La presenza della Libia in Unicredit ha una rilevanza strategica e rappresenta un disegno che produrrà effetti nel medio/lungo termine. A chiarirlo Ali Mohammed Salem, vice governatore della Libyan central bank, dopo che negli ultimi mesi si erano avvicendate numerosi voci che vedevano in procinto di vendita la partecipazione acquisita dal fondo sovrano locale.
La caduta di Gheddafi era stata vista come rottura nel rapporto tra la banca ed il Paese Nord Africano anche alla luce della volontà di quest’ultimi di non aderire all’aumento di capitale nonostante l’effetto fortemente diluitivo generato dalla ricapitalizzazione.
Il banchiere libico alla domanda posta dai giornalisti sulla volontà di vendere la partecipazione in Unicredit risponde con decisione: “ sarebbe folle”, motivandola con il fatto che porterebbe nelle casse dello Stato una perdita di circa 1 miliardo di euro.
Ali Mohammed Salem si è detto convinto che nel lungo periodo la partecipazione in Unicredit genererà … Leggi di più



Luglio 17th, 2012
Alessandro Scorrano
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Sul tema integrazione è intervenuta oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel, che in un’intervista rilasciata all’emittente tedesca ZDF, ha sottolineato l’importanza di attivare meccanismi di controllo adeguati, senza i quali è …
La Spending Review colpirà in maniera sensibile anche l’Istat, che secondo il presidente Enrico Giovannini, dati gli ultimi tagli apportati dal governo, non riuscirà a portare avanti con qualità il proprio lavoro.
La crisi economica globale continua a preoccupare i leader mondiali, che temono un netto peggioramento del quadro macroeconomico in seguito alle statistiche pubblicate nelle ultime settimane. Se l’Europa è la punta dell’iceberg, gli altri Paesi non se la passano di certo meglio, considerando che anche la Cina è uscita allo scoperto annunciando previsioni di crescita più basse rispetto alla media degli ultimi anni.
Il vertice Eurogruppo della scorsa settimana è stato accolto con grande entusiasmo dai mercati finanziari, soprattutto per la fermezza del premier italiano Mario Monti che dopo una dura trattativa è riuscito a spuntare un pacchetto di misure in grado di sostenere le economie periferiche in caso di deterioramento della situazione.