Le novità sui termini di emissione e di registrazione delle fatture elettroniche

Mouse fatture elettronicheIl Decreto Legge n. 119 del 23/10/2018, in vigore dal 24/10/2018, è stato convertito, con modificazioni, nella Legge n. 136 del 17/12/2018, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18/12/2018, in vigore dal 19/12/2018.

Tra le novità più rilevanti in materia di Iva, si segnalano quelle di seguiti indicate:

  • con decorrenza dal 01/07/2019, la possibilità di emissione della fattura entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione, indicando la data di esecuzione sul documento medesimo;
  • la possibilità di annotare le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento allo stesso mese;
  • la soppressione della numerazione progressiva delle fatture ricevute, dal momento che l’adempimento viene eseguito in via automatica per le fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio;
  • la possibilità, per il cessionario o committente, di esercitare il diritto alla detrazione, entro il giorno 16 di ogni mese, in relazione all’imposta che emerge dai documenti di acquisto ricevuti ed annotati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di esigibilità dell’imposta.

Si precisa che risultano esclusi dalla norma i documenti riguardanti operazioni effettuate nell’anno precedente.

Variazione dei termini di emissione delle fatture

In conseguenza della modificazione del comma 4, dell’art. 21, del D.P.R. n. 633/1972, con decorrenza dal 01 luglio 2019, la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dall’esecuzione dell’operazione.

I soggetti che si avvalgono di tale opportunità devono evidenziarla nel documento, precisando in ogni caso:

  • la data nella quale è stata effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi;

ovvero:

  • la data nella quale è stato corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, come previsto dal nuovo art. 21, comma 2, lettera g-bis), del D.P.R. n. 633/1972);
  • la data di emissione del documento.

L’ampliamento del termine per l’emissione delle fatture non va a contrastare le disposizioni contenute nella Direttiva n. 2006/112/CE, in particolare con l’art. 222 della stessa, né va a cambiare il momento di esigibilità dell’imposta ed i termini per la conseguente liquidazione.

La nuova disposizione non è comunque limitata all’ambito della fatturazione elettronica, ma ha valore a livello generale.

Relativamente alla fattura elettronica, tenuto conto che tale documento può considerarsi emesso al momento della trasmissione attraverso il Sistema di Interscambio, di conseguenza il file in formato xml potrà essere trasmesso al SdI entro il nuovo termine di 10 giorni consentito dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.

Annotazione delle fatture emesse

In conseguenza delle modifiche apportate dal Decreto all’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972, il soggetto passivo deve eseguire l’annotazione delle fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di compimento dell’operazione e con riferimento al mese stesso.

Come risulta evidenziato nella Relazione esplicativa al Decreto, in buona sostanza potranno essere annotate entro il nuovo termine tutte le fatture emesse, ed esattamente:

  • le fatture immediate;
  • le fatture differite / riepilogative, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera a), del D.P.R. n. 633/1972;
  • le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese verso soggetti UE, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera c), del D.P.R. n. 633/1972;
  • le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese / ricevute da soggetti extra-UE, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera d), del D.P.R. n. 633/1972.

Sono escluse dalla disposizione le fatture riguardanti le cessioni di beni eseguite dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente, ex art. 21, comma 4, terzo periodo, lettera b), del D.P.R. n. 633/1972, che devono essere invece registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione, con riferimento al mese stesso.

La disposizione rispetta quanto stabilito dall’art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633/1972, il quale prevede che, a decorrere dal 01 luglio 2019, le fatture possano essere emesse entro il termine di 10 giorni dalla data di effettuazione delle operazioni.

Pc fatturazione elettronica

Registrazione delle fatture ricevute

Viene variato l’art. 25, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, il quale, nel suo nuovo testo, stabilisce che il soggetto passivo è obbligato ad annotare in apposito registro le fatture e le bollette doganali relative ai beni e servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa arte o professione, ivi comprese quelle emesse ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972.

Di conseguenza viene abolita la numerazione progressiva delle fatture prevista dalla norma precedentemente vigente, dal momento che tale adempimento risultaperaltroottemperato, in via automatica, per le fatture elettroniche che siano inviate attraverso il Sistema di Interscambio, vista la non modificabilità del documento elettronico inviato tramite SdI.

Registrazione delle fatture ricevute e diritto alla detrazione dell’Iva

Come precisato dalla Relazione illustrativa al Decreto Legge n. 119/2018, tenuto conto della definizione dei nuovi termini per l’emissione delle fatture e dei tempi di ricevimento della fattura elettronica, che potrebbe venire consegnata al cessionario / committente oltre il periodo in cui l’imposta diventa esigibile, è in previsione una modificazione del comma 1, dell’art. 1, del D.P.R. n. 100/1998, con lo scopo di evitare che lo stesso cessionario / committente possa subire uno svantaggio di natura finanziaria per effetto del ritardo della detrazione.

La disposizione, in vigore dal 24/10/2018, stabilisce che entro il giorno 16 di ogni mese possa essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta riferita ai documenti di acquisto ricevuti e registrati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di esecuzione dell’operazione.

Rimangono esclusi da questa norma i documenti riguardanti operazioni effettuate nell’anno precedente. Al momento attuale, in mancanza di specifiche informazioni, non viene ritenuto che la disposizione possa avere carattere interpretativo e/o retroattivo, considerato che il Decreto Legge n. 119/2018 modifica l’art. 1, comma 1, del D.P.R. n. 100/1998 per i fini sopra evidenziati, e tenuto conto anche il fatto che la già citata Relazione illustrativa richiama la prassi precedente, nello specifico la Circolare Agenzia delle Entrate n. 1 del 17/01/2018, nella  quale viene chiarito che, in conseguenza delle modifiche apportate dal Decreto Legge n. 50/2017 agli articoli 19 e 25 del D.P.R. n. 633/1972, il cessionario / committente può esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva, dopo aver registrato la fattura, nella liquidazione relativa al mese nel quale il documento stesso è stato ricevuto.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

In arrivo gli avvisi di anomalia tra i dati fatture e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva

Attraverso il Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che saranno inviati avvisi di anomalia ai soggetti che non hanno trasmesso le comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva, di cui all’art. 21-bis del Decreto Legge n. 78/2010, al contrario, nel caso in cui siano stati comunicati all’Amministrazione Finanziaria, nel trimestre di riferimento, i dati relativi a fatture emesse, in osservanza agli obblighi di cui all’art. 21 del Decreto Legge n. 78/2010.

Sono le comunicazioni che l’Agenzia delle Entrate invia “al fine di promuovere l’adempimento spontaneo” e che permettono ai titolari di partita Iva di poter, in ipotesi, fornire elementi, fatti e circostanze non a conoscenza dell’Amministrazione Finanziaria, in grado di motivare le anomalie o di procedere alla rettifica di possibili errori, usufruendo di una riduzione delle sanzioni, in base a quanto stabilito dall’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997.

Gli avvisi di anomalia vengono inviati ai soggetti passivi agli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dai medesimi a norma dell’art. 16, commi 6 e 7, del Decreto Legge n. 185/2008 e dell’art. 5, comma 1, del Decreto Legge n. 179/2012, ma in ogni caso potranno essere consultati tramite accesso al portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Consultazione” dell’area “Dati rilevanti ai fini Iva”, dove potranno essere rintracciati sia i dati relativi al numero di documenti trasmessi dal soggetto passivo e dai suoi clienti per il trimestre di riferimento, che i dati identificativi di clienti e fornitori ed i dati di dettaglio dei documenti emessi e ricevuti.

Agenzia delle Entrate

Introduzione

L’art. 1, comma 634, della Legge di Stabilità 2015 ha stabilito che, allo scopo di facilitare la trasparenza e la collaborazione nel rapporto tra Fisco e contribuente, l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione dello stesso o dell’intermediario abilitato, gli elementi e le informazioni relative “ai ricavi o compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione … alle agevolazioni, deduzioni o detrazioni nonché ai crediti d’imposta, anche qualora gli stessi non risultino spettanti”.

È stata in sostanza inserita una particolare forma di collaborazione tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate, finalizzata all’ottemperamento degli obblighi tributari ed all’emersione spontanea delle basi imponibili.

Questa attività si è tradotta con l’inoltro, dall’anno 2015, di una serie di comunicazioni di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per il periodo d’imposta 2018 la suddetta attività ha riguardato le anomalie di seguito riportate:

  • omessa dichiarazione, per il 2016, delle attività finanziarie possedute all’estero e dei redditi eventualmente incassati;
  • presenza di fatture emesse e mancata presentazione del modello Iva 2018 ovvero presentazione dello stesso con la sola compilazione del quadro VA;
  • raffronto dei dati indicati nel quadro VE del modello Iva 2017 rispetto ai dati  ricavabili dallo spesometro 2016;
  • omessa o non corretta indicazione dei dati nei modelli studi di settore per il triennio 2014/2016.

L’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018, allo scopo di incoraggiare  l’ottemperamento degli obblighi tributari e facilitare l’emersione spontanea delle basi imponibili, ha reso noto di aver messo a disposizione di specifici contribuenti soggetti passivi Iva le informazioni che derivano dal raffronto tra:

  • i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate dai contribuenti stessi e dai loro clienti soggetti passivi Iva;
  • i dati relativi alle Comunicazioni liquidazioni periodiche Iva.

Nello specifico, vengono messe a disposizione le informazioni dalle quali risulta che, relativamente al trimestre di riferimento, sono stati comunicati dati di fatture emesse e non risulta presentata nessuna Comunicazione liquidazioni periodiche Iva.

La comunicazione delle anomalie tra i dati fatture e le liquidazioni periodiche Iva

La comunicazione connessa alle anomalie in esame comprende le informazioni di seguito indicate:

  • codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
  • numero identificativo della comunicazione, anno d’imposta e trimestre di riferimento;
  • codice atto;
  • modalità tramite le quali consultare gli elementi informativi di dettaglio riguardanti l’anomalia rilevata;
  • invito a fornire chiarimenti ed idonea documentazione, anche attraverso il canale di assistenza CIVIS, nel caso in cui il contribuente individui delle inesattezze nei dati delle fatture in possesso dell’Agenzia delle Entrate oppure intenda tuttavia fornire elementi in grado di giustificare la presunta anomalia.

In particolare, vengono resi disponibili i dati di seguito indicati:

  • numero dei documenti trasmessi dal contribuente e dai suoi clienti / fornitori per il trimestre di riferimento;
  • dati identificativi dei clienti e dei fornitori (denominazione / cognome e nome / identificativo estero / codice fiscale / partita Iva);
  • dati di dettaglio dei documenti emessi / ricevuti:
    • tipo documento;
    • numero documento;
    • data emissione e, per le fatture di acquisto, data di registrazione;
    • imponibile / importo;
    • aliquota Iva ed importo dell’imposta;
    • natura operazione;
    • esigibilità Iva;
  • dati relativi al flusso di trasmissione (identificativo SdI / file, data di invio e numero della posizione del documento all’interno del file).

Le modalità di invio delle comunicazioni di anomalia

Gli avvisi di anomalia vengono recapitati ai soggetti passivi agli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dagli stessi ai sensi dell’art. 16, commi 6 e 7, del Decreto Legge n. 185/2008 e dell’art. 5 comma 1, del Decreto Legge n. 179/2012, ma saranno tuttavia consultabili tramite accesso al portale “Fatture e Corrispettivi”, nella sezione “Consultazione” dell’area “Dati rilevanti ai fini Iva”, in cui potranno essere recuperati sia i dati relativi al numero di documenti trasmessi dal soggetto passivo e dai suoi clienti per il trimestre di riferimento, che i dati identificativi di clienti e fornitori e i dati di dettaglio dei documenti emessi e ricevuti.

Le attività del contribuente destinatario della comunicazione

Come stabilito dal Provvedimento Direttoriale n. 314644 del 23 novembre 2018, il contribuente, anche attraverso un intermediario abilitato, può richiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate, a mezzo di e-mail da inviare agli indirizzi riportati nella comunicazione, ovvero comunicare eventuali elementi, fatti e circostanze non a conoscenza di quest’ultima.

Infatti, con la comunicazione in questione, l’Agenzia delle Entrate invita il contribuente “a fornire chiarimenti e idonea documentazione”, anche tramite CIVIS, nel caso in cui quest’ultimo individui delle inesattezze nei dati delle fatture in possesso dell’Agenzia delle Entrate ovvero intenda tuttavia fornire elementi in grado di giustificare la presunta anomalia.

I dati e le informazioni contenuti nella comunicazione verranno inoltre messi a disposizione della Guardia di Finanza.

Il contribuente destinatario della comunicazione può procedere alla regolarizzazione degli errori / violazioni tramite il ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997, “beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse”.

Tale possibilità è garantita nell’ambito delle forme di collaborazione fra Amministrazione Finanziaria e contribuente, la cosiddetta “compliance”.

Di conseguenza, come menzionato nelle motivazioni del Provvedimento, i procedimenti di regolarizzazione potranno essere posti in essere a prescindere dal fatto che la violazione sia stata già constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali il soggetto passivo interessato abbia già avuto conoscenza ufficiale, con il vincolo che:

  • non sia già stato notificato un atto di liquidazione, di irrogazione di sanzioni o di accertamento;
  • non sia già stata ricevuta una comunicazione di irregolarità di cui all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 o di cui all’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973.
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Compensi gli amministratori: breve riepilogo degli adempimenti di fine anno

Compensi fine anno amministratoriE’ doveroso premettere che l’art. 95, comma 5, del T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), stabilisce che “i compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti”.

Di conseguenza, allo scopo che il compenso spettante agli amministratori di società possa essere deducibile nell’esercizio in cui è corrisposto,e pertanto non si debba rinviare la deduzione del costo, è indispensabile che la società provveda a corrispondere il saldo del debito entro il 31 dicembre, quindi entro l’ultimo giorno del periodo d’imposta, con la possibilità, però, di potere utilizzare il principio della cosiddetta “cassa allargata”, venendo meno al generale principio fiscale della competenza, perciò con inserimento dei compensi pagati fino al 12 gennaio dell’anno successivo, ma solamente nel caso in cui il compenso percepito dall’amministratore rappresenti per quest’ultimo reddito assimilato a quello di lavoro dipendente.

In caso contrarioil costo dovrà rimanere imputato in bilancio, ma non potrà essere dedotto dalla base imponibile, dovrà essere operata una variazione in aumento nel modello della dichiarazione dei redditi, con consequenziale aumento del carico fiscale del periodo e diminuzione del risultato netto di esercizio.

In base al richiamato principio di cassa allargata, i compensi che vengono corrisposti entro il 12 gennaio, sono in ogni caso deducibili da parte della società erogante nel periodo di imposta precedente.

Comunque, per poter utilizzare il principio di cassa allargata, è indispensabile distinguere se l’amministratore percepisce i compensi in qualità di:

  • libero professionista nell’esercizio dell’attività propria e pertanto il compenso rappresenta reddito di lavoro autonomo, come precisato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 50/E del 12 giugno 2002, punto 7.1;
  • altra qualifica professionale e pertanto il compenso rappresenta reddito assimilato a quello di lavoro dipendente.

La suddetta distinzione è essenziale dal momento che il principio di cassa allargata può valere solamente per i redditi assimilati a quelli dilavoro dipendente, ma non per i redditi percepiti in qualità di libero professionista.

Riassumendo i compensi degli amministratori, da un punto di vista fiscale, possono assumere differente natura in base alla tipologia di soggetto che riveste detta carica, come precisato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 67/E/2001 e dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 105/E/2001.

Nello specifico, i compensi che vengono percepiti dagli incarichi di amministratore, di sindaco o di revisore di società ed enti vengono considerati:

  • come principio generale, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente perché rientrano nelle cosiddette “collaborazioni coordinate e continuative”;
  • in via straordinaria, redditi di lavoro autonomo quando l’incarico di amministratore rientra nei compiti istituzionali oggetto della libera professione.

Conseguentemente, per l’anno 2018:

  • nel caso di amministratore libero professionista, che emette fattura nei confronti della società per il proprio compenso, non vale il dettame di cui sopra, ma quella della deduzione del compenso solo se effettivamente pagato entro la data del 31 dicembre 2018;
  • nel caso di amministratore non professionista, vale il dettame in base al quale i compensi corrisposti entro il 12 gennaio 2019, sono deducibili dalla società erogante nel periodo di imposta precedente, in osservanza al principio di cassa allargata.

L’amministratore libero professionista

I redditi che derivano da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, quali, a titolo di esempio, cariche di amministratore, di sindaco o di revisore di società, di collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, di partecipazione a collegi ed a commissioni, rientrano nell’ambito di quelli professionali, a condizione che le cariche ricoperte o le collaborazioni rientrino nei compiti istituzionali inclusi nell’attività di lavoro autonomo.

In base al paragrafo 2 della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 67/E/2001, allo scopo di determinare se possa sussistere o meno un collegamento tra l’attività di collaborazione e quella di lavoro autonomo esercitata è necessario stabilire se, per l’esercizio dell’attività di collaborazione, “siano necessarie conoscenze tecnico giuridiche direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente. In tale ipotesi i compensi percepiti per lo svolgimento di tale attività saranno assoggettati alle regole previste per i redditi di lavoro autonomo”.

L’amministratore non professionista

L’inserimento dei redditi che derivano da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nell’ambito dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente richiede che, ai fini IRPEF, si possano rendere adottabili i dettami contenuti nell’art. 51 del T.U.I.R., in base al quale il reddito imponibile: “(…) è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.

Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono”.

Alle somme percepite da parte degli amministratori non professionisti è applicabile il cosiddetto principio di cassa allargatain base al quale si considerano percepite nel periodo d’imposta anche le somme corrisposte dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello al quale si riferiscono.

Deducibilità compensi amministratori
Compensi corrisposti agli amministratori

La deducibilità ai fini fiscali dei compensi corrisposti agli amministratori

L’art. 95, comma 5, del T.U.I.R. stabilisce che “i compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti”.

Per questo motivo, affinché il compenso spettante agli amministratori di società possa essere deducibile nell’esercizio in cui è corrisposto, e pertanto non si debba rinviare la deduzione del costo, è indispensabile che la società provveda a corrispondere il saldo del debito entro il 31 dicembre, quindi entro l’ultimo giorno del periodo d’imposta.

In caso contrarioil costo dovrà rimanere imputato in bilancio, ma non potrà essere dedotto dalla base imponibile, dovrà essere operata una variazione in aumento nel modello della dichiarazione dei redditi, con consequenziale aumento del carico fiscale del periodo e diminuzione del risultato netto di esercizio.

Ciò nonostante, si deve tenere in considerazione che icompensi pagati fino al 12 gennaio, sono deducibili da parte della società erogante nel periodo di imposta precedente, nel rispetto del criterio di cassa allargata.

Precisamente, la società deduce dal proprio reddito i compensi spettanti agli amministratori nell’esercizio di erogazione, quindi con il criterio di cassa, con la possibilità di poter applicare il principio di cassa allargata,venendo meno al generale principio fiscale della competenza, a condizione che provveda al pagamento dei compensi entro il 12 gennaio dell’anno successivo.

Ovviamente rimane inteso che il criterio di cassa allargata è valido solamente per i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, ma non per i redditi percepiti in qualità di libero professionista.

La deducibilità dei compensi corrisposti all’amministratore libero professionista

Nella circostanza in cui l’amministratore sia un libero professionista e, perciò, per il proprio compenso emetta fattura nei confronti della società, non ha validità il principio della cassa allargata, ma la deducibilità del compenso può essere effettuata solo se effettivamente pagato entro la data del 31 dicembre 2018.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto fiscale personale di un amministratore libero professionista, per le prestazioni rese nell’anno 2018, o anche negli anni precedenti, si possono verificare le condizioni di seguito indicate:

  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2018;
  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2019.

La deducibilità dei compensi corrisposti all’amministratore non professionista

Nella circostanza il cui compenso rappresenta per l’amministratore reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, la corresponsione dei compensi entro il 12 gennaio, consente alla società erogante la deduzione della somma pagata nel periodo di imposta precedente, nel rispetto del principio di cassa allargata.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto fiscale personale di un amministratore non professionista, per le prestazioni rese nell’anno 2018 si possono verificare le condizioni di seguito indicate:

  • se il compenso viene percepito dal 01 gennaio 2018 al 12 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2018;
  • se il compenso viene percepito dal 13 gennaio 2019, lo stesso concorrerà alla formazione del reddito fiscale per l’anno 2019.

Gli adempimenti di fine anno

Nei casi in cui l’assemblea dei soci avesse già provveduto a deliberare di assegnare un compenso per l’anno 2018 agli amministratori, la società stessa, di conseguenza, deve:

  • verificare che il costo del compenso deliberato dall’assemblea sia stato imputato a conto economico;
  • verificare che l’importo del compenso venga saldato entro e non oltre:
  • la data del 12 gennaio 2019, quale termine finale per poter considerare l’erogazione di competenza dell’anno 2018, nel caso di amministratore il cui compenso costituisce reddito assimilato a quello di lavoro dipendente;
  • la data del 31 dicembre 2018, quale termine finale per poter considerare l’erogazione di competenza dell’anno 2018, nel caso di amministratore il cui compenso rientra nelle prestazioni professionali.

Oltre a ciò è opportuno che le società si debbano assicurare di avere la conferma dell’effettiva movimentazione finanziaria, in riferimento alla quale, si rammenta che:

  • per i pagamenti mediante denaro contante, deve essere preso in considerazione il giorno  di avvenuta erogazione;
  • per i pagamenti mediante assegno bancario, deve essere preso in considerazione il giorno di consegna dello strumento, opportunamente munito della data, al beneficiario;
  • per i pagamenti mediante bonifico bancario, deve essere preso in considerazione il giorno di compimento dell’operazione.

Il trattamento delle somme corrisposte all’amministratore non professionista

Per concludere si ricorda che nel caso in cui il compenso venga corrispostoad un amministratore non professionista:

  • entro il giorno 31 dicembre 2018: dovranno essere versate, con il relativo Modello F24, le ritenute fiscali ed i contributi INPS, entro il termine di scadenza del 16 gennaio 2019;
  • entro il giorno 12 gennaio 2019: dovranno essere versate, con il relativo Modello F24, le ritenute fiscali ed i contributi INPS, entro il termine di scadenza del 16 febbraio 2019.

Si deve anche considerare che in conseguenza dell’utilizzazione del criterio di cassa allargata, sulle somme corrisposte fino al 12 gennaio 2019, attinenti a prestazioni effettuate nell’anno 2018, la società deve:

  • eseguire la ritenuta fiscale sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito in vigore nell’anno 2018;
  • attribuire le detrazioni spettanti (per carichi di famiglia, ecc.) nella misura prevista per l’anno 2018.

Per i compensi attinenti a prestazioni effettuate nell’anno 2018 ma corrisposti dopo il 12 gennaio 2019, la società deve:

  • eseguire la ritenuta fiscale sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito in  vigore nell’anno 2019;
  • calcolare le detrazioni spettanti (per carichi di famiglia, ecc.) nella misura prevista per l’anno 2019.
   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Decreto Legge Collegato manovra: le novità introdotte dalla Legge di conversione

Fatturazione manovra bilancio 2019In occasione della conversione in Legge del Decreto Legge  n. 119/2018 Collegato manovra, il Legislatore ha introdotto molte novità di natura fiscale.
Nel prosieguo si riportano le novità più rilevanti inserite in occasione della conversione, evidenziando che le nuove disposizioni diventeranno operative solamente con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento legislativo.

Archivio dei rapporti finanziari

Al fine di consolidare le misure rivolte al contrasto dell’evasione fiscale, vengono modificate le disposizioni in materia di accessibilità all’archivio dei rapporti finanziari. Nello specifico:

  • viene stabilito un termine di conservazione dei dati di dieci anni;
  • viene consentita l’accessibilità ai dati alla Guardia di Finanza, nonché, per la valutazione di impatto e della determinazione e del monitoraggio dell’evasione fiscale, al Dipartimento delle Finanze.

Codice del Terzo Settore

Per quanto riguarda il Codice del Terzo Settore sono state effettuate le modificazioni di seguito indicate:

  • le attività di interesse generale vengono considerate di natura non commerciale, nel caso in cui i ricavi non superino di oltre il 5% i relativi costi per ogni periodo d’imposta e per non oltre due periodi d’imposta consecutivi, in questa tipologia di attività sono ricomprese anche quelle accreditate, o contrattualizzate, o convenzionate con le Amministrazioni Pubbliche, con l’UE, con le amministrazioni pubbliche straniere o con altri organismi pubblici di diritto internazionale;
  • la detrazione del 35% prevista per le erogazioni liberali in favore di organizzazioni di volontariato non è più limitata alle sole donazioni di denaro.

Definizione agevolata dei Processi Verbali di Constatazione

Vengono variati sia i termini che la determinazione delle rate degli importi dovuti per la regolarizzazione.

In particolare, viene stabilito che le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ogni trimestre e sul relativo importo sono dovuti gli interessi legali, che devono essere calcolati dal giorno successivo al termine per il versamento della prima rata.

Definizione delle liti pendenti

La legge di conversione, per quanto riguarda la definizione delle liti, prevede che nel caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate, nell’ultima oppure nell’unica decisione giurisdizionale non cautelare depositata alla data del 24 ottobre 2018, data di entrata in vigore del decreto, le liti possono essere definite mediante il pagamento:

  • del 40% del valore della controversia, in luogo del 50%, come invece previsto dal testo originario del decreto, in caso di soccombenza nella decisione di primo grado;
  • del 15% del valore della controversia, in luogo del 20%, come invece previsto dal testo originario del decreto, in caso di soccombenza nella decisione di secondo grado.

Nel caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita mediante il pagamento del 90% del suo valore.

Per quanto riguarda le controversie tributarie pendenti, alla data di entrata in vigore della Legge di conversione del decreto, dinanzi alla Corte di Cassazione e per le quali l’Agenzia delle Entrate sia risultata soccombente in tutti i gradi di giudizio precedenti, le stesse possono essere definite mediante il pagamento di un importo pari al 5% del loro valore.

Delle nuove disposizioni sono state introdotte relativamente alle ipotesi di accoglimento parziale del ricorso o in ogni caso di soccombenza ripartita tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate.

Infatti in questi casi è interamente dovuto l’importo del tributo concernente la parte di atto confermata dalla decisione giurisdizionale, mentre per la parte di atto che risulta annullata può essere applicata la misura ridotta prevista per la definizione agevolata.

Infine viene riconosciuta agli Enti Territoriali la possibilità di poter applicare le norme sulla definizione agevolata anche alle controversie tributarie che vedono coinvolti i loro enti strumentali.

Definizione agevolata per le Società e per le Associazioni Sportive Dilettantistiche

Relativamente alle Società ed alle Associazioni Sportive Dilettantistiche, in sede di conversione del Decreto è stata eliminata la disposizione racchiusa nella versione originaria del Decreto Legge, in base alla quale detti soggetti potevano avvalersi della dichiarazione integrativa speciale.

Viene invece confermata l’opportunità di potersi avvalere, con talune particolarità, della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento e delle liti pendenti.

Fatturazione elettronica

In conseguenza di quanto previsto dalla legge di conversione, vengono ricompresi tra i soggetti esonerati anche le Associazioni Sportive Dilettantistiche che utilizzano il regime forfetario e che nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato proventi, dall’esercizio di attività commerciali, per un ammontare non superiore a 65.000,00 euro.

Per l’anno 2019, i soggetti (medici, farmacisti, veterinari, ecc.) che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata sono esonerati, in relazione alle informazioni già inviate, dall’obbligo di emissione della fattura elettronica.

Viene previsto che, relativamente ai contribuenti che eseguono la liquidazione periodica Iva con periodicità mensile, le deroghe in materia di fatturazione elettronica previste dal Decreto Legge (non applicabilità delle sanzioni fino al 30 giugno 2019 o, a seconda dei casi, riduzione dell’80%) vengono applicate fino al 30 settembre 2019.

Viene affidato ad un imminente Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate il compito della definizione delle regole tecniche per quanto riguarda l’emissione delle fatture elettroniche, tramite il Sistema di Interscambio, da parte dei soggetti Iva che offrono servizi di pubblica utilità (quali, ad esempio, le telecomunicazioni, l’energia elettrica, ecc.), i cui corrispettivi vengono addebitati tramite bolletta.

Per quanto riguarda le semplificazioni amministrative e contabili correlate all’introduzione della fatturazione elettronica, viene previsto che a decorrere dalle operazioni Iva 2020, nell’ambito di un programma di assistenza on line, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione, in un’apposita area riservata del proprio sito internet, dei soggetti passivi Iva residenti e stabiliti in Italia, le bozze dei seguenti documenti:

  • il registro delle fatture emesse;
  • il registro delle fatture e delle bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati;
  • la liquidazione periodica Iva;
  • la dichiarazione annuale Iva.

Per i soggetti Iva che provvedono a convalidare, oppure ad integrare nel dettaglio, i dati che vengono proposti nelle bozze dei documenti, viene meno l’obbligo della tenuta dei registri delle fatture emesse e degli acquisti.

Infine viene assegnata ad un apposito Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze la determinazione delle cause che possono autorizzare le Amministrazioni Pubbliche destinatarie di poter rifiutare le fatture elettroniche, ed inoltre delle modalità tecniche tramite le quali procedere alla comunicazione del rifiuto al cedente/prestatore.

Fatture elettroniche 2019
Fatturazione elettronica 2019

Irregolarità e infrazioni formali

Viene previsto che le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o di adempimenti, di natura formale, che non influiscono sulla determinazione della base imponibile delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap nonché sul pagamento dei tributi, compiute fino al 24/10/2018, possono essere regolarizzate tramite il versamento di 200,00 euro per ciascun periodo d’imposta.

Il relativo pagamento deve essere effettuato in due rate di uguale importo entro il 31 maggio 2019 ed il 2 marzo 2020.

La regolarizzazione viene perfezionata attraverso il pagamento degli importi dovuti e con l’annullamento delle irregolarità o delle omissioni.

La regolarizzazione non può invece essere usufruita:

  • per gli atti di contestazione o di irrogazione delle sanzioni emessi nell’ambito della voluntary disclosure, procedimento di collaborazione volontaria regolamentata dall’articolo 5-quater del Decreto Legge n. 167/1990;
  • per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali realizzate o possedute all’estero;
  • per le violazioni già contestate in atti diventati definitivi alla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto Legge.

Viene inoltre previsto che, in relazione alle violazioni compiute fino al 31 dicembre 2015, oggetto del Processo Verbale di Constatazione, i termini di prescrizione previsti ordinariamente in cinque anni, vengono prorogati di due anni.

Infine, l’articolo 9, a specifiche condizioni, riconosce la priorità nei rimborsi ai titolari di depositi fiscali di prodotti energetici che impiegano un sistema informatizzato di controllo dei prodotti medesimi.

Istanza di interpello sui nuovi investimenti

Viene ridotto da 30 a 20 milioni di euro il limite minimo di investimenti che permette alle imprese di presentare l’apposita istanza di interpello prevista dallo specifico Decreto Legislativo Internazionalizzazione (vedi articolo 2, D.Lgs. n. 147/2015).

Memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi

Negli anni 2019 e 2020, per l’acquisto o per l’adattamento degli apparecchi tramite i quali eseguire la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi, è riconosciuto un contributo pari al 50% della spesa sostenuta, con un massimo di 250,00 euro in caso di acquisto e di 50,00 euro in caso di adattamento, per ogni singolo apparecchio.

Tale contributo viene anticipato da parte del fornitore sotto forma di sconto sul prezzo praticato e viene a questo restituito sotto forma di credito d’imposta di uguale importo, da poter usufruire in compensazione.

Viene allargata anche al registro dei corrispettivi la deroga già prevista per il registro delle fatture e quello degli acquisti.

In conseguenza di questa deroga, la tenuta di tali registri mediante sistemi elettronici viene, in ogni caso, valutata regolare in mancanza di trascrizione su supporti cartacei nei termini di legge se, in sede di accesso, di ispezione o di verifica, gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati in conseguenza della richiesta avanzata da parte degli organi procedenti ed in loro presenza.

A partire dal 1° gennaio 2020 viene disposto il mantenimento dell’obbligo di tenuta del registro dei ricavi e delle spese per i contribuenti ammessi al regime di contabilità semplificata.Inoltre viene stabilito che l’obbligo di tenuta dei registri ai fini Iva perdura per i contribuenti che effettuano l’opzione per la tenuta dei registri senza eseguire annotazioni riguardanti gli incassi ed i pagamenti.

Procedimento dell’inversione contabile

Viene prorogata fino al 30 giugno 2022 l’applicazione del procedimento dell’inversione contabile per alcune particolari operazioni (vendite di pc, laptop, tablet, telefoni cellulari, dispositivi a circuito integrato, console da gioco, ecc.).

Rottamazione ter

Viene confermata, in linea di massima, la struttura complessiva delladefinizione agevolata dei ruoliconsegnati all’Agente per la Riscossione dal 01/01/2000 al 31/12/2017. Le variazioni introdotte si riferiscono agli aspetti di seguito indicati:

  • in relazione al numero di rate, viene previsto l’innalzamento da 10 a 18 rate,le prime due rate devono coincidere con il 10% dell’importo complessivo, mentre viene eliminata la previsione in base alla quale le rate devono essere di uguale importo;
  • in relazione alla scadenza delle rate, rimangono immutate le scadenze del 31/07 e del 30/11 dell’anno 2019, mentre le restanti rate hanno scadenza il 28/02, il 31/05, il 31/07 ed il 30/11 di ogni anno ad iniziare dal 2020;
  • in relazione alle inadempienze, viene fissato che è possibile poter versare tardivamente le rate entro 5 giorni di ritardo, con l’esclusione di conseguenze;
  • viene consentito il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva in conseguenza della presentazione della domanda di definizione agevolata, a patto che sussistano tutti gli ulteriori requisiti di regolarità previsti dalla disciplina attualmente in vigore per il rilascio del documento.

Sanzioni sulla clausola di non trasferibilità

Viene prevista la variazione delle sanzioni adottabili nel caso di inosservanza degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio in materia di assegni bancari, nel caso in cui dette infrazioni riguardino importi inferiori a 30.000,00 euro.

Nello specifico, nel caso in cui la violazione riguardi importi inferiori a 30.000,00 euro, l’ammontare della sanzione minima è pari al 10% dell’importo che viene trasferito in violazione della suddetta disposizione.

Inoltre viene stabilito che la disposizione è adottabile nel caso in cui ricorrano le condizioni di minore gravità dell’infrazione.

Le nuove norme inserite sono adottabili anche ai procedimenti amministrativi in corso alla data del 24 ottobre 2018.

Stralcio delle cartelle fino a 1.000,00 euro

Al momento della conversione in Legge è stato confermato l’annullamento, in via automatica, alla data del 31/12/2018, dei debiti di importo residuo fino a 1.000,00 euro, conteggiato alla data di entrata in vigore del Decreto, con esclusione delle risorse proprie comunitarie.

L’importo viene determinato alla data di entrata in vigore del Decreto ed è comprensivo del capitale, degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e delle sanzioni, scaturenti dai singoli carichi consegnati agli Agenti della Riscossione dal 01/01/2000 fino al 31/12/2010.

Trasferimenti di denaro all’estero

A decorrere dal 01 gennaio 2019 viene istituita un’imposta sui trasferimenti di denaro all’estero, ad esclusione tuttavia delle transazioni commerciali, che vengono effettuati verso paesi non appartenenti all’Unione Europea da parte degli istituti di pagamento (i cosiddetti money transfer) che offrono il servizio di rimessa di somme di denaro. Tale imposta è dovuta nella misura pari all’1,5% del valore di ogni singola operazione effettuata, a partire da un importo minimo di 10,00 euro.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Il nuovo regime forfetario nella bozza della Legge di Bilancio

Legge di Bilancio - Nuovo regime forfettarioLa bozza della Legge di Bilancio 2019 prevede importanti e profondi cambiamenti per quanto riguarda il regime forfetario, in modo particolare in relazione ai limiti per l’accesso ed alle condizioni per l’applicazione.

Il nuovo regime forfetario è stato approvato senza emendamenti e senza articoli aggiuntivi in data 7 dicembre 2018 e prevede la possibilità di applicare un’aliquota agevolata del 15%, ridotta al 5% per le nuove iniziative, sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, entro un massimale di ricavi/compensi di 65.000,00 euro.

Il massimale di ricavi/compensi è sicuramente la variazione più determinante in termini applicativi: infatti le disposizioni attualmente in vigore prevedono una soglia di ricavi/compensi diversificata sulla base dell’attività esercitata (produzione, commercio, professionale, ecc.), adesso viene stabilita un’unica soglia, pari a 65.000,00 euro, per tutte le tipologie di attività esercitate dai contribuenti.

In relazione agli ulteriori requisiti, viene previsto che non possono avere accesso al regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata in prevalenza nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro oppure erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

In conseguenza della suddetta modificazione un contribuente potrà, nello stesso tempo, esercitare attività sia come lavoratore subordinato che come lavoratore autonomo, con il vincolo che detta attività non venga svolta in prevalenza nei confronti dell’attuale oppure di precedenti datori di lavoro, mentre invece la precedente disposizione impediva la possibilità di accedere al regime in caso di esistenza di un rapporto di lavoro subordinato.

Inoltre, per effetto delle modificazioni in previsione, l’accesso al regime con sarà consentito ai soggetti che possiedono partecipazioni in società di persone, associazioni o società a responsabilità limitata.

Invece proseguirà ad avere applicazione il coefficiente di redditività previsto per il conteggio del reddito imponibile che è previsto tra un minimo del 40%, per le attività di commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, ed un massimo dell’86%, per le attività di costruzioni e le attività immobiliari.

Si ricorda che le modifiche sono attualmente allo studio delle Camere e pertanto le disposizioni potranno essere considerate definitive solamente in conseguenza dell’approvazione finale del provvedimento.

Il nuovo regime forfetario

  • la soglia massima dei ricavi/compensi è pari a 65.000,00 euro per tutte le attività;

  • il reddito imponibile è conteggiato sulla base di un coefficiente di redditività diversificato in base all’attività svolta,

  • viene applicata un’aliquota agevolata sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, pari al 15%, ridotta al 5% per le nuove iniziative.

In relazione alle condizioni di preclusione, le proposte di modifica sono le seguenti:

  • ci si può avvalere del regime anche in contemporanea presenza di un rapporto di lavoro subordinato, a condizione che l’attività autonoma non venga esercitata in modo prevalente od esclusivo nei confronti del datore di lavoro oppure di precedenti datori di lavoro riferiti ai due periodi d’imposta precedenti;

  • l’accesso al regime non viene ammesso in caso di possesso di partecipazioni in società di persone, in associazioni o in società a responsabilità limitata.

Le nuove regole del regime forfetario

Sulla base di quanto previsto dalla bozza della Legge di Bilancio 2019, i contribuenti persone fisiche che svolgono attività d’impresa, arti o professioni possono avvalersi del regime forfetario se nell’anno precedente hanno realizzato ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non maggiori di 65.000,00 euro.

Riguardo ai limiti di applicazione del regime viene disciplinata l’eliminazione delle condizioni previste al momento dal comma 54, nello specifico le spese per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori non superiori a 5.000,00 euro ed il costo complessivo dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non superiore a 20.000,00 euro.

Salvo la circostanza in cui esistano condizioni di esclusione dal regime, i contribuenti potranno avvalersi dello stesso nel caso in cui nell’anno precedente non abbiano avuto compensi o ricavi oltre il limite previsto di 65.000,00 euro, a prescindere dagli importi sostenuti per le collaborazioni  e per i beni strumentali.

Nel complesso le modificazioni proposte, e che sono allo studio delle camere, prevedono inoltre la revisione di due delle ipotesi di esclusione dal regime:

  • la diminuzione dei limiti previsti in materia di lavoro subordinato;

  • la previsione di limiti più ridotti per quanto riguarda la partecipazione a società ed associazioni, infatti viene impedita l’accessibilità al regime in qualunque ipotesi di partecipazione a società a responsabilità limitata, mentre al momento l’impedimento riguarda soltanto le società a responsabilità trasparenti.
Legge di Bilancio
Legge di Bilancio – Regime forfettario

In particolare, non possono usufruire del regime forfetario:

  • le persone fisiche che utilizzano regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto oppure regimi forfetari di determinazione del reddito;

  • i soggetti non residenti, ad esclusione di quelli che sono residenti in uno degli Stati   membri dell’Unione Europea oppure in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito totalmente prodotto;

  • i soggetti che in via esclusiva o prevalente realizzano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, comma 1, numero 8), del D.P.R. n. 633 del 26/10/1972, e successive modificazioni, o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’articolo 53, comma 1, del Decreto Legge n. 331 del 30/08/1993, convertito, con modifiche, dalla Legge n. 427 del 29/10/1993;

  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contestualmente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o ad imprese familiari di cui all’articolo 5 del Testo Unico di cui al D.P.R. n. 917 del 22/12/1986, ovvero ad associazioni in partecipazione o a società a responsabilità limitata; la disposizioneattuale stabilisce: “gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero a società a responsabilità limitata di cui all’articolo 116 del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni”;

  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro  nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro; la disposizione attuale stabilisce: “i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, eccedenti l’importo di 30.000,00 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato”.

Allo scopo del riscontro della sussistenza del requisito per poter accedere al regime forfetario, non hanno rilevanza gli ulteriori componenti positivi inseriti nelle dichiarazioni fiscali in ossequio alle disposizioni previste in materia di Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale.

Nel caso in cui vengano esercitate contemporaneamente attività caratterizzate da differenti codici ATECO, deve essere calcolato l’ammontare totale dei ricavi e dei compensi riguardanti le diverse attività esercitate.

La determinazione del reddito imponibile e dell’imposta sostitutiva da versare

In riferimento alle disposizioni in vigore al momento attuale, si devono evidenziare le modifiche di seguito indicate:

  • il limite massimo di ricavi non viene più fissato, nel suo massimale, sulla base dell’attività esercitata, ma, come già segnalato, detto limite è pari a 65.000,00 euro per qualunque attività esercitata;

  • il reddito imponibile viene conteggiato sulla base di un coefficiente diversificato a seconda dell’attività esercitata, le variazioni proposte dalla bozza di Legge di Bilancio 2019 prevedono la sostituzione della tabella fornita con la Legge n. 190/2014 con nuova la tabella sotto riportata.

Coefficienti di redditività

Gruppo di settore Codici ATECO Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10-11) 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41-42-43) – (68) 86%
Intermediari del commercio 46.1 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55-56) 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64-65-66) – (69-70-71-72-73-74-75) – (85) – (86-87-88) 78%
Altre attività economiche  (01-02-03) – (05-06- 07-08-09) – (12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25-26-27-28- 29-30-31-32-33) – (35) – (36-37-38-39) – (49-50-51-52-53) – (58-59-60-61-62-63) – (77-78- 79-80-81-82) – (84) – (90-91-92-93) – (94- 95-96) – (97-98) – (99) 67%

Nel dettaglio i contribuenti ammessi al regime forfetario definiscono il reddito imponibile applicando al totale dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività differenziato sulla base del codice ATECO che caratterizza l’attività esercitata.

Sul reddito imponibile, come sopra determinato, viene calcolata un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, pari al 15%.

Nell’ipotesi di imprese familiari l’imposta sostitutiva, conteggiata sul reddito al lordo delle quote attribuite ai collaboratori familiari dell’impresa, è dovuta dal titolare dell’impresa.

Allo scopo di sostenere l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta nel quale viene iniziata l’attività e per i quattro successivi, l’aliquota dell’imposta sostitutiva viene fissata nella misura del 5%, a condizione che:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 54, attività d’impresa, ovvero artistica o professionale, anche in forma associata o familiare;

  • l’attività da esercitare non rappresenti, in alcun modo, un mero proseguimento di altra attività esercitata in precedenza sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, con esclusione del caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di praticantato necessario ai fini dell’esercizio di arti o professioni;  

nel caso in cui venga continuata un’attività esercitata in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, conseguiti nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del suddetto beneficio, non sia maggiore ai limiti previsti.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Le Associazioni: regole da seguire riguardo la fatturazione elettronica

Come è ormai noto dal prossimo 1° gennaio 2019 entra in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica anche tra soggetti privati, sia che questi siano ambedue operatori Iva (operazioni B2B, “Business to Business) sia che l’operazione avvenga tra un soggetto Iva ed un consumatore finale (operazioni B2C, “Business to Consumer).

Per questo motivo in questa breve informativa è stato predisposto un sintetico riepilogo sulla fattura elettronica ed in modo particolare ci si è soffermati sulle regole da seguire, in riferimento ad essa, da parte delle Associazioni, facendo le distinzioni tra quelle che sono in possesso di Partita Iva e che di conseguenza svolgono attività commerciale e quelle che invece sono in possesso del solo codice fiscale e che pertanto non svolgono attività commerciale.

La fattura elettronica: chi sono i contribuenti
obbligati alla sua emissione

La fattura elettronica è un documento che racchiude di per sé gli stessi elementi di una normale fattura, ma che però si diversifica da una fattura cartacea per due aspetti sostanziali:

  1. deve essere obbligatoriamente predisposta nel formatoXML, mediante utilizzazione di un computer, di un tablet o di uno smartphone;

  2. deve essere obbligatoriamente trasmessaelettronicamente al cliente tramite il “Sistema di Interscambio” (SdI).

Il Sistema di Interscambio è un sistema informatico gestito da parte dell’Agenzia delle Entrate, che permette di mettere in collegamento il fornitore (il soggetto che emette la fattura) con il cliente (il soggetto che la riceve) e che nel contempo procede alla verifica che gli elementi indicati nella fattura siano corretti.

Per avere maggiori indicazioni su come opera questo sistema si rinviaalla Guida dell’Agenzia delle Entrate del 4 ottobre2018.

I contribuenti che risultano esonerati dall’obbligo di emissione della fattura mediante la procedura elettronica sono:

  • gli operatori (sia imprese che lavoratori autonomi) che rientrano nel “regime di vantaggio” (ex art. 27, commi 1 e 2, del Decreto Legge n. 98/2011);

  • gli operatori (sia imprese che lavoratori autonomi) che rientrano nel “regime forfettario” (ex art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014);

  • i piccoli produttori agricoli (art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972).

In riferimento particolare alle Associazioni deve essere fatta distinzione tra quelle in possesso di Partita Iva e quelle in possesso del solo Codice Fiscale. Solamente le prime, quelle titolari di Partita Iva, che operino sia in regime ordinario che in regime agevolato a norma della Legge n. 398/1991, sono soggette all’obbligo di fatturazione elettronica.

Fattura Associazioni Onlus

Le Associazioni in possesso di Partita Iva

Le Associazioni in possesso di Partita Iva e che di conseguenza svolgono una parte della loro attività con modalità commerciali, risultano, come sopra detto, soggette all’obbligo della fatturazione elettronica poiché vengono considerate come soggetti passivi ai fini Iva.

Anche per le Associazioni la fattura deve essere obbligatoriamente predisposta nel formato XML e poi obbligatoriamente inviata al cliente tramite il Sistema di Interscambio.

La predisposizione e l’invio della fattura da parte delle Associazioni possono essere effettuati attraverso uno dei modi di seguito indicati:

  • utilizzazione procedura Web: questo servizio è gratuito ma perpoterne usufruire l’Associazione deve provvedere a registrarsi al serviziotelematico di “Fisconline”, dopo aver  ricevuto le credenziali, sarà possibile avereaccesso al portale “Fatture e Corrispettivi” ed avvalersidei servizi gratuiti di predisposizione, trasmissione, consultazione econservazione delle fatture elettroniche;
  • utilizzazione canale telematico FTP o Web service: per questo tipo di modalità l’Associazione può utilizzare adeguati software messi a disposizione da una software house oppure da altri operatori privati;
  • utilizzazione software gratuito Agenzia delle Entrate: è possibile scaricare un software gratuito, detto “stand alone”, dal sito dell’Agenzia delle Entrate con il quale l’Associazione può predisporre la fattura anche senza la necessità di collegarsi ad una rete, però la fattura dovrà poi essere trasmessa tramite il Sistema di Interscambio, e pertanto per poterla inviare l’Associazione dovrà poter accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” e perciò abilitarsi a “Fisconline”, oppure l’invio della fattura al Sistema di Interscambio potrà essere effettuato mediante Posta Elettronica Certificata;
  • incaricare un intermediario: l’Associazione può avvalersi dei servizi di un intermediario al quale demandare sia la trasmissione che la ricezione delle fatture.

Anche la ricezione delle fatture da parte delle Associazioni in possesso di Partita Iva può essere effettuata attraverso uno dei modi di seguito indicati:

  • utilizzazione della Posta Elettronica Certificata: nel caso in cui l’Associazione decida di avvalersi di una PEC per l’invio delle fatture potrà comunicare al fornitore l’indirizzo PEC ed il Sistema di Interscambio invierà la fattura a questo recapito;
  • utilizzazione di un software telematico: in questo caso l’Associazione dovrà dare comunicazione al fornitore del codice di 7 cifre che dovrà essere indicato all’interno della fattura nel campo “Codice Destinatario”, allo scopo di consentire al Sistema di Interscambio di recapitare la fattura all’indirizzo telematico rappresentato da detto codice;
  • Associazione non in possesso di PEC o del codice destinatario: nel caso in cui l’Associazione non sia in possesso né di un indirizzo PEC né del codice identificativo di 7 cifre, la medesima potrebbe anche non comunicare alcun indirizzo telematico al fornitore, in questo caso, il soggetto che emette la fattura compilerà la casella “Codice destinatario” con il valore “0000000”; ma per poter visionare la fattura sarà però indispensabile che l’Associazione sia almeno abilitata al servizio “Fisconline”, nel caso in cui lo sia, la fattura verrà recapitata dal Sistema di Interscambio e verrà posta nell’area riservata dell’Associazione, anche se quest’ultima non ha comunicato alcun indirizzo telematico al fornitore.
    Il fornitore dovrà in ogni caso dare comunicazione al cliente (Associazione) che l’originale della fattura elettronica è disponibile nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate; questo tipo di modalità è stata confermata nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, comprendente le regole tecniche sia per l’emissione che per la ricezione delle fatture elettroniche.

Per quanto riguarda, invece, la conservazione delle fatture elettroniche, nel caso in cui l’Associazione si abiliti ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, potrà accedere all’utilizzazione del servizio gratuito di conservazione delle stesse.

Le Associazioni non in possesso di Partita Iva

Associazioni senza iva Le Associazioni che non sono in possesso di Partita IVA sono quelle che non svolgono nessun tipo di attività commerciale e che di conseguenza sono in possesso solamente del codice fiscale.

Tali Associazioni, non svolgendo attività commerciale non emettono nessuna fattura e per questo motivo non sono ovviamente soggette all’obbligo della fatturazione elettronica.

Un’Associazione in possesso del solo codice fiscale potrebbe in ogni caso dover ricevere e pagare delle fatture di acquisto emesse dai fornitori, i quali invece sono soggetti all’obbligo della    fattura elettronica. In questo caso l’Associazione in possesso del solo codice fiscale viene di   fatto considerata allo stesso modo di un consumatore finale e pertanto non è obbligata ad essere in possesso né di un codice destinatario e neppure di un indirizzo PEC dove poter ricevere le fatture. Di conseguenza quando un fornitore emette una fattura elettronica nei confronti di un’Associazione non in possesso di Partita Iva, dovrà provvedere ad indicare il valore “0000000” nel “Codice destinatario”, e dovrà in ogni caso consegnare all’Associazione una copia della fattura, su modello cartaceo oppure inviandola tramite e-mail.

Questa imposizione per il fornitore è precisata nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018. Le Associazioni non in possesso di Partita Iva non devono perciò dare nessuna comunicazione ai propri fornitori, i quali, come sopra riportato, in ogni caso saranno tenuti ad inviare ad esse una copia informatica oppure analogica della fattura elettronica emessa.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

Risparmia con il confronto delle tariffe di assicurazioni online

Uno dei modi migliori per risparmiare e scegliere tra le tariffe assicurative più convenienti, è senza dubbio quello di utilizzare un comparatore di tariffe online, come Comparasemplice.it. Un motore di ricerca che mette a confronto tutte le soluzioni assicurative e aiuta l’utente nella scelta della più conveniente.

Comparasemplice.itmette a confronto le tariffe assicurative delle più importanti compagnieassicurative online presenti in Italia, come l’assicurazione con te. È necessario sapere chestipulare un contratto assicurativo online ha la stessa valenza di un contrattostipulato in un’agenzia fisica, offrendo le stesse garanzie.

Come scegliere l’assicurazione auto più conveniente

Perconoscere le offerte assicurative disponibili online sono necessari pochi esemplici click. ll servizio offerto da Comparasemplic.it è senza impegno e confronta diversi preventivi filtrando quelli più convenienti.

Per accedere alle diverse offerte è necessario compilare un form disponibile nella sezione dedicata presente sul sito del comparatore. Nella pagina dedicata vanno inseriti i propri dati anagrafici (dati del contraente), i dati del veicoli e i dati assicurativi, che saranno necessari per accedere alla panoramica completa dei risultati.

Comparasemplice.itstilerà una lista di tariffe alternative, dalle più economiche alle piùcostose, ma scegliere l’offerta giusta non significa indirizzarsinecessariamente verso quella più economica. Durante la scelta infatti,  si deve prestare molta attenzione anche allediverse esigenze di copertura di cui necessita il veicolo.

Per questo motivo, durante la scelta della proposta di preventivo è importante tenere conto di tutti i fattori di cui si ha bisogno, in modo tale da così da creare un’assicurazione ad hoc e personalizzabile in base alle proprie esigenze primarie.

Da tenerein considerazione anche la fase relativa alle informazioni contenute nelmodello compilato, che avviene durante la stipula del contratto, che è parteintegrante del contratto stesso e dovrà essere sottoscritto dal contraente.

Tariffe polizze auto online
Assicurazioni auto online

Tariffe RC auto ConTe

Nel caso specifico dell’RC auto ConTe è da considerarsi tra le soluzioni di assicurazioni online più diffuse. Attraverso la piattaforma Comparasemplice.it è possibile ottenere un preventivo online dell’assicurazione auto.

Per il calcolo di un preventivo RC auto ConTe sono necessari una serie di documenti, indispensabili per la creazione del contratto. I documenti in questione sono: Documento d’identità (con i dati anagrafici del contraente); Libretto del veicolo (che contiene i dati fondamentali per l’identificazione del veicolo, come l’anno d’immatricolazione, la targa, il modello, l’alimentazione, la cilindrata e i chilowatt di potenza); e Attestato di rischio (che fornisce la classe di merito universale e altre informazioni come lo storico di assicurazione dei sinistri e della scadenza della polizza).

Con RC auto ConTe è possibile scegliere tra la formula assicurativa semestrale e giornaliera. Nel caso dell’RC auto semetrale si identifica quella che è la tradizionale polizza annuale che va rateizzata in due trance da pagare ogni 6 mesi. Questa formula assicurativa è maggiormente usata da chi utilizza il mezzo soltanto in alcuni periodi dell’anno.

Mentre l’RC auto giornaliera è una formula assicurativa che copre il mezzo solo per alcuni giorni, solitamente dai 3 ai 5 giorni. È indicata per chi utilizza il mezzo in modo sporadico, soprattutto nel weekend o quando si trova in vacanza.

Se si ha la certezza del periodo di utilizzo del veicolo si può usufruire del servizio di sospensione temporanea dell’assicurazione.

   

Redazione Economiapertutti.com
info@economiapertutti.com

I nuovi modelli delle deleghe dei servizi di fatturazione elettronica e del cassetto fiscale

Area riservata Fisco online Agenzia EntrateCon il Provvedimento n. 291241 del 05.11.2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le nuove istruzionirelativamente al conferimento ed alla revoca della delega all’utilizzazione deiservizi di fatturazione elettronica ed alla consultazione del cassetto fiscale.

Il provvedimento ha fornito anche i nuovi modelli di conferimento delle deleghe, specificando che fino al 04/01/2019 è comunque possibile utilizzare il modello approvato con il precedente provvedimento del 13/06/2018.

I nuovi modelli di delega

Il modulo di delega all’utilizzazione dei servizi di fatturazione elettronica è costituito da:

  • l’informativa sul trattamento dei dati personali di cui al Regolamento UE 2016/679;
  • una sezione per l’indicazione dei dati del delegante, dell’eventuale rappresentante o tutore, dei delegati, della tipologia di operazione richiesta (conferimento/revoca), dei servizi il cui utilizzo si intende delegare, della scadenza della delega per i servizi di fatturazione elettronica;
  • una sezione per l’indicazione dei dati del soggetto al quale è eventualmente conferita la procura speciale per la presentazione del modulo presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate;
  • una sezione per l’autentica della firma del delegante,nel caso in cui sia stata conferita la procura speciale alla presentazione del modulo, nei casi previsti;
  • la descrizione dei servizi delegabili.

I servizi delegabili

Con la presentazione del suddetto modulo sono delegabili i seguenti servizi:

  • la consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, servizio delegabile esclusivamente a favore degli intermediari;
  • la consultazione dei dati rilevanti ai fini Iva, servizio delegabile esclusivamente a favore degli intermediari;
  • la registrazione dell’indirizzo telematico,servizio delegabile esclusivamente a favore degli intermediari;
  • la fatturazione elettronica e la conservazione delle fatture elettroniche,servizio delegabile anche a favore di soggetti diversi dagli intermediari;
  • l’accreditamento ed il censimento dispositivi, servizio delegabile anche a favore di soggetti diversi dagli intermediari.

Ogni delega può essere conferita a non più di 4 soggetti e la sua durata è stabilita dal    delegante entro il limite di 2 anni dalla data del conferimento. Se la durata non è indicata è automaticamente fissata a 2 anni, salvo revoca.

Contestualmente al modello relativo alla fatturazione elettronica, è stato anche approvato il modulo per il conferimento/revoca delle deleghe all’utilizzo del cassetto fiscale delegato.

Tale modulo è costituito da:

  • l’informativa sul trattamento dei dati personali di cui al Regolamento UE 2016/679;
  • una sezione per l’indicazione dei dati del delegante, dell’eventuale rappresentante o tutore, dei delegati, della tipologia di operazione richiesta (conferimento/revoca);
  • una sezione per l’indicazione dei dati del soggetto cui è eventualmente conferita procura speciale per la presentazione del modulo presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate;
  • una sezione per l’autentica della firma del delegante, nel caso in cui sia stata conferita la procura speciale alla presentazione del modulo, nei casi previsti;
  • la descrizione del servizio delegabile. 

Anche in questo caso, il servizio è delegabile unicamente a favore degli intermediari, fino a un massimo di 2. La durata della delega è automaticamente fissata a 4 anni, salvo revoca.

Il provvedimento prescrive che con decorrenza dalla data di pubblicazione dello stesso e fino al sessantesimo giorno seguente alla predetta data (pertanto fino al prossimo 04/01/2019) è possibile avvalersi del modulo pubblicato con l’emanazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 13/06/2018.

In particolare l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che sono da ritenersi legittime le deleghe per l’utilizzazione dei servizi di fatturazione sottoscritte sul vecchio modello ed acquisite dall’intermediario prima del 05/11/2018. Anche relativamente a queste deleghe è previsto l’invio massivo o puntuale dei dati essenziali. L’intermediario dovrà farsi carico della compilazione del registro cronologico delle deleghe acquisite indicando quale data il 05/11/2018.

Relativamente alla delega alla consultazione del cassetto fiscale conferita con il vecchio modello, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in cui l’intermediario abbia acquisito il modulo prima del 05/11/2018, non potendo provvedere all’invio in base alle nuove modalità telematiche, il modulo dovrà essere presentato dall’intermediario presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate per il solo cassetto fiscale.Nel registro delle deleghe occorrerà specificare che l’originale del modello è conservato dall’Agenzia delle Entrate.

Le modalità di presentazione – La delega all’utilizzo
dei servizi di fatturazione elettronica

Il modulo può essere presentato, dal delegante oppure dal soggetto al quale è stata conferita apposita procura speciale compilando l’apposita sezione del modulo stesso, presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Il delegante può conferire o revocare le deleghe ai servizi di fatturazione elettronica tramite le specifiche funzionalità rese disponibili nella propria area riservata.

Il modulo può essere consegnato all’intermediario delegato, che provvede ad inviare all’Agenzia delle Entrate i dati necessari ai fini dell’attivazione delle deleghe/revoche che gli sono state conferite.

I suddetti dati vengono trasmessi:

  • entro il termine di 90 giorni dalla data di sottoscrizione del modulo, per le richieste di conferimento di delega;
  • entro il termine di 2 giorni lavorativi dalla data di sottoscrizione del modulo, per le richieste di revoca di deleghe già conferite.

Per l’attivazione delle deleghe conferite, l’intermediario delegato si avvale di un servizio di invio “massivo” oppure, in alternativa, di una funzionalità web di invio “puntuale” resa disponibile nella propria area riservata:

  • invio massivo: l’intermediario delegato invia all’Agenzia delle Entrate una comunicazione telematica comprendente i dati sostanziali per l’attivazione delle deleghe. La comunicazione telematica è predisposta in base alle specifiche tecniche allegate al provvedimento del 05/11/2018. L’attivazione delle deleghe comunicate con invio massivo è condizionata alla positiva verifica degli elementi di riscontro, contenuti nella dichiarazione Iva presentata da ciascun soggetto delegante nell’anno solare precedente a quello di conferimento/revoca della delega. Per ogni comunicazione verrà rilasciata una ricevuta, contenente l’esito delle richieste e l’indicazione degli eventuali motivi di scarto;
  • invio puntuale: l’intermediario delegato,mediante una funzionalità web resa disponibile nella propria area riservata adecorrere dal 30/11/2018, invia i dati sostanziali per l’attivazione diciascuna delega/revoca che gli è stata conferita. L’attivazione delledeleghe/revoche comunicate con le modalità di invio puntuale è condizionataalla positiva verifica degli elementi di riscontro, contenuti nelladichiarazione Iva presentata dal delegante nell’anno solare precedente a quellodi conferimento/revoca della delega. Per ogni richiesta di attivazione delega vienerilasciata una ricevuta, contenente l’esito della richiesta e l’indicazionedegli eventuali motivi di scarto.

Per le deleghe la cui attivazione è richiesta con le modalità di invio massivo viene inviata apposita comunicazione per avvisare il soggetto delegante dell’attivazione della delega ai servizi di fatturazione elettronica da parte di un intermediario.Tale comunicazione è trasmessa mediante messaggio di Posta Elettronica Certificata all’indirizzo presente nell’Indice Nazionale degli Indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti (INI-PEC) istituito a cura del Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel caso di soggetti deleganti per i quali non risulta presentata una dichiarazione Iva nell’anno solare precedente a quello di conferimento/revoca della delega, la presentazione del modulo può essere effettuata allo sportello oppure mediante i servizi onlineo procura speciale.

I soggetti ai quali è stata conferita procura speciale per la presentazione del modulo presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate ed ai quali è riconosciuta la possibilità di autenticare la firma del delegante in conseguenza di quanto previsto dall’articolo 63 del D.P.R. n. 600/1973, possono predisporre un file, per ciascun soggetto delegato, contenente le copie delle deleghe sottoscritte dai deleganti, un prospetto contenente i dati essenziali delle deleghe, firmarlo digitalmente ed inviarlo tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo: delegafatturazioneelettronica@pec.agenziaentrate.it

Le deleghe vengono attivate entro 5 giorni lavorativi dalla data, rispettivamente, di presentazione in ufficio o di invio mediante PEC della richiesta. Le revoche presentate presso l’ufficio territoriale divengono efficaci a decorrere dal 2° giorno lavorativo susseguente alla presentazione del modulo presso l’ufficio.

Le deleghe conferite e le revoche effettuate tramite i servizi online sono, invece, immediatamente efficaci. Le deleghe conferite presentando il modulo tramite intermediario delegato, sono efficaci entro 2 giorni dalla ricezione della comunicazione telematica da parte dell’Agenzia delle Entrate oppure dalla richiesta effettuata mediante invio puntuale.

Nella comunicazione prevista in materia di invio massivo, comprendente l’elenco dei contribuenti per i quali viene richiesta l’attivazione della delega, sono specificati, per ogni delegante, i seguenti dati:

  • servizi oggetto della delega;
  • la data di scadenza della delega;
  • la data di conferimento ed il numero delladelega;
  • la tipologia ed il numero del documento di identità del sottoscrittore delladelega;
  • una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale l’intermediario dichiara di aver ricevuto appositadelega in riferimento ai servizi indicati nell’elenco, che l’originale delmodulo è conservato per 10 anni presso la sua sede o ufficio, e che i dati deideleganti e delle deleghe coincidono con quelli riportati nei moduli diconferimento delle deleghe;
  • i seguenti elementi di riscontro necessari a garantire l’effettivo conferimentodella delega all’intermediario, relativi alla dichiarazione Iva presentata daciascun soggetto delegante nell’anno solare precedente a quello di conferimentodella delega:
    • l’importocorrispondente al volume d’affari, gli importi corrispondenti all’impostadovuta e all’imposta a credito.

Nel caso di utilizzazione della funzionalità web prevista per l’invio puntuale, l’intermediario delegato comunica gli stessi dati sopra indicati per l’attivazione di ogni delega/revoca conferita.

Di seguito vengono presentate alcune delle schermate che andranno seguite per l’inserimento delle deleghe:

1 – Gestione deleghe fatture e corrispettivi:

Delega Agenzia Entrate
Gestione deleghe Agenzia Entrate

2 – Inserimento nuova delega:

Delega fatturazione elettronica Agenzia Entrate
Inserimento delega fatture elettroniche Agenzia Entrate

3 – Conferma operazione:

Conferma delega Agenzia Entrate
Conferma delega area riservata Agenzia Entrate

4 – Esito operazione:

Esito delega fatturazione elettronica Agenzia Etrate

I termini e le modalità di presentazione dell’istanza

Gli intermediari delegati ed i soggetti che hanno trasmesso i moduli di delega concernenti l’utilizzazione dei servizi di fatturazione elettronica con le modalità previste al punto 4.8 del provvedimento (procura speciale alla presentazione del modello), conservano i moduli acquisiti, insieme alle copie dei documenti di identità dei deleganti, e individuano uno o più responsabili per la gestione dei suddetti moduli. I moduli acquisiti direttamente in formato elettronico sono conservati nel rispetto delle regole tecniche e delle linee guida stabilite dal D.Lgs. n. 82/2005.

In linea generale i moduli acquisiti vengono numerati ed annotati, quotidianamente, in un apposito registro cronologico, con indicazione dei seguenti dati:

  • numero progressivo e data della delega/revoca;
  • codice fiscale e dati anagrafici/denominazione del contribuente delegante;
  • estremi del documento di identità del sottoscrittore della delega/revoca.

Con riferimento al registro cronologico delle deleghe, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che le modalità di conservazione riprendono le regole già in uso per l’accesso alla dichiarazione precompilata. Il registro cronologico può essere tenuto con qualunque modalità, anche in formato elettronico, fermo restando il rispetto del contenuto minimo e di conseguenza la presenza dei dati richiesti.

   

Redazione Economiapertutti.com
info@economiapertutti.com

Obbligo di fatturazione elettronica: le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, lo scorso 28 novembre 2018, ha pubblicato, nell’area tematica destinata alla fatturazione elettronica del proprio portale internet istituzionale, alcune risposte alle domande che vengono più frequentemente proposte in riferimento a questo nuovo adempimento che, come ormai ben sappiamo, entrerà in vigore dal prossimo 1 gennaio 2019.

Di seguito vengono riepilogate alcune delle precisazioni più rilevanti.

Le deleghe agli intermediari

In relazione alle disposizioni contenute nel Provvedimento n. 291241 del 05/11/2018 dell’Agenzia delle Entrate, è stato precisato che:

  • la creazione di un nuovo procedimento, che rende possibile la comunicazione telematica per l’attivazione della delega, si rifà alla procedura al momento in uso per l’accesso alla dichiarazione precompilata;
  • eventuali modelli di conferimento delega già ottenuti dall’intermediario prima della data di approvazione dei nuovi modelli del 05/11/2018, possono essere annotati nel registro cronologico, precisando che si tratta di deleghe conferite prima di questa data.

La tenuta del registro cronologico fa parte nel “sistema di garanzie previsto a tutela del delegante”, rispondendo, nello specifico, allo scopo di garantire che la delega sia stata acquisita dall’intermediario prima della richiesta dell’attivazione. Il registro cronologico deve essere tenuto nei casi:

  • di “invio massivo o puntuale dei dati per l’attivazione delle deleghe” (punto 4.3 del Provvedimento n. 291241/2018);
  • di “invio a mezzo PEC del file firmato digitalmente” (punto 4.8 del Provvedimento n. 291241/2018).

La compilazione e l’emissione delle fatture elettroniche

Nelle risposte alle domande più frequenti sulla fatturazione elettronica, sono stati date alcune precisazioni in merito alla corretta compilazione ed emissione del documento:

  • i fornitori degli esportatoriabituali, tenuti a riportare all’interno della fatturaelettronica il numero e la data della dichiarazione d’intento, a tale scopo possonoutilizzare uno dei campi facoltativi relativi ai dati generali della fattura,che le specifiche tecniche allegate al Provvedimento n. 89757/2018 lasciano adisposizione dei contribuenti;
  • l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica non ha variatole disposizioni del D.P.R. n. 633/1972 in materia di emissione di fatture in caso di operazioni “fuori campo IVA”, diconseguenza il soggetto passivo, in tale situazione, non sarà obbligato ademettere il documento; tuttavia è da evidenziare come le specifiche tecniche allegateal Provvedimento n. 89757/2018 autorizzino la generazione di fattureelettroniche relative ad operazioni fuori campo Iva, in questo caso, ilcedente/prestatore, non indicando l’imposta nel documento, sarà tenuto ariportare il codice “N2” (operazioni non soggette) nel campo relativo allanatura dell’operazione;
  • il soggetto cheemette fattura per conto di altri (ad esempio le cooperative per conto deisoci ai sensi dell’art. 34, comma 7, del D.P.R. n. 633/1972), risulta anchedestinatario della stessa; in questo caso l’emittente ha la facoltà di poterindicare l’indirizzo telematico del cedente/prestatore per permettere a quest’ultimodi poter ricevere il documento, il Sistema di Interscambio consegnerà lafattura a questo indirizzo, salvo il caso in cui il cessionario/committenteabbia usufruito del servizio di registrazione gratuito concesso dall’Agenziadelle Entrate;
  • considerata l’entrata in vigore obbligatoria della fattura elettronica,dal 01/01/2019, i cosiddetti “modulipolivalenti delle ricevute/fatture fiscali” potranno essere utilizzati solamentedai soggetti esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica;
  • il cessionario che riceve unafattura per merce mai acquistata non potrà respingere il documento oppure contestarlo attraverso il Sistema di Interscambio, potendo procederenei confronti della controparte solamente tramite i cosiddetti mezzi “tradizionali”(lettera, e-mail, fax, telefono, ecc.).
Fatturazione elettronica Agenzia Entrate
Pannello Fatturazione elettronica Agenzia delle Entrate

La registrazione delle fatture

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, considerata la “piena equiparazione” tra fattura elettronica e analogica, i soggetti passivi non sono obbligati alla tenuta di registri sezionali ai fini della registrazione dei documenti. La numerazione delle fatture, elettroniche o analogiche, può proseguire senza interruzione a condizione che sia assicurata l’identificazione univoca della fattura (Risoluzione n. 1 del 10/01/2013 dell’Agenzia delle Entrate).

I contribuenti in regime forfettario e di vantaggio
ed i consumatori finali

  • in conseguenza del fatto che la Legge n. 205/2017 ha abolito il cosiddetto “spesometro” previsto dall’art. 21 del Decreto Legge n. 78/2010, le fatture ricevute dai soggetti passivi che rientrano nei suddetti regimi non dovranno più essere oggetto di nessuna comunicazione nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria;
  • i contribuenti di cui all’art. 27 del Decreto Legge n. 98/2011 che abbiano superato, nel corso dell’anno, di oltre il 50%, il limite di 30.000,00 euro, avendo già emesso, in via opzionale, una fattura elettronica non soggetta ad Iva, dovranno emettere una nota di variazione elettronica che riporti l’ammontare dell’imposta non addebitata nella fattura elettronica originaria;
  • salvo poche eccezioni, la generalità dei soggetti passivi sarà obbligata ad emettere, dal 01/01/2019, fatture elettroniche anche nei confronti dei consumatori finali, in questo caso potrà essere consegnata agli stessi una copia della fattura elettronica, nell’ipotesi anche in formato analogico, salvo che il cliente non rinunci a detta copia;
  • i soggetti che applicano il regime forfettario oppure quello di vantaggio che scelgano di comunicare ai propri fornitori un indirizzo telematico (ad esempio una PEC) a cui il Sistema di Interscambio recapiterà la fattura, dovranno comunque provvedere alla conservazione in modo elettronico del documento ricevuto; diversamente, secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, tali soggetti potranno conservare la fattura anche in formato analogico;
  • sia i consumatori finali persone fisiche che i soggetti ad essi equiparati, come i condomìni e gli enti non commerciali, possono decidere di ricevere le fatture elettroniche emesse dai fornitori, comunicando il proprio indirizzo telematico (ad esempio una PEC).
   

Redazione Economiapertutti.com
info@economiapertutti.com

Legge Finanziaria 2019: le novità nel disegno di legge

Decreto Legge Finanziaria 2019Di recente è stato presentato alle camere il disegno di legge Finanziaria 2019, comprendente molte novità in materia di fisco.

Il provvedimento legislativo prevede la diminuzione e l’eliminazione di alcune agevolazioni e regimi agevolati, a favore dell’inserimento, il rafforzamento o la variazione di altri provvedimenti fiscali.

Di seguito si procede ad illustrare le più rilevanti novità previste dal disegno di legge Finanziaria 2019, precisando che le stesse potrebbero essere oggetto di modificazioni.

Le novità presentate nel disegno di legge “Finanziaria 2019”

L’abrogazione dell’IRI, dell’ACE e del super ammortamento

Viene disposta l’abrogazione:

  • del regime agevolato per l’Imposta sul Reddito d’Impresa;
  • dell’incentivo di Aiuto alla Crescita Economica;
  • dell’incentivo relativo al super ammortamento che, considerata la mancata proroga, non trova più applicazione, salvo che nei casi di spese collegate all’iper ammortamento. 

L’avviamento ed altri beni immateriali

Viene stabilito che le quote di ammortamento concernenti il valore dell’avviamento o di altre attività immateriali per le quali sono state determinate attività per imposte anticipate, non ancora dedotte, risultano deducibili come riportato nella tabella che segue:

Deducibilità
Periodo d’imposta Percentuale di deducibilità
2019 5%
2020 3%
2021 10%
2022-2027 12%
2028-2029 5%

Il canone RAI

Viene effettuata la determinazione a regime del canone RAI nell’ammontare annuale di 90,00 euro.

La cedolare secca sugli immobili commerciali

Allargamento della cedolare secca del 21% ai contratti stipulati nel 2019 riguardanti unità immobiliari di categoria C/01 di superficie fino a 600 metri quadri (lo stesso trattamento viene applicato alle pertinenze, che non rientrano nel conteggio della metratura massima).

Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Viene disposta la riduzione dell’incentivo in materia di spesa per ricerca e sviluppo. In base a quanto previsto dalla bozza del provvedimento, il limite massimo del credito spettante viene diminuito da 20 a 10 milioni di euro, ed il computo dell’incentivazione verrà effettuato su un’aliquota del 50% e del 25%. Nello specifico:

  • l’aliquota di credito d’imposta del 50% viene applicata al costo del personale dipendente, ai contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati ed ai contratti stipulati con imprese residenti rientranti nelle definizioni di start-up innovative o di PMI innovative;
  • l’aliquota di credito del 25% viene applicata al personale titolare di rapporto di lavoro autonomo o in ogni caso diverso da lavoro subordinato, strumenti di attrezzature di laboratorio, contratti stipulati con imprese diverse di quelle indicate al punto 1, competenze tecniche e privative industriali, materiali forniture e altri prodotti direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo. 

A partire dall’anno 2018 non viene più richiesto di allegare al bilancio la certificazione rilasciata da parte del soggetto incaricato della revisione legale, viene comunque richiesta una relazione tecnica allo scopo di illustrare dettagliatamente le finalità, i contenuti ed i risultati delle attività di ricerca e sviluppo.

L’utilizzazione in compensazione del credito d’imposta è subordinata all’avvenuta osservanza dell’obbligo della certificazione.

Agevolazioni flat tax imprese

L’estensione del regime forfetario a 65.000,00 euro

Viene prevista, con decorrenza dall’anno 2019, l’ampliamento del limite di ricavi previsto per l’accessibilità e per il mantenimento del cosiddetto “regime forfetario”. In conseguenza della variazione proposta, a tutte le attività verrà applicato il nuovo limite di ricavi e compensi di 65.000,00 euro, in sostituzione delle soglie analiticamente previste per ciascuna categoria di attività (dai 25.000,00 euro degli intermediari di commercio ai 50.000,00 euro del commercio al dettaglio ed all’ingrosso).

Rimangono invece invariati i coefficienti di redditività previsti per le varie attività:

Regime forfetario – Limiti ricavi/compensi e coefficienti
Settore di attività Limite ricavi o compensi Coefficiente redditività
Industrie alimentari / bevande 65.000,00 euro 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 65.000,00 euro 40%
Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande 65.000,00 euro 40%
Commercio ambulante e di altri prodotti 65.000,00 euro 54%
Costruzione e attività immobiliari 65.000,00 euro 86%
Intermediari del commercio 65.000,00 euro 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione 65.000,00 euro 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi 65.000,00 euro 78%
Altre attività 65.000,00 euro 67%

Le modificazioni prevedono, oltre a ciò, anche la soppressione delle limitazioni per l’accesso riguardanti le spese sostenute (5.000,00 euro) per l’impiego di lavoratori e per il costo complessivo (20.000,00 euro) dei beni strumentali utilizzati.

Per quanto riguarda invece i motivi di esclusione il regime agevolato non potrà essere usufruito nel caso in cui il contribuente, contemporaneamente allo svolgimento della propria attività, partecipi a società di persone, associazioni, imprese familiari e società a responsabilità limitata anche se di tipo trasparente ex art. 116 del T.U.I.R..

Inoltre il regime agevolato non può trovare applicazione nei confronti dei contribuenti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilato e che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo in prevalenza nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti (o di soggetti a questi riconducibili).

Per quanto riguarda i contribuenti che hanno effettuato l’adesione al regime dei minimi nell’anno 2015, viene prevista l’opportunità di poter usufruire del regime forfetario “start-up” con aliquota di imposta al 5% per il periodo rimanente al completamento del quinquennio 2015-2019. 

La flat tax per i redditi da 65.000,00 a 100.000,00

A decorrere dall’anno 2020 viene prevista l’opportunità per imprenditori e lavoratori autonomi di applicare al reddito un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali e dell’IRAP pari al 20%.

Per poter accedere al regime, il contribuente deve aver realizzato ricavi o compensi compresi tra 65.001,00 euro e 100.000,00 euro.

I contribuenti che possono accedere al regime di vantaggio:

  • non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte ma solamente a comunicare i percettori dei redditi in dichiarazione;
  • sono esonerati dall’IVA.

Non possono invece avere accesso al regime:

  • i contribuenti che usufruiscono di regimi speciali ai fini IVA oppure forfetari per la determinazione del reddito;
  • i soggetti non residenti, salvo residenti UE o SEE in Stato che assicuri scambio di informazioni e che producano in Italia almeno il 75% del reddito;
  • i soggetti che eseguono cessioni di fabbricati, porzioni di fabbricati o di mezzi di trasporto nuovi in via esclusiva o prevalente.

Inoltre viene esclusa l’applicazione del regime nel caso di imprenditori e di lavoratori autonomi che partecipano contemporaneamente a società di persone, società a responsabilità limitata, associazioni, imprese familiari, associazioni in partecipazione.

Infine il regime non può essere applicato nei confronti dei contribuenti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilato e che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo in prevalenza nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti (o di soggetti a questi riconducibili).

La riduzione della tassazione degli utili ai fini dell’IRES

In materia di utili ai fini dell’IRES viene inserita un’agevolazione che concede l’abbattimento dell’aliquota di imposta al 15% nel caso di accantonamento degli utili (conseguiti a partire dall’anno 2018) a riserve diverse da quelle non disponibili, nel limite della somma degli investimenti in beni strumentali materiali nuovi e del costo del personale dipendente assunto con contratto di lavoro subordinato, sia a tempo determinato che indeterminato.

Il totale degli investimenti viene conteggiato in base all’importo degli ammortamenti dei beni strumentali nuovi, mentre il costo del personale dipendente viene rilevato in caso di incremento del numero complessivo medio dei lavoratori dipendenti impiegati nell’esercizio delle attività commerciali rispetto al numero di dipendenti assunti alla data del 30/09/2018, nel caso di soggetti che assumono la qualifica di datore di lavoro dal 01/10/2018 tutte le assunzioni vengono conteggiate come incremento.

La riduzione dell’imposta viene applicata anche nel caso di società trasparenti in occasione dell’attribuzione ad ogni socio della quota di partecipazione agli utili ed agli imprenditori individuali, società in nome collettivo e società in accomandita semplice. L’IRPEF viene conteggiata mediante applicazione alla quota parte del reddito complessivo le aliquote ridotte di 9 punti percentuali a partire da quella più elevata. 

Le lezioni private e le ripetizioni

Viene introdotto un regime agevolato a favore degli insegnanti titolari di cattedra che prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva dei redditi pari al 15% da calcolare sui compensi percepiti per le lezioni private e le ripetizioni.

I dipendenti pubblici dovranno presentare comunicazione all’Amministrazione dell’esercizio di queste attività extra professionali allo scopo della verifica di eventuali incompatibilità.

Le perdite d’impresa

In materia di perdite d’impresa, viene previsto che:

  • per le imprese, sia in regime di contabilità ordinaria che di contabilità semplificata, nonché per i soci di società di persone, sia in regime di contabilità ordinaria che di contabilità semplificata, vengono applicate le medesime regole previste per le società di capitali, ossia la possibilità della compensazione con redditi della stessa natura e per l’eccedenza la possibilità del riporto illimitato ai periodi successivi in misura non superiore all’80% del reddito realizzato;
  • temporaneamente, per le imprese in regime di contabilità semplificata e quelle che derivano da partecipazioni in società in regime di contabilità semplificata viene previsto:
    • per le perdite maturate nell’anno 2018 la compensabilità nell’anno 2019 in misura non superiore al 40% del reddito realizzato e nell’anno 2020 in misura non superiore al 60% del reddito realizzato;
    • per le perdite maturate nell’anno 2019 la compensabilità nell’anno 2020 in misura non superiore al 60% del reddito realizzato.

IMU 2019

La proroga dell’esenzione IMU

Con riferimento agli immobili situati nelle zone colpite dal terremoto dell’anno 2012 in Emilia Romagna, viene prevista la proroga dell’esenzione ai fini IMU fino alla definitiva ricostruzione ed agibilità dei fabbricati medesimi ed in ogni caso non oltre il 31/12/2019. 

La proroga dell’iper ammortamento

Viene disposta la proroga dell’ iper ammortamento per gli acquisti compiuti entro il prossimo 31/12/2019, ovvero entro il 31/12/2020 a condizione che entro il 31/12/2019 il relativo ordine sia stato accettato dal venditore e sia stato eseguito il pagamento di acconti nella misura di almeno il 20%.

La maggiorazione risulta essere differenziata in relazione all’importo del costo di acquisizione degli investimenti:

  • fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione viene consentita nella misura del 150%;
  • fino a 10 milioni di euro, la maggiorazione viene consentita nella misura del 100%;
  • fino a 20 milioni di euro, la maggiorazione viene consentita nella misura del 50%.

Inoltre viene disposta la proroga del maxi ammortamento del 40% sui beni immateriali strumentali ad alto contenuto digitale previsti dalla tabella B della legge Finanziaria 2017.

Il recupero edilizio, il risparmio energetico, il bonus arredi ed il bonus verde

Vengono prorogati fino al 31/12/2019 gli incentivi maggiorati previsti in materia di recupero edilizio, di risparmio energetico, nonché gli incentivi previsti in materia di arredi e di bonus verde. Le detrazioni per gli interventi sismici, validi fino al 2021, non richiedono, al contrario, alcuna proroga.

Inoltre si deve osservare che:

  • non vengono variate le ipotesi di detrazione al 50-65% previste nell’anno precedente in materia di risparmio energetico;
  • non sono state apportate variazioni alla materia del recupero edilizio, con consequenziale applicazione dell’aliquota del 50% su un massimale di spesa di 96.000,00 euro;
  • i requisiti per poter accedere al bonus arredi rimangono inalterati;
  • la misura inserita nell’anno precedente viene prorogata senza variazioni per le spese sostenute nell’anno 2019.

La ristrutturazione degli impianti sportivi

Viene riconosciuto un credito d’imposta a favore dei soggetti che nell’anno 2019 eseguono erogazioni liberali per la manutenzione e per il restauro di impianti sportivi pubblici oppure per l’esecuzione di nuove strutture.

Il credito d’imposta è pari al 65% e viene ripartito in 3 quote annuali di uguale importo, lo stesso non è però cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge a fronte delle stesse tipologie di erogazioni.

La rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni

Viene ancora ripresentata la possibilità di rideterminare il costo di acquisto dei terreni e delle partecipazioni alla data del 01/01/2019 posseduti non in regime di impresa, quindi da parte di persone fisiche, società semplici, associazioni professionali ed enti non commerciali.

Viene previsto il versamento entro il termine del 30/06/2019 dell’imposta sostitutiva pari all’8% e per la stessa scadenza viene prevista la redazione e l’asseverazione della indispensabile perizia di stima. 

La sterilizzazione delle aliquote IVA

Per l’anno 2019, le aliquote IVA rimarranno immutate rispetto a quelle in vigore al momento. Vengono tuttavia previsti i passaggi di seguito indicati:

  • dal 10% al 13% con decorrenza dall’anno 2020;
  • dal 22% al 24,1% con decorrenza dall’anno 2020;
  • dal 24,1% al 24,5% con decorrenza dall’anno 2021.

Salvo ulteriori sterilizzazioni.

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com