L’annuncio del Lingotto di aver definitivamente archiviato il Progetto Fabbrica Italia, ha lasciato senza parole la politica italiana, che in questi anni tanto aveva posto nelle mani del manager italo-canadese Sergio Marchionne le speranze di una rinascita industriale.
Dopo il comunicato diffuso da Fiat nelle scorse ore, alcuni industriali, in primis Diego Della Valle, ha chiesto a gran voce l’intervento del governo Monti nell’aprire un dialogo con il management per comprendere le ragioni del clamoroso dietrofront. In realtà il comunicato già spiegava le ragioni del cambiamento, riassunte delle mutate condizioni macroeconomiche, che negli ultimi mesi sono ulteriormente peggiorate con una recessione stimata al 2,7%.
Anche i sindacati sono inferociti, considerando che la risposta del Lingotto è arrivata al termine di un duro tira e molla, iniziato proprio dalle parti sociali, al quale finora l’azienda aveva spesso glissato l’argomento senza tuttavia mai far alcuna allusione alla volontà di … Leggi di più



Settembre 17th, 2012
Alessandro Scorrano
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La banca centrale europea non ha posto condizioni particolari all’Italia, invitandola a proseguire nella strada intrapresa delle riforme strutturali e del risanamento dei conti pubblici. A dichiararlo il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che ha tenuto un seminario all’Università Roma tre.
Il premier Wen Jiabao, in un intervento al World Economic Forum, ha sottolineato di aver fiducia nell’economia del suo Paese, che continuerà a crescere con i medesimi ritmi anche nei prossimi anni. Una delle priorità del governo è infatti quella di stabilizzare la crescita, evitando il surriscaldamento, che negli anni scorsi ha rappresentato una delle principali insidie.
Dopo Grecia, Irlanda e Portogallo, si è discusso della possibilità di intervenire con un piano di sostegno alla Spagna, come ammesso dallo stesso premier Rajoy che attende di conoscere le condizioni dell’intervento prima di dare la propria disponibilità o meno, cosciente delle ripercussioni che avrebbe sui mercati finanziari.
Solo qualche mese fa, nel mese di giugno la recessione era stata stimata all’1,7% ma le turbolenze sui mercati finanziari negli ultimi mesi hanno ulteriormente peggiorato la situazione. Sull’economia italiana, il capo economista dell’Ocse, Pier Carlo Padoan ha sottolineato l’importanza dopo la tanta austerità di approvare interventi di stimolo alla crescita economica, soprattutto in direzione del mercato del lavoro.