Il marchio aziendale e le royalties

Il marchio aziendale deve essere considerato come un “segno distintivo” che viene impiegato da parte di un’azienda per contraddistinguere i propri prodotti oppure i propri servizi da quelli di altre aziende.

Si tratta di un elemento sostanziale dell’immagine dell’azienda, che provvede a mostrare, agli occhi del pubblico, garanzie di qualità e di affidabilità.

Dalla concessione in uso del marchio a terzi viene ricavata una remunerazione che è denominata “royalty”.

Il marchio aziendale

In diritto, il marchio individua un qualsiasi segno che risulta suscettibile di essere riprodotto graficamente, in particolare:

  • parole, inclusi i nomi di persone;
  • disegni;
  • lettere;
  • cifre;
  • suoni;
  • forma di un prodotto o della confezione di esso;
  • combinazioni o tonalità cromatiche;

a condizione che risulti adeguato a contraddistinguere i prodotti oppure i servizi di un’impresa da quelli delle altre e ad essere descritto nel registro in forma tale da permettere alle autorità competenti ed al pubblico di individuare con chiarezza e precisione l’oggetto della protezione conferita al titolare.

In base al fatto se sia stata effettuata o meno la registrazione del marchio presso gli uffici preposti, il marchio aziendale può essere:

  • marchio di fatto;
  • marchio registrato.

Chiaramente il marchio registrato ha una tutela maggiore dal momento che risulta provvisto di data certa, tanto è vero che per ottenere la tutela del marchio di fatto è necessario comprovare sia il preuso che la notorietà.

L’utilizzazione del marchio aziendale

Il titolare del marchio aziendale può stabilire di utilizzarlo direttamente oppure di trasferirlo a terzi, in via definitiva oppure solamente per un periodo temporaneo, quest’ultima situazione avviene nel caso in cui venga accordata quella che viene denominata licenza di marchio aziendale.

La concessione della licenza di marchio aziendale può effettuarsi sia in esclusiva che a più concessionari e, quale conseguenza dell’utilizzazione del marchio, il titolare dello stesso percepisce una remunerazione che è denominata royalty.

La tassazione dei diritti d’autore e delle royalties percepite beneficia di una considerevole agevolazione fiscale, ossia la detassazione parziale della base imponibile, infatti, soltanto il 75% dei compensi percepiti viene assoggettato a tassazione ed in certi casi la base imponibile viene ulteriormente ridotta al 60%.

La registrazione del marchio aziendale

Come detto, il marchio registrato beneficia di una tutela maggiore rispetto ad un marchio aziendale di fatto.

Oltre a ciò, con l’effettuazione della registrazione è possibile concedere lo sfruttamento economico del marchio aziendale, infatti, solamente attraverso la registrazione è possibile poi concedere l’utilizzazione del marchio aziendale in licenza d’uso ad un altro soggetto.

Con la licenza d’uso viene concessa a terzi, in esclusiva o meno, l’utilizzazione del marchio dietro il pagamento delle royalties, che sono costituite da un corrispettivo stabilito in percentuale al fatturato oppure alla produzione, che viene riconosciuto al titolare del marchio aziendale quale conseguenza della concessione in utilizzo dello stesso a terzi.

Marchio azienda

I benefici della registrazione del marchio aziendale

Esattamente tra gli strumenti più rilevanti della programmazione fiscale vi è la concessione in utilizzo di un proprio marchio aziendale percipiendo delleroyalties su tale licenza.

Precisamente in Italia è in vigore un’agevolazione fiscale che deriva dalla tassazione dei diritti d’autore e delle royalties, nello specifico si tratta di una defiscalizzazione pari al 25% sugli importi che vengono percepiti a titolo di royalties.

A titolo di esempio, per un compenso di 30.000,00 euro di royalties, l’importo assoggettato a tassazione risulta essere pari a 22.500,00 euro con un economia d’imposta del 25%.

Di seguito un’ipotesi tangibile di royalties su marchio aziendale:

  • Tizio è titolare del marchio “X&Y” e lo concede in utilizzo alla società Alfa;
  • la società Alfa paga a Tizio le royalties per l’utilizzo del marchio in modo esclusivo;
  • le royalties risultano detassate in parte ed in alcuni casi anche escluse dal versamento dei contributiprevidenzialiInps;
  • nel momento in cui la società Alfa effettua il pagamento delle royalties esegue una trattenuta di un importo a titolo di ritenuta d’acconto su tali redditi, ritenuta che andrà a diminuire in modo ulteriore l’importo dell’Irpef da pagare a saldo;
  • da parte sua la società Alfa corrisponde le royalties, che sono totalmente deducibili quali costo, e che per questo motivo andranno a ridurre la base imponibile dell’Ires.

I contributi previdenziali sulle royalties percepite

Nell’ipotesi in cui le royalties per la concessione in utilizzo del marchio aziendale vengano ricevute da parte di una persona fisica, che non esercita un’attività di impresa oppure professionale, il reddito incassato non ha rilevanza ai fini dei contributi previdenziali Inps.

Infatti, il titolare del marchio aziendale non è obbligato ad eseguire:

  • nessuna prestazione d’opera oppure di servizio;
  • nessuna “attività” e pertanto il medesimo non potrebbe essere considerato quale lavoratore autonomo occasionale da parte dell’Inps.

Evitare errori che possono rivelarsi onerosi

Da quanto esaminato in precedenza risulta in maniera evidente che i benefici maggiori della concessione in utilizzo del marchio aziendale provengono:

  • dalla detassazione parziale in favore della persona fisica titolare del marchio aziendale;
  • dalla deducibilità totale dei costi delle royalties in favore dell’utilizzatore del marchio.

Ciò nonostante occorre sempre prestare la massima attenzione all’aspetto fiscale e, pertanto, prima di procedere con la registrazione di un marchio aziendale è indispensabile procedere alla valutazione della effettiva validità della posizione fiscale delle royalties sui marchi aziendali.

Quanto sopra allo scopo di evitare e di prevenire inesattezze e difficoltà nel momento di un eventuale accertamento fiscale, per cui, al fine di precisare più adeguatamente tale questione passiamo ad esaminare brevemente alcuni dei più evidenti errori che possono essere commessi.

Il marchio aziendale già utilizzato in maniera gratuita

Frequentemente viene effettuata la registrazione di un marchio aziendale già esistente e che è stato sfruttato in modo completamente gratuito fino a quel momento.

In tale ipotesi, nel corso di un controllo ai fini fiscali potrebbe risultare, anche in maniera agevole, che l’azienda stava già beneficiando dell’utilizzazione del marchio e di conseguenza decadrebbe tutta la costruzione ai fini fiscali delle royalties e del correlato beneficio sul diritto d’autore.

Royalties marchio aziendale

La deducibilità delle royalties ed il principio di inerenza

Occorre anche prestare attenzione alla deducibilità in favore di una società delle royalties e dei diritti d’autore corrisposti alla persona fisica titolare del marchio aziendale oppure del brevetto.

Infatti, in base al cosiddetto “principio di inerenza”, allorché si abbia l’intenzione di dedurre un costo, in caso di controllo fiscale, diviene indispensabile documentare che quel costo risulta essere inerente alla effettiva attività esercitata.

In tale circostanza il problema deriva dal fatto che fino a quando ci riferiamo a marchi molto noti risulta più semplice comprovare che qualunque prodotto acquisisce un valore sia grazie al marchio che al fatto che viene commercializzato nella rete di punti vendita del “brand”, infatti, in questa ipotesi, il marchio risulta essere un fattore sostanziale della procedura di vendita, in grado di incrementare il valore del singolo prodotto.

Il maggior valore potrebbe divenire difficoltoso da comprovare dell’ipotesi di aziende di piccole dimensioni dove è necessario documentare che, grazie a quel particolare marchio, il prodotto venduto accresce di valore sul mercato oppure che, quello specifico marchio o brevetto, consente l’incremento delle vendite.

Le spese di pubblicità sostenute da parte dell’utilizzatore

Particolare attenzione deve essere prestata alle spese di pubblicità a supporto del marchio aziendale sostenute totalmente da parte dell’utilizzatore che ha collaborato a realizzare la l’apprezzamento del brand e non anche da parte del titolare del marchio stesso.

In tale ipotesi il marchio aziendale acquisisce rilevanza grazie ai costi sostenuti da parte dell’utilizzatore e non anche dalla persona fisica che ha eseguito la registrazione e che incassa le royalties.

In conseguenza di un eventuale controllo fiscale che verifichi che tutte le fatture riguardanti la pubblicità del marchio aziendale sono a carico dell’utilizzatore, sarà difficoltoso poter dedurre i costi delle royalties.

I costi di sviluppo del marchio aziendale sostenuti da parte dell’utilizzatore

Anche la registrazione a titolo personale di un marchio aziendale nel caso in cui sia stato sviluppato da parte di un’altra azienda con i relativi costi sostenuti da quest’ultima, è un’operazione che deve essere tenuta in attenta valutazione.

Il marchio aziendale costituisce un valido strumento per la pianificazione fiscale nel caso in cui ci siano realmente tutti i presupposti sia per la registrazione del marchio che per il corrispondente sfruttamento economico. E’ necessario prestare sempre molta attenzione a non commettere errori, che, purtroppo, in questa particolare materia potrebbero comportare costi rilevanti.

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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