Fattura semplificata: elevata a 400,00 euro la soglia per l’emissione

L’art. 21-bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972 concede l’opportunità di osservare l’obbligo di fatturazione, così come disciplinato dall’art. 21 dello stesso Decreto, attraverso l’emissione, limitatamente ad alcune tipologie di operazioni, di una fattura “semplificata”, in alternativa a quella “ordinaria”.

Nello specifico, tale disposizione del Testo Iva stabilisce la possibilità di poter emettere la fattura in forma semplificata nel caso di:

  • documenti che hanno un ammontare complessivo non superiore ad una soglia stabilita;
  • fatture rettificative, senza limitazioni di importo, a norma dell’art. 26 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972.

Con il Decreto Ministeriale del 10/05/2019 – fattura semplificata, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha previsto l’elevazione da 100,00 a 400,00 euro della soglia per l’emissione della fattura semplificata.

Il Decreto è entrato in vigore il 24/05/2019, data della relativa pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24/05/2019.

Con decorrenza dalla suddetta data, in alternativa al documento “ordinario” può essere pertanto emesso quello “semplificato” anche per un ammontare complessivo non superiore a 400,00 euro.

Fattura elettronica

Come riportato nella relazione esplicativa del Decreto, la sopraindicata innovazione:

  • è stata prevista per permettere ai soggetti passivi di optare per l’utilizzazione della fattura semplificata emessa in formato XML in sostituzione dello scontrino elettronico;
  • non dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica causa preclusione all’attività di verifica che risulta consolidata dall’introduzione;
  • non varia le rimanenti disposizioni previste dall’art. 21-bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972 (come ad esempio il divieto di utilizzazione della fattura semplificata in riferimento alle cessioni intracomunitarie ed alle operazioni non soggette ad Iva per assenza del requisito della territorialità di cui all’art. 21, comma 6-bis, lettera a), del citato D.P.R.).

L’estensione delle ipotesi di utilizzazione della fattura semplificata assume specifica rilevanza per i soggetti Ivache effettuano operazioni al dettaglio, ai sensi dell’art. 22 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972, e che dovranno effettuare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri a norma dell’art. 2, comma 1, del Decreto Legislativo n. 127 del 05/08/2015 (vedi Decreto Ministeriale del 10/05/2019 – esoneri).

Infatti i suddetti soggetti potrebbero optare di documentare tramite fattura semplificata un maggior numero di operazioni, risultando di conseguenza esonerati, per le operazioni stesse, dai nuovi adempimenti di memorizzazione e di trasmissione telematica (vedi Risposta Interpello n. 149 del 21/05/2019 dell’Agenzia delle Entrate).

Il contenuto della fattura semplificata

Nella fattura semplificata devono essere riportate almeno le informazioni indicate nella tabella che segue:

Dati relativi al documento Data di emissione.
Numero progressivo che identifichi il documento in modo univoco.
Dati del cedente o prestatore Ditta, denominazione o ragione sociale; Nome e cognome; Residenza o domicilio;
Dati del cessionario o committente Ditta, denominazione o ragione sociale; Nome e cognome; Residenza o domicilio;
In alternativa, il numero di partita Iva/codice fiscale; oppure, in caso di soggetto stabilito in altro Stato membro, il numero di identificazioneai fini Iva;
  Dati relativi all’operazione   Descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi.
Ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata; oppure, in alternativa, i dati che consentono di conteggiarla (ad esempio corrispettivo di 73,20 euro, di cui 13,20 euro di Iva; oppure corrispettivo di 73,20 euro, inclusa Iva 22%).

Nell’ipotesi in cui il cedente/prestatore oppure il cessionario/committente non residenti abbiano nominato un rappresentante fiscale oppure siano in possesso di una stabile organizzazione, nella fattura devono essere indicati anche i relativi dati.

Le semplificazioni

Le semplificazioni previste risultano essere, nello specifico, quelle di seguito indicate:

  • possibilità di identificare il cessionario o committente tramite la sola partita Iva oppure il solo codice fiscale, se il soggetto risulta stabilito nel territorio dello Stato, oppure tramite l’identificativo Iva assegnato dallo Stato membro UE, in caso di soggetto passivo stabilito nell’Unione Europea, come stabilito dall’art. 21-bis, comma 1, lettera e), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972, anziché attraverso l’indicazione della ditta, della denominazione o ragione sociale, del nome e cognome, della residenza o del domicilio, necessitanti, per la fattura “ordinaria”, come stabilito dall’art. 21 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972;
  • possibilità di riportare la sola descrizione dei beni ceduti, in alternativa alla natura, qualità e quantità degli stessi, come stabilito dall’art. 21-bis, comma 1, lettera f), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972;
  • possibilità di indicare l’ammontare del corrispettivo complessivo e della relativa imposta incorporata, oppure dei dati occorrenti per calcolarla, senza la necessità di riportare in maniera separata la base imponibile, come stabilito dall’art. 21-bis, comma 1, lettera g), del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972.

Il limite di importo per l’emissione della fattura semplificata

Per le operazioni effettuate fino al 23 maggio 2019, la fattura semplificata si sarebbe potuta emettere in relazione:

  • alle operazioni di ammontare complessivo non superiore a 100,00 euro;
  • alle variazioni dell’imponibile o dell’imposta, a prescindere dal loro ammontare, stabilite dall’art. 26 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972.

Con decorrenza dal 24 maggio 2019, a seguito dell’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale del 10 maggio 2019, è stata elevata da 100,00 a 400,00 euro la soglia per l’emissione della fattura semplificata, così come previsto dall’art. 21-bis, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972.

In conformità a quanto stabilito dall’art. 238 della Direttiva n. 2006/112/CE, ai fini di questa modifica, si è resa necessaria la preventiva consultazione del Comitato Iva.

Le esclusioni

Come risulta evidenziato nella relazione illustrativa al Decreto Ministeriale del 10/05/2019, anche in conseguenza dell’elevazione della soglia a 400,00 euro, rimangono invariate le altre disposizioniricomprese nell’art. 21-bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972.

Di conseguenza, la fattura semplificata non può essere emessa, in base a quanto stabilito dall’art. 21-bis, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972, per le tipologie di operazioni di seguito indicate:

  • cessioni intracomunitarie ex art. 41 del Decreto Legge n. 331 del 30/08/1993, in quanto,  in questa ipotesi, nella fattura deve essere riportata l’annotazione che si tratta di “operazione non imponibile”;
  • cessioni di beni o prestazioni di servizi di cui agli articoli 7 e 7-septies del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972, effettuate da un soggetto passivo Iva stabilito in Italia verso un soggetto passivo Iva comunitario debitore d’imposta, a condizione che si tratti di operazioni diverse da quelle esenti di cui all’art. 10, comma 1, numeri da 1 a 4 e numero 9, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972. per le quali, nella fattura, deve essere riportata l’annotazione “inversione contabile”.

Non è, invece, prevista alcuna limitazione per quanto riguarda le cessioni all’esportazione e le operazioni assimilate, sebbene, in questo caso, esistano delle limitazioni di natura pratica per la compilazione della fattura semplificata.

Non sono previste limitazioni neppure per le operazioni territorialmente rilevanti in Italia anche se effettuate nei confronti di soggetti Ue o extra Ue.

Continua, invece, la possibilità di poter emettere la nota di variazione seguendo le modalità semplificate, senza vincolo alcuno per quanto riguarda l’importo.

L’aggiornamento delle specifiche tecniche per l’e-fattura

In data 27/05/2019 è stato proceduto all’aggiornamento delle specifiche tecniche allegate al Provvedimento n. 89757 del 30/04/2018 dell’Agenzia delle Entrate, riguardanti l’emissione della fattura elettronica, allo scopo di poter adeguare i controlli che il Sistema di Interscambio esegue sulle fatture semplificate.

In base a questa modifica, il SdI procederà a verificare che, nel caso di fatture semplificate, emesse con indicazione nel campo “Tipo documento” del codice “TD07”, il valore dell’elemento “Importo”, oppure la sommatoria dei valori di questo elemento, se presente più volte, non superi il nuovo limite di 400,00 euro.

Nell’ipotesi in cui si verifichi il superamento della soglia, la fattura verrà, di conseguenza, scartata con codice errore “00460”.

Questo tipo di verifica non opera, invece, nel caso in cui venga emessa una nota di variazione con modalità semplificate.

I possibili vantaggi per i commercianti al dettaglio

L’estensione delle ipotesi di utilizzazione della fattura semplificata assume particolare rilevanza per i soggetti Iva che realizzano operazioni al dettaglio ai sensi dell’art. 22 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26/10/1972, e che dovranno procedere agli adempimenti della memorizzazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri ai sensi dell’art. 2, comma 1, del Decreto Legislativo n. 127 del 05/08/2015. Infatti i suddetti soggetti potrebberoscegliere di documentare attraverso la fattura semplificata un maggior numero di operazioni, risultando in tal modo esonerati, per le operazioni stesse, dai nuovi adempimenti di memorizzazione e di trasmissione telematica (vedi Risposta Interpello n. 149 del 21/05/2019 dell’Agenzia delle Entrate).

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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