Categoria ‘Diritti e Leggi’

Introduzione storia dei tributi

Dipartimento delle Finanze ItaliaIl Dipartimento delle Finanze, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha proposto una breve storia dei tributi italiani dal 1861, anno della proclamazione del Regno d’Italia, fino ai giorni nostri.

Vengono evidenziati gli aspetti salienti delle imposte e delle tasse, che si sono succedute, seguendone l’evoluzione, dalla loro istituzione fino alla loro abrogazione.

Reperire notizie circostanziate, riguardo le singole imposte, ha richiesto un approfondito lavoro di ricerca e di consultazione.

Al fine di rendere agevole la lettura si è volutamente operata una decisa sintesi per offrire una panoramica del sistema tributario degli ultimi centocinquanta anni.

Dopo una breve premessa sul contesto storico, dall’emanazione dello Statuto Albertino nel 1848 all’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana il 1° gennaio 1948, vengono illustrati i vari tributi attraverso un criterio cronologico.

Tributi in Italia

  • 1862 Imposta di registro
  • 1862 Imposta sulle successioni e donazioni
  • 1862 Imposta di
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Storia dei Tributi in Italia

Premessa Storia dei Tributi

Il 17 febbraio 1861 a Torino si riunì il primo Parlamento italiano con all’ordine del giorno la proclamazione del Regno d’Italia. Il successivo 21 febbraio, il Conte di Cavour presentò al Senato il relativo progetto di legge che “doveva affermare in cospetto dei popoli dell’Europa il fatto compiuto della costituzione del Regno d’Italia”. La legge fu promulgata il 17 marzo 1861.

La prima esigenza fu quella di unificare gli ordinamenti tributari, prevalenti negli stati preunitari, profondamente diversi, soprattutto in materia d’imposizione diretta sulla ricchezza fondiaria, oltre che a reperire i mezzi finanziari necessari a fronteggiare il volume crescente di spesa pubblica che occorreva al nuovo Stato per concorrere allo sviluppo di una economia che in larghe parti del paese si trovava in condizioni di mera sussistenza.

Questo quadro iniziale influenzò in maniera decisa anche l’evoluzione del sistema tributario. L’unificazione tributaria comportò, al di … Leggi di più

Decreto Dignità: le novità in materia fisco e lavoro dopo l’avvenuta conversione in Legge

Il Decreto Legge n. 87/2018, il cosiddetto “Decreto Dignità”, è stato convertito, con modificazioni, con la Legge di conversione n. 96/2018. In sede di conversione, sono state inserite alcune novità in materia fisco e lavoro.

Le novità di natura fiscale

Spesometro
E’ stato previsto il rinvio della prossima scadenza per la trasmissione della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (“spesometro”). Nello specifico, è stato stabilito che i dati relativi al terzo trimestre 2018 possono essere inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro il 28.02.2019, anziché entro il secondo mese successivo al trimestre (ossia il 30.11.2018).

Sono state, inoltre, precisate le nuove scadenze per coloro che optano per l’invio semestrale dello spesometro (30.09 per il primo semestre e 28.02 per il secondo semestre).

E’ stato altresì previsto l’esonero dall’invio, a decorrere dal 2018, dei produttori agricoli in regime di esonero.

 

Split payment
E’ stato soppresso il meccanismo
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Investimento in diamanti

Investimento in diamanti: il recupero dei risparmi perduti

 

La legge che regola gli investimenti finanziari può consentire il recupero dei risparmi perduti

 

Un altro caso di risparmio tradito: quello dell’acquisto di diamanti presso gli istituti bancari, offerti ai clienti come se si trattasse di BOT, Fondi comuni, o di altri titoli destinati al risparmio o all’investimento di denari.

È, peraltro, accaduto che quei “brillanti” siano stati alienati, di comune accordo tra le banche che li offrivano ai clienti e le società che li vendevano, a  prezzi “gonfiati”. Tant’è che oggi, anche a causa della diminuzione del valore di mercato di quei beni, quell’operazione si sia rivelata un pessimo affare.

Arrivati a questo punto, non resta che chiedersi se i consumatori hanno armi per recuperare il denaro investito. Ed è questa la stessa domanda che ci si era posti per l’investimento in azioni ed obbligazioni di società, quali Parmalat e Cirio, finite in default.… Leggi di più