Superbonus, la detrazione sarà del 75%

Sono in arrivo delle novità anche per quanto riguarda il Superbonus edilizio che sta per essere sottoposto a delle modificazioni, infatti il Parlamento sta effettuando, tra le altre, la valutazione circa l’introduzione di un’aliquota unica al 75% per tutti i bonus ristrutturazione e questo significa che il Superbonus non coprirà più la totalità dei costi degli interventi edilizi, ma solamente il 75%.

Intanto la notizia positiva è che l’agevolazione è stata ufficialmente prorogata fino a tutto l’anno  2023, di conseguenza ancora per qualche anno sarà possibile eseguire gli interventi  edilizi senza sostenerne la spesa.

Nel prosieguo andiamo a riassumere quali saranno le novità che potrà portare l’introduzione di un’aliquota unica sia per i vari bonus ristrutturazione che per il Superbonus.

In arrivo alcune modifiche del Superbonus

Al momento, i soggetti che intendono effettuare delle ristrutturazioni dei propri fabbricati abitativi possono beneficiare di varie tipologie di agevolazioni messe a disposizione dallo Stato per l’esecuzione degli interventi edilizi.

Infatti, oltre al Superbonus sono in vigore, solo per citarne alcuni: il bonus facciate, il bonus caldaia, il bonus mobili, il bonus rubinetti, il bonus verde, ecc., tutti questi incentivi concedono percentuali diverse di detrazione in base alla tipologia dell’intervento edilizio.

In conseguenza dell’annunciato programma di semplificazione, successivamente alla scadenza del Superbonus, adesso prorogata fino a tutto l’anno 2023, tutte queste agevolazioni potrebbero essere sottoposte a delle modificazioni con l’introduzione di un’aliquota unica al 75%.

Ciò significa che, se venisse aumentata la percentuale di detrazione di alcuni bonus, quale ad esempio il bonus mobili che è pari al 50% delle spese, nel contempo verrebbe diminuita la detrazione per altre agevolazioni, infatti facendo riferimento al Superbonus ed al bonus facciate, gli stessi non coprirebbero più la totalità ed il 90% delle spese, ma solamente il 75%.

Tuttavia il Parlamento ha preannunciato che dovrebbe essere modificate anche le modalità di ammissione ai bonus che diverrebbero più rapide e semplici e non viene neppure escluso l’accorpamento di tutti i bonus attualmente in vigore in un solo grande ed unico bonus ristrutturazione del 75%.

Superbonus edilizia

Si abbasserà la detrazione del bonus, che coprirà il 75% delle spese

Attualmente le modalità per la realizzazione del Superbonus sono alquanto complesse e non solamente  per gli oltre quaranta moduli che devono essere presentati, ma anche per quanto riguarda i requisiti di accessibilità, sulla base dei dati raccolti risulta, infatti, che solamente un richiedente su dieci riesce ad ottenere l’agevolazione.

In tal senso il Parlamento preannuncia che l’istituzione dell’aliquota unica di detrazione faciliterà anche le modalità per accedere al contributo, che risulterà meno selettivo nonostante la riduzione della detrazione.

Comunque, si deve tenere in considerazione che in questo momento tra i vari bonus ristrutturazione i due che comportano la detrazione più elevata sono il Superbonus ed il bonus facciate, che risultano anche quelli che offrono uno sconto sugli interventi edilizi più vasti e più dispendiosi, al contrario, quelli che comportano un’aliquota della detrazione al 50% oppure al 60%, nella pratica prevedono interventi meno importanti.

Come conseguenza, l’introduzione dell’aliquota di detrazione unificata al 75% in effetti andrebbe a diminuire la detrazione proprio dei due bonus che concedono gli importi più rilevanti, pertanto la circostanza deve essere attentamente esaminata per poter valutare che ci siano realmente benefici a favore dei contribuenti.

In quale modo varieranno i requisiti per l’accesso al Superbonus

Gli  specialisti  del settore, ormai varie volte, hanno evidenziato che la complessità della procedura per il Superbonus finisce per manifestare incoerenze e difficoltà.

Uno dei casi è quello che riguarda il titolo abitativo, il cui certificato viene richiesto per l’applicazione del bonus ed in mancanza del quale si verifica l’esclusione, tuttavia la questione è che il titolo abitativo per talune tipologie di fabbricati residenziali non esiste.

Nello specifico si deve fare riferimento agli edifici, situati nei centri urbani, che sono stati costruiti nell’anno 1942 e di tutti gli edifici, situati al di fuori dei centri urbani, che sono stati costruiti prima dell’anno 1967, che sono categorie di edifici per i quali il titolo abitativo non era previsto dalla legge.

Il titolo abitativo, vale a dire lo stato legittimo dell’edificio, in alcuni casi può essere ricostruito da chi prende in carico i lavori di intervento edilizio, ma tale operazione richiede una sproporzionata quantità di tempo per l’effettuazione delle ricerche e non sempre risulta effettuabile.

Si rilevano poi tutta una serie di questioni legali e di incoerenze giuridiche di rilevante complessità che riguardano il Superbonus. 

A titolo di esempio, alcuni esperti hanno fatto osservare come di fatto il Superbonus non possa essere concesso nei confronti dei soggetti che non hanno redditi imponibili, poiché questi non sono nominabili per una detrazione Irpef oppure per il credito di imposta, di conseguenza gli esperti si domandano per quale motivo un soggetto che dal punto di vista fiscale risulti a carico di un altro, non possa imputare a quest’ultimo anche la detrazione del Superbonus e debba quindi essere escluso dall’agevolazione.

A tutta questa reale complessità dovrebbe dare risposta la detrazione con l’aliquota unica del 75% per tutti i bonus ristrutturazione, che dovrebbe essere associata anche ad una riforma del Superbonus che faciliti i requisiti di accessibilità.

Tuttavia, con la detrazione all’aliquota del 75%, si assisterà necessariamente ad una riduzione dell’importo assegnato a titolo di sconto.

Ristrutturazione condomini

Il meccanismo del Superbonus fino all’anno 2023

Comunque è da tenere in considerazione che, se anche la proposta dell’introduzione dell’aliquota unica per tutti i bonus ristrutturazione venisse approvata, la stessa entrerebbe in vigore soltanto posteriormente alla scadenza del Superbonus.

In sostanza, fino alla data del 31 dicembre 2023 potremo ancora beneficiare dello sconto dell’ammontare totale sugli interventi edilizi, mentre successivamente è ancora tutto da comprendere, anche se ci sarebbe in programma una eventuale riduzione della detrazione al 75%.

In questo frattempo i soggetti che intendono avvalersi dell’agevolazione, prima che giunga a scadenza, devono tenere presente che possono essere realizzate solamente alcune tipologie di interventi edilizi

Lo sconto può essere richiesto come detrazione di imposta oppure, in alternativa, la ditta esecutrice dei lavori può anticipare il costo e procedere poi all’applicazione di uno sconto in fattura, per richiedere successivamente il rimborso del Superbonus mediante l’attribuzione di un credito di imposta.

Oltre a questo, per poter avere accesso al Superbonus i lavori di intervento edilizio devono avere inizio tra il 1 luglio 2020 ed il 30 giugno 2022.

Un’unica eccezione è quella relativa ai condomìni, che possono avvalersi di ulteriori sei mesi, ossia fino al  31 dicembre 2022, a condizione che entro il 30 giugno 2022 abbiano ultimato almeno il 60% dell’intervento edilizio.

Il Superbonus va a coprire il costo di alcune tipologie di interventi che la normativa definisce “principali”, una volta compiuti questi, il beneficiario ha il diritto di beneficiare dell’agevolazione anche per il compimento di lavori di natura aggiuntiva.

I lavori definiti principali e da considerarsi obbligatori per avere il diritto di beneficiare della detrazione sono la creazione del cappotto termico per l’edificio, l’adeguamento sismico ed il rifacimento degli impianti di climatizzazione invernale. Nel caso della presenza anche di uno solo dei suddetti interventi edilizi, si può procedere a richiedere la detrazione per l’installazione di infissi, di pannelli fotovoltaici, di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici e per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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