Come avvenuto per l’IMU anche l’aumento dell’IVA viene rinviato. Il governissimo guidato da Enrico Letta ha annunciato oggi l’approvazione del decreto che rinvia di sei mesi l’approvazione dell’aumento dell’imposta sul valore aggiunto che partirà dal 1 ottobre.
Letta si è detto soddisfatto del risultato che rappresenta “una scelta che dimostra la volontà del governo di affrontare il programma, aiutare l’economia e di farlo con la dovuta prudenza”. I margini di movimento del governo sono sicuramente molto limitati, considerando che il Paese è appena stato tirato fuori da una procedura di urgenza per debito eccessivo.
Con la Commissione Europea sono stati stabiliti dei saldi che vanno rispettati e oltre i quali non è possibile andare. Il rinvio costerà ben 1 miliardo di euro, che ora il governo dovrà recuperare in altro modo. Da apprezzare quindi la determinazione nel posticipare l’aumento dell’Iva che sarebbe partito dal primo di luglio. Le imposte sui … Leggi di più



Giugno 27th, 2013
Angelo Ferraro
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L’Edilizia rappresenta sicuramente il settore che ha sofferto maggiormente la crisi in questi anni. Le ragioni sono molteplici, non solo di natura congiunturale ma anche strutturale tanto che sono in molti gli analisti che ritengono che non si è ancora toccato il fondo.
Sono anni che associazioni di categoria e governo lancino segnali inequivocabili sulle difficoltà di ottenere nel tempo una rendita adeguata al proprio tenore di vita. Soprattutto le nuove generazioni, complici i precari contratti di lavoro e prestazioni ad intermittenza, difficilmente riusciranno ad assicurarsi una pensione interessante e comunque in grado di consentirgli nel tempo un tenore adeguato.
Tutto pronto per l’estratto conto previdenziale, la comunicazione che il mistero del Lavoro farà ai lavoratori e che conterrà indicazione sulla pensione che si andrà a prendere una volta terminato il proprio lavoro.
Nel giorno dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del provvedimento di urgenza di sospensione Imu e rifinanziamento della Cassa Integrazione, la banca centrale europea torna a chiedere maggiore azione all’esecutivo italiano, per evitare un riacutizzarsi della crisi per ora solo parzialmente accantonata.