Indici ripiegano in ribasso dopo metà seduta all’insegna del rialzo. Il Ftse Mib di Milano lascia sul terreno circa mezzo punto percentuale, con vendite sparse su tutto il listino. Il dato macro sulle vendite al dettaglio è stato negativo dello 0,2% rispetto al corrispondente periodo di riferimento.
In leggero ribasso anche gli altri indici europei, con il Cac 40 di Parigi e il Dax 30 di Francoforte in ribasso rispettivamente dello 0,4 e dello 0,3%. I futures Usa fanno presagire un avvio in ribasso, dopo la chiusura leggermente negativa di ieri.
Nel pomeriggio attesa per il dato macroeconomico, da sempre tra i più sensibili per i mercati finanziari, relativo alla fiducia dei consumatori, stimato dall’Università di Michigan. Tra i titoli statunitensi ancora sotto osservazione Facebook. Il social network fondato e diretto da Mark Zuckemberg al centro delle polemiche dopo le discese registrate nei primi giorni di contrattazione, con … Leggi di più



Maggio 26th, 2012
Alessandro Scorrano
Categoria:
Il Ftse Mib di Milano intanto segna un rialzo dell’1% riprendendo con forza quota 13 mila punti. Debole il comparto bancario, con maglia nera per Banco Popolare di Milano che registra un ribasso del 2,75% anche se in recupero dai minimi. Gli altri listini europei proseguono sulla stessa direzione, mentre l’euro è stabile nei confronti del dollaro, con un rialzo dello 0,1%.
Un’altra settimana molto negativa per Piazza Affari, che continua a risentire delle pressioni provenienti dalla Grecia dopo il mancato accordo raggiunto tra i politici ellenici per la formazione di un governo.
Il debutto del social network fondato e diretto da Mark Zuckemberg è stato meno entusiasmante di quanto ci si attendeva, con un rialzo dello 0,61% a 38,23 dollari per azione. Il titolo era partito bene nelle prime ore di contrattazione, registrando un boom di volumi, per poi spegnersi pian piano nel corso della seduta.
Mercati ancora sotto pressione sulla scia delle indiscrezioni provenienti dall’Europa dove il catalyst rimanere Atene, dopo il mancato accordo raggiunto tra i partiti politici per la formazione del governo.