Continua lo scivolone del titolo Facebook sulla borsa americana. Dalla Ipo il titolo non ha mai arrestato la propria discesa e gli analisti continuano a lanciare pareri discordanti sulle prospettive del più noto tra i social network.
Ieri il titolo ha accusato l’ennesimo crollo, dopo un articolo pubblicato dal settimanale Barron’s, secondo il quale il titolo non vale più di 15 dollari ad azione. Il settimanale finanziario statunitense ha sottolineato che la redditività del gruppo sarà penalizzata dal forte passaggio degli utenti dalla piattaforma desktop a quella mobile, situazione che ha colto alla sprovvista il management guidato da Mark Zuckerberg.
Il passaggio al mobile provocherà una netta riduzione dei ricavi e del traffico, considerando che la piattaforma facebook non si adatta perfettamente a layout troppo piccoli che caratterizzano smartphone e tablet.
I fans che avevano investito ciecamente sul titolo continuano ad esser molto delusi ed il fondatore e … Leggi di più



Settembre 25th, 2012
Alessandro Scorrano
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La Cina con il piano quinquennale approvato lo scorso anno, ha offerto forte incentivi ad incrementare i consumi interni proprio per dare una maggiore autonomia a quella che continua ad esser una delle principali locomotive della crescita economica mondiale.
Da Cernobbio, in occasione del workshop Ambrosetti, l’Amministratore Delegato di Enel Fulvio Conti ha confermato le stime relative ai conti di Enel, che prevedono nell’anno in corso un Ebitda di 16,5 miliardi di euro.
La view generale di mercato da parte degli analisti è piuttosto confusa, complice il mese di settembre, nella cui agenda abbondano numerosi appuntamenti core. In attesa delle decisioni che verranno assunte per rilanciare le sorti del vecchio continente, anche in Asia si continua a soffrire il pesante rallentamento dell’economia.
Fino a qualche mese fa l’investimento in titoli di Stato veniva considerato come asset free risk, che offriva rendimenti di poco maggiori all’inflazione, tenendo al riparo dai rischi il capitale. Quanto avvenuto nel mese di novembre, e le continue ripercussioni speculative sul debito italiano, hanno mutato la visione di sicurezza che accompagna i BTP.