Una dura botta per Nokia. Il colosso finlandese della telefonia è stato superato da Samsung, perdendo il primato di primo produttore al mondo di telefonini.
Dopo aver lasciato il primo gradino del podio ad Apple nella vendita di smartphone, arriva l’ormai scontato sorpasso anche nel business della telefonia. Nokia deteneva il primato da ben 14 anni, e fino a solo pochi anni fa pareva assai improbabile un recupero.
A riferire del sorpasso Strategy Analytics, società di studi e ricerche, che evidenzia come Samsung nei primi tre mesi del 2012 ha registrato un vero e proprio boom di vendite, pari a circa 93,5 milioni di telefonini.
La società coreana detiene ora il 25,4% del mercato della telefonia, contro il 22,5% del mercato che rimane invece nelle mani di Nokia. Si è trattato di un recupero costante nel tempo, che ha portato Samsung al primato, già da tempo annunciato.… Leggi di più



Aprile 29th, 2012
Alessandro Scorrano
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Giornata di timidi rialzi per le borse europee dopo i ribassi generalizzati registrati nella giornata di ieri. A Milano, l’indice Ftse Mib segna un rialzo dello 0,26% dopo un avvio in ribasso sulla scia del downgrade registrato ieri dal debito spagnolo, il cui rating è stato ridotto a BBB dal precedente A da parte di Standard and Poor’s.
Negli ultimi giorni il dibattito è fermo sul tema della crescita, e sulla depressione vissuta dal Paese a seguito degli interventi varati negli ultimi mesi dall’esecutivo per fronteggiare la situazione sempre più difficile in cui versano i conti pubblici.
Un’altra giornata di forti vendite quella registrata ieri sui mercati finanziari internazionali, dove, dopo un 2012 iniziato con i migliori propositi, negli ultimi giorni è tornato forte il pessimismo sulla scia dell’esito delle elezioni presidenziali che in questi gironi si tengono in Francia.
Il Fmi ha varato ieri l’allargamento del fondo internazionale, che dispone ora di maggiori risorse per fronteggiare situazioni di crisi che potrebbero manifestarsi nel corso dei prossimi anni. Dopo le erogazioni effettuate soprattutto in favore dei Paesi dell’area Piigs (acronimo che racchiude i paesi europei che hanno manifestato maggiori difficoltà come Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), il fondo si era semi-svuotato, per cui, anche nella direzione di offrire una maggiore credibilità ai mercati, è stata varata una nuova iniezione da 430 miliardi di dollari.