Categoria ‘Investimenti’

Fondi comuni di investimento

fondi comuni investimentoI Fondi Comuni di Investimento sono una forma di strumento finanziario basata sulla raccolta di somme di denaro appartenenti a risparmiatori che intendano effettuare degli investimenti con i propri risparmi. Tali somme vengono affidate ad una società di gestione del risparmio che effettua tutte le operazioni di investimento dall’esterno, nel senso che essa non ha partecipazione diretta nell’investimento attraverso i propri capitali che restano disgiunti da quelli del fondo di cui si occupa.

Queste peculiarità dei fondi comuni vengono stabilite già dal decreto che li regolamenta e che li definisce come “patrimonio autonomo, suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte” (Decreto Legislativo n. 58/98).

Vediamo ora di capire quali sono le caratteristiche peculiari di tali fondi e il loro funzionamento generale.

La società di gestione del risparmio che si occupa di un fondo raccoglie il capitale risultante dall’accumulo delle singole somme versate … Leggi di più

Buoni ordinari del tesoro

botQuesti titoli sono definiti “zero-coupon”. Questo vuol dire che essi non maturano una cedola di interessi periodica ma la loro redditività viene data dalla differenza che intercorre tra il valore del titolo al momento della sottoscrizione di acquisto e il suo valore nel momento in cui l’acquirente ne chiede il rimborso alla scadenza, stabilita al momento della stessa sottoscrizione di acquisto.

La loro durata può essere pari o inferiore ai dodici mesi.

Il rimborso di un BOT da parte dello Stato viene detto “alla pari”; questo significa che l’investitore riceverà, a titoli di rimborso il valore nominale del titolo stesso pari, ad esempio, a mille euro. Il ricavo dell’investitore sarà legato quindi alla differenza tra questo valore nominale “alla pari” e il prezzo di acquisto sostenuto per lo stesso titolo che viene definito “sotto la pari” perché, nel nostro esempio, inferiore a 1000 euro.

Se si deve stabilire con … Leggi di più

Certificati di credito del tesoro

Dal 1991, i CCT sono titoli a medio-lungo termine ed hanno una scadenza a 7 anni.

La loro immissione sul mercato avviene tramite un’asta gestita dalla Banca d’Italia, e anche in questo caso destinata ai soli operatori finanziari autorizzati (banche e Posta) che acquistano i lotti e li rivendono agli investitori che ne hanno prenotato l’acquisto.

Questi titoli possono essere acquistati con un investimento minimo di 1000 euro e poi a salire con multipli di 1000.

cctDal giorno successivo alla loro emissione questi titoli sono quotati in borsa e quindi sottostanno all’andamento dei mercati finanziari.

Gli interessi maturati durante il periodo di investimento vengono rimborsati tramite cedole semestrali il cui valore però non è fisso ma variabile e viene di volta in volta stabilito sulla base del rendimento semestrale dei BOT emessi nello stesso periodo aumentato di una percentuale che può variare dallo 0,3% all’1%. Tale rendimento però … Leggi di più

Certificati del tesoro zero coupon

ctzI Certificati del Tesoro zero-coupon (CTZ) sono privi di coupon, e questo vuol dire che non maturano una cedola di interessi periodica; la remunerazione per l’investitore infatti è calcolata, come per i BOT, tramite il cosiddetto scarto di emissione che consiste nella differenza tra il prezzo al quale il titolo viene rimborsato all’investitore al momento della sua scadenza e il prezzo che l’investitore ha pagato al momento dell’acquisto del titolo stesso. In questo possiamo tranquillamente dire che i BOT e i CTZ si equivalgono completamente se non fosse per la loro durata: mentre i BOT hanno scadenze a 3, 6 o 12 mesi, i CTZ possono avere scadenza a 18 o 24 mesi dalla loro emissione.

Un’altra piccola differenza consiste nel metodo di tassazione dei due titoli, così che se i BOT vengono tassati al momento dell’acquisto tramite un aumento del prezzo del 12,5%, i CTZ vengono tassati al … Leggi di più

Buoni del tesoro: poliennali e indicizzati all’inflazione europea

btpI Buoni Poliennali del Tesoro (BTP) sono dei certificati di debito a durata poliennale, infatti le loro scadenze sono previste a 3, 5, 10, 15 o 30 anni.
Avendo scadenze così lunghe (per essere più appetibili agli investitori) essi maturano delle cedole annuali di interesse che vengono corrisposte all’investitore a scadenze semestrali. Quindi, ad esempio, un BTP che ha un rendimento fisso del 7% maturerà una cedola che verrà corrisposta nella misura del 3,5% ogni sei mesi.

Il loro rendimento però non è legato solo a questa cedola ma anche allo scarto di vendita, e cioè alla differenza tra il prezzo corrisposto al momento della sottoscrizione di acquisto e il loro valore di vendita al momento della scadenza. Tale valore però verrà elargito all’investitore con una decurtazione del 12,5% a titolo di tassazione.

Anche questo è un mezzo di investimento piuttosto sicuro per chi decide di sottoscriverlo … Leggi di più