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Regime forfettario 2020

Le variazioni apportate al regime forfettario

La Legge di Bilancio 2020, Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, agisce in modo rilevante sul regime forfettario inserendo, a decorrere dal 1 gennaio 2020, un nuovo requisito di accessibilità, che va ad affiancarsi al limite dei ricavi e dei compensi ragguagliati ad anno di 65.000,00 euro e che riguarda i contribuenti che sostengono costi per lavoro dipendente e per collaboratori oltre uno specifico limite.

Di fatto la Legge di Bilancio 2020, con decorrenza dal 1 gennaio 2020, ha nuovamente inserito la condizione di accessibilità riguardante il sostenimento di costi per lavoro dipendente e per collaboratori, impostato in maniera simile a quello in vigore fino al 2018, con l’innalzamento del precedente limite da 5.000,00 a 20.000,00 euro.

Oltre a ciò la suddetta Legge inserisce una nuova causa di esclusione al regime forfettario per i soggetti che, nell’anno precedente, hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati, … Leggi di più

Fatture regime forfettario

Fatture emesse, correzione nel caso di erronea applicazione del regime forfetario

L’Agenzia delle Entrate con le Risposte Interpello n. 499 e n. 500 del 26 novembre 2019, ha evidenziato che, nel caso di erronea applicazione del regime forfetario, la correzione delle fatture emesse può essere effettuata utilizzando una delle regole di seguito indicate:

  • emettendo e trasmettendo al committente note di variazione in aumento, a norma dell’art. 26, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, ad integrazione delle fatture originarie, addebitando a titolo di rivalsa l’Iva da versare ed evidenziando la ritenuta d’acconto;
  • emettendo e trasmettendo al committente note di variazione in diminuzione, a norma dell’art. 26, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, a totale storno delle fatture originarie ed emettendo nuove fatture, in sostituzione delle precedenti, addebitando a titolo di rivalsa l’Iva ed evidenziando la ritenuta d’acconto.

Il caso di documento fiscale respinto

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Pagamenti in contanti

Pagamenti in contanti: limiti e novità del Decreto Legge n. 124/2019

Rispetto alla precedente normativa, il Decreto Legge n. 124 del 26 ottobre 2019, all’art. 18, comma 1, lettera a), stabilisce una graduale diminuzione del limite all’utilizzazione dei pagamenti in contanti verso quota 999,99 euro, dagli attuali 2.999,99 euro.

Nello specifico:

  • l’importo limite di 999,99 euro entrerà in vigore dal 1 gennaio 2022;
  • dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 sarà, invece, in vigore l’importo limite di 1.999,99 euro, e uguale variazione sarà in vigore per la soglia riguardante l’attività di cambiavalute.

L’art. 18, comma 1, lettera b), del suddetto Decreto Legge stabilisce, inoltre, per necessità di uniformità sistematica, che:

  • per le infrazioni commesse e contestate dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, il minimo edittale sarà pari a 2.000,00 euro, rispetto agli attuali 3.000,00 euro;
  • per le infrazioni commesse e contestate a decorrere dal 1 gennaio 2022, il minimo edittale verrà ulteriormente diminuito a 1.000,00 euro.
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Canone locazione affitti

Esclusi da tassazione i canoni di locazione non incassati

Nella Legge di conversione del Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019, noto come “Decreto Crescita”, è contenuta una disposizione che modifica l’art. 26 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, in materia di imposizione fiscale dei redditi di locazione di immobili abitativi non incassati dal locatore.

Nello specifico:

  • la norma fino a questo momento vigente prevedeva che i canoni non incassati non concorressero alla formazione del reddito solamente dal momento del termine del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità;
  • la nuova norma prevede invece la detassazione dal momento dell’ingiunzione di sfratto oppure dall’intimazione di pagamento, tuttavia, per specifica previsione contenuta nella stessa, troverà applicazione ai contratti di locazione stipulati dal 1 gennaio 2020.

L’imposizione fiscale per competenza dei redditi fondiari

In base a quanto stabilito dall’art. 26 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, in linea di principio, i redditi fondiari concorrono alla formazione del … Leggi di più

Agenzia Entrate fatture elettroniche

Fatture elettroniche: chiarimenti Agenzia Entrate

L’art. 11 del Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018, ha modificato l’art. 21 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, stabilendo, per tutte le fatture elettroniche emesse a decorrere dallo scorso 1 luglio 2019:

  • l’obbligo di indicare nel documento la “data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura”, art. 21, comma 2, lettera g-bis, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972;
  • la possibilità di emettere le fatture, comprese quelle elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio, entro dieci giorni, poi aumentato a dodici giorni con la conversione in Legge n. 58 del 28 giugno 2019 del Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019, cosiddetto “
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