Il mercato immobiliare italiano continua a registrare numeri di profonda crisi in un contesto macro caratterizzato da una forte recessione. Ieri l’Istat ha annunciato le nuove stime sul 2012, che, secondo l’istituto di ricerca, dovrebbe chiudersi con un Pil in flessione del 2,7%.
Anche l’Ocse, la scorsa settimana aveva assegnato all’Italia la maglia nera tra i Paesi del G7, con una flessione del Pil stimata al 2,4%.
Tra i settori più penalizzati dalla crisi sicuramente quello immobiliare. Tra le principali cause della crisi, il mercato dei mutui, sempre più al palo. Il 2012 rappresenta infatti uno degli anni peggiori della storia da questo punto di vista, con un forte calo di erogazioni da parte degli istituti di credito.
In realtà, il trend negativo è ancor più significativo se si considera che oltre alle minori erogazioni ad essersi contratte significativamente, sono anche il numero di richieste. I … Leggi di più



Settembre 12th, 2012
Angelo Ferraro
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Il mercato immobiliare italiano continua a mostrare segnali di forte cedimento dopo aver rappresentato per diversi anni un asset indissolubile per molti risparmiatori. Proprio nei giorni scorsi un’indagine pubblicata dal Censis ha evidenziato che ben l’81% degli italiani è proprietario dell’immobile in cui risiede.
Notizie positive per chi ha sottoscritto un mutuo tasso variabile ed in questi mesi si trova a saldare le rate. L’Euribor, indice al quale sono indicizzati la stragrande maggioranza dei mutui a tasso variabile, ha sfiorato i minimi di sempre andando a segnare quota 0,4%. Parliamo dell’indice ad un mese, mentre l’Euribor 3 mesi si è attestato allo 0,7%, ancora un po’ lontano dai minimi storici pari allo 0,634%.
Conti di tutto rispetto quelli presentati dal colosso del credito italiano Unicredit, dopo le delusioni riscontrate nei precedenti trimestri.
Ormai l’argomento è all’ordine del giorno e non c’è giornale, telegiornale o sito web d’informazione che non ne parli: gli spread sui mutui sono ai massimi storici. Per le famiglie italiane che si apprestano ad acquistare un’abitazione, questa è una pessima notizia e si traduce in importi sensibilmente più elevati per le rate del finanziamento.