Sentenza molto forte per Silvio Berlusconi quella relativa al processo Ruby: condanna a 7 anni ed interdizione dai pubblici uffici. A dir poco scosso l’entourage dell’ex premier, che grida allo scandalo aspettandosi un verdetto diverso nei prossimi gradi di giudizio.
Dichiara di sentirsi demolito pubblicamente e parla di sentenza “incredibile e di violenza mai vista”. I giudici della IV sezione del Tribunale di Milano hanno decretato una sentenza che prevede un anno in più rispetto a quello chiesto dai pm, oltre all’interdizione dai pubblici uffici.
Il numero uno del PDL sottolinea come la sentenza non rispetti tutti quelli elettori che negli anni hanno votato per lui, convinti della fiducia del proprio leader politico.
“Mi stanno colpendo in ogni modo, sul piano politico, privato e anche economico e non si fermeranno finché non mi avranno fatto fuori”. Berlusconi con ogni probabilità lascia messaggi al possibile rinvio a giudizio che ci sarà giovedi … Leggi di più



Giugno 25th, 2013
Angelo Ferraro
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Seduta disastrosa per le borse internazionali che reagiscono in modo a dir poco negativo alle parole espresse ieri dal presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che ha esplicitamente dichiarato che qualora l’economia americana dovesse continuare a migliorare valuterebbe una riduzione degli stimoli.
Giornata di forti vendite quella di ieri sui mercati finanziari, dove si respira tensione per via di un innalzamento dei tassi negli Stati Uniti e per la scarsa efficacia della politica monetaria giapponese.
Una correzione di breve durata ma di intensa portata (almeno finora!). Possiamo riassumere cosi l’andamento dei mercati negli ultimi giorni, con i principali indici che hanno corretto in maniera piuttosto intensa, partendo dal crollo vertiginoso della borsa di Tokyo.
Wall Street chiude negativa ma recupera dai minimi. La consueta intervista del presidente della Fed Ben Bernanke non è piaciuta ai mercati, che nel giro di pochi secondi si sono girati da una sostanziale parità ad una flessione che nel caso del Nasdaq superava l’1,5%.