Lavoratori impatriati, le agevolazioni di questo regime

L’Agenzia delle Entrate tramite il Provvedimento Direttoriale n. 60353 del 3 marzo 2021, ha precisato le regole per poter esercitare la scelta ai fini del prolungamento di ulteriori cinque periodi d’imposta del regime previsto per i lavoratori impatriati, disciplinato dall’art. 5, comma 2-bis, del Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019, come successivamente modificato dall’art. 1, comma 50, della Legge n. 178 del 30 dicembre 2020.

Sia i lavoratori dipendenti che i lavoratori autonomi esercitano la scelta attraverso il versamento, da effettuare in un’unica soluzione, di un importo pari al 5% o al 10% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia, concernenti il periodo d’imposta precedente a quello nel quale viene effettuato l’esercizio della scelta.

L’importo dovuto deve essere versato come di seguito indicato:

  • tramite il Modello F24, con specifica esclusione di poter utilizzare la compensazione prevista dall’art. 17 del Decreto Legislativo n. 241 del 9 luglio 1997, con una successiva Risoluzione verrà istituito il codice tributo;
  • entro il giorno 30 giugno dell’anno successivo a quello nel quale si conclude il primo periodo di beneficio dell’agevolazione prevista dall’art. 16 del Decreto Legislativo n. 147 del 14 settembre 2015.

Nel caso in cui il primo periodo di beneficio dell’agevolazione sia terminato il giorno 31 dicembre 2020, il versamento deve essere effettuato entro il giorno 30 agosto 2021, ossia 180 giorni dalla data di pubblicazione del sopraindicato Provvedimento.

Le disposizioni normative ed i requisiti per i lavoratori impatriati

Come norma generale, l’agevolazione viene applicata per cinque periodi d’imposta, con decorrenza dall’anno nel quale la residenza fiscale viene trasferita in Italia.

Per mezzo dell’art. 1, comma 50, della Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, tramite l’introduzione del comma 2-bis nell’art. 5 del Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019, è stata aggiunta la possibilità, anche per i vecchi lavoratori impatriati, di allargare il beneficio per ulteriori cinque periodi d’imposta, allo stesso modo di quanto già previsto dall’art. 16, comma 3-bis, del Decreto Legislativo n. 147 del 14 settembre 2015 per i nuovi lavoratori impatriati.

Per poter avere accesso ai benefici in argomento, i soggetti interessati devono:

  • essere stati iscritti all’AIRE oppure, in alternativa, essere cittadini di Stati membri dell’Unione Europea;
  • avere trasferito la residenza prima dell’anno 2020;
  • essere già beneficiari, alla data del 31 dicembre 2019, delle agevolazioni per i lavoratori impatriati.

La suddetta disposizione, tuttavia, non può essere applicata agli sportivi professionisti di cui alla Legge n. 91 del 23 marzo 1981.

L’allargamento è condizionato all’effettuazione del versamento di un importo pari al 5% o al 10% dei redditi di lavoro sia dipendente che autonomo prodotti in Italia e oggetto dell’agevolazione, concernenti il periodo d’imposta precedente a quello nel quale viene effettuato l’esercizio della scelta.

Questo obbligo deve essere comparato all’intero reddito globalmente prodotto dalla persona e non soltanto sul reddito agevolato, come precisato nelle risposte dell’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2021.

Pagamenti lavoratori impatriati

Le modalità ed i termini per il versamento della quota

Come già riportato in precedenza, il versamento dell’importo dovuto deve essere effettuato come di seguito indicato:

  • tramite il Modello F24, con specifica esclusione di poter utilizzare la compensazione prevista dall’art. 17 del Decreto Legislativo n. 241 del 9 luglio 1997, con una successiva Risoluzione verrà istituito il codice tributo da riportare in fase di versamento e verranno emanate le istruzioni per la compilazione del Modello F24;
  • entro il giorno 30 giugno dell’anno successivo a quello nel quale si conclude il primo periodo di beneficio dell’agevolazione prevista dall’art. 16 del Decreto Legislativo n. 147 del 14 settembre 2015.

Nel caso in cui il primo periodo di beneficio dell’agevolazione sia terminato il giorno 31 dicembre 2020, il versamento deve essere effettuato entro il giorno 30 agosto 2021, ossia 180 giorni dalla data di pubblicazione del sopraindicato Provvedimento.

La richiesta e la comunicazione dell’opzione

Al fine dell’ottenimento dell’applicazione dei benefici:

  • i lavoratori dipendenti devono presentare una richiesta scritta al datore di lavoro entro i termini sopraindicati;
  • i lavoratori autonomi devono effettuare la comunicazione della scelta in questione nel modello della dichiarazione dei redditi concernente il periodo di imposta nel quale hanno eseguito il relativo versamento.

Gli adempimenti da parte del sostituto d’imposta per i lavoratori impatriati

Di conseguenza, i sostituti d’imposta procedono ad operare le ritenute sul 50% delle somme e valori imponibili di cui all’art. 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, nell’ipotesi di lavoratori che, al momento dell’esercizio della scelta, abbiano comunicato almeno un figlio minorenne a carico, anche in affido preadottivo, oppure che siano divenuti proprietari di un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia in un secondo tempo rispetto al trasferimento oppure nei dodici mesi antecedenti al trasferimento ovvero che ne diventino proprietari entro diciotto mesi dalla data di esercizio della scelta.

Diversamente, i sostituti d’imposta procedono ad operare ritenute nel limite del 10% del loro ammontare nell’ipotesi di lavoratori che, al momento dell’esercizio della scelta, abbiano comunicato almeno tre figli minorenni a carico, anche in affido preadottivo, oppure che siano divenuti proprietari di un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia in un secondo tempo rispetto al trasferimento oppure nei dodici mesi antecedenti al trasferimento ovvero che ne diventino proprietari entro diciotto mesi dalla data di esercizio della scelta. Alla fine dell’anno oppure alla cessazione del rapporto di lavoro, i sostituti d’imposta procedono ad effettuare il conguaglio tra le ritenute operate e l’imposta dovuta sull’importo totale degli emolumenti, diminuito alla percentuale indicata, erogato a decorrere dal giorno 1 gennaio dell’anno di riferimento.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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