Crisi Italia: Ocse vede disoccupazione in peggioramento

Ocse disoccupazione italiaLa crisi economica globale continua a preoccupare i leader mondiali, che temono un netto peggioramento del quadro macroeconomico in seguito alle statistiche pubblicate nelle ultime settimane. Se l’Europa è la punta dell’iceberg, gli altri Paesi non se la passano di certo meglio, considerando che anche la Cina è uscita allo scoperto annunciando previsioni di crescita più basse rispetto alla media degli ultimi anni.

Uno dei temi più caldi è certamente quello del mercato del lavoro, con una disoccupazione che continua a crescere in maniera evidente. Secondo l’Ocse il peggio non è alle spalle, e la disoccupazione potrebbe ulteriormente crescere nel prossimi futuro, andando a colpire soprattutto le nuove generazioni.

L’Ocse cita l’Italia tra i Paesi più colpiti dalla crisi, in cui i giovani pagano a caro prezzo la congiuntura economica internazionale, con una progressiva riduzione dei posti di lavoro. Tra i giovani tra i 15 ed i 24 anni, uno su due è disoccupato. Una tendenza che continua a crescere considerando che nel 2009 la disoccupazione in questo range d’età era del 44,4%, poi cresciuto nel 2010 e 2011 rispettivamente al 46,7 e 49,9%.

Complessivamente, nel 2011 il tasso di disoccupazione si è attestato all’8,4%, mentre le stime per i prossimi due anni sono in peggioramento rispettivamente al 9,4% nel 2012 e 9,9% nel 2013. L’Ocse sottolinea comunque che in Eurozona c’è chi sta peggio e questo lo testimonia il dato medio sul tasso di disoccupazione, che vede raggiunta la soglia record dell’11,1%.

Elsa Fornero riforma LavoroNell’ultimo periodo in Eurozona tuttavia si apprezza una certa determinazione nell’attuare riforme, come quella promossa dal ministro del Lavoro Elsa Fornero, con la speranza dell’Ocse che venga attuata in tempi celeri in modo da costituire un meccanismo di contrasto alla grande recessione che sta travolgendo il vecchio continente. 

Secondo l’organizzazione mondiale inoltre, la riforma consentirà di ridurre i costi sociali di prossime recessioni, grazie ad un sistema più flessibile in grado di adattarsi al meglio alle situazioni congiunturali.

La riforma inoltre ha previsto maggiori tutele per lavoratori con contratti precari, anche in termini di indennità di disoccupazione.

Quello degli ammortizzatori sociali è sicuramente un tema fondamentale, che va rafforzato per dar vita ad una maggiore flessibilità contenendo il disagio sociale di una prossima eventuale recessione.

Puoi lasciare un commento, o trackback dal tuo sito.

Lascia un Commento