Le variazioni apportate al regime forfettario

La Legge di Bilancio 2020, Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, agisce in modo rilevante sul regime forfettario inserendo, a decorrere dal 1 gennaio 2020, un nuovo requisito di accessibilità, che va ad affiancarsi al limite dei ricavi e dei compensi ragguagliati ad anno di 65.000,00 euro e che riguarda i contribuenti che sostengono costi per lavoro dipendente e per collaboratori oltre uno specifico limite.

Di fatto la Legge di Bilancio 2020, con decorrenza dal 1 gennaio 2020, ha nuovamente inserito la condizione di accessibilità riguardante il sostenimento di costi per lavoro dipendente e per collaboratori, impostato in maniera simile a quello in vigore fino al 2018, con l’innalzamento del precedente limite da 5.000,00 a 20.000,00 euro.

Oltre a ciò la suddetta Legge inserisce una nuova causa di esclusione al regime forfettario per i soggetti che, nell’anno precedente, hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati, di cui agli articoli 49 e 50 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986, che superano l’importo di 30.000,00 euro.

Il suddetto limite non deve essere preso in esame nel caso in cui il rapporto di lavoro sia terminato.

Inoltre, per i soggetti in regime forfettario, la Legge di Bilancio 2020 ha inserito ulteriori rilevanti novità, di seguito indicate:

  • l’inserimento di un credito di imposta per l’acquisizione di beni strumentali nuovi, che va a subentrare al super e all’iper ammortamento;
  • la riduzione di un anno dei termini di decadenza dell’accertamento, prescritti dall’articolo 43, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 29 settembre 1973, ovvero al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, nel caso in cui il fatturato annuale sia unicamente composto da fatture elettroniche;
  • la compartecipazione del reddito assoggettato all’imposta sostitutiva ai fini della valutazione dei requisiti reddituali per la fruibilità o per la definizione di deduzioni, di detrazioni o di altri benefici, anche di natura non fiscale. 

Infine, la Legge di Bilancio 2020, Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, ha abolito l’imposta sostitutiva per i ricavi e per i compensi fino a 100.000,00 euro, che era stata inserita dalla Legge di Bilancio 2019, art. 1 commi 17-22 della Legge n. 145 del 30 dicembre 2018.

I nuovi requisiti per l’accesso e per la permanenza nel regime forfettario

Con inizio dal 1 gennaio 2020, in conseguenza delle variazioni apportate dalla Legge di Bilancio 2020, il regime forfettario è accessibile nei caso in cui, con riferimento all’anno precedente, siano contemporaneamente rispettati i requisiti di seguito indicati:

  • ricavi conseguiti o compensi percepiti per un importo non superiore a 65.000,00 euro, ragguagliati ad anno;
  • aver sostenuto, nell’anno precedente, costi per lavoro dipendente e per collaboratori per un importo non superiore a 20.000,00 euro.

I costi per lavoro dipendente e per collaboratori

Con decorrenza dal 1 gennaio 2020, l’accessibilità al regime agevolato è subordinata al fatto che siano stati sostenuti costi per lavoro dipendente e per collaboratori per un importo non superiore a 20.000,00 euro.

Il suddetto limite deve essere preso in considerazione tenendo conto dell’ammontare globale lordo dei costi sostenuti nell’anno precedente, di conseguenza per poter avere accesso o per poter avere permanenza nel regime nell’anno 2020, è necessario prendere a riferimento i costi sostenuti nell’anno 2019.

I costi che contribuiscono alla composizione del suddetto limite sono quelli riguardanti:

  • i lavoratori dipendenti, per i quali devono ritenersi inclusi i costi sostenuti in conseguenza del prestito di personale, così come confermato dalla Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 275/E del 3 luglio 2008;
  • il lavoro accessorio previsto dall’articolo 70 del Decreto Legislativo n. 276 del 10 settembre 2003, la cui disciplina è stata soppressa dal Decreto Legge n. 25 del 17 marzo 2017, convertito dalla Legge n. 49 del 20 aprile 2017;
  • i collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis) del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986, anche nel caso in cui siano assunti in base alle regole equiparabili ad un progetto, secondo quanto previsto dall’articolo 61 e seguenti del Decreto Legislativo n. 276 del 10 settembre 2003;
  • le somme corrisposte per le prestazioni di lavoro compiute dall’imprenditore stesso oppure dai suoi familiari, ai sensi dell’articolo 60 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986;
  • gli utili distribuiti agli associati in partecipazione con apporto costituito da solo lavoro, in base a quanto previsto dall’articolo 53, comma 2, lettera c), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 7/E del 28 gennaio 2008, devono considerarsi esclusi dal suddetto limite i compensi corrisposti per prestazioni di lavoro che hanno natura occasionale.

Beni strumentali

La non rilevanza dei costi relativi ai beni strumentali

Anche per l’anno 2020 i costi dei beni strumentali acquistati nel corso del regime forfettario proseguono a non avere rilevanza ai fini dell’accessibilità al regime stesso.

Inoltre per l’anno 2020 viene riconosciuta, anche ai contribuenti in regime forfettario, l’opportunità di avvalersi del nuovo credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, inserito in sostituzione del super e dell’iper ammortamento con la Legge di Bilancio 2020, Legge n. 160 del 27 dicembre 2019.

Infatti, la disposizione che stabilisce il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, prevede che detta agevolazione sia operativa a prescindere dalla dimensione e dal regime fiscale di definizione del reddito del soggetto che intende avvalersene.

Le cause di esclusione al regime forfettario in vigore dall’anno 2020

In conseguenza delle variazioni apportate al regime forfettario dalla Legge di Bilancio 2020, a decorrere dal 1 gennaio 2020, è entrata in vigore la preclusione dell’applicazione del regime agevolato nel caso in cui, nell’anno precedente, siano stati percepiti redditi di lavoro dipendente o a questi assimilati, di cui agli articoli 49 e 50 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986, che eccedono l’importo di 30.000,00 euro.

Questa norma ha lo scopo di non consentire che i soggetti che hanno svolto attività di lavoro dipendente o assimilato da cui abbiano conseguito livelli reddituali abbastanza alti, nell’anno precedente a quello di applicazione del regime forfettario, possano tuttavia usufruire di detto regime per le attività d’impresa, arti o professioni esercitate.

L’inserimento di questa nuova causa di esclusione deve essere valutato sulla base dei redditi conseguiti nell’anno precedente all’utilizzazione del regime, vale a dire nel 2019, e va ad aggiungersi alle altre cause di esclusione già fissate dall’art. 1, comma 57, della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014, di seguito riportate:

  • l’utilizzazione di regimi speciali Iva e di determinazione forfettaria del reddito;
  • la residenza fiscale all’estero, ad esclusione dei residenti in Stati UE/SEE che generano in Italia come minimo il 75% del reddito complessivo;
  • l’effettuazione, in via esclusiva o prevalente, di vendite di fabbricati o di loro porzioni, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • la partecipazione in società di persone, in associazioni oppure in imprese familiari, di cui all’art. 5 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, e controllo, diretto o indiretto, di società a responsabilità limitata oppure di associazioni in partecipazione, che svolgono attività economiche direttamente o indirettamente equiparabili a quelle effettuate dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
  • l’esercizio dell’attività in prevalenza nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso oppure erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta o nei confronti di soggetti che agli stessi possano essere, direttamente o indirettamente, ricondotti, con l’esclusione dei soggetti che intraprendono una nuova attività dopo aver effettuato il previsto periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

I soggetti che hanno utilizzato il regime agevolato nell’anno 2019 anche se in presenza di una partecipazione in una società di persone oppure in un’associazione professionale, usufruendo delle precisazioni fornite dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9 del 10 aprile 2019, per poter continuare a rimanere nel regime agevolato, devono aver venduto la partecipazione entro il 31 dicembre 2019, in caso contrario si deve procedere all’uscita dal regime ed al conseguente passaggio al regime ordinario.

Al paragrafo 2.3.2 la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9 del 10 aprile 2019 precisa che le cause di impedimento connesse al possesso di partecipazioni di controllo in società a responsabilità limitata ed all’esercizio dell’attività in prevalenza nei confronti del datore di lavoro attuale o passato devono essere esaminate al termine del periodo d’imposta in cui il soggetto ha utilizzato il regime agevolato e, nel caso siano accertate, causano l’uscita dal regime dall’anno seguente.

Fatture regime forfettario

La scelta volontaria della fatturazione elettronica

L’utilizzazione del regime forfettario fa beneficiare dell’esonero, salvo comunque che non si decida per l’adesione spontanea, dagli obblighi di fatturazione elettronica di cui all’art. 1, comma, 3 del Decreto Legislativo n. 127 del 5 agosto 2015, rimanendo tuttavia in essere i vincoli, previsti dal paragrafo 4.1 della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9 del 10 aprile 2019, per quanto riguarda la fatturazione elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Allo scopo di incoraggiare la scelta volontaria della fatturazione elettronica, la Legge di Bilancio 2020 ha disposto che per i contribuenti in regime forfettario che hanno un fatturato annuo composto unicamente da fatture elettroniche, il termine di decadenza per l’accertamento previsto dall’art. 43, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 29 settembre 1973, è ridotto di un anno, passando, di conseguenza, al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, come previsto dall’art. 1, comma 74, della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014.

Il requisito reddituale per il beneficio delle agevolazioni

La Legge di Bilancio 2020 ha inserito un’ulteriore modificazione la quale prevede che venga incluso il reddito soggetto al regime forfettario ai fini della spettanza, ovvero del calcolo della misura di agevolazioni di qualunque tipologia.

E’ stato sostituito il comma 75, dell’articolo 1, della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014, prevedendo che, per il l’individuazione della spettanza o per la definizione di deduzioni, di detrazioni oppure di benefici di qualunque titolo, anche se di natura non tributaria, nel caso in cui le disposizioni in vigore facciano riferimento al possesso di requisiti reddituali, si tiene in ogni modo conto anche del reddito assoggettato al regime forfettario.

Al contrario la precedente versione della disposizione prevedeva solamente che il reddito dell’attività sottoposta al regime forfettario:

  • fosse rilevante ai fini dell’individuazione delle detrazioni per carichi di famiglia previste dall’articolo 12, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986;
  • non fosse rilevante ai fini dell’individuazione delle altre detrazioni previste dall’articolo 13, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986.

L’imposta sostitutiva per ricavi e compensi fino a 100.000,00 euro

Infine la Legge di Bilancio 2020, in riferimento  ai  regimi  agevolati  di  tassazione  del  reddito  d’impresa  o  di  lavoro autonomo, ha abolito l’imposta  sostitutiva  del  20%  per  le  persone  fisiche che avrebbero conseguito ricavi e compensi fino a 100.000,00 euro, che era stata inserita dall’articolo 1, commi 17-22 della Legge n. 145 del 30 dicembre 2018 e che avrebbe dovuto entrare in vigore a decorrere dall’anno 2020. In conseguenza della suddetta abolizione, il sopraindicato regime fiscale non ha, evidentemente, mai trovato la sua applicazione.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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