comunicare ufficialmente le regole ed i limiti per quanto riguarda i controlli sui conti correnti dei contribuenti privati entro e non oltre la fine del mese di marzo 2020.

Si tratta di una delle varie misure, per tentare di contrastare l’evasione fiscale, studiate, manifestate e successivamente attuate da parte del Consiglio dei Ministri.

Sono sicuramente innovazioni importanti messe in atto allo scopo di fronteggiare un problema che è presente nel nostro Paese, ma il tutto non è certo privo di incertezze e di apprensioni al riguardo, fra tutte, principalmente, il dilemma collegato alla tutela della privacy.

Infatti, viste anche le sempre più restrittive normative europee, è importante poter capire attraverso quali criteri sia plausibile il fatto di poter intervenire allo scopo di controllare i singoli conti correnti.

La ricerca e l’esame dei conti correnti da controllare

Visto che al momento si tratta solamente di una bozza, per poter avere notizie sicure a proposito dei metodi di selezione dei controlli sui conti correnti è necessario aspettare l’apposito Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è in previsione per il giorno 1 Aprile 2020.

In linea di massima i controlli saranno impostati sulle verifiche incrociate delle principali banche dati che sono attualmente disponibili.

Le verifiche verranno effettuate attraverso l’utilizzo di un particolare algoritmo che avrà il compito di esaminare le informazioni attinenti alle operazioni in entrata e in uscita ed alle giacenze sui vari conti correnti.

In proposito, si può ragionevolmente confermare che si tratta di controlli in grado di selezionare le informazioni in conseguenza di analisi chiare, precise e circostanziate effettuate attraverso l’utilizzo di un efficace e potente algoritmo.

Le operazioni di monitoraggio saranno continuamente attive e saranno basate in modo particolare sulle informazioni ottenute presso l’Archivio dei rapporti con gli operatori finanziari, che è stato istituito fino dal 2012.

L’Archivio dei rapporti con gli operatori finanziari inerente ai controlli sui conti correnti

Nella banca dati dell’Archivio dei rapporti con gli operatori finanziari vengono raccolte e conservate tutte le comunicazioni e tutte le movimentazioni registrate da parte degli operatori finanziari.

Nello specifico, si può confermare, che ciascuna singola informazione dei contribuenti privati e le correlate movimentazioni bancarie, sia sui conti correnti unici, sia sui conti correnti cointestati, vengono rilevate, registrate, memorizzate e monitorate tramite il Sistema di Interscambio flussi Dati (SID).

La sopraindicata tecnologia permette di effettuare controlli incrociati tra banche dati pubbliche e private, dando, al tempo stesso, garanzia di massima sicurezza nello scambio delle informazioni.

Controlli fiscali conti correnti

I dati sotto osservazione per i controlli sui conti correnti

I dati e le informazioni che vengono presi in osservazione da parte dell’algoritmo di verifica e di controllo si basano sul codice fiscale della persona.

Le informazioni esaminate osservano in maniera specifica le operazioni che vengono compiute presso gli sportelli fisici delle filiali degli Istituti Bancari, le richieste di affidamenti, le varie movimentazioni ed i saldi.

Anche i dati relativi al denaro sia in entrata che in uscita dalle carte prepagate viene monitorato, indipendentemente dal fatto che la carta abbia o meno un collegamento ad un conto corrente, così come il contenuto delle cassette di sicurezza è oggetto di riscontro. 

La comunicazione attinente alle informazioni qui sopra esposte deve essere effettuata con periodicità annuale entro e non oltre il 15 febbraio.

E’ comunque da tenere presente che l’Archivio consente già al momento all’Agenzia delle Entrate di avere a disposizione un elenco dei conti correnti ritenuti sospetti e quindi con elevato rischio di evasione.

Tuttavia non sussiste ciò che può coordinare i due principali assi, ovverosia la raccolta delle informazioni e l’effettuazione delle verifiche. 

Nel caso in cui l’algoritmo commetta errori sussiste il diritto di rettifica

Anche se è difficile come ipotesi, si potrebbe verificare il caso in cui l’algoritmo di analisi possa commettere degli errori.

Per tale specifica situazione è però stato previsto il diritto di rettifica da parte del contribuente.

Allo scopo di acquisire maggiori informazioni relativamente alla sopraindicata possibilità,  bisogna tuttavia rimanere in attesa che il Ministero dell’Economia e delle Finanze provveda alla pubblicazione del Decreto, attraverso il quale verranno precisate le metodologie di utilizzazione dei vari algoritmi, i termini e le scadenze, oltre ai procedimenti di rettifica in mancanza di dati certi.

Quali sono i controlli già attivati

Il riscontro dei controlli sui conti correnti 2020 che prenderà il via il 1 aprile prossimo, è solamente uno rispetto alle varie operazioni contro l’evasione fiscale messe in atto in Italia. Di fatto, già a decorrere dallo scorso 1 gennaio 2020, qualunque persona che presenti domanda per un’agevolazione sociale oppure per l’ottenimento di un contributo, è sottoposta alle verifiche delle dichiarazioni Isee, attraverso azioni incrociate da parte degli Enti e delle Agenzie dell’Amministrazione Finanziaria.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Istanza indennità 600 euro fruibile entro marzo

Gli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, Decreto “Cura Italia”, prevedono la concessione di un’indennità, non imponibile ai fini Irpef, dell’importo di 600,00 euro a favore di specificate categorie di soggetti, sia esercenti attività economiche in forma autonoma, che lavoratori subordinati e parasubordinati.

L’indennità di 600 euro viene accreditata solamente per il mese di marzo 2020, ma potrebbe essere accreditata anche per periodi successivi, in rapporto al proseguire dell’emergenza sanitaria, con un successivo opportuno provvedimento.

L’Inps tramite il Messaggio n. 1288 del 20 Marzo 2020 ed il relativo Allegato n. 1, riassume le nuove misure di solidarietà preavvisando la successiva pubblicazione di una circolare illustrativa tramite la quale saranno fornite le istruzioni operative e procedurali per la presentazione delle istanze, che dovranno essere effettuate in via telematica mediante l’utilizzazione dei canali telematici del sito internet dell’Inps.

Contrariamente a quanto riportato dalle anticipazioni dei giorni scorsi, le istanze non verranno presentate attraverso un click day inteso come finestra dentro la quale si possono presentare le domande di prestazioni, ma ci saranno domande aperte a tutti, e un giorno di inizio, con un click.

Le istanze verranno rese fruibili, entro la fine del mese di marzo, non appena terminerà l’adeguamento delle procedure informatiche.

Viceversa non fa parte della competenza dell’Inps l’indennità prevista a favore dei collaboratori sportivi le cui risorse, pari a 50 milioni di euro, sono state assegnate in gestione alla società Sport e Salute S.p.A. che si occuperà alla preparazione delle istanze, alla distribuzione delle somme ed al continuo controllo dei fondi stanziati, come stabilito dall’art. 96 del Decreto “Cura Italia”.

Le misure di sostegno gestite da parte dell’Inps

Le misure di sostegno gestite da parte dell’Inps sono beneficiabili, entro i limiti degli importi determinati per ognuna delle stesse, dalle categorie di soggetti analiticamente indicate, e nel dettaglio:

  • i liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, compresi i partecipanti agli studi associati o alle società semplici con attività di lavoro autonomo, e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla stessa data, iscritti alla Gestione Separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, come stabilito art. 27 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020;
  • i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione Generale Obbligatoria Inps, ovverosia, come specificato dalla Relazione Tecnica al Decreto e confermato dal Messaggio n. 1288, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad eccezione della Gestione Separata Inps, come stabilito dall’art. 28 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020;
  • i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno terminato non intenzionalmente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il primo gennaio 2019 ed il 17 marzo 2020,data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente al 17 marzo 2020, come stabilito dall’art. 29 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020);
  • gli operai agricoli con rapporto di lavoro a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano completato come minimo 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, come stabilito dall’art. 30 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020;
  • i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo, che nell’anno 2019 abbiano come minimo 30 contributi giornalieri versati al Fondo stesso, da cui proviene un reddito che non superi l’importo di 50.000,00 euro, che risultino non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente al 17 marzo 2020, come stabilito dall’art. 38 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

Le suddette indennità non sono cumulabili tra di esse e non vengono accreditate a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Richiesta online Inps bonus 600 euro

Come fare e presentare l’istanza per il bonus da 600 euro

I lavoratori, possibili beneficiari delle sopraindicate indennità, allo scopo di percepire la prestazione di interesse, dovranno procedere alla presentazione dell’istanza in via telematica all’Inps mediante l’utilizzazione dei canali telematici abituali, che sono a disposizione dei cittadini e dei patronati nel sito internet dell’Istituto, www.inps.it.

Le istanze verranno rese fruibili, entro la fine del corrente mese di marzo, non appena terminerà l’adeguamento delle procedure informatiche.

Gli agenti ed i rappresentanti di commercio

Relativamente all’ambito soggettivo, è stata rimarcata la specifica circostanza degli agenti e dei rappresentanti di commercio, i quali sono soggetti al versamento dei contributi previdenziali, sia presso la Gestione Commercianti Inps che presso la Fondazione Enasarco.

Dal momento che l’art. 28 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 non ammette a beneficiare dell’indennità gli iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad eccezione della Gestione Separata Inps, le associazioni rappresentative della categoria hanno richiesto di precisare se il riferimento contenuto nella norma debba essere inteso alle gestioni obbligatorie e non anche alla gestione integrativa Enasarco.

Infatti l’interpretazione alla lettera della norma, potrebbe portare all’esclusione da tale beneficio della categoria, come da Comunicato Stampa unito Fnaarc Confcommercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS Uil, Ugl, Usarci del 18 marzo 2020.

In questo stato di cose il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha dato confermain un video del 21 marzo 2020 che gli agenti ed i rappresentanti di commercio che sono iscritti sia all’Assicurazione Generale Obbligatoria che all’Enasarco potranno avere accesso all’indennità dei 600,00 euro previsto dal Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

I professionisti iscritti alle casse di previdenza private

Non sono considerati tra i soggetti fruitori dell’indennità di 600 euro i professionisti che sono iscritti alle Casse private di previdenza obbligatoria.

Tuttavia vi sarebbero la volontà e l’impegno da parte del Consiglio dei Ministri di allargare la misura di sostegno anche a queste categorie di professionisti, nei casi in cui il reddito risulti contenuto al di sotto di specificati limiti. 

In ogni caso, a queste categorie di professionisti potrebbe essere destinata una quota del “Fondo per il reddito di ultima istanza”, che è stato istituito dall’art. 44 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 a vantaggio dei casi di cessazione, di riduzione o di sospensione dell’attività come diretta conseguenza dell’emergenza sanitaria. Il suddetto fondo è stato ideato “come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600,00 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini”, come risulta dal Comunicato Stampa n. 37 del 16 marzo 2020 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Elenco attività non sospese per virus Covid-19

In conseguenza dell’evoluzione del contesto epidemiologico, e tenendo in attenta valutazione il notevole aumento dei casi di contagio da virus Covid-19 su tutto il territorio nazionale, si è resa indispensabile l’adozione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020 per il Covid-19, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 22 marzo 2020, portante misure aggiuntive per quanto riguarda il contenimento del Covid-19, alla cui osservanza sono tenuti le persone fisiche, le imprese e le attività professionali.

Il Decreto stabilisce che è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o di spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.

Di conseguenza adesso non è più consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Oltre a ciò il Decreto prescrive che le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’art. 1, punto 7, del DPCM 11 marzo 2020” per l’esecuzione dei servizi urgenti  e non differibili oppure assoggettati a termini di scadenza, ovvero le raccomandazioni riguardanti l’incentivazione del lavoro agile, delle ferie e dei congedi retribuiti, e all’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio quale il rispetto della distanza interpersonale e, nel caso ciò non fosse possibile, la dotazione ai dipendenti di adeguati strumenti di protezione quali guanti e mascherine.

Al contrario vengono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad esclusione di quelle specificate nell’allegato 1 dello stesso Decreto che comprende, fra l’altro:

  • l’industria alimentare (codice Ateco 10);
  • l’industria delle bevande (codice Ateco 11);
  • l’industria chimica (codice Ateco 20);
  • i servizi dell’informazione e tutte le altre attività che sono state ritenute sostanziali da  parte del Consiglio dei Ministri, tra le quali figurano le attività legali e contabili (codice Ateco 69).

Le nuove disposizioni introdotte per contrastare il Covid-19 generano i loro effetti dal giorno 23 marzo 2020 e rimangono attive fino al giorno 3 aprile 2020, tuttavia alle imprese che devono sospendere la loro attività viene concessa la possibilità di terminare quanto occorre per procedere alla sospensione entro il giorno 25 marzo 2020, inclusa anche la spedizione delle merci in giacenza.

Le nuove misure sono in vigore, congiuntamente, a quelle stabilite dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 11 marzo 2020, ed anche a quelle previste dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020 per il Covid-19 i cui termini di effetto, già fissati al 25 marzo 2020, vengono ambedue prorogati al 3 aprile 2020.

Le misure di contrasto Covid-19 per tutte le persone fisiche

Al fine di fronteggiare e di limitare il diffondersi del contagio del virus Covid-19, sull’intero territorio nazionale, viene fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o di spostarsi utilizzando mezzi di trasporto sia pubblici che privati in un Comune diverso rispetto a quello in cui si trovano al momento, salvo che per comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Di conseguenza non è più consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

La suddetta misura va ad aggiungersi alle ulteriori misure restrittive emanate nell’Ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020 Covid-19 attraverso la quale sono stati vietati:

  • l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco ed ai giardini pubblici;
  • lo svolgimento di attività ludica o ricreativa all’aperto Ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020, rimanendo in ogni caso consentito lo svolgimento individuale di attività motoria in prossimità della propria abitazione, a condizione che venga tuttavia rispettata la distanza di almeno un metro da ogni altra persona;
  • ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, ivi comprese le seconde case utilizzate per vacanza nei giorni festivi e prefestivi, come pure negli altri giorni che immediatamente precedono oppure seguono detti giorni.

Le misure per le imprese e per le attività professionali

Sempre al fine di fronteggiare e di limitare il diffondersi del contagio del virus Covid-19, è stata inoltre disposta la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad esclusione di quelle specificate nell’allegato 1 del Decreto del 22 marzo 2020, sempreché dette attività, che sonoautorizzate a rimanere aperte, rispettino i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro sottoscritto in data 14 marzo 2020 tra il Governo e le parti sociali.

L’elenco dei codici Ateco di cui all’anzidetto allegato 1, che viene di seguito riportato, può essere integrato con apposito Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, sentito il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Elenco delle attività che sono autorizzate a rimanere aperte durante la quarantena per Covid-19


Codice Ateco Descrizione
01 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali
03 Pesca e acquacoltura
05 Estrazione di carbone
06 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
09.1 Attività dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale
10 Industrie alimentari
11 Industria delle bevande
13.96.20 Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali
13.94 Fabbricazione di spago, corde, funi e reti
13.95 Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)
14.12.00 Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro
16.24.20 Fabbricazione di imballaggi in legno
17 Fabbricazione di carta
18 Stampa e riproduzione di supporti registrati
19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
20 Fabbricazione di prodotti chimici
21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
22.1 Fabbricazione di articoli in gomma
22.2 Fabbricazione di articoli in materie plastiche
23.19.10 Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia
26.6 Fabbricazione di apparecchi per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettroterapeutiche
27.1 Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettriche di apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità
28.3 Fabbricazione di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura
28.93 Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (incluse parti e accessori)
28.95.00 Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
28.96 Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori)
32.50 Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche
32.99.1 Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza
32.99.4 Fabbricazione di casse funebri
33 Riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature
35 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
36 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
37 Gestione delle reti fognarie
38 Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
39 Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
42 Ingegneria civile
43.2 Installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di installazione di costruzione
45.2 Manutenzione e riparazione di autoveicoli
45.3 Commercio di parti e accessori di autoveicoli
45.4 Per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori
46.2 Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi
46.3 Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco
46.46 Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
46.49.2 Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali
46.61 Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole e utensili agricoli, inclusi i trattori
46.69.19 Commercio all’ingrosso di altri mezzi ed attrezzature da trasporto
46.69.91 Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico
46.69.94 Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici
46.71 Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti da autotrazione, di combustibili per il riscaldamento
49 Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
50 Trasporto marittimo e per vie d’acqua
51 Trasporto aereo
52 Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
53 Servizi postali e attività di corriere
55.1 Alberghi e strutture simili
j (da 58 a 63) Servizi di informazione e comunicazione
K (da 64 a 66) Attività finanziarie e assicurative
69 Attività legali e contabili
70 Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale
71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 Ricerca scientifica e sviluppo
74 Altre attività professionali, scientifiche e tecniche
75 Servizi veterinari
80.1 Servizi di vigilanza privata
80.2 Servizi connessi ai sistemi di vigilanza
81.2 Attività di pulizia e disinfestazione
82.20.00 Attività dei call center
82.92 Attività di imballaggio e confezionamento conto terzi
82.99.2 Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste
84 Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
85 Istruzione
86 Assistenza sanitaria
87 Servizi di assistenza sociale residenziale
88 Assistenza sociale non residenziale
94 Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali
95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
95.12.01 Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari
95.12.09 Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni
95.22.01 Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa
97 Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico

Contrariamente a quanto diffuso da parte di alcuni organi di stampa on line, il Decreto non ha disposto la sospensione delle attività professionali per l’esecuzione dei servizi indifferibili ed urgenti oppure sottoposti a termini di scadenza.

Oltre a ciò, tenendo in considerazione che la potestà legislativa sulla materia rimane in capo al Governo centrale, questa disposizione deve intendersi valida anche per quelle regioni, come la Lombardia ed il Piemonte, nelle quali delle specifiche ordinanze emanate da parte dei Governatori regionali il 21 marzo 2020 ne avevano disposto la chiusura.

In più il nuovo Decreto del 22 marzo 2020 stabilisce, che per le attività di impresa o professionali, autorizzate a rimanere operative dal momento che per le stesse non è in vigore la sospensione, vale quanto già stabilito dall’art. 1, punto 7, del Decreto del 11 marzo 2020.

Relativamente alle attività produttive ed alle attività professionali, il menzionato art. 1, punto 7, del Decreto del 11 marzo 2020 ammonisce che:

  • venga effettuata la massima utilizzazioneda parte delle imprese e delle attività professionali della modalità di lavoro agile per tutte le attività che possono essere eseguite al proprio domicilio oppure in modalità a distanza;
  • venga effettuata l’incentivazione delle ferie e dei congedi retribuiti per i dipendenti ed anche degli altri strumenti contemplati dalla contrattazione collettiva;
  • vengano sospese le attività dei reparti aziendali che non risultano essere essenziali ai fini della produzione;
  • vengano assunti i protocolli di sicurezza anti-contagio e, nel caso in cui non risultasse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro quale primaria misura di contenimento, con la dotazione al personale dipendente di adeguati strumenti di protezione quali guanti e mascherine.

Invece coloro che esercitano una delle attività commerciali autorizzate a non sospendere la propria attività, oltre al fatto di doversi attenere alle prescrizioni emanate con il menzionato Decreto del 11 marzo 2020 Covid-19, dovranno attenersi alle disposizioni contenute nell’Ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020, di conseguenza avranno il dovere di garantire senza eccezioni il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Le disposizioni per le attività sospese

Il Decreto del 22 marzo 2020 prescrive che tutte le attività produttive sospese, ovvero quelle che non risultano indicate nel menzionato allegato 1, sono in ogni caso in grado di poter continuare lo svolgimento dell’attività se risultano strutturate in modalità a distanza o in lavoro agile.

Nel caso in cui questo non fosse possibile, le suddette imprese potranno soltanto terminare le attività indispensabili alla sospensione entro il 25 marzo 2020, inclusa anche la spedizione delle merci in giacenza.

Le altre attività autorizzate o sospese

Il Decreto stabilisce che sono tuttavia permesse le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, come pure dei  servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali previsti dalla Legge n. 146 del 12 giugno 1990, previa apposita comunicazione al Prefetto della Provincia nel cui territorio è situata l’attività produttiva, nella quale devono essere dettagliatamente specificate le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e dei servizi relativi alle attività autorizzate.

Il Prefetto può far sospendere le suddette attività nel caso in cui valuti che non risultino validi i requisiti specificati nel periodo precedente.

Fino al momento dell’emanazione dei provvedimenti regionali di sospensione dell’attività, la stessa viene lecitamente svolta sulla base della comunicazione resa.

Viene autorizzata senza eccezioni l’attività di produzione, di commercializzazione, di trasporto e di consegna:

  • di farmaci, di tecnologia sanitaria e di dispositivi medico-chirurgici;
  • di prodotti agricoli e di prodotti alimentari.

Inoltre rimane permessa qualsiasi attività che sia in qualunque modo efficiente e funzionale al fine di contrastare l’emergenza.

Vengono altresì autorizzate le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della Provincia nel cui territorio è situata l’attività produttiva, dalla sospensione della quale scaturisca un rilevante pregiudizio agli impianti medesimi oppure un rischio di incidenti.

Il Prefetto può far sospendere le suddette attività nel caso in cui valuti che non siano fondati i vincoli di cui al periodo precedente.

Ciò nonostante non è subordinata a comunicazione nel caso in cui l’attività dei suddetti impianti sia indirizzata ad assicurare la somministrazione di un servizio pubblico primario.

Per concludere vengono permesse le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, così come le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa specifica autorizzazione del Prefetto della Provincia nel cui territorio sono situate le attività produttive. Rimane confermata anche la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e di altri istituti e luoghi della cultura, come pure dei servizi relativi all’istruzione nel caso in cui non vengano forniti a distanza oppure in modalità da remoto nei limiti al momento permessi.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Versamenti e scadenze del Decreto Legge Cura Italia

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, meglio conosciuto come Decreto Cura Italia, introduce vari provvedimenti per quanto riguarda i versamenti e le effettuazioni degli adempimenti di natura fiscale fiscali, prevedendo delle specifiche disposizioni:

  • per i soggetti che esercitano leattività che risultano danneggiate in maggior misura dalle conseguenze della diffusione del Covid-19;
  • per isoggetti che, nel periodo d’imposta precedente, hanno conseguitoricavi o compensi per un ammontare superiore a 2 milioni di euro.

Nello specifico, vengono previste:

  • la sospensione dei versamenti Iva in scadenza nel mese di marzo 2020 e dei versamenti per ritenute fiscali su redditi di lavoro dipendente e assimilati, percontributi previdenziali e assistenzialie per premi Inail,in scadenza fino al 30 aprile 2020, relativamente ai contribuenti che operano negli individuati settoriche sono considerati danneggiati in maggior misura dalle conseguenze della diffusione del Covid-19, quali ad esempio gli addetti dei settori ristorazione, turistico, fieristico, spettacolo, cultura e sportivo;
  • la sospensione dei versamenti in scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 relativamente ai contribuenti che non esercitano le attività negli indicati settori e che nell’anno 2019 hanno realizzato ricavio compensi per un ammontarenon superiore a 2 milioni di euro;
  • la posticipazione al 20 marzo 2020 della scadenza del 16 marzo 2020 relativamente a tutti gli altri contribuenti.

I versamenti oggetto di sospensione dovranno essere eseguiti, senza l’applicazione di sanzioni e di interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020, oppure in un massimo di 5 rate mensilidi uguale importo con decorrenza dal mese di maggio 2020.

Tutti gli adempimenti di natura fiscale, di natura diversa dai versamenti, che sono in scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, come ad esempio la presentazione della Dichiarazione Annuale Iva, possono essere effettuati, senza l’applicazione di sanzioni, entro il 30 giugno 2020.

Viene esplicitamente stabilito che non sono ricompresi nella sospensione in questione i termini fissati dall’art. 1 del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020in relazione ai dati occorrenti per la predisposizione della dichiarazione precompilata, di conseguenza, tra gli altri, vengono confermati:

  • la proroga dal 9 marzo 2020 al 31 marzo 2020 del termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche 2020;
  • la scadenza del 31 marzo 2020 per la consegna ai contribuenti/sostituiti delle Certificazioni Uniche 2020 e delle altre Certificazioni dei sostituti d’imposta riguardanti l’anno 2019;
  • il differimento dal 28 febbraio 2020 al 31 marzo 2020 della scadenza per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati attinenti agli oneri deducibili e detraibili da impiegare per la precompilazione delle dichiarazioni dei redditi riguardanti l’anno 2019;
  • la proroga dal 15 aprile 2020 al 5 maggio 2020 della scadenza per la messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate riguardanti l’anno 2019.

Al contrario, per quanto riguarda i contribuenti che non rientrano nelle sopra indicate categorie, ovverosia coloro che, nel periodo d’imposta precedente, hanno realizzato un fatturato superiore a 2 milioni di euro e che non esercitano l’attività negli individuati settoriche sono considerati danneggiati in maggior misura dalle conseguenze della diffusione del Covid-19,vengono in sostanza riconosciute:

  • la rimessione al 20 marzo 2020 dei termini per i versamenti in scadenza il 16 marzo 2020;
  • l’interruzione dei termini degli adempimenti fiscali in scadenza dal periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute riguardanti le addizionali regionali e comunali.

La rimessione in termini per i versamenti in scadenza il 16 marzo

L’articolo 60 del Decreto Legge stabilisce che tutti i versamenti che sono scaduti lo scorso 16 marzo 2020 vengono differiti al prossimo 20 marzo 2020.

Nello specifico si tratta di tutti i versamenti fiscali e di tutti i versamenti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, Enti ed Istituti, inclusi i contributi previdenziali ed assistenziali.

I versamenti che rientrano nella suddetta posticipazione sono quelli scaduti lo scorso 16 marzo 2020, ed esattamente:

  • Imposta sul Valore Aggiunto

versamento Iva mese di febbraio 2020 e versamento saldo Iva anno 2019, in un’unica soluzione oppure in forma rateizzata.

  • Imposta sugli Intrattenimenti e Imposta sul Valore Aggiunto forfetaria

versamento Isi, codice tributo 5123, e Iva forfetaria, codice tributo 6729, dovute per l’anno 2020 per quanto riguarda gli apparecchi da divertimento ed intrattenimento, installati entro il 29 febbraio 2020 oppure non disinstallati entro il 31 dicembre 2019.

  • Ritenute alla fonte

Versamento delle ritenute operate nel mese di febbraio 2020:

  • sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, codice tributo 1001;
  • sui redditi di lavoro autonomo, codice tributo 1040;
  • sulle prestazioni aventi origine da contratti d’appalto e/o d’opera eseguite a favore dei condomìni, da parte di soggetti nell’esercizio di impresa oppure di attività commerciali non abituali, codice tributo 1019 a titolo di Irpef o 1020 a titolo di Ires;
  • da parte degli intermediari immobiliari e dei soggetti che gestiscono portali telematici che hanno effettuato interventi nell’incasso dei canoni e/o nel pagamento dei corrispettivi connessi ai contratti di locazione breve, codice tributo 1919;
  • sulle provvigioni aventi origine da rapporti di agenzia, commissione, rappresentanza di commercio e mediazione, codice tributo 1040;
  • per l’utilizzazione di marchi e di opere dell’ingegno, codice tributo 1040;
  • per i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro che risultano tuttora in essere dopo il Decreto Legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, codice tributo 1040, e con apporto di capitale oppure misto, codice tributo 1030.
  • Libri contabili e sociali

Versamento da parte delle società di capitali della tassa annuale di Concessione Governativa per la bollatura, vidimazione e numerazione dei registri e dei libri contabili e sociali, codice tributo 7085.

La sopraindicata rimessione in termini, che è opzionale per la quasi totalità dei contribuenti, è in sostanza obbligatoria per quanto riguarda i contribuenti che presentano i requisiti di seguito indicati:

  • nel periodo d’imposta precedente hanno maturato ricavi o compensi per un ammontare superiore a 2 milioni di euro;
  • non fanno parte degli individuati settori che risultano danneggiati in maggior misura dalle conseguenze della diffusione del Covid-19.

La sospensione dei versamenti per i soggetti con ricavi inferiori a 2 milioni di euro

Il Decreto stabilisce la sospensione dei versamenti in scadenza dal 08 marzo 2020 al 31 marzo 2020 a beneficio dei soggetti che, nel periodo d’imposta precedente, hanno realizzato ricavi o compensi per un ammontare non superiore a 2 milioni di euro.

Di conseguenza saranno oggetto di sospensione i versamenti:

  • dell’Iva;
  • delle addizionali regionali e comunali Irpef;
  • delle ritenute alla fonte;
  • dei contributi previdenziali ed assistenziali;
  • dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.

I sopraindicati versamenti, che fanno parte nella sospensione, dovranno essere eseguiti in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020, con l’opportunità di poter versare gli importi in un massimo di 5 rate mensili di uguale importo, sempre con decorrenza dal mese di maggio 2020.

Versamenti e pagamenti fiscali

La sospensione dei versamenti per i soggetti operanti negli individuati settori

Il Decreto rimanda anche gli adempimenti collegati al versamento delle ritenute e dei contributi previdenziali ed assicurativi dovuti sul reddito da lavoro dipendente e assimilato, per quanto riguarda le imprese operanti negli individuati settori,indipendentemente dai ricavi o dai compensi conseguiti nel periodo d’imposta precedente, superiori o inferiori a 2 milioni di euro.

Nello specifico, il Decreto si ricollega all’articolo 8 del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020, che era indirizzato soltanto ai soggetti operanti nel settore turistico, ed amplia i connessi vantaggi anche ai soggetti che operano in altri settori tra i quali:

  • le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, ed inoltre i soggetti che hanno in gestione gli stadi, gli impianti sportivi, le palestre, i club e le strutture per danza, fitness e culturismo, i centri sportivi, le piscine ed i centri natatori;
  • i soggetti che hanno in gestione i teatri, le sale da concerto, le sale cinematografiche, ivi inclusi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, ed inoltre le discoteche, le sale da ballo, i nightclub, le sale gioco e biliardi;
  • i soggetti che hanno in gestione le ricevitorie del lotto, delle lotterie, delle scommesse, ivi inclusa la gestione di macchine e di apparecchi correlati;
  • i soggetti che curano l’organizzazione di corsi, di fiere ed eventi, ivi inclusi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso;
  • i soggetti che hanno la gestione delle attività di ristorazione, delle gelaterie, delle pasticcerie, dei bar e dei pub;
  • i soggetti che curano la gestione dei musei, delle biblioteche, degli archivi, dei luoghi e dei monumenti storici, nonché degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali;
  • i soggetti che hanno la gestione degli asili nido e dei servizi di assistenza diurna per minori disabili, dei servizi educativi e delle scuole per l’infanzia, dei servizi didattici di primo e di secondo grado, dei corsi di formazione professionale, delle scuole di vela, di navigazione, di volo, che rilasciano brevetti o patenti commerciali, delle scuole di guida professionale per autisti;
  • i soggetti che esercitano attività di assistenza sociale non residenziale per gli anziani e per i disabili;
  • le aziende termali di cui alla Legge n. 323 del 24 ottobre 2000 ed i centri per il benessere fisico;
  • i soggetti che hanno la gestione dei parchi divertimento o dei parchi tematici;
  • i soggetti che hanno la gestione delle stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime e aeroportuali;
  • i soggetti che hanno la gestione dei servizi di trasporto merci e di trasporto passeggeri terrestre, aereo, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare, ivi inclusa la gestione di funicolari, funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift;
  • i soggetti che hanno la gestione di servizi di noleggio di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale, lacustre e lagunare;
  • i soggetti che hanno la gestione di servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative oppure di strutture e di attrezzature per manifestazioni e spettacoli;
  • i soggetti che esercitano l’attività di guida e di assistenza turistica;
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10, del Decreto Legislativo n. 460 del 4 dicembre 1997, iscritte negli appositi registri, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome di cui alla Legge n. 266 del 11 agosto 1991, e le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano di cui all’articolo 7, della Legge n. 383 del 7 dicembre 2000, che esercitano, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale previste dall’articolo 5, comma 1, del Decreto Legislativo n. 117 del 3 luglio 2017.

Per questi soggetti, ad eccezione delle federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, viene stabilito che le proroghe sono relative alle ritenute, ai contributi previdenziali ed assicurativi, riguardanti i redditi di lavoro dipendente ed assimilati dovuti fino al 30 aprile 2020, ed anche l’Iva dovuta nel mese di marzo 2020.

La scadenza per il versamento dei suddetti tributi e contributi viene fissata al prossimo 31 maggio 2020 in unica soluzione, oppure in 5 rate mensili di uguale importo a decorrere dal mese di maggio 2020, in tutti e casi senza l’applicazione delle sanzioni e degli interessi.

Invece, per quanto riguarda le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, il Decreto stabilisce una più lunga sospensione dei versamenti.

I versamenti oggetto di sospensione dovranno essere eseguiti, senza l’applicazione delle sanzioni e degli interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 oppure tramite rateazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di uguale importo, con decorrenza dal mese di giugno 2020.

La sospensione degli altri adempimenti e scadenze di natura fiscale

L’art. 62 del Decreto Legge Cura Italia stabilisce, per tutti le tipologie di contribuenti, la sospensione dei termini degli adempimenti di natura fiscale in scadenza dal periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, di natura diversa dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute riguardanti le addizionali regionali e comunali, solamente per quanto riguarda i versamenti, il Decreto ha fissato regole diverse in base alla tipologia di contribuente.

Il Decreto stabilisce che i suddetti adempimenti oggetto di sospensione dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 senza l’applicazione delle sanzioni.

Tra i più importanti adempimenti oggetto di sospensione vi è certamente la Dichiarazione Annuale Iva per l’anno 2019, la cui scadenza originaria era prevista entro il prossimo 30 aprile 2020 e per la quale la presentazione viene differita al 30 giugno 2020.

Nel Decreto viene chiaramente stabilito che non sono ricompresi nella sospensione in questione i termini previsti dall’art. 1 del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020relativamente ai dati occorrenti per la predisposizione della dichiarazione precompilata, di conseguenza vengono confermati:

  • la proroga dal 9 marzo 2020 al 31 marzo 2020 della scadenza per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche 2020;
  • la scadenza del31 marzo 2020 per la consegna ai contribuenti/sostituiti delle Certificazioni Uniche 2020 e delle altre Certificazioni dei sostituti d’imposta riguardanti l’anno 2019;
  • il differimento dal 28 febbraio 2020 al31 marzo 2020dellascadenza per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati attinenti agli oneri deducibili e detraibili da impiegare per la precompilazione delle dichiarazioni dei redditi riguardanti l’anno 2019;
  • la proroga dal 15 aprile 2020 al 5 maggio 2020della scadenza per la messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate riguardanti l’anno 2019;
  • l’anticipazione all’anno 2020 di tutte le nuove scadenze concernenti i Modelli 730, che sarebbero dovute entrare in vigore dall’anno 2021.

La sospensione dei versamenti per specifiche tipologie di contribuenti

Relativamente ai contribuenti che esercitano attività d’impresa, di arti o professioni, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale oppure la sede operativa nel territorio dello Stato, e che, nel periodo di imposta precedente a quello in corso, realizzano ricavi o compensi per un ammontare non superiore a 2 milioni di euro, vengono sospesi i versamenti da autoliquidazione che sono in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 e riguardanti:

  • le ritenute alla fonte di cui agli articoli 23 e 24 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 29 settembre 1973, che i suddetti contribuenti effettuano in qualità di sostituti d’imposta;
  • le trattenute riguardanti le addizionali regionali e comunali, che i suddetti contribuenti effettuano in qualità di sostituti d’imposta;
  • l’Imposta sul Valore Aggiunto;
  • i contributi previdenziali ed assistenziali;
  • i premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.

I versamenti oggetto di sospensione potranno essere eseguiti, senza l’applicazione delle sanzioni e degli interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 oppure tramite rateazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di uguale importo con decorrenza dal mese di maggio 2020.

La sospensione dei versamenti relativi all’Imposta sul Valore Aggiunto, viene applicata, indipendentemente dall’ammontare dei ricavi o dei compensi conseguiti, ai contribuenti che svolgono attività d’impresa, di arti o professioni, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza.

Proroga pagamenti Decreto Cura Italia

L’assoggettamento alle ritenute d’acconto

I compensi incassati fino al 31 marzo 2020 dai contribuenti con ricavi o compensi di ammontare non superiore a 400.000,00 euro non vengono assoggettati alla ritenuta d’acconto prevista dagli articoli 25 e 25/bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 29 settembre 1973, a seguito della presentazione di un’apposita dichiarazione da parte del percipiente.

Non possono, però, usufruire della agevolazione in questione i contribuenti che, nel mese precedente, hanno sostenuto costi per prestazioni di lavoro dipendente.

Le ritenute dovranno essere versate a cura del percipiente entro il 31 maggio 2020, in un’unica soluzione, oppure tramite rateazione fino ad un massimo di 5 ratemensili di uguale importo con decorrenza dal mese di maggio 2020.

La sospensione dei versamenti degli atti impositivi

Dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020, sono oggetto di sospensione le scadenze concernenti le attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e del contenzioso da parte degli Enti impositori.

Di conseguenza, nel suddetto periodo di tempo, in pratica, viene interrotta qualunque tipologia di attività impositiva, quale, a titolo di esempio, la liquidazione automatica della dichiarazione.

Inoltre, per talune tipologie di atti impositivi, sono oggetto di sospensione le scadenze di versamento.

Gli accertamenti esecutivi e gli avvisi di addebito

A decorrere dall’8 marzo 2020 e fino al 31 maggio 2020 sono oggetto di sospensione le scadenze di versamento correlate agli accertamenti esecutivi, quindi per gli accertamenti emessi per quanto riguarda l’Irpef e le relative addizionali, l’Ires, l’Iva e l’Irap.

Analoga sospensione è in vigore per gli accertamenti relativi ai tributi locali che, dal 1 gennaio 2020, in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2020, sono esecutivi, dal momento che, in seguito all’accertamento, non è più previsto il periodo intermedio costituito dalla notifica della cartella di pagamento, ma ha subito inizio la procedura di esecuzione.

Tuttavia non sono oggetto di sospensione le scadenze di versamento delle rate da dilazione, che di regola il contribuente richiede direttamente all’Agente della Riscossione quando gli è stato affidato il credito.

I versamenti devono essere effettuati entro il mese successivo al termine di sospensione, di conseguenza entro il 30 giugno 2020.

Sebbene, al momento, il punto non possa essere considerato certo, si può ritenere che rimangano immutate le normali regole di rateizzazione delle somme che, per quanto riguarda i tributi erariali, comportano come condizione necessaria, che sia già avvenuto l’affidamento delle somme all’Agente della Riscossione.

A titolo di esempio, nel caso in cui un avviso di accertamento esecutivo sia stato notificato il 20 gennaio 2020, il pagamento deve essere effettuato non entro i normali 60 giorni, perciò entro il 20 marzo 2020, ma invece entro il 30 giugno 2020.

Dovrebbero essere oggetto di sospensione, ma il punto non può ancora essere considerato certo, anche le rate derivanti da accertamento con adesione definito in conseguenza della notifica dell’accertamento esecutivo.

L’equivalente può dirsi per quanto riguarda le somme dovute in conseguenza di conciliazione giudiziale o di intimazione per effetto di sentenza, a condizione che l’atto avverso il quale è stata fatta impugnazione sia stato un accertamento esecutivo.

La sospensione deve intendersi operativa anche per gli avvisi di addebito che, al momento, costituiscono l’unica modalità di riscossione per quanto riguarda i contributi Inps.

Non sono, invece, oggetto di sospensione le scadenze di pagamento per quanto riguarda le altre tipologie di contributi, salvo che siano state intimate mediante cartella di pagamento.

Versamenti e scadenze delle cartelle di pagamento

A decorrere dall’8 marzo 2020 e fino al 31 maggio 2020 sono oggetto di sospensione le scadenze di versamento per quanto riguarda le cartelle di pagamento.

Non sono, invece, oggetto di sospensione le scadenze di pagamento derivanti da intimazioni di pagamento, da comunicazioni preventive di ipoteca oppure di fermo amministrativo.

In ogni caso non si tratta di un accadimento che può recare pregiudizio ai contribuenti, dal momento che trattandosi di atti che vengono notificati in periodi di tempo successivi rispetto alla cartella di pagamento, sarebbero già maturati i relativi interessi moratori.

Non dovrebbero essere oggetto di sospensione neppure le scadenze di versamento delle rate da dilazione delle somme iscritte a ruolo, che di regola il contribuente richiede direttamente all’Agente della Riscossione.

I versamenti devono essere effettuati entro il mese successivo al termine di sospensione, di conseguenza entro il 30 giugno 2020.

Sebbene, al momento, il punto non possa essere considerato certo, si può ritenere che rimangano immutate le normali regole di dilazione delle somme.

A titolo di esempio, nel caso in cui una cartella di pagamento sia stata notificata il 20 gennaio 2020, il pagamento deve essere effettuato non entro i normali 60 giorni, perciò entro il 20 marzo 2020, ma invece entro il 30 giugno 2020.

La rottamazione dei ruoli ed il saldo e stralcio degli omessi versamenti

Il termine per il pagamento della rata da rottamazione dei ruoli scaduta il 28 febbraio 2020 viene prorogato al 31 maggio 2020.

Allo stesso modo, il termine per il pagamento della rata da saldo e stralcio degli omessi versamenti in scadenza al 31 marzo 2020 viene prorogato al 31 maggio 2020.

Gli avvisi bonari

Gli avvisi bonari, emessi in conseguenza della liquidazione automatica o del controllo formale della dichiarazione, non beneficiano invece di nessuna sospensione.

Per questo motivo i pagamenti, sia di tutte le somme che delle rate da dilazione, devono essere effettuati entro le scadenze ordinariamente previste.

Gli altri atti impositivi

La sospensione dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020 è valida solamente per gli accertamenti esecutivi, per gli avvisi di addebito Inps e per le cartelle di pagamento.

Tutti gli altri atti devono considerarsi esclusi dalla sospensione, di conseguenza, devono essere effettuati entro le scadenze ordinarie i versamenti che derivano da:

  • avvisi di recupero dei crediti d’imposta;
  • accertamenti con adesione definiti anteriormente all’accertamento, quindi nel corso della verifica fiscale;
  • avvisi di liquidazione per dichiarazioni di successione, per agevolazioni prima casa, per la piccola proprietà contadina, per riqualificazione atti;
  • accertamenti di valore ai fini dell’Imposta di Registro.

La sospensione dei versamenti contributivi per i lavoratori domestici

In base a quanto previsto dall’art. 36 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, sono oggetto di sospensione le scadenze del periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020 riguardanti i versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi Inail per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico.

I versamenti sospesi devono essere eseguiti in un’unica soluzione entro il 10 giugno 2020 senza l’applicazione delle sanzioni e degli interessi e non è prevista la procedura di rimborso di quanto già versato.

La sospensione dei versamenti del Prelievo Erariale Unico su apparecchi da gioco

viene differita al 29 maggio 2020 la scadenza prevista per il 30 aprile 2020 per quanto riguarda  il versamento del Prelievo Erariale Unico sugli apparecchi da gioco di cui all’art. 110, comma 6, lettere a) e b), del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e del relativo canone concessorio.

Gli importi dovuti possono essere versati in 8 rate mensili di uguale importo, delle quali:

  • la prima entro il 29 maggio 2020;
  • le successive entro l’ultimo giorno del mese da giugno 2020 a novembre 2020;
  • l’ultima entro il 18 dicembre 2020.

In questo caso sono dovuti gli interessi legali, nella misura dello 0,05% annuo, che devono essere conteggiati giorno per giorno.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Modello 730 2020: novità e istruzioni di compilazione

Mediante il Provvedimento n. 8945 del 15 gennaio 2020, pubblicato sul proprio sito web nella stessa data, l’Agenzia delle Entrate ha disposto l’approvazione del Modello 730 2020, congiuntamente alle relative istruzioni per la compilazione.

Le novità di quest’anno sono di seguito riepilogate:

  • opportunità da parte degli eredi diavvalersi del Modello 730/2020per presentare la dichiarazione del defunto;
  • incremento da 2.840,51 euro a 4.000,00 eurodel limite direddito complessivo per poter considerare fiscalmente a carico i figli con età non superiore a 24 anni;
  • assoggettamento alla cedolare secca del 21% per le locazioni di fabbricati identificati nella categoria C/1, negozi e botteghe, con una superficie non superiore a 600 mq, purché il contratto sia stato redatto e registrato nell’anno 2019;
  • incremento a 800,00 euro delle spese di istruzione che usufruiscono della detrazione   Irpef del 19%;
  • allargamento delle agevolazioni in favore dei contribuenti “impatriati”;
  • detrazione Irpef del 50% relativamente alle spese sostenute dal 1 marzo 2019 riguardanti l’acquisto e la posa in opera di impianti di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, non accessibili al pubblico;
  • detrazione Irpefdel50%relativamente allespesesostenute per ilriscatto dei periodi non coperti da contribuzione.

Gli insegnanti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, che hanno incassato compensi provenienti dall’attività di lezioni private e di ripetizioni e che intendono beneficiare della tassazione sostitutiva al 15% in vigore dall’anno 2019, devono provvedere a presentare, oltre al Modello 730/2020, anche il quadro RM del Modello Redditi Persone Fisiche/2020.

In base a quanto stabilito dall’art. 1 del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020, il Modello 730/2020 deve essere presentato entro il 30 settembre 2020, a prescindere dalla modalità di presentazione utilizzata, ovverosia effettuata direttamente da parte del contribuente, effettuata al sostituto d’imposta, effettuata mediante un Caaf oppure un professionista.

L’utilizzazione del Modello 730 per la dichiarazione del defunto presentata da parte degli eredi

Mediante il Provvedimento n. 8945 del 15 gennaio 2020, pubblicato sul proprio sito web nella stessa data, l’Agenzia delle Entrate ha disposto l’approvazione del Modello 730/2020, relativo al periodo d’imposta 2019, congiuntamente alle relative istruzioni per la compilazione.

Sicuramente la novità più considerevole del Modello 730/2020 è l’opportunità anche da parte degli eredi di avvalersi di questo tipo di modello per presentare la dichiarazione delle persone decedute.

Infatti fino allo scorso anno, l’utilizzazione del Modello 730 in questo caso particolare, era sempre stata preclusa dalle relative istruzioni e si rendeva indispensabile la presentazione del Modello Redditi Persone Fisiche.

Le istruzioni al Modello 730/2020 specificano che di questo modello possono avvalersi gli eredi per procedere alla presentazione della dichiarazione relativa alle persone decedute nell’anno 2019 oppure entro il 23 luglio 2020.

Preso atto di quanto successivamente stabilito dall’art. 1 del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020, visto che il Modello 730/2020 deve essere presentato entro il 30 settembre 2020, si può ragionevolmente affermare che lo stesso possa essere presentato relativamente alle persone decedute nell’anno 2019 oppure entro il 30 settembre 2020.

In questa particolare circostanza, il Modello 730/2020 deve essere presentato:

  • ad un Caaf oppure ad un professionista abilitato;
  • tramite trasmissione telematica diretta all’Agenzia delle Entrate.

Non è invece consentito poter presentare il Modello 730/2020 al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, sia quello della persona deceduta, che quello dell’erede.

La presentazione del Modello 730/2020 da parte degli eredi viene accomunata a quella dei lavoratori dipendenti che sono privi di un sostituto d’imposta che possa procedere ad eseguire il conguaglio, pertanto deve essere indicata la lettera “A” nella casella “730 senza sostituto” che è presente nel frontespizio del modello.

L’erede che provvede alla presentazione del Modello 730/2020 per conto del contribuente deceduto:

  • non deve procedere a barrare la casella “Dichiarante” situata all’inizio del frontespizio del Modello 730/2020;
  • deveinvece procedere a barrare la casella “Rappresentante o tutore o erede” e deve indicare il proprio numero di codice fiscale nella casella “Codice fiscale del rappresentante o tutore o erede”.

Per quanto riguarda le persone decedute in data successiva al 30 settembre 2020, la dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2019 dovrà essere presentata, come avveniva precedentemente, solamente mediante l’utilizzazione del Modello Redditi Persone Fisiche/2020.

Relativamente ai versamenti a saldo delle imposte che derivano dal Modello 730/2020 del defunto, questi devono essere eseguiti a cura degli eredi come di seguito indicato:

  • per i contribuenti deceduti entro il 29 febbraio 2020, entro il termine ordinario del 30 giugno 2020, oppure entro il 30 luglio 2020 applicando la maggiorazione dello 0,4%;
  • per i contribuenti deceduti dal 1 marzo 2020, entro il termine del 30 dicembre 2020, dato che si usufruisce del differimento di sei mesi come previsto dall’art. 65 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 29 settembre 1973.

Oltre a ciò le istruzioni al Modello 730/2020 specificano che se la persona deceduta aveva provveduto alla presentazione del Modello 730/2019, relativo all’anno 2018, dal quale derivava un credito in seguito non rimborsato dal sostituto d’imposta, l’erede può procedere a far valere questo credito nella dichiarazione presentata per conto del deceduto, mediante indicazione nel rigo F3 del Modello 730/2020.

Modello 730 2020

I pensionati esteri che hanno trasferito la residenza nel Sud Italia

Al contrario non possono utilizzare il Modello 730/2020, e pertanto devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche/2020, le persone fisiche che percepiscono redditi da pensione erogati da soggetti aventi sede all’estero:

  • che hanno effettuato il trasferimento della propria residenza in Italia, in un Comune con popolazione non superiore a 20.000 abitanti situato nelle Regioni del Sud Italia, ossia Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;

e

  • che hanno effettuato l’opzione per l’applicazione del regime di imposizione sostitutiva previsto dall’art. 24-ter del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986 – Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Il regime forfettario per le lezioni private e le ripetizioni

L’art. 1, commi 13 – 16, della Legge n. 145 del 30 dicembre 2018 – Legge di Bilancio 2019 – ha inserito, con decorrenza dal 1 gennaio 2019, un’ imposizione sostitutiva al 15% per gli insegnanti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, che hanno incassato compensi provenienti dall’attività di lezioni private e di ripetizioni.

Allo scopo, le istruzioni al Modello 730/2020 precisano che:

  • gli insegnanti che intendono avvalersi di questo regime sostitutivo devono provvedere alla presentazione, oltre che del Modello 730/2020, anche del quadro RM del Modello Redditi Persone Fisiche/2020;
  • nel caso in cui venga effettuata l’opzione per l’assoggettamento all’imposizione ordinaria Irpef, i compensi in argomento devono invece essere riportati nel rigo D5 del Modello 730/2020, con il codice 5.

Le novità in materia di detrazioni e dei crediti d’imposta

Per quanto riguarda le detrazioni ed i crediti d’imposta, le novità del Modello 730/2020 sono riferite a quanto di seguito indicato:

  • aumento da 2.840,51 euro a 4.000,00 euro del limite di reddito complessivo per poter considerare fiscalmente a carico i figli con età non superiore a 24 anni, allo scopo di beneficiare delle corrispondenti detrazioni d’imposta previste dall’art. 12 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986 – Testo Unico delle Imposte sui Redditi;
  • aumento da 786,00 euro a 800,00 euro delle spese di istruzione che usufruiscono della detrazione IRPEF del 19% prevista dall’art. 15, comma 1, lettera e-bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986 – Testo Unico delle Imposte sui Redditi;
  • detrazione Irpef del 50% relativamente alle spese sostenute dal 1 marzo 2019 riguardanti l’acquisto e la posa in opera di impianti di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, non accessibili al pubblico, prevista dall’ art. 16-ter del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986 – Testo Unico delle Imposte sui Redditi, ed introdotta dall’art. 1, comma 1039, della Legge n. 145 del 30 dicembre 2018 e dal Decreto Ministeriale 20 marzo 2019;
  • detrazione Irpef del 50% relativamente alle spese sostenute per effettuare il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione, la cosiddetta “pace contributiva”, prevista dall’art. 20 del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019;
  • credito d’imposta del 65% relativamente alle erogazioni liberali indirizzate all’effettuazione di interventi di manutenzione e di restauro di impianti sportivi pubblici e per compiere la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche, il cosiddetto “sport bonus”, previsto dall’art. 1, commi 621 – 627, della Legge n. 145 del 30 dicembre 2018 e dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2019;
  • credito d’imposta del 65% relativamente alle erogazioni liberali in denaro compiute per l’effettuazione di interventi su edifici e su terreni pubblici, ai fini della bonifica ambientale, prevista dall’art. 1, commi 156 – 161, della Legge n. 145 del 30 dicembre 2018.

Le altre novità

In relazione alle altre novità del Modello 730/2020 si segnalano quelle di seguito indicate:

  • assoggettamento alla cedolare secca del 21% per le locazioni di immobili identificati nella categoria C/1, negozi e botteghe, con una superficie non superiore a 600 mq, purché il contratto sia stato redatto e registrato nell’anno 2019, così come previsto dall’art. 1, comma 59, della Legge n. 145 del 30 dicembre 2018;
  • riduzione dell’Irpef prevista a favore del personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, così come stabilito dall’art. 45, comma 2, del Decreto Legislativo n. 95 del 29 maggio 2017;
  • estensione delle agevolazioni a favore dei contribuenti “impatriati”, istituite dall’art. 16 del Decreto Legislativo n. 147 del 14 settembre 2015.

I nuovi termini per la presentazione

In base a quanto stabilito dall’art. 1 del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020, il Modello 730/2020 deve essere presentato entro il 30 settembre 2020, a prescindere dalla modalità di presentazione utilizzata, ovverosia effettuata direttamente da parte del contribuente, effettuata al sostituto d’imposta, effettuata mediante un Caaf oppure un professionista. In pratica si tratta di aver anticipato di un anno quanto già stabilito dalla Legge n. 157 del 19 dicembre 2019, di conversione del Decreto Legge n. 124 del 26 ottobre 2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 24 dicembre 2019, che prevede, con inizio dall’anno 2021, a prescindere dalla modalità di presentazione scelta da parte del contribuente, la posticipazione al 30 settembre della scadenza per la presentazione del Modello 730.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Scadenze fiscali 2020, le proroghe per Covid 19

Con l’art. 1 del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020, in vigore dallo stesso giorno, portante misure urgenti per le imprese, i lavoratori autonomi, i lavoratori dipendenti e le famiglie in conseguenza dell’emergenza Covid-19, sono state posticipate, attraverso un’applicazione generalizzata, le scadenze fiscali 2020 relative alle Certificazioni Uniche, alla dichiarazione precompilata ed   ai Modelli 730.

Di conseguenza le Certificazioni Uniche 2020 dovranno essere trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate:

  • entro il 31 marzo 2020, rispetto alla precedente scadenza del 9 marzo 2020;
  • entro il 2 novembre 2020, nel caso in cui non siano rilevanti per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate, ossia quelle relative ai redditi di lavoro autonomo professionale, d’impresa oppure esenti.

Rimane, invece, invariata la scadenza del 31 marzo 2020 per la consegna ai contribuenti/sostituiti delle Certificazioni Uniche 2020, così come delle altre certificazioni del sostituto d’imposta relative all’anno 2019, ossia i Modelli Cupe e le certificazioni in forma libera.

Viene altresì prorogata al 31 marzo 2020 la scadenza per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati attinenti agli oneri deducibili e detraibili da usare ai fini della delle dichiarazioni dei redditi precompilate, il cui termine era scaduto lo scorso 28 febbraio 2020.

Risultano non inserite nella proroga le spese sanitarie che dovevano essere inviate entro il 31 gennaio 2020. 

In base a quanto riportato nel Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate del 3 marzo 2020, anche l’invio dei dati riguardanti le spese veterinarie sostenute nell’anno 2019 dalle persone fisiche e relative alle tipologie di animali indicate dal Decreto Ministeriale n. 289   del 6 giugno 2001, potrà essere effettuato entro il prossimo 31 marzo, nel caso in cui non sia avvenuto entro il 28 febbraio 2020.

Viene di conseguenza posticipato dal 15 aprile 2020 al 5 maggio 2020 il termine per la messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Oltre a ciò viene anticipata all’anno 2020 l’attuazione di tutti i nuovi termini attinenti ai Modelli 730, che invece si sarebbero dovuti attuare dall’anno 2021.

In conseguenza di quanto sopra il Modello 730/2020, relativo all’anno 2019, potrà essere presentato entro il 30 settembre 2020, a prescindere dalla modalità di presentazione utilizzata, ovverosia effettuata direttamente dal contribuente, effettuata al sostituto d’imposta, effettuata tramite un Caaf oppure un professionista.

Le nuove scadenze fiscali 2020 delle Certificazioni Uniche

A seguito del sopraindicato provvedimento, le Certificazioni Uniche 2020 dovranno essere trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il termine:

  • del 31 marzo 2020, rispetto alla prevista scadenza del 9 marzo;
  • del 2 novembre 2020, identico al termine di presentazione dei Modelli 770/2020, per quanto riguarda le Certificazioni Uniche che non hanno rilevanza per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate, ossia quelle relative ai redditi di lavoro autonomo professionale, d’impresa oppure esenti.

Per quest’anno viene confermata la scadenza del 31 marzo relativamente alla consegna ai contribuenti/sostituiti delle Certificazioni Uniche 2020, così come delle altre certificazioni del sostituto d’imposta relative all’anno 2019, ossia i Modelli Cupe e le certificazioni in forma libera.

Al contrariorestaattuabile a decorrere dall’anno 2021 la disposizione in base alla quale l’Agenzia delle Entrate rende fruibili agli interessati i dati delle Certificazioni Uniche pervenute, esclusivamente nell’area autenticata del proprio sito web, così come previsto dall’art. 4, comma 6-sexies, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 22 luglio 1998.

Scadenze fisco 2020 covid 19

Le scadenze fiscali 2020 per l’invio dei dati relativi agli oneri deducibili e detrabili

Viene posticipato al 31 marzo 2020 anche il termine per eseguire la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati attinenti agli oneri deducibili e detraibili da impiegare per la precompilazione delle dichiarazioni dei redditi, per i quali termine è scaduto lo scorso 28 febbraio.

Pertanto si tratta delle comunicazioni relative all’anno 2019 che riguardano, a titolo di esempio:

  • gli interessi passivi e gli oneri accessori relativi ai mutui agrari e fondiari;
  • i premi per contratti di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni;
  • i contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori ed i contributi di previdenza complementare;
  • i contributi sanitari versati senza il tramite del sostituto d’imposta e le spese sanitarie rimborsate da Enti e da Casse che hanno esclusivamente scopo assistenziale e da Fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale;
  • le spese per gli asili nido, le spese universitarie e le spese funebri.

La scadenza per l’invio delle comunicazioni degli amministratori di condominio

Fanno parte della posticipazione al 31 marzo 2020 anche le comunicazioni da inviare da parte degli amministratori di condominio relativamente alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, di arredo e di riqualificazione energetica, realizzati sulle parti comuni di edifici residenziali.

Di conseguenza viene superata la specifica proroga al 9 marzo 2020 che era stata disposta tramite il Provvedimento n. 100083 del 28 febbraio 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

La scadenza per l’invio delle comunicazioni al Sistema Tessera Sanitaria

Il differimento al 31 marzo 2020 non opera,al contrario, per la comunicazione, per la quale il termine è scaduto lo scorso 31 gennaio 2020, al Sistema Tessera Sanitaria gestito a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle spese sanitarie sostenute nell’anno 2019 e dei rimborsi eseguiti per prestazioni non erogate oppure erogate parzialmente.

In base a quanto stabilito nel Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate del 3 marzo 2020, potrà avvenire entro il 31 marzo 2020 anche l’invio dei dati riguardanti le spese veterinarie sostenute nel 2019 dalle persone fisiche e relative alle tipologie di animali indicate dal Decreto Ministeriale n. 289 del 6 giugno 2001, nel caso in cui non sia stato effettuato entro il 28 febbraio 2020.

Il termine per la messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate

In conseguenza dei sopraindicati differimenti, il termine per la messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate da parte dell’Agenzia delle Entrate viene coerentemente prorogato dal 15 aprile al 5 maggio 2020.

Oltre a ciò viene anticipata dal 2021 al 2020 l’entrata in vigore di tutte le nuove scadenze fiscali riguardanti i Modelli 730, che erano state stabilite dall’art. 16-bis del Decreto Legge n. 124 del 26 ottobre 2019.

Per questo motivoil Modello 730/2020, relativo all’anno 2019, potràessere presentato entro il 30 settembre 2020, a prescindere dalla modalità di presentazione utilizzata, ovverosia presentazione diretta da parte del contribuente, al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, ad un Caaf o ad un professionista abilitato.

Il riepilogo delle modifiche apportate alle scadenze fiscali 2020

Tipologia adempimento Scadenza precedente Nuova scadenza
Trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria delle comunicazioni contenenti i dati attinenti le spese mediche 31 gennaio 2020 31 gennaio 2020
Trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati attinenti gli oneri deducibili      e detraibili (interessi passivi, premi assicurativi, contributi sanitari, spese per gli asili nido, universitarie e funebri, ecc.) 28 febbraio 2020 31 marzo 2020
Trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria delle comunicazioni contenenti i dati attinenti le spese veterinarie 28 febbraio 2020 31 marzo 2020
Trasmissione all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche con dati aventi rilevanza per la precompilata 9 marzo 2020 31 marzo 2020
Trasmissione delle comunicazioni da parte degli amministratori di condominio 9 marzo 2020   31 marzo 2020
Termine per la messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate 15 aprile 2020 5 maggio 2020
Termine per la presentazione del Modello 730/2020, relativo all’anno 2019 7 luglio 2020 (se presentato dal sostituto d’imposta)   23 luglio 2020 (se presentato dal contribuente, da un Caaf o da un professionista abilitato) 30 settembre 2020 (a prescindere dalla modalità di presentazione utilizzata)
Trasmissione all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche con dati non aventi rilevanza per le dichiarazioni precompilate 2 novembre 2020 2 novembre 2020
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com