Il tanto atteso approdo di Facebook su Wall Street ha preso corpo in una seduta tra le peggiori degli ultimi mesi per gli indici Usa, che hanno lasciato mediamente sul terreno oltre un punto percentuale con l’indice Dow Jones in ribasso dello 0,6% ed il Nasdaq in contrazione dell’1,24% a 2.779,79 punti.
Il debutto del social network fondato e diretto da Mark Zuckemberg è stato meno entusiasmante di quanto ci si attendeva, con un rialzo dello 0,61% a 38,23 dollari per azione. Il titolo era partito bene nelle prime ore di contrattazione, registrando un boom di volumi, per poi spegnersi pian piano nel corso della seduta.
In realtà a inizio seduta si sono registrati alcuni problemi tecnici che hanno tardato di circa 5 minuti la quotazione del titolo. E’ comunque aperta un’inchiesta su quanto successo e con ogni probabilità nei prossimi giorni si avranno maggiori dettagli sui retroscena di quanto … Leggi di più



Maggio 21st, 2012
Alessandro Scorrano
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L’uscita dall’euro da parte della Grecia non è più una remota possibilità. I vertici internazionali si sono riuniti proprio per discutere su un piano che accompagni Atene fuori dalla moneta unica, e che non produca danni irreparabili per il resto del vecchio continente.
Ieri chiusura negativa per Wall Street con l’indice Dow Jones in ribasso dello 0,26% ed il Nasdaq in contrazione dello 0,44%. Londra segna una discesa dello 0,71% mentre Parigi e Francoforte flettono di circa mezzo punto percentuale.
Un’altra giornata di passione quella odierna, almeno fino a questo momento, con gli indici europei ancora in ribasso dopo le perdite degli ultimi giorni. L’indice Ftse Mib di Milano segna un ribasso dello 0,26%, in recupero dai minimi dopo aver stazionato per la prima parte di seduta con perdite che hanno superato il punto e mezzo percentuale.
Sul tema è intervenuto Jens Weidmann, il numero uno della banca centrale tedesca, che ha ribadito l’importanza di attuare una politica restrittiva per salvaguardare l’Europa. L’attacco dell’economista tedesco è riferito in particolare al neo eletto presidente francese François Hollande, che durante la campagna elettorale più volte ha dichiarato di voler rivedere alcuni punti di politica estera promettendo discontinuità rispetto alla linea portata avanti dal leader del centrodestra Nicolas Sarkozy.