Credito d’imposta sanificazione ambienti di lavoro

L’art. 30 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020 ha disposto l’allargamento del campo di applicazione del credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, previsto dall’art. 64 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, anche alle spese sostenute per acquistare i dispositivi di protezione individuale e gli ulteriori dispositivi di sicurezza che risultino idonei:

  • alla protezione delle persone dall’esposizione involontaria agli agenti biologici;
  • ad assicurare la distanza di sicurezza tra le persone stesse.

In particolare, osservando la Relazione illustrativa del 17 marzo 2020, risultano perciò comprese le spese riguardanti:

  • l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali, a titolo di esempio, mascherine chirurgiche, mascherine FFP2 e FFP3, visiere di protezione, occhiali protettivi, guanti, tute di protezione e calzari;
  • acquisto e l’installazione di ulteriori dispositivi di sicurezza idonei alla protezione delle persone dall’esposizione involontaria agli agenti biologici e ad assicurare la distanza di sicurezza tra le persone stesse, quali, a titolo di esempio, pannelli e barriere protettivi;
  • l’acquisto di idonei detergenti per le mani e di idonei prodotti disinfettanti per gli ambienti di lavoro.

Questa agevolazione trova la sua applicazione sulla base delle misure ed entro i limiti di spesa totali stabiliti dall’art. 64 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

Di conseguenza, possono avvalersene:

  • i soggetti che esercitano attività d’impresa, indipendentemente, a quanto appare da una prima analisi, dalla natura giuridica, dal settore economico in cui operano, dalla dimensione e dal regime contabile utilizzato;
  • i soggetti che esercitano arti e professioni, sia in forma individuale che associata.

Oltre a ciò, il credito d’imposta compete:

  • nella misura del 50% delle anzidette spese sostenute nell’anno 2020, fino all’importo massimo di 20.000,00 euro, per ogni soggetto beneficiario;
  • nel limite totale di spesa deliberato per questa agevolazione per l’anno 2020, stabilito in 50 milioni di euro.

I soggetti beneficiari dell’agevolazione

Come già detto possono beneficiare del credito d’imposta:

  • i soggetti che esercitano attività d’impresa, indipendentemente, a quanto appare da una prima analisi, dalla natura giuridica, dal settore economico in cui operano, dalla dimensione e dal regime contabile utilizzato;
  • i soggetti che esercitano arti e professioni, sia in forma individuale che associata.

L’ambito oggettivo dell’agevolazione

Per quanto riguarda l’oggetto del credito d’imposta, l’art. 64 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 fa specifico riferimento alle “spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate”.

Questa agevolazione appare correlata al Protocollo del 14 marzo 2020 per il contrasto ed il contenimento della diffusione del contagio del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, che stabilisce delle particolari e specifiche disposizioni sulla pulizia e sulla sanificazione nelle sedi di svolgimento delle attività.

Rimanendo in attesa delle relative disposizioni attuative, che dovranno specificare nei particolari anche le spese rientranti nell’agevolazione, in linea generale, per attività di sanificazione possono essere intese quelle che riguardano “il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore”, come indicato all’art. 1, lettera e) del Decreto Ministeriale n. 274 del 7 luglio 1997, concernente le attività delle imprese di pulizia.

L’art. 30 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020 dispone che, allo scopo di sostenere l’acquisto di attrezzature e di dispositivi idonei a contrastare e contenere la diffusione del contagio del virus Covid-19 nei luoghi di lavoro, il credito d’imposta stabilito dall’art. 64 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 trova la sua applicazione anche per quanto riguarda le spese sostenute nell’anno 2020 per “l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale”.

Pertanto la nuova norma dispone l’allargamento delle tipologie di spese che vengono ammesse al credito d’imposta originariamente concesso per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, inserendo, come si può osservare nella Relazione illustrativa del 9 aprile 2020 al Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020, anche quelle riguardanti:

  • spese per dispositivi di protezione individuale, quali, a titolo di esempio, mascherine chirurgiche, mascherine FFP2 e FFP3, visiere di protezione, occhiali protettivi, guanti, tute di protezione e calzari;
  • acquisto e l’installazione di ulteriori dispositivi di sicurezza idonei alla protezione delle persone dall’esposizione involontaria agli agenti biologici e ad assicurare la distanza di sicurezza tra le persone stesse, quali, a titolo di esempio, pannelli e barriere protettivi;
  • l’acquisto di idonei detergenti per le mani e di idonei prodotti disinfettanti per gli ambienti di lavoro.
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Le misure ed i limiti dell’agevolazione

Questa agevolazione trova la sua applicazione sulla base delle misure ed entro i limiti di spesa totali stabiliti dall’art. 64 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

Pertanto, il credito d’imposta compete:

  • nella misura del 50% delle anzidette spese sostenute nell’anno 2020, fino all’importo massimo di 20.000,00 euro, per ogni soggetto beneficiario;
  • nel limite totale di spesa deliberato per questa agevolazione per l’anno 2020, stabilito in 50 milioni di euro.

L’attesa delle disposizioni attuative

L’art. 30, comma 2, del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020 rimanda alle disposizioni attuative previste dall’art. 64, comma 2, del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, che prevede l’adozione di un “Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, … entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, allo scopo di stabilire “…i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta anche al fine di assicurare il rispetto del limite di spesa .

E’ da osservare che il Decreto Ministeriale doveva essere emanato entro il 16 aprile 2020, ossia entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

Ciò premesso, alla data di redazione della presente informativa (sabato 2 maggio 2020) nessun Decreto attuativo risulta essere stato emanato da parte dei sopraindicati Ministeri, facendo rimanere molti i dubbi su come funzionerà il nuovo credito d’imposta e rendendo al momento non possibile l’attribuzione del credito di imposta in favore dei beneficiari, pertanto si attendono novità in tal senso nel prossimo futuro.

Il Decreto Ministeriale è necessario per definire i metodi e le regole di applicazione per poter beneficiare del credito d’imposta, anche allo scopo di garantire il rispetto del sopraindicato limite massimo complessivo di spesa.

Di conseguenza, il credito d’imposta dovrebbe non avere carattere automatico, dal momento che risulta essenziale il fatto di dover rispettare il limite globale delle risorse stanziate pari a 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Per poter richiedere il credito d’imposta per le spese di sanificazione occorrerà perciò attendere il  Decreto attuativo. Infatti, a differenza di altre forme di credito di imposta, riconosciute dal Consiglio dei Ministri per far fronte all’emergenza Covid-19, quale a titolo di esempio, il credito di imposta per canoni di locazione di negozi e botteghe, il credito di imposta per la sanificazione degli ambienti e per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale non dovrebbe essere riconosciuto con procedura automatica, ma solamente dopo il completamento di un’apposita procedura che sarà definita dal Decreto attuativo stesso e, probabilmente, sarà necessario presentare apposita documentazione delle spese sostenute e di conseguenza la procedura potrebbe non risultare veloce.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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