Esterometro 2019: la nuova comunicazione obbligatoria dei dati delle operazioni con l’estero

E’ in arrivo l’esterometro o spesometro transfrontaliero, si tratta del nuovo strumento di comunicazione per poter rilevare le operazioni commerciali effettuate con soggetti esteri.

Come ormai ben sappiamo, dal 1 gennaio 2019 è entrato in vigore l’obbligo di emettere e di ricevere le fatture unicamente in formato elettronico. 

Il suddetto obbligo non riguarda le fatture emesse nei confronti di soggetti esteri, così come le fatture di acquisto ricevute da soggetti esteri, che continueranno ad essere documentate con il formato cartaceo.

Per queste operazioni è stato introdotto l’esterometro 2019 e nel prosieguo andiamo ad effettuare una sintetica disamina di questa ulteriore novità.

Che cos’è l’esterometro

Allo scopo di consentire all’Agenzia delle Entrate di poter verificare le operazioni che non passano attraverso il Sistema di Interscambio, è stata introdotta una nuova comunicazione che è stata denominata esterometro o anche  spesometro transfrontaliero. 

Inoltre, dal 1 gennaio 2019, a seguito dell’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica, è stato abolito lo spesometro relativamente alle operazioni effettuate tra soggetti residenti nel territorio dello Stato, le quali passano attraverso il Sistema di Interscambio.

La nuova comunicazione riguarda invece le operazioni attive e/o passive effettuate con soggetti non residenti, sia UE che extra UE.

Soggetti tenuti alla trasmissione dell’esterometro

Sono tenuti alla trasmissione dell’esterometro tutti i soggetti passivi d’imposta residenti in Italia, che di conseguenza devono:

  • emettere o ricevere la fattura elettronica per le operazioni attive o passive che hanno come controparte soggetti che sono residenti nel territorio dello Stato;
  • provvedere alla compilazione ed alla trasmissione dell’esterometro per quanto riguarda le fatture emesse o ricevute per operazioni poste in essere con soggetti non residenti.

Soggetti esclusi dalla trasmissione dell’esterometro

Sono esclusi dalla trasmissione dell’esterometro gli stessi soggetti che sono esentati dall’obbligo della fatturazione elettronica, e pertanto le imprese ed i professionisti in regime di vantaggio, quelli che applicano il regime forfetario nonché i produttori agricoli in regime di esonero ai sensi del D.P.R. n. 633/1972.

Sono inoltre esclusi dalla trasmissione dell’esterometro i contribuenti di seguito indicati:

  • le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime agevolato previsto dalla Legge n. 389/1991 e che nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato proventi non superiori a 65.000,00 nell’ambito della propria attività commerciale;
  • i soggetti che sono obbligati all’invio dei dati delle fatture al Sistema Tessera Sanitaria (medici, farmacie, veterinari, ecc.), precisando che l’esclusione è limitata solamente al  periodo d’imposta 2019 ed alle sole fatture i cui dati devono essere trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria, pertanto, quando questi soggetti emettono fatture da non trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria sono obbligati sia alla fattura elettronica che all’esterometro.
Tasse Esterometro

Possibilità di emettere la fattura elettronica anche per i clienti esteri

Anche se non è prevista l’emissione della fattura, non è preclusa la possibilità che il contribuente possa ciononostante emettere una fattura elettronica anche nei confronti dei clienti esteri.

In questo caso nella fattura elettronica devono essere indicati i dati anagrafici del cessionario ed il codice destinatario da riportare è “XXXXXXX”, ovviamente ciò riguarda soltanto i dati delle fatture di vendita.

Nel caso in cui si opti per l’emissione della fattura elettronica, non è necessario procedere alla comunicazione dell’operazione anche nell’esterometro.

Nel seguente prospetto si sintetizzano le due situazioni che potrebbero verificarsi con un cliente estero identificato oppure non identificato in Italia.


Emissione fattura elettronica verso cliente estero

  Tipologia cliente Non residente, non stabilite, ma identificato Non residente, non stabilito, non identificato
Codice destinatario “0000000” “XXXXXXX”
Firma elettronica NO SI
Obbligo di riportare l’operazione nell’esterometro   NO   NO

Le fatture da comunicare con l’esterometro

Nella comunicazione devono essere specificate sia le cessioni di beni e le prestazioni di servizi compiute verso soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati, che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati. 

Di seguito si riassumono le principali tipologie di fatture da dover comunicare con l’esterometro, e più esattamente si indicano:

  • le fatture di vendita verso soggetti non residenti, per i quali non è stata emessa fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio;
  • le fatture ricevute da soggetti comunitari;
  • le autofatture per servizi ricevuti da soggetti extracomunitari;
  • le autofatture per acquisti di beni provenienti da magazzini italiani di fornitori extracomunitari.

I dati da specificare nello spesometro transfrontaliero

In base a quanto disposto dal Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 dell’Agenzia delle Entrate i dati da dover inserire nell’esterometro sono quelli di seguito indicati: 

  • i dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificativi del cessionario/committente;
  • la data del documento che comprova l’operazione;
  • la data di registrazione, solamente per i documenti ricevuti e le eventuali correlate note di variazione;
  • il numero del documento, la base imponibile, l’aliquota Iva applicata e l’imposta, oppure, nel caso in cui l’operazione non implichi l’annotazione dell’imposta nel documento, la catalogazione dell’operazione.

L’invio e la scadenza della comunicazione

La comunicazione Esterometro 2019 comprendente i dati delle fatture emesse e ricevute dall’estero deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate mediante formato xml firmato digitalmente dal soggetto obbligato oppure da parte del suo delegato.

L’invio della comunicazione deve essere eseguito entro l’ultimo giorno del mese seguente a  quello della data del documento emesso oppure a quello della data di ricevimento, che attesta l’operazione.

La prima scadenza per la presentazione dell’esterometro è il 28 febbraio 2019.

La trasmissione del file può essere effettuata mediante utilizzazione di un sistema di: 

  • trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP;
  • cooperazione applicativa su internet, con servizi, esposto tramite modello web service;
  • trasmissione per via telematica attraverso il servizio “fatture e corrispettivi”, accessibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate, avvalendosi delle credenziali Entratel, Fisconline, SPID o CNS registrata ai servizi telematici.

Le sanzioni per il mancato invio dell’esterometro

Nel caso in cui venga omessa la presentazione della comunicazione esterometro, sono previste le sanzioni di seguito indicate:

  • euro 2,00 per ciascuna fattura omessa od erroneamente comunicata, con il limite di euro 1.000,00 a trimestre;
  • euro 1,00 per ciascuna fattura non comunicata, con il limite di euro 500,00 a trimestre, nel caso in cui l’invio venga eseguito entro i 15 giorni successivi alla scadenza prevista.
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Fatturazione elettronica: le precisazioni e le risposte dell’Agenzia delle Entrate al CNDCEC

Nel corso del videoforum del 15 gennaio 2019 organizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, l’Agenzia delle Entrate ha fornito precisazioni e risposte  ai principali e più ricorrenti quesiti formulati da parte dei dottori commercialisti e pervenuti al CNDCEC tramite i vari Ordini territoriali, in relazione agli obblighi di fatturazione elettronica decorrenti dal 1 gennaio 2019, facendo particolare chiarezza per quanto riguarda la gestione del ciclo passivo di fatturazione.

Tra i vari chiarimenti forniti, si segnalano in particolare quelli di seguito indicati:

  • i contribuenti che operano in regime forfetario oppure in regime di vantaggio possono effettuare la conservazione analogica dei documenti ricevuti anche nel caso in cui abbiano ricevuto la fattura elettronica tramite Posta Elettronica Certificata, ad esempio poiché il fornitore ha rintracciato l’indirizzo nel registro pubblico INI-PEC;
  • le autofatture emesse per le operazioni di autoconsumo, per gli omaggi oppure per l’estrazione dei beni dal deposito Iva devono essere trasmesse al Sistema di Interscambio con l’indicazione del codice “TD1”, e non quindi del codice “TD20” che può essere utilizzato solamente per le autofatture da regolarizzazione ai sensi dell’art. 6, comma 8, del Decreto Legislativo n. 471 del 18/12/1997;
  • le fatture attive in formato XML, per il 1° semestre 2019, recano come “data del documento” quella del momento di effettuazione dell’operazione,ai sensi dell’art. 6 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972;
  • le fatture attive che sono state emesse in uno degli ultimi giorni del mese di dicembre 2018 possono comunque essere trasmesse al Sistema di Interscambio nei primi giorni del mese di gennaio 2019, senza che per questo vengano comminate delle sanzioni, come indicato nella Circolare n. 13/E del 02/07/2018 dell’Agenzia delle Entrate.

Le fatture elettroniche ricevute dai contribuenti forfetari o minimi

Relativamente ai contribuenti operanti in regime forfetario oppure in regime di vantaggio, è stato precisato che i suddetti soggetti possono effettuare la conservazione delle fatture in modalità analogica anche nel caso in cui abbiano richiesto al fornitore di emettere la fattura in formato elettronico con recapito al proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata.

Per i soggetti in regime forfetario o di vantaggio rimane comunque possibile usufruire del servizio di conservazione offerto a titolo gratuito da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’emissione delle autofatture

Relativamente al procedimento di emissione delle autofatture, l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che il codice “TD20” si riferisce solamente alle autofatture da regolarizzazione ai sensi dell’art. 6, comma 8, del Decreto Legislativo n. 471 del 18/12/1997, vale a dire le ipotesi di fatturazione omessa oppure errata da parte del fornitore, mentre le autofatture per omaggi e per autoconsumo nonché il reverse charge “interno”, vale a dire per servizi edili, per acquisti di prodotti informatici, ecc., necessitano della classificazione con il codice “TD1”.

Anche per quanto riguarda l’estrazione dei beni dal deposito Iva deve essere emessa la fattura elettronica con codice “TD1”, con indicazione degli estremi del soggetto passivo sia nel campo relativo al cedente che in quello relativo al cessionario.

Le regole generali di emissione delle fatture

Per quanto attiene alle regole generali di emissione delle fatture, l’Agenzia delle Entrate riafferma che per il 1° semestre 2019 la data di emissione della fattura corrisponde con il momento di compimento dell’operazione.

Di conseguenza nel file XML deve essere sempre specificata la data nella quale l’operazione si considera effettuata ai fini Iva, ai sensi dell’art. 6 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972, anche se l’effettiva trasmissione al Sistema di Interscambio ha luogo con qualche giorno di ritardo, tra l’altro usufruendo della non comminazione delle sanzioni entro il termine della liquidazione dell’Iva a debito.

Oltre a ciò, con esplicito richiamo alle indicazioni della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13/E del 02/07/2018 che concede l’invio della fattura elettronica con un “minimo ritardo” rispetto alla data indicata sul documento, viene chiarito che non potrà essere comminata alcuna sanzione nel caso in cui una fattura elettronica sia stata emessa con data 30 dicembre 2018 e sia poi stata trasmessa al Sistema di Interscambio il giorno 2 gennaio 2019.

Il servizio di conservazione gratuito

Nelle precisazioni e risposte rese, è stato affermato che il servizio di conservazione gratuito viene garantito per un periodo di 15 anni anche in favore dei soggetti che cessano la partita Iva.

Per quanto riguarda l’argomento della conservazione sostitutiva, è stata data conferma che il soggetto passivo può usufruire, contemporaneamente per le stesse fatture, sia del servizio di conservazione offerto dall’Agenzia delle Entrate che del servizio prestato da un soggetto privato, che abitualmente è il fornitore dei software gestionali.

Le fatture elettroniche relative alle acquisizioni di carburante

Come ormai noto, fino alla data del 31 dicembre 2018, allo scopo di poter detrarre l’Iva e poter dedurre il costo sugli acquisti di carburante per autotrazione effettuati, era possibile poter utilizzare la scheda carburante oppure le ricevute del POS per i pagamenti eseguiti tramite carta di credito o tramite bancomat.

Su questo argomento l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che, a decorrere dal 1 gennaio 2019, ai fini della detrazione dell’Iva e della deduzione del costo di acquisto rimane fermo l’obbligo di ricezione della fattura in formato elettronico.

Viene tuttavia puntualizzato che l’esercente l’impianto di distribuzione potrà procedere con l’emissione della fattura riepilogativa differita in base a quanto stabilito dall’art. 21, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972.

Le fatture relative al cosiddetto “tax free shopping”

Una non meno importante precisazione riguarda le fatture riguardanti il cosiddetto “tax free shopping”, per le quali non vi è l’obbligo della comunicazione delle operazioni transfrontaliere, dal momento che si tratta di fatture che a tutti gli effetti sono emesse in formato elettronico.

Le note di debito per sola Iva con utilizzo della fattura elettronica semplificata

Facendo riferimento al contenuto di una FAQ pubblicato in precedenza, viene descritta, in modo ancora più ampio, la procedura da seguire per l’emissione di note di debito per sola Iva, come nel caso che si può verificare alla chiusura di una procedura concorsuale, nello specifico dovrà essere fatto ricorso ad una fattura semplificata, la quale acconsente l’emissione e la trasmissione di un documento il cui imponibile è uguale a zero.

Per quanto riguarda le fatture in valuta estera, nel caso in cui l’emittente è un soggetto residente oppure stabilito in Italia, l’Agenzia delle Entrate richiede che gli importi debbano essere necessariamente indicati in valuta euro nel file XML, coerentemente a quanto disposto dall’art. 21, comma 4, lettera l), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972.

Per l’indicazione dell’eventuale valuta di conversionepossono essere utilizzati i campi opzionali della sezione “Codice Articolo” oppure della sezione “Altri dati gestionali”.

Le precisazioni e le risposte dell’Agenzia delle Entrate al CNDCEC

Sicuramente interessanti i numeri del videoforum organizzato lo scorso 15 gennaio dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con l’Agenzia delle Entrate, che ha avuto una durata di 3 ore e 30 minuti, nel corso del quale le precisazioni e le risposte sono state fornite.

L’evento è stato seguito in diretta streaming da:

  • circa 24mila commercialisti;
  • quasi ottanta Ordini territoriali;
  • molte sedi dell’Agenzia delle Entrate.

Da oggi 28 gennaio il videoforum potrà essere fruito in differita in modalità e-learning on demand da parte degli utenti registrati alla piattaforma “Concerto” gestita dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili-

Sono qui disponibili le precisazioni e le risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate ai quesiti sulla fatturazione elettronica formulati dal CNDCEC.

Le risposte sono suddivise nei seguenti blocchi tematici:

  • Contenuto delle fatture elettroniche
  • Emissione e ricezione
  • Conservazione
  • QR code
  • Obblighi invio dati per dichiarazione precompilata
  • Spese per carburanti
  • Rapporti con l’estero
  • Portale fatture e corrispettivi
  • Deleghe
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Novità 2019: ampliamento della cedolare secca alle locazioni commerciali

Con la Legge di Bilancio 2019 il regime fiscale della cedolare secca sulle locazioni, fino al 2018 applicabile esclusivamente alle locazioni di fabbricati abitativi, viene ampliato anche ai fabbricati commerciali aventi le caratteristiche di seguito indicate:

Questa agevolazione, che deve intendersi come sostitutiva del regime ordinario Irpef, viene però assoggettata a specifici limiti ed è prevista, salvo successivi provvedimenti normativi, solamente per i contratti stipulati nell’anno 2019.

Premessa cedolare secca

L’art. 1, comma 59, della Legge n. 145 del 30/12/2018, meglio conosciuta come Legge di Bilancio 2019, amplia la possibilità di applicazione della cedolare secca, nel rispetto di specifiche condizioni, alle locazioni aventi ad oggetto fabbricati commerciali classificati in categoria C/1ed aventi superficie massima pari a 600 mq, escluse le relative pertinenze.

Il citato comma 59, esattamente titolato “Cedolare secca sul reddito da locazione di immobili ad uso commerciale, prevede in maniera esplicita il testo di seguito riportato: “Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca, di cui all’articolo 3 del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l’aliquota del 21 per cento. Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

In sostanza, questa nuova particolarità amplia la possibilità di poter applicare, anche alle locazioni degli immobili commerciali, la cosiddetta tassazione sostitutiva agevolata rispetto al regime ordinario Irpef, nello specifico il campo di applicazione viene allargato delle sole unità immobiliari che risultano iscritte nel catasto dei fabbricati alla categoria catastale negozi e botteghe (categoria C/1).

E’ opportuno ricordare che il regime fiscale della cedolare secca, entrato in vigore nell’anno 2011 al fine di favorire la locazione di unità immobiliari, permette di escludere i redditi immobiliari dall’imposizione progressiva Irpef per assoggettarli ad un’imposizione agevolata che va a sostituire:

  • l’Irpef e le relative addizionali, sia regionale che comunale dovute sul reddito immobiliare proveniente dalla locazione delle unità immobiliari e delle relative pertinenze, alle quali si riferisce l’opzione, nei periodi di efficacia dell’opzione stessa;
  • l’imposta di registro dovuta per le annualità contrattuali, o per il minor periodo di durata del contratto, per i quali viene applicata l’opzione;
  • l’imposta di bollo dovuta sul contratto di locazione del fabbricato e delle pertinenze in riferimento al quale è stata effettuata l’opzione;
  • l’imposta di registro e di bollo nel caso dovute sulla risoluzione del contratto, se alla data della risoluzione è in corso l’annualità per la quale è stata esercitata l’opzione per la cedolare;
  • l’imposta di registro e di bollo sulla proroga del contratto di locazione, nel caso in cui venga espressa l’opzione per la cedolare per il periodo di durata della proroga.

Il campo di applicazione della cedolare secca si definisce sia sotto il profilo soggettivo, vale a dire in funzione dei soggetti che ne possono usufruire, effettuando la relativa opzione, che sotto quello oggettivo, vale a dire in funzione della tipologia delle locazioni interessate.

Nel proseguo si esaminano i suddetti aspetti con specifico riferimento alle novità apportate dalla Legge di Bilancio 2019.

Fabbricati cedolare secca

I presupposti soggettivi sulla cedolare secca

Sebbene sia stato disposto l’allargamento della cedolare secca ai fabbricati di natura commerciale, dal punto di vista dei requisitisoggettivi, non vi è nessun cambiamento rispetto a quanto previsto in origine dall’art. 3 del D.Lgs. n. 23/2011.

Nello specifico, l’opzione per la cedolare secca è possibile solamente per il locatore che:

  • sia una persona fisica titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sull’immobile;
  • esegua la locazione al di fuori dell’esercizio di imprese, di arti o di professioni;
  • sia soggetto passivo relativamente all’Irpef e ottenga reddito di natura immobiliare.

Di conseguenza la cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali di categoria C/1 èimpeditaper i fabbricati concessi in locazione da imprenditori, da società semplici o da lavoratori autonomi ed è possibile applicarla solamente se la locazione origina redditi di natura immobiliaree non è invece applicabili per quanto riguarda i cosiddetti redditi diversi.

Inoltre, per tutto il periodo nel quale ha effetto l’opzione per la cedolare secca, l’ammontare del canone di locazione non può essere aggiornato, neppure in ragione della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevata periodicamente dall’Istat.

I presupposti oggettivi, l’allargamento del confine di applicazione

Fino al 31/12/2018, in base a quanto previsto dall’art. 3 del D.L.gs. 23/2011, l’imposta sostitutiva era accessibile solamente alle locazioni di fabbricati ad uso abitativo.

Dal 01/01/2019, l’art. 1, comma 59, della Legge di Bilancio 2019, prevede invece la possibilità di poter accedere alla cedolare secca anche per quanto riguarda le locazioni di fabbricati ad uso commerciale che:

  • risultano classificati catastalmente in categoria catastale C/1;
  • hanno una superficie massima pari a 600 mq, escluse le relative pertinenze.

Per quanto riguarda le modalità di accesso all’agevolazione la nuova norma non dispone nulla in particolare, per cui in linea di massima e salvo diverse indicazioni che potranno essere emanate, possono trovare applicazione le procedure al momento operanti per la locazione dei fabbricati civili che richiedono l’indicazione dell’opzione per la cedolare secca nel corpo del contratto da sottoporre a registrazione tramite il Modello RLI 2019.

La nuova disposizione, pur se da un punto di vista estende l’applicazione della cedolare secca allo scopo di sbloccare e favorire il mercato delle locazioni commerciali, dall’altro mette in essere dei limiti specifici eccessivamente circoscritti, che vengono di seguito sintetizzati.

La classificazione catastale:

la previsione riguarda la possibilità di applicare la tassazione agevolata solamente alle unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) e non agli altri immobili, diversi dagli abitativi, quali ad esempio quelli classificati nella categoria catastale C/2 (magazzini e locali di deposito), oppure quelli classificati nella categoria catastale C/6 (autorimesse, stalle e scuderie) le quali, anche se locate da soggetti privati, non possonoin ogni caso usufruire della cedolare secca.

Tuttavia, i magazzini e locali di deposito (categoria C/2), le autorimesse, stalle e scuderie (categoria C/6) e le tettoie chiuse ed aperte (categoria C/7) potranno usufruire della cedolare secca con tassazione al 21%, sé, ed unicamente sé, vengano concesse in locazione, quali pertinenze, congiuntamente al fabbricato principale classificato come negozio o bottega (categoria C/1).

La superficie catastale:

l’agevolazione è limitata alle unità immobiliari classificate come negozi e botteghe aventi categoria catastale C/1, ma un ulteriore limite riguarda il requisito dimensionale.

In realtà solamente i fabbricati commerciali classificati come negozi e botteghe in categoria catastale C/1 ed aventi superficie massima pari a 600 mq possono avere accesso alla cedolare secca sulle locazioni, nel conteggio della superficie, la disposizione prevede che non debbano venire ricomprese le pertinenzeche, se concesse in locazione congiuntamente al fabbricato principale, possono avere accesso alla tassazione agevolata.

I limiti temporali:

un’ulteriore limitazione riguarda l’ambito temporaledi applicazione della nuova norma, infatti i contratti che possono usufruire della disposizione agevolativa sono esclusivamente quelli stipulati nel 2019, per i quali data certa può essere evinta dalla data di registrazionedegli stessi.

Allo scopo di impedire espedienti per poter rispettare e di conseguenza eludere il vincolo temporale è stata prevista una disposizione specifica, infatti l’applicazione della cedolare secca, nella misura indicata del 21%, è prevista per i contratti stipulati nell’anno 2019, con esclusione di quelli stipulati nel suddetto stesso anno, se alla data del 15/10/2018risulti già in corso un contratto non naturalmente scaduto, tra gli stessi soggetti e per il medesimo fabbricato.

Pertanto si tratta di una limitazione antiabuso, diretta ad impedire che il locatore ed il conduttore si siano accordati oppure si accordino per la risoluzione anticipatadel contratto, allo scopo di mettere in essere un nuovo contratto con le stesse parti in causae riguardante la medesima unità immobiliare, che possa rientrare nel regime agevolato.

A solo titolo di esempio, nel caso in cui un contratto di locazione di un negozio (categoria catastale C/1) risulti essere naturalmentescaduto prima del 15/10/2018, oppure se un contratto di locazione scada naturalmente dopo la suddetta data e prima del 31/12/2019, il locatore può avere accesso alla cedolare secca, sebbene il conduttore sia lo stesso del precedente contratto, sempre che, ovviamente, il nuovo contratto di locazione venga stipulato nel corso dell’anno 2019.

L’incremento dell’acconto della cedolare secca dall’anno 2021

L’art. 1, comma 1127, della Legge n. 145/2018, nel variare a sfavore dei contribuenti l’art. 3, comma 4, del Decreto Legislativo n. 23 del 14/03//2011, porta al 100%la misura dell’acconto della cedolare secca dall’anno 2021, conservando invariata la percentuale del 95% per l’anno 2019 e per l’anno 2020.

L’incremento della misura dell’acconto non riguarda solamente le locazioni di fabbricati commerciali, ma interessa in generale l’imposta sostitutiva dovuta su tutti i canoni di locazione assoggettati alla cedolare secca.

Si ricorda che, ai fini del conteggio dell’acconto della cedolare secca, è possibile avvalersi del metodo di calcolo storico utilizzando il riferimento dell’imposta dovuta per l’anno precedente, ad esempio, con riferimento all’acconto per l’anno 2019, occorre prendere come base di calcolo il 95% dell’ammontare dell’imposta sostitutiva totale dovuta per l’anno 2018.In alternativa, è comunque possibile optare per il metodo di calcolo previsionale facendo riferimento all’imposta dovuta per l’anno in corso (nell’esempio precedente, l’anno 2019), e prendendo come base di calcolo il 95% del relativo ammontare.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Legge Finanziaria 2019: le novità più rilevanti in materia di lavoro

Con la Legge n. 145 del 30/12/2018, cosiddetta Legge Finanziaria 2019, il Legislatore ha introdotto numerose novità in materia di lavoro, le principali delle quali vengono di seguito illustrate.

Assunzione di giovani eccellenze

Viene previsto un incentivo in favore dei datori di lavoro privati che nel corso del 2019 assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato:

  • cittadini che sono in possesso di laurea magistrale ottenuta tra il 01/01/2018 ed il 30/06/2019 con la votazione di 110 e lode e media ponderata di almeno 108/110 entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento dei 30 anni;
  • cittadini che sono in possesso di un dottorato di ricerca ottenuto nello stesso periodo e prima del compimento dei 34 anni.

L’esonero dal versamento dei contributi è riconosciuto per un periodo massimo di 12 mesi e nel limite massimo dell’importo di 8.000,00 euro.

Aumento delle sanzioni in materia di lavoro

Viene previsto un aumento del 10% delle sanzioni previste per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Viene invece previsto un aumento del 20% delle sanzioni previste per le violazioni in materia di somministrazione, lavoro nero, distacco e violazione delle disposizioni in materia di orario di lavoro.

Bonus assunzioni nelle regioni del sud

Viene previsto un nuovo intervento per favorire le assunzioni nelle regioni del sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) di giovani che non abbiano compiuto 35 anni di età o di qualunque età ma privi di impiego regolarmente remunerato da almeno sei mesi.

Le suddette misure possono essere consentite nel periodo 2019-2020 nel limite globale di 500 milioni di euro.

Viene previsto che l’esonero contributivo di cui all’art. 1-bis, comma 1, del Decreto Legge n. 872 del 12/07/2018 n. 872, cosiddetto “Decreto Dignità”, venga innalzato fino al 100%, in luogo del 50%, nel limite massimo di importo fissato, ovverosia pari a 8.060,00 euro su base annua e cumulabile con ulteriori esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla vigente normativa, limitatamente al periodo di applicazione dei medesimi.

Agevolazioni giovani lavoro sud

Incentivi ai giovani autotrasportatori

Vengono previsti degli incentivi, per gli anni 2019 e 2020, in favore dei giovani autotrasportatori del settore merci che non abbiano compiuto 35 anni di età ed in possesso di regolare rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con un’impresa di autotrasporto merci per conto terzi (qualifica Q1, Q2 o Q3).

Viene riconosciuto, a favore del lavoratore, un rimborso del 50% delle spese sostenute per l’ottenimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati allo svolgimento dell’attività.

Il datore di lavoro, invece, potrà usufruire di una detrazione dall’Ires per una quota pari agli importi dei rimborsi erogati, fino ad un ammontare complessivo non superiore all’importo di 1.500,00 euro per ogni periodo d’imposta.

Infortuni domestici

Viene elevata da 65 anni a 67 anni l’età massima per l’obbligo di assicurazione per le persone che svolgono in via esclusiva lavoro domestico.

Il premio assicurativo unitario viene elevato a 24,00 euro annuali ed i gradi di inabilità indispensabili alla copertura assicurativa vengono ridotti al 16%.

Maternità

Viene prevista la possibilità di poter posticipare il godimento del periodo di interruzione di 5 mesi esclusivamente dopo il parto.

Reddito di cittadinanza e sistema pensionistico

Vengono compiuti gli stanziamenti fondamentali per poter dare avvio al reddito di cittadinanza e variare il sistema pensionistico attuale.

Riduzione dei premi Inail

Per permettere l’applicazione delle riduzioni alle tariffe dei premi e dei contributi Inail, con effetto dal 01/01/2019 al 31/12/2021 viene prevista la proroga dei principali adempimenti che riguardano l’autoliquidazione.

In relazione alla messa a disposizione delle basi di calcolo, viene prevista la proroga del termine dal 31/12/2018 al 31/03/2019, mentre per il versamento della rata di premio anticipata viene prevista la proroga dal 16/02/2019 al 16/05/2019.

Per quanto riguarda la denuncia delle retribuzioni, il termine di presentazione del 28/02/2019 viene prorogato al 16/05/2019.

Rivalutazione pensionistica e pensioni d’oro

Viene introdotta una revisione dell’attuale sistema di rivalutazione delle pensioni di maggiore importo.

La rivalutazione viene ammessa nella misura del 100% se l’importo della pensione non è superiore a 3 volte al trattamento minimo dell’Inps mentre si riduce al 40% se l’importo della pensione è superiore a 9 volte il trattamento minimo dell’Inps.

Oltre a ciò viene previsto un contributo progressivo dal 15%, sulle pensioni di importo almeno pari a 100.000,00 euro lordi su base annua non calcolate completamente su base contributiva, al 40%, sulle pensioni superiori a 500.000,00 euro lordi su base annua.

Uniemens per il settore agricolo Viene posticipato all’anno 2020 l’obbligo di attuazione del sistema Uniemens per quanto riguarda il settore agricolo.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Legge Finanziaria 2019: le novità più rilevanti in materia fiscale (parte 2)

Con la Legge n. 145 del 30/12/2018, cosiddetta “Legge Finanziaria 2019”, il Legislatore ha introdotto numerose novità di carattere fiscale, le principali delle quali vengono di seguito illustrate.

Notifica atti giudiziari

Relativamente alle notifiche effettuate tramite posta viene abolito il bollo dell’ufficio postale sull’avviso di ricevimento, mentre il computo dei termini ha decorrenza dalla notifica per posta, nel caso in cui la data non risulti oppure sia dubbia, da quanto attestato sull’avviso dal punto di accettazione che lo restituisce, operazione che in precedenza veniva effettuata dall’ufficio postale.

Nel caso in cui si verifichi lo smarrimento dell’avviso di ricevimento, allorché il mittente abbia indicato un indirizzo di posta elettronica certificata, l’operatore procede ad effettuare una copia digitale dell’avviso e provvede poi entro 5 giorni a trasmettere copia dello stesso al mittente.

Se la consegna del piego non viene effettuata al destinatario “in persona”, l’operatore postale dà comunicazione a quest’ultimo a mezzo raccomandata, con costo a carico del mittente. Il piego viene depositato entro 2 giorni, in precedenza entro il giorno successivo, dal tentativo di notifica alle persone abilitate che si siano rifiutate di riceverlo.

Perdite d’impresa

In conseguenza delle modifiche operate dal Legislatore, in materia di perdite d’impresa, per le imprese in contabilità semplificata e ordinaria, come pure per i soci di società di persone in contabilità sia semplificata che ordinaria, vengono applicate le stesse norme previste per le società di capitali, compensazione redditi della stessa natura e riporto illimitato nei periodi successivi in misura non superiore all’80% del reddito realizzato.

Temporaneamente, in relazione alle perdite derivanti da imprese e partecipazioni in società a contabilità semplificata, vengono applicate le deroghe di seguito riportate:

  • le perdite maturate nell’anno 2018 sono compensabili in misura non superiore al 40% dei redditi nell’anno 2019 ed al 60% dei redditi nell’anno 2020;
  • le perdite maturate nell’anno 2019 sono compensabili nell’anno 2020 in misura non superiore al 60%.

Inoltre, per le perdite maturate nell’anno 2017 che si sono formate in capo a soggetti in contabilità semplificata, viene stabilito quanto di seguito:

  • sono compensabili nell’anno 2018 e nell’anno 2019 in misura non superiore al 40% del reddito;
  • sono compensabili nell’anno 2020 in misura non superiore al 60% del reddito.

Proroga iper ammortamento

Viene concessa la proroga dell’agevolazione del cosiddetto “iper ammortamento” che permette di maggiorare il costo di acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive situate in Italia a favore delle imprese che effettuano investimenti sulla base del modello industria 4.0.

Gli investimenti devono essere effettuati entro il 31/12/2019 oppure entro il 31/12/2020 a condizione che entro il 31/12/2019 l’ordine venga accettato dal venditore e venga effettuato il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

L’agevolazione viene concessa in misura scalare:

Investimenti Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni 170%
Da 2,5 a 10 milioni 100%
Da 10 a 20 milioni 50%
Oltre 20 milioni Non spettante

Per i soggetti che realizzano detti investimenti viene concesso il maxi ammortamento per i beni immateriali strumentali previsti alla Tabella B della Legge Finanziaria 2017.

Raccolta di prodotti selvatici

I redditi che derivano dall’esercizio occasionale delle attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi e di piante officinali spontanee vengono assoggettati ad un’imposta di 100,00 euro sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali.

Questo regime agevolato non trova però attuazione nei confronti della raccolta dei tartufi, rispetto alla quale viene previsto un apposito regime, che prevede la deduzione forfetaria del 22% e l’applicazione della ritenuta alla fonte del 23%.

Si evidenzia che l’aliquota agevolata del 10% trova applicazione con riferimento alla cessione di tartufi congelati, essiccati o preservati, immersi in acqua salata, solforata o addizionata e non quindi per la cessione di tartufi atti al pronto consumo.

Recupero edilizio, risparmio energetico, bonus arredi e bonus verde

Vengono prorogate alle spese sostenute fino a tutto il 31/12/2019 le agevolazioni maggiorate previste in materia di recupero edilizio e di risparmio energetico e ciò senza sostanziali modifiche. Vengono inoltre prorogati sia il bonus arredi che il bonus verde.

Regime dei compensi per le lezioni private e per le ripetizioni

Viene introdotto un nuovo regime agevolato che permette l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, pari al 15%, ai compensi derivanti da attività di lezioni private e di ripetizioni svolte da docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado.

Ricerca e sviluppo

In conseguenza delle modifiche apportate dalla Legge Finanziaria 2019, l’agevolazione può essere applicata solamente nel caso in cui le spese per attività di ricerca e sviluppo siano globalmente superiori a 30.000,00 euro e conseguano un incremento rispetto al periodo precedente.

Inoltre:

  • il tetto massimo di spesa viene ridotto da 20 a 10 milioni di euro;
  • il credito d’imposta viene riconosciuto in due diverse misure in base alla tipologia di spesa:
  • 50% per personale dipendente, contratti stipulati con università e con enti di ricerca, oppure stipulati con start up innovative;
  • 25% per personale titolare di rapporto di lavoro autonomo, strumenti ed attrezzature, competenze tecniche e privative industriali, materiali, forniture ed altri prodotti, contratti stipulati con imprese diverse da quelle incentivabili al 50%.

E’ da segnalare che già con decorrenza dall’anno 2018 non è più richiesto di allegare al bilancio la certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione, mentre per le imprese non obbligate alla revisione la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti. Viene invece prevista la stesura di una relazione tecnica. L’utilizzazione in compensazione, tramite il Modello F24, del credito d’imposta è vincolata all’avvenuto compimento dell’obbligo di certificazione del bilancio.

Riciclaggio materiali da raccolta differenziata

Per gli anni 2019 e 2020viene previsto ilriconoscimento di un credito d’imposta nella misura del 36% delle spese sostenute e documentate per l’acquisizione di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata di imballaggi biodegradabili e compostabili oppure derivanti dalla raccolta differenziata di carta e di alluminio.

Il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura massima di 20.000,00 euro annui per ogni beneficiario, non è imponibile a tassazione e può essere fruito unicamente in compensazione tramite il Modello F24.

Riconsegna licenze

Viene riconosciuto un indennizzo a favore dei commercianti che cessano l’attività procedendo alla riconsegna della licenza in Comune. L’indennizzo compete ai soggetti di almeno 62 (57 se donne) anni di età che risultano essere stati iscritti come minimo per 5 anni nella gestione Ivs. La richiesta dell’indennizzo deve essere effettuata mediante specifica domanda da presentare all’Inps. L’indennizzo è quantificato nell’importo di euro 513,00.

Rideterminazione del costo dei terreni e delle partecipazioni

Viene confermata la possibilità di potere rideterminare il costo di acquisto dei terreni e delle partecipazioni non quotate posseduti dalle persone fisiche alla data del 01/01/2019. L’aliquota sostitutiva, a differenza degli anni precedenti, è stata elevata alle aliquote di seguito indicate:

  • 10% per i terreni;
  • 10% per le partecipazioni non qualificate;
  • 11% per le partecipazioni qualificate.

Riduzione dei crediti d’imposta

Viene prevista l’emanazione di uno specifico provvedimento per quanto riguarda la diminuzione del credito d’imposta spettante:

  • per la vendita di libri al dettaglio;
  • agli esercenti sale cinematografiche;
  • alle imprese realizzatrici di prodotti editoriali.

Rientro pensionati in Italia

Le persone fisiche titolari di redditi da pensione erogati da istituti esteri che trasferiscono la propria residenza in un comune con una popolazione fino a 20.000 abitanti delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono effettuare l’opzione per l’assoggettamento dei redditi di qualsiasi categoria, percepiti da fonte estera oppure prodotti all’estero, all’imposta sostitutiva determinata nell’aliquota del 7%.

Tale opzione è valida per i primi cinque periodi d’imposta successivi a quello in cui viene effettuata, va indicata nella dichiarazione dei redditi ed il contribuente può manifestare la volontà di non avvalersi del suddetto regime con riferimento a redditi prodotti in uno o più stati esteri.

L’opzione può essere effettuata dalle persone fisiche che non sono state fisicamente residenti in Italia nei primi cinque periodi d’imposta precedenti a quello in cui viene effettuata.

Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni

Viene nuovamente proposta la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni posseduti dalle società di capitali e dagli enti commerciali che non hanno adottato i principi contabili internazionali.

La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio relativo all’esercizio 2018 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio chiuso al 31/12/2017.

Il saldo attivo di rivalutazione deve essere imputato a capitale oppure a riserva ed il contribuente può affrancare questa riserva, anche in misura parziale, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Ires e dell’Irap determinata nell’aliquota del 10%.

Il maggiore valore dei beni viene riconosciuto ai fini fiscali a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello nel quale è stata eseguita la rivalutazione, attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva determinata nelle aliquote di seguito indicate:

  • 16% per i beni ammortizzabili;
  • 12% per i beni non ammortizzabili.

Saldo e stralcio per i soggetti in difficoltà

Per i soggetti che si trovano in grave ed attestata situazione di difficoltà economica viene prevista la possibilità di estinguere i debiti derivanti dai carichi consegnati all’Agente per la riscossione dal 01/01/2000 al 31/12/2017 che derivano dall’omesso versamento di imposte e di contributi.

Lo stato di difficoltà viene considerato sussistente nella circostanza in cui l’Isee del nucleo familiare non sia maggiore a 20.000,00 euro.

Gli interessati potranno presentare apposita richiesta entro il prossimo 30/04/2019, mentre entro il 31/10/2019 l’Agente per la riscossione darà comunicazione ai soggetti interessati l’importo delle somme dovute ai fini della definizione, l’importo delle rate e la scadenza di ognuna.

In relazione all’importo delle rate viene previsto che la prima rata, in scadenza il 30/11/2019, sia pari al 35% dell’importo complessivo, mentre le rate successive, di importo pari al 20% ed al 15%, devono essere versare a decorrere dal 2020, entro il 31/07 ed il 30/11 di ogni anno.

L’importo da versare cambia a seconda del valore Isee:

Valore Isee Importo da versare
Fino a 8.500,00 16% della somma dovuta a titolo di capitale ed interessi
Da 8.500,00 a 12.500,00 20% della somma dovuta a titolo di capitale ed interessi
Superiore a 12.500,00 35% della somma dovuta a titolo di capitale ed interessi

Ai suddetti importi si devono aggiungere gli aggi ed i rimborsi delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

I carichi possono essere stralciati anche se risultano compresi in una delle precedenti definizioni dei ruoli.

Soppressione Iri

Viene soppresso il regime dell’Imposta sul Reddito Imprenditoriale.

Sport bonus

Avviene la conferma del riconoscimento di un credito d’imposta in favore dei soggetti che eseguono nell’anno 2019 erogazioni liberali per gli interventi di manutenzione e di restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture. Il credito d’imposta compete nella misura del 65% delle erogazioni liberali in denaro ed è suddiviso in 3 quote annuali di uguale importo.

Tale agevolazione viene riconosciuta alle persone fisiche ed agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile, mentre ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annuali.

Il credito d’imposta può essere usufruibile unicamente in compensazione tramite il Modello F24.

Sterilizzazione delle aliquote Iva e modifiche delle aliquote

Viene confermata la misura dell’aliquota Iva ordinaria al 22% e quella agevolata al 10% per l’anno 2019, vengono previsti aumenti per l’anno 2020, rispettivamente al 25,2% ed al 13%, e per l’anno 2021, con aliquota Iva ordinaria al 26,5%.

In relazione all’aliquota agevolata del 10%, viene deciso che questa trova applicazione anche con riferimento ai dispositivi medici a base di sostanze solitamente impiegate per cure mediche, prevenzione delle malattie, trattamenti medici e veterinari classificabili alla voce 3004 della nomenclatura combinata ex Regolamento UE n. 1925/2017.

Inoltre viene precisato che devono essere considerati compresi tra i prodotti di panetteria ordinaria anche i prodotti contenenti ingredienti e sostanze ammessi per la preparazione del pane, dei cracker, delle fette biscottate, con la sola inclusione degli zuccheri, destrosio e saccarosio, grassi e oli alimentari, cereali interi, semi, erbe e spezie.

Tassa automobilistica veicoli storici

Viene prevista la riduzione del 50% sull’importo del pagamento della tassa automobilistica per gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni in possesso del certificato di rilevanza storica e il cui riconoscimento di storicità è riportato sulla carta di circolazione.

Tassazione agevolata degli utili reinvestiti

A decorrere dall’anno 2019 viene introdotto un regime di tassazione agevolata degli utili reinvestiti che permette di applicare un’aliquota Ires del 15% per la parte corrispondente all’utile dell’anno 2018, nei limiti dell’ammontare degli investimenti realizzati in beni strumentali materiali nuovi e costo del personale dipendente assunto con contratto sia a tempo determinato che indeterminato.

Utilizzo contante turisti

Viene aumentato da 10.000,00 a 15.000,00 euro il limite per l’utilizzo del denaro contante da parte dei turisti che sono in possesso di cittadinanza diversa da quella italiana.

Web tax

In conseguenza delle modifiche apportate dalla Legge Finanziaria 2019, la cosiddetta Web tax viene applicata nei confronti dei soggetti che esercitano attività d’impresa che, nell’anno solare, conseguono congiuntamente ricavi globali pari ad almeno 750 milioni di euro e ricavi da servizi digitali realizzati in Italia pari ad almeno 5,5 milioni di euro.

L’imposta viene applicata nei confronti dei servizi di veicolazione su un’interfaccia digitale di pubblicità mirata, messa a disposizione di un’interfaccia che consente agli utenti di interagire, oppure trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo di un’interfaccia digitale. L’imposta dovuta viene calcolata con applicazione dell’aliquota del 3% al totale dei ricavi conseguiti dal soggetto passivo in ogni trimestre.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Legge Finanziaria 2019: le novità più rilevanti in materia fiscale (parte 1)

Con la Legge n. 145 del 30/12/2018, cosiddetta “Legge Finanziaria 2019”, il Legislatore ha introdotto numerose novità di carattere fiscale, le principali delle quali vengono di seguito illustrate.

Abolizione delle agevolazioni Irap

Viene abolita l’agevolazione che permetteva la deduzione Irap a favore di tutti i soggetti passivi per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d’imposta nelle regioni del sud.

Inoltre viene abolito il credito d’imposta, pari al 10% dell’Irap lorda che veniva riconosciuto a favore dei soggetti che non ricorrono all’impiego di lavoratori dipendenti.

Abrogazione Ires agevolata

Viene decretata l’abrogazione dell’Ires agevolata, all’aliquota del 12%, a favore degli enti senza scopo di lucro.

Acconto cedolare secca

L’acconto della cedolare secca, quantificato nella misura del 95% per l’anno 2020, verrà elevato al 100% nell’anno 2021.

Agevolazione Imu e Tasi al coniuge superstite

Nel caso di morte del comodatario dell’immobile, nel caso di applicazione dell’agevolazione Imu e Tasi prevista per le unità immobiliari date in comodato ai parenti in linea retta, l’incentivo, ma solamente in presenza di figli minori, continua a trovare applicazione anche nei confronti del coniuge superstite.

Agevolazioni ai soggetti colpiti da sisma

In relazione alle zone colpite dal sisma nella regione Emilia Romagna, viene riconosciuta l’esenzione dal versamento dell’Imu fino alla riedificazione dell’immobile ed in ogni caso fino alla data del 31/12/2019.

Sono prorogate le agevolazioni Zona Franca Urbana per le zone colpite dal sisma nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria.

Agevolazioni alle start-up innovative

In conseguenza di quanto previsto dalla Legge Finanziaria 2019 viene elevata l’agevolazione a favore delle start up innovative dal 30 al 40%, da usufruire sotto forma di detrazione dall’imposta oppure di deduzione dal reddito.

Nell’ipotesi di acquisizione dell’intero capitale sociale da un soggetto Ires, la percentuale di agevolazione per l’anno 2019 viene elevata al 50%.

Agevolazioni e contributi auto

Per i soggetti che acquistano, anche tramite leasing, e che immatricolano in Italia, dal 01/03/2019 al 31/12/2021, un veicolo di categoria M1 con prezzo risultante dal listino ufficiale inferiore a 50.000,00 euro, viene riconosciuto un contributo parametrato alle emissioni per chilometro in caso di rottamazione del precedente veicolo e un contributo parametrato al numero dei grammi di biossido di carbonio per chilometro senza rottamazione del precedente veicolo.

Con rottamazione veicolo
CO2 g/km Importo contributo
Fino a 20 6.000,00 euro
Da 21 a 70 2.500,00 euro
Senza rottamazione veicolo
CO2 g/km Importo contributo
Fino a 20 4.000,00 euro
Da 21 a 70 1.500,00 euro

Inoltre viene previsto il pagamento a carico dell’acquirente di un’imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro eccedenti la soglia di 160 CO2 g/km per gli acquisti di auto nuove a decorrere dal 01/03/2019 al 31/12/2021.

CO2 g/km Importo imposta
Da 161 a 175 1.100,00 euro
Da 176 a 200 1.600,00 euro
Da 201 a 250 2.000,00 euro
Oltre a 250 2.500,00 euro

Ammortamento dell’avviamento e dei beni immateriali

Le quote di ammortamento riguardanti il valore di avviamento, per le quali sono state destinate attività per imposte anticipate, non ancora dedotte fino al periodo d’imposta in corso al 31/12/2017 risultano deducibili nei termini di seguito indicati:

Periodo d’imposta Deducibilità
2019 5%
2020 3%
2021 10%
2022-2027 12%
2028-2029 5%

Aumento del Preu

Con decorrenza dal 01/01/2019 viene previsto l’aumento del Prelievo Erariale Unico relativo a new slot-AWP (+1,35) e alle video lottery – VLT (+1,25).

In conseguenza dei suddetti aumenti, che vanno ad aggiungersi a quelli già stabiliti, la tassazione degli apparecchi new slot passerà dal 20,60% dal 01/01/2019 al 20,95% dal 01/01/2023, mentre gli apparecchi video lottery verranno tassati dal 7,5% a partire dal 01/01/2019 al 7,85% a partire dal 01/01/2023.

In contemporanea il payout viene quantificato al 68% per gli apparecchi new slot ed all’84% per gli apparecchi video lottery.

Blocco delle aliquote Tasi

Relativamente alla Tasi viene effettuata la conferma del blocco del carico dell’imposizione per l’anno 2019 rispetto a quello dell’anno 2015.

Bonus asili nido

Viene aumentato da 1.000,00 a 1.500,00 euro il cosiddetto bonus asilo nido per gli anni 2019-2020-2021. Il bonus viene corrisposto in 11 quote mensili per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati nonché per il supporto nella propria abitazione dei bambini di età inferiore a 3 anni, che sono affetti da gravi patologie croniche.

Bonus cultura

Anche per l’anno 2019 viene riproposto il bonus cultura a favore dei residenti in Italia che compiono i 18 anni nello stesso anno.

Bonus formazione 4.0

Viene prorogato al 31/12/2019 il bonus formazione 4.0 sulle spese sostenute, concesso sotto forma di credito d’imposta, con definizione della misura dell’agevolazionediversificata in base alle dimensioni dell’impresa, come specificato nella tabella che segue:

Tipologia impresa Misura agevolazione
Piccola impresa 50%
Media impresa 40%
Grande impresa 30%

Bonus pubblicità

Per quanto riguarda il bonus pubblicità viene introdotto, quale vincolo aggiuntivo, il rispetto della disciplina de minimis.

Canone Rai

Viene definito a regime l’importo del canone Rai nella misura di 90,00 euro annuali.

Cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali

Viene confermata l’applicazione della cedolare secca all’aliquota del 21% ai contratti di locazione stipulati nell’anno 2019 riguardanti unità classificate nella categoria C/1 di superficie fino a 600 metri quadrati,escluse le pertinenze, nonché le relative pertinenze affittate congiuntamente.

E’ da osservare che la cedolare secca non può essere applicata ai contratti redatti nell’anno 2019 se alla data del 15/10/2018 “risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamenterispetto alla scadenza naturale”.

Contributo acquisto veicoli elettrici ed ibridi

A favore degli acquirenti di veicoli elettrici ed ibridi di categoria L1-L3 nuovi di fabbrica, con contestuale rottamazione di un veicolo della stessa categoria, viene previsto un contributo pari al 30% del prezzo di acquisto fino ad un massimo di 3.000,00 euro, nel caso in cui il veicolo rottamato sia di categoria euro 0, euro 1 ed euro 2.

Contributo per registratore di cassa

Ai fini dell’acquisto o dell’adattamento del registratore di cassa per la memorizzazione o la trasmissione dei corrispettivi viene previsto un contributo pari al 50%, per un massimo di 250,00 euro per gli anni 2019 e 2020. Invece nel caso di adattamento l’importo massimo del contributo è pari a 50,00 euro. Il contributo viene accordato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite il Modello F24.

Credito d’imposta amianto

Viene introdotto un credito d’imposta a favore delle erogazioni liberali in denaro eseguite nei periodi d’imposta seguenti a quello in corso al 31/12/2018 indirizzate ad interventi su edifici e su terreni pubblici allo scopo di bonificare e di rimuovere l’amianto.

Tale credito d’imposta è pari al 65% delle erogazioni effettuate e compete alle persone fisiche ed agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile, ed ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annuali.

Credito d’imposta edicole

Viene riconosciuto, in favore degli esercenti attività commerciali operanti unicamente nella vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici, un credito d’imposta pari a 2.000,00 euro, parametrato agli importi pagati a titolo di Imu, Tasi, Cosap e Tari con riferimento ai locali dove viene svolta l’attività di vendita, nonché ad altre eventuali spese di locazione ed altre spese specificate da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’agevolazione viene riconosciuta anche nel caso di vendita commerciale non esclusiva, se l’attività rappresenta il solo punto vendita nel territorio del Comune.

Detrazione acquisto infrastrutture ricarica veicoli elettrici

Per i soggetti che dal 01/03/2019 al 31/12/2021 sostengono spese relative all’acquisto o alla posa di infrastrutture di ricarica dei veicoli ad energia elettrica, viene riconosciuta una detrazione pari al 50% delle spese sostenute calcolate su un ammontare complessivo non superiore a 3.000,00 euro, in 10 quote annuali di pari importo.

Questa agevolazione è applicabile anche in relazione alle spese effettuate su parti comuni condominiali.

Le infrastrutture di ricarica oggetto della detrazione devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard e non devono risultare accessibili al pubblico.

Detrazione per cani guida

La detrazione forfetaria spettante alle persone non vedentiper il mantenimento dei cani guida viene elevata a 1.000,00 euro annuali.

Eliminazione Ace

Viene eliminata l’agevolazione riguardante l’Aiuto alla Crescita Economica.

Esenzione imposta bollo per associazioni e società sportive dilettantistiche

L’esonero dall’imposta di bollo per gli atti, i documenti, le istanze, ecc., prevista a favore delle Onlus, federazioni sportive, enti di promozione, viene riconosciuta anche a favore delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche.

Estromissione immobili imprese individuali

Con efficacia dal 01/01/2019 viene nuovamente proposta la possibilità di estromissione degli  immobili da parte degli imprenditori individuali con applicazione di un’imposta sostitutiva stabilita nell’aliquota dell’8%.

Tale possibilità viene prevista per gli immobili strumentali per natura posseduti alla data del 31/10/2018.

Fatturazione elettronica a consumatori finali

Nel caso di emissione di fattura elettronica nei confronti di consumatori finali, la copia del documento elettronico viene messa a disposizione nell’area riservata solamente dietro richiesta del consumatore finale.

Fattura elettronica e Sistema Tessera Sanitaria

Viene disposto che per le prestazioni che rientrano nella comunicazione al Sistema Tessera Sanitaria i contribuenti non possonoemettere la fattura elettronica.

Inoltre viene previsto che i soggetti tenuti all’invio dei dati al STS possono provvedere alla memorizzazione elettronica dei dati al STS relativamente ai corrispettivi globali giornalieri.

I dati trasmessi al STS possono essere utilizzati solamente dalle Pubbliche Amministrazioni per l’applicazione delle disposizioni in materia sia fiscale che doganale, ovvero in forma aggregata per il controllo della spesa sanitaria.

Flat tax

Con decorrenza dall’anno 2020 i soggetti con ricavi e compensi compresi tra i 65.001,00 e i 100.000,00 euro potranno accedere ad un regime agevolato con applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive pari al 20%.

In conseguenza dell’applicazione di questo regime, i contribuenti non sono tenuti ad eseguire le ritenute alla fonte e sono esonerati dall’applicazione dell’Iva.

Imposta di registro riqualificazione atti

Viene riconosciuta la natura di norma di interpretazione autentica all’articolo 1, comma 87, della Legge Finanziaria 2018 che ha limitato l’utilizzo dell’articolo 20 del Testo Unico dell’Imposta di Registro escludendo le ipotesi di riqualificazione degli atti soggetti ad imposta di registro.

Imposta unica su concorsi, pronostici e scommesse

A decorrere dal 01/01/2019, relativamente ai concorsi, ai pronostici ed alle scommesse, viene prevista l’applicazione dell’imposta unica nelle misure di seguito indicate:

  • 25% delle somme che non risultano restituite al giocatore nei giochi di abilità a distanza con vincita in denaro e per il gioco dei bingo a distanza;
  • 20% per le scommesse a quota fissa, con esclusione di quelle ippiche, nella misura del 20% se la raccolta avviene su rete fisica, e del 24% se la raccolta avviene a distanza, applicata alla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte;
  • 22% per le scommesse a quota fissa su eventi simulati calcolati sulla raccolta al netto delle somme che vengono restituite in vincite.

Imposte pubblicitarie e diritti pubbliche affissioni

Ai Comuni viene concessa la possibilità di poter aumentare fino al 50% le tariffe dell’imposta sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni per quanto riguarda le superfici superiori al metro quadrato, le frazioni di esso vengono arrotondate a mezzo metro quadrato.

Imu sugli immobili strumentali

Viene previsto l’aumento dal 20% al 40% della deducibilità dal reddito d’impresa dell’Imu attinente agli immobili strumentali.

Interessi passivi imprese immobiliari

Non rilevano ai fini dell’applicazione dell’articolo 96 del Testo Unico Imposte sui Redditi gli interessi passivi derivanti da finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione per le società che esercitano in via effettiva e prevalente attività immobiliare.

Modifiche al regime forfetario

Viene apportata una rilevante modifica al regime forfetario che permette, nel complesso, di ampliare la cerchia di applicazione dell’istituto e di diminuire le condizioni al momento in vigore che lo precludevano. In conseguenza delle modifiche introdotte, il regime forfetario troverà applicazione nel limite massimo di ricavi/compensi di 65.000,00 euro annuali senza nessuna differenziazione attinente all’attività esercitata.

Viene per di più permesso il passaggio al regime forfetario, con l’applicazione dell’aliquota agevolata, ai soggetti che hanno aderito al regime dei minimi nel corso dell’anno 2015 fino al compimento del quinquennio agevolato (2015-2019).

Proseguirà, invece, a trovare applicazione il coefficiente di redditività previsto per il computo del reddito imponibile e previsto tra il 40%, per il commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, e l’86%, per le costruzioni e le attività immobiliari.

Riguardo alle condizioni di applicazione del regime viene disciplinata l’eliminazione delle condizioni previsteal comma 54, che riguardano le spese per lavoro accessorio, dipendenti, collaboratori superiori ad euro 5.000,00 ed il costo globale dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non superiore a 20.000,00 euro. Salva la circostanza in cui esistano condizioni di esclusione dal regime, i contribuenti potranno accedere all’istituto nel caso in cui nell’anno precedente non abbiano avuto ricavi o compensi oltre la soglia prevista di 65.000,00 euro, a prescindere dagli importi sostenuti per le collaborazioni e per i beni strumentali.

Le modifiche proposte prevedono la variazione di due delle ipotesi di esclusione dal regime. Nel complesso, le modifiche prevedono:

  1. la riduzione dei limiti fissati in materia di lavoro subordinato;
  2. la previsione di limiti più ristretti in materia di partecipazione a società ed associazioni.

Precisamente viene impedito l’accesso al regime in qualsivoglia ipotesi di partecipazione a società a responsabilità limitata, mentre precedentemente l’esclusione riguardava soltanto le società a responsabilità limitata trasparenti.

In relazione alla definizione del reddito imponibile vengono riportati nella tabella che segue i coefficienti utilizzabili nell’anno 2019:

Gruppo di settore Codici Ateco Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10-11) 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41-42-43) – (68) 86%
Intermediari del commercio 46.1 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55-56) 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64-65-66) – (69-70- 71-72-73-74-75) – (85) – (86-87-88) 78%
Altre attività economiche (01-02-03) – (05-06- 07-08-09) – (12-13-14-15-16-17-18-19-20-21- 22-23-24-25-26-27-28- 29-30-31-32-33) – (35) – (36-37-38-39) – (49- 50-51-52-53) – (58-59- 60-61-62-63) – (77-78- 79-80-81-82) – (84) – (90-91-92-93) – (94- 95-96) – (97-98) – (99) 67%

Nel dettaglio, i contribuenti forfetari definiscono il reddito imponibile applicando all’importo dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività differenziato a seconda del codice Ateco che caratterizza l’attività svolta. Sul reddito imponibile così determinato viene applicata un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, pari al 15%. Nel caso di imprese familiari l’imposta sostitutiva, conteggiata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge ed ai collaboratori familiari, è dovuta dall’imprenditore titolare dell’impresa.

Al fine di sostenere l’inizio di nuove attività, per il periodo d’imposta nel quale l’attività viene iniziata e per i quattro successivi, l’aliquota dell’imposta sostitutiva è fissata nella misura del 5%, con i vincoli di seguito riportati:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 54, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, con esclusione del caso in cui l’attività in precedenza svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;

nel caso in cui venga continuata un’attività precedentemente da un altro soggetto, l’importo dei relativi ricavi e compensi, conseguiti nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia maggiore ai limiti previsti.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Costi chilometrici veicoli aziendali: pubblicate le tabelle ACI per il 2019

L’Agenzia delle Entrate, con il Comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’ACI), Serie generale n. 295, Supplemento Ordinario n. 57, di giovedì 20 dicembre 2018, ha diffuso le tabelle predisposte dall’ACI con i costi chilometrici di esercizio per l’anno 2019 di autoveicoli, motocicli, microcar e ciclomotori (articolo 3, comma 1, Decreto Legislativo n. 314 del 2 settembre 1997).

Le tabelle si riferiscono alle categorie di veicoli di seguito indicate:

  • autoveicoli a benzina, in produzione;
  • autoveicoli a gasolio, in produzione;
  • autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano o metano esclusivo;
  • autoveicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in, in produzione
  • autoveicoli a benzina, fuori produzione.
  • autoveicoli a gasolio, fuori produzione;
  • autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano e metano esclusivo, fuori produzione;
  • autoveicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in, fuori produzione;
  • motoveicoli, ciclomotori, microcar.

Le tabelle, che risultano suddivise per tipo di alimentazione, marca e modello, sono indispensabili per poter conteggiare l’importo dei rimborsi spettanti ai dipendenti, ai collaboratori od ai professionisti che utilizzano il proprio veicolo svolgendo attività a favore del datore di lavoro ed anche per il calcolo del fringe-benefit, ossia della retribuzione in natura derivante dalla concessione in uso ai dipendenti dei veicoli aziendali che vengono utilizzati ad uso promiscuo sia per esigenze di lavoro che per esigenze personali.

ACI

Si ricorda che le tabelle ACI del benefit veicoli vengono elaborate sulla base di una percorrenza annuale di 15.000 chilometri, che risulta quella prevista dalla normativa fiscale per il computo del reddito da riportare in busta paga. Il fringe benefit annuale, indicato nell’ultima colonna a destra è ottenuto moltiplicando il costo al chilometro del veicolo interessato per 15.000 e conteggiando poi il 30% del risultato, percentuale che la normativa fiscale attribuisce all’uso privato da parte del dipendente.

E’ possibile determinare i valori relativi ad ogni singolo veicolo, selezionando i parametri di seguito indicati:

  • categoria di veicoli (autovetture, fuoristrada, autofurgoni, motocicli, ciclomotori, microcar);
  • elenco marche e modelli;
  • alimentazione (benzina, gasolio, gpl, metano, ibrida, elettrica);
  • veicoli in produzione e fuori produzione.

Accedendo al sito dell’ACI, all’indirizzo internet www.aci.it c’è la possibilità di eseguire il conteggio direttamente online. Nell’ipotesi in cui il veicolo sia un nuovo modello, non riportato nelle tabelle, l’importo dovrà essere calcolato prendendo come riferimento quello che per tutte le sue caratteristiche risulti essere più similare al veicolo in questione.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Le novità sui termini di emissione e di registrazione delle fatture elettroniche

Mouse fatture elettronicheIl Decreto Legge n. 119 del 23/10/2018, in vigore dal 24/10/2018, è stato convertito, con modificazioni, nella Legge n. 136 del 17/12/2018, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18/12/2018, in vigore dal 19/12/2018.

Tra le novità più rilevanti in materia di Iva, si segnalano quelle di seguiti indicate:

  • con decorrenza dal 01/07/2019, la possibilità di emissione della fattura entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione, indicando la data di esecuzione sul documento medesimo;
  • la possibilità di annotare le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento allo stesso mese;
  • la soppressione della numerazione progressiva delle fatture ricevute, dal momento che l’adempimento viene eseguito in via automatica per le fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio;
  • la possibilità, per il cessionario o committente, di esercitare il diritto alla detrazione, entro il giorno 16 di ogni mese, in relazione all’imposta che emerge dai documenti di acquisto ricevuti ed annotati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di esigibilità dell’imposta.

Si precisa che risultano esclusi dalla norma i documenti riguardanti operazioni effettuate nell’anno precedente.

Variazione dei termini di emissione delle fatture

In conseguenza della modificazione del comma 4, dell’art. 21, del D.P.R. n. 633/1972, con decorrenza dal 01 luglio 2019, la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dall’esecuzione dell’operazione.

I soggetti che si avvalgono di tale opportunità devono evidenziarla nel documento, precisando in ogni caso:

  • la data nella quale è stata effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi;

ovvero:

  • la data nella quale è stato corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, come previsto dal nuovo art. 21, comma 2, lettera g-bis), del D.P.R. n. 633/1972);
  • la data di emissione del documento.

L’ampliamento del termine per l’emissione delle fatture non va a contrastare le disposizioni contenute nella Direttiva n. 2006/112/CE, in particolare con l’art. 222 della stessa, né va a cambiare il momento di esigibilità dell’imposta ed i termini per la conseguente liquidazione.

La nuova disposizione non è comunque limitata all’ambito della fatturazione elettronica, ma ha valore a livello generale.

Relativamente alla fattura elettronica, tenuto conto che tale documento può considerarsi emesso al momento della trasmissione attraverso il Sistema di Interscambio, di conseguenza il file in formato xml potrà essere trasmesso al SdI entro il nuovo termine di 10 giorni consentito dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.

Annotazione delle fatture emesse

In conseguenza delle modifiche apportate dal Decreto all’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972, il soggetto passivo deve eseguire l’annotazione delle fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di compimento dell’operazione e con riferimento al mese stesso.

Come risulta evidenziato nella Relazione esplicativa al Decreto, in buona sostanza potranno essere annotate entro il nuovo termine tutte le fatture emesse, ed esattamente:

  • le fatture immediate;
  • le fatture differite / riepilogative, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera a), del D.P.R. n. 633/1972;
  • le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese verso soggetti UE, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera c), del D.P.R. n. 633/1972;
  • le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese / ricevute da soggetti extra-UE, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera d), del D.P.R. n. 633/1972.

Sono escluse dalla disposizione le fatture riguardanti le cessioni di beni eseguite dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera b), del D.P.R. n. 633/1972, che devono essere invece registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione, con riferimento al mese stesso.

La disposizione rispetta quanto stabilito dall’art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633/1972, il quale prevede che, a decorrere dal 01 luglio 2019, le fatture possano essere emesse entro il termine di 10 giorni dalla data di effettuazione delle operazioni.

Pc fatturazione elettronica

Registrazione delle fatture ricevute

Viene variato l’art. 25, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, il quale, nel suo nuovo testo, stabilisce che il soggetto passivo è obbligato ad annotare in apposito registro le fatture e le bollette doganali relative ai beni e servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa arte o professione, ivi comprese quelle emesse ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972.

Di conseguenza viene abolita la numerazione progressiva delle fatture prevista dalla norma precedentemente vigente, dal momento che tale adempimento risultaperaltroottemperato, in via automatica, per le fatture elettroniche che siano inviate attraverso il Sistema di Interscambio, vista la non modificabilità del documento elettronico inviato tramite SdI.

Registrazione delle fatture ricevute e diritto alla detrazione dell’Iva

Come precisato dalla Relazione illustrativa al Decreto Legge n. 119/2018, tenuto conto della definizione dei nuovi termini per l’emissione delle fatture e dei tempi di ricevimento della fattura elettronica, che potrebbe venire consegnata al cessionario / committente oltre il periodo in cui l’imposta diventa esigibile, è in previsione una modificazione del comma 1, dell’art. 1, del D.P.R. n. 100/1998, con lo scopo di evitare che lo stesso cessionario / committente possa subire uno svantaggio di natura finanziaria per effetto del ritardo della detrazione.

La disposizione, in vigore dal 24/10/2018, stabilisce che entro il giorno 16 di ogni mese possa essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta riferita ai documenti di acquisto ricevuti e registrati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di esecuzione dell’operazione.

Rimangono esclusi da questa norma i documenti riguardanti operazioni effettuate nell’anno precedente. Al momento attuale, in mancanza di specifiche informazioni, non viene ritenuto che la disposizione possa avere carattere interpretativo e/o retroattivo, considerato che il Decreto Legge n. 119/2018 modifica l’art. 1, comma 1, del D.P.R. n. 100/1998 per i fini sopra evidenziati, e tenuto conto anche il fatto che la già citata Relazione illustrativa richiama la prassi precedente, nello specifico la Circolare Agenzia delle Entrate n. 1 del 17/01/2018, nella  quale viene chiarito che, in conseguenza delle modifiche apportate dal Decreto Legge n. 50/2017 agli articoli 19 e 25 del D.P.R. n. 633/1972, il cessionario / committente può esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva, dopo aver registrato la fattura, nella liquidazione relativa al mese nel quale il documento stesso è stato ricevuto.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

In arrivo gli avvisi di anomalia tra i dati fatture e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva

Attraverso il Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che saranno inviati avvisi di anomalia ai soggetti che non hanno trasmesso le comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva, di cui all’art. 21-bis del Decreto Legge n. 78/2010, al contrario, nel caso in cui siano stati comunicati all’Amministrazione Finanziaria, nel trimestre di riferimento, i dati relativi a fatture emesse, in osservanza agli obblighi di cui all’art. 21 del Decreto Legge n. 78/2010.

Sono le comunicazioni che l’Agenzia delle Entrate invia “al fine di promuovere l’adempimento spontaneo” e che permettono ai titolari di partita Iva di poter, in ipotesi, fornire elementi, fatti e circostanze non a conoscenza dell’Amministrazione Finanziaria, in grado di motivare le anomalie o di procedere alla rettifica di possibili errori, usufruendo di una riduzione delle sanzioni, in base a quanto stabilito dall’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997.

Gli avvisi di anomalia vengono inviati ai soggetti passivi agli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dai medesimi a norma dell’art. 16, commi 6 e 7, del Decreto Legge n. 185/2008 e dell’art. 5, comma 1, del Decreto Legge n. 179/2012, ma in ogni caso potranno essere consultati tramite accesso al portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Consultazione” dell’area “Dati rilevanti ai fini Iva”, dove potranno essere rintracciati sia i dati relativi al numero di documenti trasmessi dal soggetto passivo e dai suoi clienti per il trimestre di riferimento, che i dati identificativi di clienti e fornitori ed i dati di dettaglio dei documenti emessi e ricevuti.

Agenzia delle Entrate

Introduzione

L’art. 1, comma 634, della Legge di Stabilità 2015 ha stabilito che, allo scopo di facilitare la trasparenza e la collaborazione nel rapporto tra Fisco e contribuente, l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione dello stesso o dell’intermediario abilitato, gli elementi e le informazioni relative “ai ricavi o compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione … alle agevolazioni, deduzioni o detrazioni nonché ai crediti d’imposta, anche qualora gli stessi non risultino spettanti”.

È stata in sostanza inserita una particolare forma di collaborazione tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate, finalizzata all’ottemperamento degli obblighi tributari ed all’emersione spontanea delle basi imponibili.

Questa attività si è tradotta con l’inoltro, dall’anno 2015, di una serie di comunicazioni di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per il periodo d’imposta 2018 la suddetta attività ha riguardato le anomalie di seguito riportate:

  • omessa dichiarazione, per il 2016, delle attività finanziarie possedute all’estero e dei redditi eventualmente incassati;
  • presenza di fatture emesse e mancata presentazione del modello Iva 2018 ovvero presentazione dello stesso con la sola compilazione del quadro VA;
  • raffronto dei dati indicati nel quadro VE del modello Iva 2017 rispetto ai dati  ricavabili dallo spesometro 2016;
  • omessa o non corretta indicazione dei dati nei modelli studi di settore per il triennio 2014/2016.

L’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018, allo scopo di incoraggiare  l’ottemperamento degli obblighi tributari e facilitare l’emersione spontanea delle basi imponibili, ha reso noto di aver messo a disposizione di specifici contribuenti soggetti passivi Iva le informazioni che derivano dal raffronto tra:

  • i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate dai contribuenti stessi e dai loro clienti soggetti passivi Iva;
  • i dati relativi alle Comunicazioni liquidazioni periodiche Iva.

Nello specifico, vengono messe a disposizione le informazioni dalle quali risulta che, relativamente al trimestre di riferimento, sono stati comunicati dati di fatture emesse e non risulta presentata nessuna Comunicazione liquidazioni periodiche Iva.

La comunicazione delle anomalie tra i dati fatture e le liquidazioni periodiche Iva

La comunicazione connessa alle anomalie in esame comprende le informazioni di seguito indicate:

  • codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
  • numero identificativo della comunicazione, anno d’imposta e trimestre di riferimento;
  • codice atto;
  • modalità tramite le quali consultare gli elementi informativi di dettaglio riguardanti l’anomalia rilevata;
  • invito a fornire chiarimenti ed idonea documentazione, anche attraverso il canale di assistenza CIVIS, nel caso in cui il contribuente individui delle inesattezze nei dati delle fatture in possesso dell’Agenzia delle Entrate oppure intenda tuttavia fornire elementi in grado di giustificare la presunta anomalia.

In particolare, vengono resi disponibili i dati di seguito indicati:

  • numero dei documenti trasmessi dal contribuente e dai suoi clienti / fornitori per il trimestre di riferimento;
  • dati identificativi dei clienti e dei fornitori (denominazione / cognome e nome / identificativo estero / codice fiscale / partita Iva);
  • dati di dettaglio dei documenti emessi / ricevuti:
    • tipo documento;
    • numero documento;
    • data emissione e, per le fatture di acquisto, data di registrazione;
    • imponibile / importo;
    • aliquota Iva ed importo dell’imposta;
    • natura operazione;
    • esigibilità Iva;
  • dati relativi al flusso di trasmissione (identificativo SdI / file, data di invio e numero della posizione del documento all’interno del file).

Le modalità di invio delle comunicazioni di anomalia

Gli avvisi di anomalia vengono recapitati ai soggetti passivi agli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dagli stessi ai sensi dell’art. 16, commi 6 e 7, del Decreto Legge n. 185/2008 e dell’art. 5 comma 1, del Decreto Legge n. 179/2012, ma saranno tuttavia consultabili tramite accesso al portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Consultazione” dell’area “Dati rilevanti ai fini Iva”, in cui potranno essere recuperati sia i dati relativi al numero di documenti trasmessi dal soggetto passivo e dai suoi clienti per il trimestre di riferimento, che i dati identificativi di clienti e fornitori e i dati di dettaglio dei documenti emessi e ricevuti.

Le attività del contribuente destinatario della comunicazione

Come stabilito dal Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018, il contribuente, anche attraverso un intermediario abilitato, può richiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate, a mezzo di e-mail da inviare agli indirizzi riportati nella comunicazione, ovvero comunicare eventuali elementi, fatti e circostanze non a conoscenza di quest’ultima.

Infatti, con la comunicazione in questione, l’Agenzia delle Entrate invita il contribuente “a fornire chiarimenti e idonea documentazione”, anche tramite CIVIS, nel caso in cui quest’ultimo individui delle inesattezze nei dati delle fatture in possesso dell’Agenzia delle Entrate ovvero intenda tuttavia fornire elementi in grado di giustificare la presunta anomalia.

I dati e le informazioni contenuti nella comunicazione verranno inoltre messi a disposizione della Guardia di Finanza.

Il contribuente destinatario della comunicazione può procedere alla regolarizzazione degli errori / violazioni tramite il ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997, “beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse”.

Tale possibilità è garantita nell’ambito delle forme di collaborazione fra Amministrazione Finanziaria e contribuente, la cosiddetta “compliance”.

Di conseguenza, come menzionato nelle motivazioni del Provvedimento, i procedimenti di regolarizzazione potranno essere posti in essere a prescindere dal fatto che la violazione sia stata già constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali il soggetto passivo interessato abbia già avuto conoscenza ufficiale, con il vincolo che:

  • non sia già stato notificato un atto di liquidazione, di irrogazione di sanzioni o di accertamento;
  • non sia già stata ricevuta una comunicazione di irregolarità di cui all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 o di cui all’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973.
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Compensi gli amministratori: breve riepilogo degli adempimenti di fine anno

Compensi fine anno amministratoriE’ doveroso premettere che l’art. 95, comma 5, del T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), stabilisce che “i compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti”.

Di conseguenza, allo scopo che il compenso spettante agli amministratori di società possa essere deducibile nell’esercizio in cui è corrisposto,e pertanto non si debba rinviare la deduzione del costo, è indispensabile che la società provveda a corrispondere il saldo del debito entro il 31 dicembre, quindi entro l’ultimo giorno del periodo d’imposta, con la possibilità, però, di potere utilizzare il principio della cosiddetta “cassa allargata”, venendo meno al generale principio fiscale della competenza, perciò con inserimento dei compensi pagati fino al 12 gennaio dell’anno successivo, ma solamente nel caso in cui il compenso percepito dall’amministratore rappresenti per quest’ultimo reddito assimilato a quello di lavoro dipendente.

In caso contrarioil costo dovrà rimanere imputato in bilancio, ma non potrà essere dedotto dalla base imponibile, dovrà essere operata una variazione in aumento nel modello della dichiarazione dei redditi, con consequenziale aumento del carico fiscale del periodo e diminuzione del risultato netto di esercizio.

In base al richiamato principio di cassa allargata, i compensi che vengono corrisposti entro il 12 gennaio, sono in ogni caso deducibili da parte della società erogante nel periodo di imposta precedente.

Comunque, per poter utilizzare il principio di cassa allargata, è indispensabile distinguere se l’amministratore percepisce i compensi in qualità di:

  • libero professionista nell’esercizio dell’attività propria e pertanto il compenso rappresenta reddito di lavoro autonomo, come precisato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 50/E del 12 giugno 2002, punto 7.1;
  • altra qualifica professionale e pertanto il compenso rappresenta reddito assimilato a quello di lavoro dipendente.

La suddetta distinzione è essenziale dal momento che il principio di cassa allargata può valere solamente per i redditi assimilati a quelli dilavoro dipendente, ma non per i redditi percepiti in qualità di libero professionista.

Riassumendo i compensi degli amministratori, da un punto di vista fiscale, possono assumere differente natura in base alla tipologia di soggetto che riveste detta carica, come precisato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 67/E/2001 e dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 105/E/2001.

Nello specifico, i compensi che vengono percepiti dagli incarichi di amministratore, di sindaco o di revisore di società ed enti vengono considerati:

  • come principio generale, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente perché rientrano nelle cosiddette “collaborazioni coordinate e continuative”;
  • in via straordinaria, redditi di lavoro autonomo quando l’incarico di amministratore rientra nei compiti istituzionali oggetto della libera professione.

Conseguentemente, per l’anno 2018:

  • nel caso di amministratore libero professionista, che emette fattura nei confronti della società per il proprio compenso, non vale il dettame di cui sopra, ma quella della deduzione del compenso solo se effettivamente pagato entro la data del 31 dicembre 2018;
  • nel caso di amministratore non professionista, vale il dettame in base al quale i compensi corrisposti entro il 12 gennaio 2019, sono deducibili dalla società erogante nel periodo di imposta precedente, in osservanza al principio di cassa allargata.

L’amministratore libero professionista

I redditi che derivano da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, quali, a titolo di esempio, cariche di amministratore, di sindaco o di revisore di società, di collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, di partecipazione a collegi ed a commissioni, rientrano nell’ambito di quelli professionali, a condizione che le cariche ricoperte o le collaborazioni rientrino nei compiti istituzionali inclusi nell’attività di lavoro autonomo.

In base al paragrafo 2 della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 67/E/2001, allo scopo di determinare se possa sussistere o meno un collegamento tra l’attività di collaborazione e quella di lavoro autonomo esercitata è necessario stabilire se, per l’esercizio dell’attività di collaborazione, “siano necessarie conoscenze tecnico giuridiche direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente. In tale ipotesi i compensi percepiti per lo svolgimento di tale attività saranno assoggettati alle regole previste per i redditi di lavoro autonomo”.

L’amministratore non professionista

L’inserimento dei redditi che derivano da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nell’ambito dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente richiede che, ai fini IRPEF, si possano rendere adottabili i dettami contenuti nell’art. 51 del T.U.I.R., in base al quale il reddito imponibile: “(…) è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.

Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono”.

Alle somme percepite da parte degli amministratori non professionisti è applicabile il cosiddetto principio di cassa allargatain base al quale si considerano percepite nel periodo d’imposta anche le somme corrisposte dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello al quale si riferiscono.

Deducibilità compensi amministratori
Compensi corrisposti agli amministratori

La deducibilità ai fini fiscali dei compensi corrisposti agli amministratori

L’art. 95, comma 5, del T.U.I.R. stabilisce che “i compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti”.

Per questo motivo, affinché il compenso spettante agli amministratori di società possa essere deducibile nell’esercizio in cui è corrisposto, e pertanto non si debba rinviare la deduzione del costo, è indispensabile che la società provveda a corrispondere il saldo del debito entro il 31 dicembre, quindi entro l’ultimo giorno del periodo d’imposta.

In caso contrarioil costo dovrà rimanere imputato in bilancio, ma non potrà essere dedotto dalla base imponibile, dovrà essere operata una variazione in aumento nel modello della dichiarazione dei redditi, con consequenziale aumento del carico fiscale del periodo e diminuzione del risultato netto di esercizio.

Ciò nonostante, si deve tenere in considerazione che icompensi pagati fino al 12 gennaio, sono deducibili da parte della società erogante nel periodo di imposta precedente, nel rispetto del criterio di cassa allargata.

Precisamente, la società deduce dal proprio reddito i compensi spettanti agli amministratori nell’esercizio di erogazione, quindi con il criterio di cassa, con la possibilità di poter applicare il principio di cassa allargata,venendo meno al generale principio fiscale della competenza, a condizione che provveda al pagamento dei compensi entro il 12 gennaio dell’anno successivo.

Ovviamente rimane inteso che il criterio di cassa allargata è valido solamente per i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, ma non per i redditi percepiti in qualità di libero professionista.

La deducibilità dei compensi corrisposti all’amministratore libero professionista

Nella circostanza in cui l’amministratore sia un libero professionista e, perciò, per il proprio compenso emetta fattura nei confronti della società, non ha validità il principio della cassa allargata, ma la deducibilità del compenso può essere effettuata solo se effettivamente pagato entro la data del 31 dicembre 2018.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto fiscale personale di un amministratore libero professionista, per le prestazioni rese nell’anno 2018, o anche negli anni precedenti, si possono verificare le condizioni di seguito indicate:

  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2018;
  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2019.

La deducibilità dei compensi corrisposti all’amministratore non professionista

Nella circostanza il cui compenso rappresenta per l’amministratore reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, la corresponsione dei compensi entro il 12 gennaio, consente alla società erogante la deduzione della somma pagata nel periodo di imposta precedente, nel rispetto del principio di cassa allargata.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto fiscale personale di un amministratore non professionista, per le prestazioni rese nell’anno 2018 si possono verificare le condizioni di seguito indicate:

  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2018 al 12 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2018;
  • se il compenso viene percepito dal 13 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2019.

Gli adempimenti di fine anno

Nei casi in cui l’assemblea dei soci avesse già provveduto a deliberare di assegnare un compenso per l’anno 2018 agli amministratori, la società stessa, di conseguenza, deve:

  • verificare che il costo del compenso deliberato dall’assemblea sia stato imputato a conto economico;
  • verificare che l’importo del compenso venga saldato entro e non oltre:
  • la data del 12 gennaio 2019, quale termine finale per poter considerare l’erogazione di competenza dell’anno 2018, nel caso di amministratore il cui compenso costituisce reddito assimilato a quello di lavoro dipendente;
  • la data del 31 dicembre 2018, quale termine finale per poter considerare l’erogazione di competenza dell’anno 2018, nel caso di amministratore il cui compenso rientra nelle prestazioni professionali.

Oltre a ciò è opportuno che le società si debbano assicurare di avere la conferma dell’effettiva movimentazione finanziaria, in riferimento alla quale, si rammenta che:

  • per i pagamenti mediante denaro contante, deve essere preso in considerazione il giorno  di avvenuta erogazione;
  • per i pagamenti mediante assegno bancario, deve essere preso in considerazione il giorno di consegna dello strumento, opportunamente munito della data, al beneficiario;
  • per i pagamenti mediante bonifico bancario, deve essere preso in considerazione il giorno di compimento dell’operazione.

Il trattamento delle somme corrisposte all’amministratore non professionista

Per concludere si ricorda che nel caso in cui il compenso venga corrispostoad un amministratore non professionista:

  • entro il giorno 31 dicembre 2018: dovranno essere versate, con il relativo Modello F24, le ritenute fiscali ed i contributi INPS, entro il termine di scadenza del 16 gennaio 2019;
  • entro il giorno 12 gennaio 2019: dovranno essere versate, con il relativo Modello F24, le ritenute fiscali ed i contributi INPS, entro il termine di scadenza del 16 febbraio 2019.

Si deve anche considerare che in conseguenza dell’utilizzazione del criterio di cassa allargata, sulle somme corrisposte fino al 12 gennaio 2019, attinenti a prestazioni effettuate nell’anno 2018, la società deve:

  • eseguire la ritenuta fiscale sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito in vigore nell’anno 2018;
  • attribuire le detrazioni spettanti (per carichi di famiglia, ecc.) nella misura prevista per l’anno 2018.

Per i compensi attinenti a prestazioni effettuate nell’anno 2018 ma corrisposti dopo il 12 gennaio 2019, la società deve:

  • eseguire la ritenuta fiscale sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito in  vigore nell’anno 2019;
  • calcolare le detrazioni spettanti (per carichi di famiglia, ecc.) nella misura prevista per l’anno 2019.
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com