Finalmente è stato trovato l’accordo tra sindacati e delegazione Fiat per il rinnovo del contratto collettivo. Una decisione attesa da tempo, che porterà nelle casse dei dipendenti del Lingotto un incremento salariale di 40 euro lordi annui, con decorrenza 1 febbraio e 120 euro con decorrenza aprile.
L’operazione coinvolgerà ben 80 mila lavoratori del gruppo. La trattative è volta al termine dopo strascichi che si portavano avanti dallo scorso anno. In sintesi, gli aumenti tabellari saranno di 40 euro lordi mensili da febbraio e 120 euro lordi in termini di premio di competitività dal mese di aprile, rispetto agli attuali 103 euro.
A frenare la definizione della trattativa più che l’entità dell’aumento l’inizio di decorrenza dello stesso e dopo le voci di speranze degli ultimi giorni ecco definito un accordo dopo l’ultimo incontro all’Unione Industriale di Torino. Nella penultima riunione, di settimana scorsa, le parti si erano bloccate in quanto i … Leggi di più



Marzo 11th, 2013
Lorenzo Sentino
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Risultati deludenti per Autogrill che chiude il 2012 con risultanze in flessione rispetto allo scorso anno. Il Cda ha approvato oggi i risultati relativi allo scorso anno, che nonostante la flessione evidenziano la crescita internazionale messa in atto dal gruppo che assume sempre più i connotati di una multinazionale.
Giornata di trimestrali per Piazza Affari quella di ieri, chiusa indossando la maglia rosa come miglior indice borsistico europeo. Le pressioni permangono e lo spread ha leggermente recuperato rimanendo comunque al di là della media storica, alimentando tensioni sul mercato del titoli di Stato.
Le elezioni politiche tenutesi a metà febbraio hanno sancito un nulla di fatto. Pier Luigi Bersani sa bene di aver vinto le elezioni ma di non poter governare senza che venga raggiunto un accordo con uno dei due partiti avversari, Pdl o Movimento 5 Stelle.
In Italia sono presenti banche popolari di notevoli dimensioni sviluppate ed operanti anche al di fuori di quelle che furono le originarie aree di influenza. Tra queste si segnala UBI Banca, diventata per importanza il terzo gruppo italiano. E’ quindi legittimo, a poche settimane dall’Assemblea che ne dovrà ridisegnare la governance, domandarsi se un gruppo di così ampie dimensioni – a tutti gli effetti una “banca sistemica” – possa ancora ragionevolmente aspirare ad una crescita adeguata ed al ruolo che la classifica gli assegna, mantenendo la forma giuridica di Banca Popolare.