Unicredit, soci libici vogliono incrementare l’investimento nella banca

Ali Abdullah SalehLa presenza della Libia in Unicredit ha una rilevanza strategica e rappresenta un disegno che produrrà effetti nel medio/lungo termine. A chiarirlo Ali Mohammed Salem, vice governatore della Libyan central bank, dopo che negli ultimi mesi si erano avvicendate numerosi voci che vedevano in procinto di vendita la partecipazione acquisita dal fondo sovrano locale.

La caduta di Gheddafi era stata vista come rottura nel rapporto tra la banca ed il Paese Nord Africano anche alla luce della volontà di quest’ultimi di non aderire all’aumento di capitale nonostante l’effetto fortemente diluitivo generato dalla ricapitalizzazione.

Il banchiere libico alla domanda posta dai giornalisti sulla volontà di vendere la partecipazione in Unicredit risponde con decisione: “ sarebbe folle”, motivandola con il fatto che porterebbe nelle casse dello Stato una perdita di circa 1 miliardo di euro.

Ali Mohammed Salem si è detto convinto che nel lungo periodo la partecipazione in Unicredit genererà crescita dell’investimento effettuato. La banca centrale ha ottenuto lo scongelamento dei beni, e ad oggi detiene riserve in valuta estera per 116 miliardi di dollari.

Sono trascorsi ben 9 mesi dalla caduta del Rais ed il Paese continua a registrare ancora disordini nonostante lo scorso 7 luglio si sono tenute le elezioni politiche. Il banchiere sottolinea che dalle urne è uscita una forza politica più liberale rispetto al Passato e che potrebbe portare serenità al Paese.

Banca UnicreditLa presenza della Libia in Unicredit non deriva esclusivamente dal fondo sovrano ma anche da una società di private equity locale, Libyan investment Authority. Complessivamente la partecipazione arriva a sfiorare il 5%, in discesa rispetto al passato dove le due riuscivano insieme ad ottenere una percentuale intorno al 7,6% rappresentando l’azionariato di maggioranza.

La quota è scesa per via della mancata adesione all’aumento di capitale, lanciato da Unicredit in un momento molto difficile, in cui vi era la presenza all’esecutivo di un governo transitorio a seguito della caduta del colonnello Gheddafi.

Il vice banchiere libico inoltre rivendica, data la partecipazione, una maggior presenza nel board della banca, in tal caso sarebbero disposti ad incrementare i propri investimenti.

Puoi lasciare un commento, o trackback dal tuo sito.

Lascia un Commento