Giornata distesa per i mercati finanziari quella di ieri con performance positive dopo i mega rialzi di mercoledì. Rialzi universali che partono dall’Asia e si estendono ad Europa e Stati Uniti e trovano sostegno nelle parole espresse ieri da Mario Draghi sulla crisi europea e sulla volontà di sostenere il vecchio continente.
Chiaro il riferimento agli spread, che già nel novembre scorso avevano rischiato di compromettere l’euro. In giornata, complice l’andamento dei mercati finanziari, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi si è portato sui 430 punti base.
Come per la Bce, anche la Fed oggi ha mantenuto inalterati i tassi di interesse. Il presidente Bernanke, ha assicurato massimo sostegno ai mercati finanziari qualora la situazione dovesse degenerare garantendo, come ha fatto Draghi, pieno sostegno all’economia se dovesse rallentare.
Discorso quindi speculare, che lascia intravedere una certa preoccupazione per quanto sta accadendo in Europa anche in vista … Leggi di più



Giugno 8th, 2012
Angelo Ferraro
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Una giornata di borsa come quella di oggi non se l’aspettava nessuno. Dopo le turbolenze degli ultimi mesi, sui mercati torna il sereno dopo le parole espresse dal presidente della Bce Mario Draghi.
Partenza in ribasso per le borse europee dopo i rialzi registrati nella seduta di ieri, con gli indici in positivo di oltre un punto percentuale. A creare volatilità sui listini sono le indiscrezioni provenienti dalla Spagna, dove emergerebbero difficoltà a portare in salvo Bankia, l’istituto di credito spagnolo nato dalla fusione tra sette banche popolari, che proprio qualche settimana fa aveva annunciato una maxiperdita di circa 3 miliardi di euro dovuta ad un’eccessiva esposizione al mercato immobiliare iberico.
Bene i titoli del Lingotto, dopo le parole di John Elkann che ha assicurato l’intenzione del management di continuare ad investire in Italia. Il numero uno di Exor ha sottolineato come negli ultimi anni ha investito nel Bel Paese circa 3 miliardi di euro per quanto riguarda il ramo industrial, 10 miliardi di euro per il ramo auto motive.
In realtà, anche i partiti più estremisti non mettono in dubbio la volontà di rimanere nell’euro, palesando le forti difficoltà che avrebbe il Paese nel caso di ritorno al dracma. Ma viene richiesta una revisione del Troika, con l’allungamento nel tempo delle condizioni.