Riduzione dei limiti dimensionali per la nomina dell’organo di controllo nelle s.r.l.

Con il Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019 è stato introdotto, in attuazione della Legge n. 155 del 19 ottobre 2017, il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, tramite il quale vengono previste molte novità rispetto alle norme ricomprese nella Legge Fallimentare.

L’attuale nuovo testo legislativo diverrà applicabile, in linea generale, dal 15 agosto 2020, salvo alcune disposizioni, sostanzialmente di tipo civilistico, che già hanno effetto dallo scorso 16 marzo 2019.

Nello specifico si tratta:

  • della creazione dell’Albo dei gestori e controlli della crisi;
  • della certificazione dei debiti fiscali e dei debiti contributivi;
  • dell’obbligo per le società dell’adozione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, anche in funzione della tempestiva rilevazione della crisi e della perdita della continuità aziendale.

Oltre a ciò viene determinata l’estensione dei casi per quanto riguarda la nomina obbligatoria, da parte delle società a responsabilità limitata, dell’organo di controllo oppure del revisore legale dei conti.

Il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, in particolare, ha riveduto il testo dell’art. 2477 del Codice Civile andando a ridurre in modo rilevante i limiti al cui superamento diviene obbligatoria la nomina nelle società a responsabilità limitata dell’organo di controllo oppure del revisore legale dei conti.

In base alle nuove disposizioni è sufficiente superare per due esercizi consecutivi, uno solo dei limiti di seguito indicati:

  • euro 2 milioni di ricavi delle vendite e delle prestazioni;
  • euro 2 milioni di totale dell’attivo dello stato patrimoniale;
  • n. 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

Nel caso in cui la società a responsabilità limitata non ottemperi a questo obbligo, entro il termine stabilito dall’art. 2477, comma 5, del Codice Civile, vi provvede il Tribunale, sia su segnalazione del Conservatore del Registro delle Imprese, che su richiesta di qualsiasi interessato.

Il suddetto obbligo viene, invece, a cessare nel caso in cui, pertre esercizi consecutivi, non viene superato nessuno dei limiti anzidetti.

Le novità in vigore dal 16 marzo 2019

Alcune delle nuove disposizioni sono in vigore dal 16 marzo 2019, ossia trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, avvenuta in data 14 febbraio 2019, nel dettaglio si tratta:

  • della disciplina sulla competenza territoriale per le procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza, che viene determinata in riferimento al centro degli interessi principali del debitore;
  • delle norme sull’istituzione e sul funzionamento dell’Albo degli incaricati all’esercizio delle funzioni di gestione e di controllo;
  • della disciplina sull’area web riservata per le notifiche non andate a buon fine;
  • delle norme sulla certificazione dei debiti tributari e dei debiti contributivi e per premi assicurativi (articoli 363 e 364);
  • delle norme in materia di diritto societario, tra le quali quelle che prevedono i nuovi assetti organizzativi societari funzionali anche alla tempestiva rilevazione della crisi e della perdita della continuità aziendale;
  • delle disposizioni riguardanti le garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire.
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Le novità in vigore dal 15 agosto 2020

In linea generale, le nuove disposizioni entreranno in vigore il prossimo 15 agosto 2020, ossia trascorsi diciotto mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, avvenuta in data 14 febbraio 2019.

In sintesi, le principali novità riguardano:

  • la procedura di allerta, gli indicatori della crisi e gli indici significativi, allo scopo di intercettare tempestivamente la crisi e di intervenire prima che la stessa si traduca in insolvenza, la relativa elaborazione degli indici viene affidata al CNDCEC;
  • le misure premiali, ivi comprese quelle di natura fiscale, per l’imprenditore che segnali tempestivamente la crisi;
  • la procedura di composizione della crisi e l’istituzione dei nuovi organismi di composizione (OCRI e OCC);
  • il procedimento unitario di accesso alle singole procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza;
  • l’ introduzione dei nuovi istituti di composizione della crisi, come il concordato minore per i piccoli imprenditori, per i professionisti, ecc., con esclusione dei consumatori;
  • la nuova disciplina del concordato preventivo in continuità sia diretta che indiretta;
  • la nuova disciplina della liquidazione giudiziale, che subentra alla procedura fallimentare, con estensione dei poteri del curatore;
  • la nuova disciplina sulla tutela dell’occupazione e del reddito dei lavoratori, sia nel concordato che nella liquidazione giudiziale;
  • l’introduzione dell’esdebitazione di diritto, concessa d’ufficio, e dell’esdebitazione del debitore incapiente, concessa al ricorrere di talune condizioni;
  • la nuova disciplina del concordato e della liquidazione giudiziale dei gruppi di imprese.

La disciplina transitoria

In base a quanto stabilito dall’art. 390, i ricorsi per dichiarazione di fallimento e le proposte di concordato fallimentare, i ricorsi per l’omologazione degli accordi di ristrutturazione, per l’apertura del concordato preventivo, per l’accertamento dello stato di insolvenza delle imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa e le domande di accesso alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, depositati anteriormente all’entrata in vigore del “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, ovvero fino al 14 agosto 2020, sono soggetti alla disciplina stabilita dal Regio Decreto n. 267/1942 e dalla Legge n. 3/2012.

Identica disciplina viene applicata, in via transitoria:

  • alle procedure di fallimento ed alle altre procedure, di cui al comma 1, pendenti alla data di entrata in vigore del “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”;
  • alle procedure aperte a seguito della definizione dei ricorsi e delle domande di cui al comma 1.

I controlli societari, la disciplina in vigore fino al 16 marzo 2019

Una tra le più importanti novità apportate dal “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, è l’ampliamento dei casi di nomina obbligatoria, da parte della società a responsabilità limitata, dell’organo di controllo oppure del revisore legale dei conti, in conseguenza della sensibile riduzione delle soglie al cui superamento si rende obbligatoria la nomina nelle società a responsabilità limitata dell’organo di controllo oppure del revisore legale dei conti.

Prima di passare ad una illustrazione delle suddette modificazioni, si rammenta che, ai sensi dell’art. 2477, commi 2 e 3 del Codice Civile, in vigore fino al 16 marzo 2019, l’obbligatorietà della nomina dell’organo di controllo o del revisore era prevista per le società:

  • obbligate alla redazione del bilancio consolidato;
  • controllanti una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • che per due esercizi consecutivi avessero superato due dei limiti indicati dall’art. 2435-bis, comma 1, del Codice Civile per la redazione del bilancio in forma abbreviata.

Pertanto la nomina dell’organo di controllo oppure del revisore diveniva obbligatoria al superamento, per due esercizi consecutivi, di due dei limiti di seguito indicati:

  • totale dell’attivo dello stato patrimoniale pari a 4.400.000,00 euro;
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a 8.800.000,00 euro;
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio pari a 50 unità.

L’obbligo di nomina dell’organo di controllo oppure del revisore veniva a cessare nel caso in cui, per due esercizi consecutivi, i suddetti limiti non venivano superati.

L’art. 2477, comma 5, del Codice Civile precisava, ulteriormente, che l’assemblea di approvazione del bilancio in cui venivano superati i limiti anzidetti era tenuta a provvedere, entro 30 giorni, alla nomina dell’organo di controllo oppure del revisore. Se l’assemblea non provvedeva, alla nomina procedeva il Tribunale su richiesta di qualunque soggetto interessato.

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I controlli societari, le novità introdotte dal nuovo Codice

L’art. 379, comma 1, del “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, in vigore dal 16 marzo 2019, ha variato i commi 2 e 3 del succitato art. 2477 del Codice Civile, ampliando i casi di società a responsabilità limitata obbligate alla nomina dell’organo sindacale, anche monocratico, oppure del revisore legale dei conti a quelle che, per due esercizi consecutivi, hanno superato almeno uno dei limiti di seguito riportati:

  • 2 milioni di euro di totale dell’attivo patrimoniale;
  • 2 milioni di euro di ricavi dalle vendite e prestazioni;
  • 10 unità di dipendenti occupati in media durante l’esercizio. 

Nel caso in cui la società a responsabilità limitata non adempia a questo obbligo, entro il termine prescritto dall’art. 2477, comma 5, del Codice Civile, vi provvede il Tribunale, sia su segnalazione del Conservatore del Registro delle Imprese, che su richiesta di qualsiasi interessato.

Oltre alla riduzione dei limiti per far sorgere l’obbligo di nomina dell’organo di controllo oppure  del revisore, è opportuno evidenziare che:

  • nell’attuale disciplina, ai fini dell’insorgere dell’obbligo della nomina è necessario il superamento di almeno due degli elementi indicati, non necessariamente gli stessi, per due esercizi consecutivi, mentre la nuova disciplina ritiene sufficiente il superamento di uno solo degli elementi indicati, anche diversificato, per due esercizi consecutivi;
  • l’obbligo di nomina dell’organo di controllo oppure del revisore connesso a questa ultima condizione viene a cessare quando, per tre esercizi consecutivi, e non più per due, non venga superato nessuno dei limiti predetti.

La decorrenza del nuovo Codice

Il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, fissa in 9 mesi dal 16 marzo 2019 il termine entro il quale le società a responsabilità limitata, nonché le cooperative, già costituite alla suddetta data dovranno provvedere a nominare l’organo di controllo oppure il revisore legale e, se necessario, ad adeguare l’atto costitutivo e lo statuto.

Fino alla scadenza del termine, le previgenti disposizioni dell’atto costitutivo e dello statuto mantengono la loro validità anche se non risultano conformi alle inderogabili disposizioni previste.

In conseguenza di quanto sopra, entro il 16 dicembre 2019, le società a responsabilità limitata dovranno essere pronte, anche per quanto riguarda l’organizzazione dei controlli, ad attuare le novità in materia di crisi d’impresa da applicarsi a decorrere dal 15 agosto 2020. Pertanto, allo scopo di evitare di procedere a delle specifiche convocazioni, si potrebbe decidere per la nomina dell’organo di controllo oppure del revisore legale nel corso dell’assemblea chiamata ad approvare il bilancio riguardante l’esercizio 2018.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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