La fattura proforma, a cosa serve e fac simile

Un’abitudine ormai consolidata da parte dei professionisti è quella dell’emissione della fattura proforma o preavviso di fattura, per poter anticipare al cliente il “conto” senza procedere, al momento, all’emissione della fattura. In pratica si tratta di un documento che può essere equiparabile ad una fattura, ma che risulta mancante di validità fiscale.

Potete scaricare un fac simile della fattura proforma da qui:

La fattura proforma è nota anche come progetto di notula oppure come preavviso di parcella, che sono dei sinonimi di un equivalente documento contabile che viene emesso da parte dei liberi professionisti.

Le differenze tra fattura ordinaria e fattura proforma

Ad un primo esame questi due documenti non risultano avere molte differenze ed effettivamente non lo sono se non per la loro utilizzazione.

Una fattura proforma comprende regolarmente tutti gli elementi di una fattura ordinaria, con le sole diversità che:

  • ha una numerazione autonoma;
  • non ha nessuna validità ai fini fiscali;
  • è obbligatoria l’indicazione che si tratta di un documento privo di valore fiscale.

L’emissione della fattura proforma

L’emissione della fattura proforma avviene in un momento precedente in riferimento all’emissione della fattura definitiva, indipendentemente che sia in formato elettronico oppure in formato cartaceo.

A questo punto può essere legittimo domandarsi quale possa essere l’opportunità di emettere questo documento, dal momento che successivamente ne viene emesso un altro che presenta le medesime caratteristiche e che ha anche la validità ai fini fiscali.

Il motivo è quello di far pervenire al cliente un documento riepilogativo contenente tutti i riferimenti della prestazione per poter richiedere il pagamento, ma senza dover anticipare l’importo dell’Iva relativa, e senza, di conseguenza, avere gli effetti fiscali originati dall’emissione della fattura definitiva.

Infatti, ai fini Iva, per le prestazioni eseguite, l’emissione della fattura definitiva avviene nel momento di effettuazione dell’operazione, che per i professionisti corrisponde con il pagamento del compenso, ed il tutto sulla base di quanto previsto dall’articolo 6, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972.

Infatti, allo scopo di evitare l’emissione di una fattura definitiva anteriormente al pagamento e di conseguenza il versamento dell’Iva in anticipo rispetto all’incasso, è prevista la possibilità di poter emettere la fattura proforma.

In pratica viene richiesto il pagamento al cliente tramite un documento riepilogativo senza valore di valenza fiscale, che possiede il medesimo valore giuridico di un preventivo e che per questi motivi non deve essere registrato in contabilità.

Si tratta di un vero e proprio fac simile di fattura per i professionisti, che risulta essere pratico:

  • sia per il professionista, il quale non dovrà versare l’Iva prima dell’avvenuto incasso del compenso;
  • sia per il cliente, il quale potrà visionare e controllare il documento riassuntivo delle spese prima di effettuare il pagamento.
Compilazione fattura proforma

La compilazione della fattura

Dal punto di vista strettamente formale la fattura proforma si presenta come una normale fattura, deve avere una  distinta numerazione rispetto a quella della fattura fiscale definitiva, e nella stessa deve essere specificato che si tratta:

  • di fattura proforma;
  • di avviso di parcella;
  • di progetto di notula.

Inoltre è obbligatorio indicare sempre la dicitura di seguito riportata:

Il presente documento non costituisce fattura valida ai fini del D.P.R. n. 633 del 26/10/1972 e successive modifiche. La fattura definitiva verrà emessa all’atto del pagamento del corrispettivo compre previsto dall’art. 6, comma 3, del D.P.R. n. 633 del 26/10/1972”.

I vantaggi della fattura proforma

All’origine della predisposizione e della emissione di una proforma fattura ci sono vari motivi, quelli di maggiore importanza sono di seguito indicati:

  • rinviare la fatturazione elettronica per i professionisti, che così deve essere emessa solamente al momento del ricevimento del pagamento da parte del cliente;
  • possibilità di modificare infinite volte la fattura proforma senza dover variare i documenti fiscali già emessi, nell’ipotesi di errori o di variazioni sugli importi, mentre, al contrario, la situazione è totalmente diversa nel caso in cui gli errori vengano rilevati successivamente all’emissione della fattura fiscale, ad esempio quando l’importo indicato risulta errato, è indispensabile emettere una nota di credito per stornare la fattura;
  • nessuna anticipazione di imposte prima di aver ricevuto il pagamento del compenso dal cliente;
  • emissione della fattura definitiva solamente dopo aver incassato il pagamento dal cliente.

L’emissione della fattura ordinaria

È doveroso evidenziare che la fattura proforma non deve essere utilizzata quale strumento per l’evasione fiscale, ma unicamente quale mezzo per dare un vantaggio al contribuente, il quale rimane in ogni caso obbligato all’emissione della fattura definitiva da trasmettere al Sistema di Interscambio e conseguentemente al cliente non appena avviene l’incasso del compenso.

Solamente attraverso l’emissione della fattura definitiva la prestazione professionale diviene rilevante ai fini fiscali, mentre la mancata emissione della fattura definitiva a seguito dell’incasso del compenso comporta rilevanti sanzioni.

La fattura proforma dopo l’introduzione della fattura elettronica

Visto che la fattura proforma è un documento che non ha rilevanza ai fini fiscali e che viene utilizzata da parte dei professionisti per richiedere al cliente il pagamento del compenso dovuto, per questi motivi, niente viene a variare in conseguenza dell’avvenuta introduzione dell’obbligo della fattura elettronica. Infatti, solamente al momento dell’incasso del compenso il professionista provvede all’emissione della fattura elettronica, che ha validità sia ai fini Iva che ai fini delle imposte sui redditi. Ricordiamo, inoltre, che la fattura elettronica omessa comporta delle conseguenze e relative sanzioni.

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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