L’Aie, agenzia internazionale dell’energia, nel rapporto World Energy Outlook ha elaborato previsioni sul mercato del petrolio, vedendo gli Stati Uniti come primo produttore mondiale nel 2020.
Si tratterrebbe di un dato molto significativo considerando che la leadership dell’Arabia Saudita veniva considerata incontrastata fino a pochi anni fa. Per l’agenzia internazionale dell’energia determinante lo sviluppo degli idrocarburi non convenzionali in Usa, cosi come le riserve di petrolio leggere che fino a poco tempo fa venivano considerate troppo costose.
Secondo l’Aie, inoltre il Paese diverrà il primo esportatore di petrolio al mondo, entro il 2030. In particolare, l’innalzamento della produzione negli Stati Uniti di gas e petrolio, e la riduzione di importazioni dovuta alla riduzione di consumo dei veicoli consentirà al Paese di ridurre periodicamente la dipendenza dall’estero, aumentando cosi la propria autosufficienza.
Attualmente gli Stati Uniti hanno un’importazione di greggio del 20% rispetto al proprio fabbisogno.
Le previsioni dell’agenzia internazionale sono per … Leggi di più



Novembre 13th, 2012
Alessandro Scorrano
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Tempi di dure trattative in Parlamento, con i partiti che discutono sulla legge di stabilità varata di recente dal governo Monti e con la quale si intende metter gli ultimi tasselli per completare il lavoro del governo tecnico in vista del prioritario obiettivo del pareggio di bilancio.
Da Bruxelles giudicano impossibile il raggiungimento del pareggio di bilancio, nonostante gli sforzi fatti dai cittadini italiani seppur ammettono che ci sarà una sostanziale riduzione del deficit. Il mercato del lavoro continuerà a soffrire e non registrerà miglioramenti di qui al 2014, con una previsione di disoccupazione al 10,6% nell’anno in corso, per poi salire nei prossimi due anni rispettivamente all’11,5 nel 2013 e all’11,8 nel 2014.
Ancora brutte notizie dall’Ilva di Taranto che ha fatto richiesta di cassa integrazione dal prossimo 19 novembre. Si tratta di un intervento che coinvolgerà circa 2000 unità di personale, e che dopo le indiscrezioni delle ultime ore è stato confermato anche dai sindacati Fim, Fiom e Uilm.
Il Paese è afflitto da una profonda recessione che durerà almeno fino alla fine del prossimo anno, e le misure restrittive varate dal governo per l’obiettivo europeo del pareggio di bilancio hanno ulteriormente peggiorato le cose.