Covid: lavoro e sostegno dell’occupazione

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020), entrato in vigore dallo scorso 17 marzo 2020, ha stabilito l’introduzione di molte novità allo scopo di poter far fronte alla rilevante emergenza sanitaria in corso per Covid-19, sia tramite strumenti di sostegno al reddito ed all’occupazione, che tramite l’introduzione di novità che permettono di conformare necessità familiari e lavorative.

In particolare, tra i molti provvedimenti introdotti, si evidenziano quelli di seguito riportati:

  • le imprese che svolgono attività che risultano danneggiate dall’emergenza pandemica Covid-19 e che sospendono e/o riducono l’attività lavorativa in conseguenza della stessa, possono su tutto il territorio nazionale, presentare richiesta di concessione del trattamento di integrazione salariale ordinario, oppure di assegno ordinario, per una durata massima di 9 settimane;
  • le imprese che alla data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio 2020 si trovano già in CIGS, oppure beneficiano di assegni di solidarietà, possono presentare richiesta di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale, oppure di assegno ordinario, con la conseguente sospensione del trattamento già in corso;
  • con preliminare accordo sindacale, viene prevista l’opportunità di avere accesso alla CIGS, per un periodo massimo di 9 settimane, non è però previsto nessun accordo in favore delle imprese che impiegano fino a 5 lavoratori dipendenti;
  • viene prevista l’opportunità per i genitori lavoratori dipendenti di beneficiare di uno speciale congedo, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 15 giorni, con l’attribuzione di un indennizzo pari al 50% dell’emolumento spettante;
  • viene prevista l’opportunità di potersi astenere dal lavoro a favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione della possibilità di licenziamento, con il vincolo che nello stesso nucleo familiare non vi sia altro genitore che fruisca di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione oppure di cessazione dell’attività lavorativa;
  • viene aumentato di 12 giornate aggiuntive, il numero di permessi retribuiti disciplinati dalla Legge n. 104 del 5 febbraio 1992;
  • vengono prolungati i termini previsti per la presentazione della richiesta della disoccupazione;
  • viene prevista la posticipazione dei termini di decadenza riguardanti le prestazioni previdenziali, assistenziali ed assicurative erogate da parte dell’Inps e dell’Inail;
  • viene prevista la sospensione dei termini per il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per i lavoratori domestici;
  • viene prevista l’opportunità per i lavoratori dipendenti di poter avere accesso al lavoro agile nel caso in cui siano colpiti da disabilità oppure debbano prestare assistenza ad una persona con disabilità che sia compresa nel proprio nucleo familiare.

Le principali novità introdotte per il lavoro e per il sostegno dell’occupazione durante l’emergenza da Covid-19

La CIG e l’assegno ordinario

Le imprese che nell’anno 2020 si trovano nelle condizioni di dover sospendere oppure di dover ridurre l’attività lavorativa in conseguenza di avvenimenti ricollegabili all’emergenza pandemica da Covid-19, possono presentare richiesta per la concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale oppure per l’accesso all’assegno ordinario, con causale “emergenza Covid-19”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 e per una durata massima di 9 settimane ed in ogni caso entro il mese di agosto 2020.

Le imprese che presentano la richiesta sono esonerate dalla procedura di consultazione sindacale, dal termine ordinario di presentazione della richiesta, sia per i trattamenti di integrazione che per gli assegni ordinari, fermi restando gli adempimenti relativi all’informazione, alla consultazione ed all’esame congiunto che devono essere effettuati, anche tramite procedura, entro i 3 giorni seguenti a quello della comunicazione preventiva.

In ogni caso la richiesta deve essere presentata entro e non oltre la fine del quarto mese successivo a quello in cui è iniziato il periodo di sospensione oppure di riduzione dell’attività lavorativa e comunque non è sottoposta al controllo della causale di richiesta dell’intervento.

I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e di assegno ordinario accordati non vengono computati per quanto riguarda i limiti massimi di richiesta dell’intervento.

Solamente per i periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e di assegno ordinario accordati non viene adottata la contribuzione ordinaria a carico dell’azienda.

L’assegno ordinario viene accordato, solamente per il periodo stabilito e nell’anno 2020, anche ai lavoratori dipendenti presso imprese iscritte al Fondo di Integrazione Salariale che in media impiegano più di 5 dipendenti.

Crisi economica imprese

Le imprese che hanno in corso la CIGS

Le imprese che alla data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio 2020    hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare richiesta di concessione del trattamento ordinario di integrazione per un periodo non superiore a 9 settimane.

La concessione del trattamento ordinario interrompe e subentra al trattamento di integrazione straordinario che era già in corso.

La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale può spettare anche agli stessi lavoratori dipendenti che usufruiscono delle integrazioni salariali straordinarie a completa copertura dell’orario di lavoro.

La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale è vincolata alla sospensione degli effetti della concessione della cassa integrazione straordinaria accordata in precedenza ed il correlato periodo di trattamento ordinario di integrazione salariale accordato non è computato per quanto riguarda i limiti massimi di richiesta dell’intervento.

Le imprese che beneficiano dell’assegno di solidarietà

Sul modello di quanto previsto per le imprese che beneficiano della CIGS, viene stabilito che le imprese iscritte al Fondo di integrazione salariale che, alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un assegno di solidarietà, possono comunque presentare richiesta di concessione dell’assegno ordinario.

La concessione del trattamento ordinario interrompe e subentra all’assegno di solidarietà che era già in corso.

La concessione dell’assegno ordinario può spettare anche agli stessi lavoratori dipendenti che usufruiscono dell’assegno di solidarietà a completa copertura dell’orario di lavoro.

La cassa integrazione in deroga per fronteggiare la pandemia da Covid-19

Con riferimento alle imprese del settore privato, comprese quelle agricole e della pesca, gli enti del terzo settore, compresi quelli religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non possano essere applicate le tutele previste dalle normative operanti in materia di sospensione oppure di riduzione di orario, in continuità di rapporto di lavoro, le Regioni e le Province autonome possono concedere, consequenzialmente all’emergenza pandemica da Covid-19 e con preliminare accordo sindacale,  trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro ed in ogni caso per un periodo non superiore a 9 settimane.

Solamente per quanto riguarda i lavoratori del settore agricolo, l’emolumento relativo alle ore di riduzione oppure di sospensione delle attività, entro i limiti previsti, viene parificato a lavoro relativamente al computo delle prestazioni di disoccupazione agricola.

E’ da evidenziare che non è previsto nessun accordo per le imprese che impiegano fino a 5 dipendenti e che non sono ammessi all’applicazione di questo istituto i datori di lavoro domestico.

Queste tipologie di trattamenti vengono concessi con apposito Decreto da parte delle Regioni e delle Province autonome interessate in merito all’emergenza Covid-19, che deve essere trasmesso all’Inps tramite procedura telematica entro 48 ore dalla decisione, il cui effetto è in ogni caso condizionato all’accertamento del fatto che siano stati rispettati i limiti di spesa.

I congedi indennizzati per i lavoratori dipendenti

Per l’anno in corso con decorrenza dal 05 marzo 2020, per effetto dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado a causa della pandemia da Covid-19. Per un periodo sia continuativo che frazionato ma in ogni caso non superiore a 15 giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a beneficiare, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di un particolare congedo, per il quale viene riconosciuta una indennità corrispondente al 50% della retribuzione, ed i relativi periodi risultano coperti da contribuzione figurativa.

I periodi di congedo e di proroga del congedo parentale nell’ipotesi beneficiati dal 05 marzo 2020 devono ritenersi non beneficiati e trasformati nel congedo previsto dall’articolo 23 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

I genitori lavoratori che sono iscritti esclusivamente alla Gestione Separata Inps hanno diritto a beneficiare, per lo stesso periodo per i figli di età non superiore ai 12 anni, di un particolare congedo, per il quale viene riconosciuta una indennità, per ogni giornata indennizzabile, corrispondente al 50% di 1/365 del reddito riconosciuto sulla base del computo adottato ai fini della quantificazione dell’indennità di maternità.

La stessa indennità viene prevista per i genitori lavoratori autonomi iscritti all’Inps e viene determinata, per ogni giornata indennizzabile, nel 50% della retribuzione convenzionale giornaliera fissata annualmente dalla legge, sulla base della tipologia di lavoro autonomo che viene svolto.

Il beneficio del congedo viene ammesso in alternanza ad ambedue i genitori, per un totale cumulativo di 15 giorni, ed è condizionato al requisito che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore fruitore di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o di cessazione dell’attività lavorativa oppure altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Il limite di età stabilito per l’assistenza dei figli non viene applicato relativamente ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata in base a quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1, della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, iscritti alle scuole di ogni ordine e grado oppure ospitati in centri diurni aventi caratteristiche assistenziali.

I genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a patto che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore fruitore di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o di cessazione dell’attività lavorativa oppure che non vi sia altro genitore disoccupato e non lavoratore, hanno diritto di potersi astenere dal lavoro per il periodo di durata della sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza che vengano corrisposte indennità e con l’esclusione del riconoscimento della contribuzione figurativa, ma con il divieto di licenziamento ed il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Come alternativa alla suddetta prestazione, gli stessi lavoratori beneficiari possono decidere per l’assegnazione di un bonus per procedere all’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo cumulativo di 600,00 euro, che viene elevato a 1.000,00 euro in favore del personale sanitario pubblico e privato accreditato e del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, da usufruire per i servizi effettuati nel periodo dal 05 marzo 2020. Tale bonus, emesso per la pandemia da Covid-19, viene corrisposto attraverso il libretto famiglia e viene attribuito anche a favore dei lavoratori autonomi che non sono iscritti all’Inps, con il vincolo essenziale che venga effettuata la comunicazione del numero dei beneficiari da parte delle relative casse previdenziali.

Emergenza interventi economici Covid-19

I permessi previsti dalla Legge n. 104 del 5 febbraio 1992

Il numero di giorni di permesso retribuito garantito da contribuzione figurativa che sono stabiliti per quanto riguarda l’assistenza a favore dei portatori di handicap, viene aumentato di un totale di 12 giornate aggiuntive da poter utilizzare nei mesi di marzo e di aprile 2020.

La tutela del periodo di quarantena e dei soggetti immunodepressi

Il periodo che viene trascorso in quarantena a causa del contagio da Covid-19, sia con sorveglianza attiva che in permanenza domiciliare fiduciaria, da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato, viene parificato a malattiaai fini del trattamento economico previsto dalla norma di riferimento e non risulta computabile ai fini del periodo di comporto.

Fino al 30 aprile 2020 ai lavoratori dipendenti pubblici e privati che sono in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, così come ai lavoratori dipendenti che sono in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione oppure da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, il periodo di assenza dal servizio che viene prescritto dalle competenti autorità sanitarie, risulta parificato al ricovero ospedaliero.

Il prolungamento dei termini per richiedere NASpI e DIS-COLL

Allo scopo di facilitare la presentazione delle richieste di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, tenendo presente l’emergenza pandemica da Covid-19, relativamente ai casi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa avvenuti con decorrenza dal 01 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, i termini di scadenza previsti vengono aumentati da 68 a 128 giorni.

Relativamente alle richieste di disoccupazione NASpI e DIS-COLL presentate successivamente  alla scadenza ordinariaviene comunque fatto salvo l’inizio della prestazione a decorrere dal 68mo giorno successivo rispetto alla data della cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

Inoltre vengono differiti di 60 giorni i termini previsti per procedere alla presentazione della richiesta di incentivo all’autoimprenditorialità.

I termini di decadenza in materia previdenziali, assistenziali ed assicurativi

In conseguenza dell’emergenza pandemica da Covid-19, con decorrenza dal 23 febbraio 2020 e fino al 01 giugno 2020 è in vigore la sospensione di diritto della decorrenza dei termini di decadenza riguardanti le prestazioni previdenziali, assistenziali ed assicurative che vengono erogate da parte dell’Inps e dell’Inail.

I contributi per i lavoratori domestici

Beneficiano della sospensione le scadenze riguardanti i versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico per i quali i pagamenti risultano in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020.

Non viene effettuato il rimborso dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria nel caso siano già stati versati.

I versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria che beneficiano della sospensione devono essere eseguiti entro il 10 giugno 2020, senza l’applicazione di sanzioni e di interessi.

Interventi Covid-19: il lavoro agile  per i soggetti con disabilità

Fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti portatori di disabilità oppure che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, in ambedue i casi nelle condizioni rappresentate all’articolo 3, comma 3, della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, hanno il diritto a poter eseguire la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che questa procedura sia adattabile con le caratteristiche della prestazione.

Ai lavoratori dipendenti del settore privato che sono colpiti da gravi e certificate patologie e che di conseguenza hanno ridotta capacità lavorativa viene riconosciuta la prelazione nell’accoglimento delle richieste per l’effettuazione delle prestazioni lavorative in modalità agile in base a quanto previsto dagli articoli da 18 a 23 della Legge n. 81 del 22 maggio 2017.

Gli obblighi conseguenti dalla percezione dei benefici di sostegno al reddito

Oltre al ricevimento dei benefici economici, allo scopo di limitare i trasferimenti delle persone fisiche ai casi assolutamente indispensabili, per 2 mesi dall’entrata in vigore del Decreto beneficiano di sospensione gli obblighi collegati al percepimento delreddito dicittadinanza, le misure di condizionalità ed i correlati termini tuttavia in ogni caso previsti per i percettori di NASpI e di DIS-COLL, e per i fruitori di integrazioni salariali, gli adempimenti riguardanti gli obblighi previsti dall’articolo 7 della Legge n. 68 del 12 marzo 1999, i procedimenti di avviamento a selezione previsti dall’articolo 16 della Legge n. 56 del 28 febbraio 1987, ed anche i termini per le convocazioni da parte dei Centri per l’Impiego per la partecipazione ai progetti di orientamento.

Sospensione licenziamenti Covid-19

Covid-19: la sospensione dei procedimenti di licenziamento

Con decorrenza dal 17 marzo 2020 l’inizio dei procedimenti di licenziamento collettivo disciplinato dagli articoli 4, 5 e 24, della Legge n. 223 del 23 luglio 1991 viene interrotto per 60 giorni e nello stesso periodo vengono posti in sospensione i procedimenti pendenti iniziati in data successiva al 23 febbraio 2020.

Fino alla scadenza del termine sopraindicato, le imprese, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati, non può effettuare il recesso dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo sulla base dell’articolo 3, della Legge n. 604 del 15 luglio 1966.

Gli incentivi per il potenziamento dei presidi sanitari in conseguenza all’emergenza da Covid-19

Al chiaro fine di favorire la permanenza in sicurezza dei processi produttivi delle imprese, in conseguenza dell’emergenza pandemica da Covid-19, l’Inail si fa carico, entro il 30 aprile 2020, del trasferimento ad Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. dell’importo di 50 milioni di euro da assegnare alle imprese per l’acquisizione di dispositivi e di altri strumenti di protezione individuale.

Le prestazioni Inail e l’andamento antinfortunistico

Viene stabilita la sospensione con decorrenza dal 23 febbraio 2020 fino al 01 giugno 2020 dei termini di decadenza e di prescrizione concernenti le richieste di prestazioni che vengono erogate da parte dell’Inail, nonché dei termini per il riesame della rendita su richiesta del titolare o dell’Inail, che sono in scadenza nel periodo sopraindicato. Oltre a ciò viene stabilito che per i lavoratori dipendenti dei settori sia privato che pubblico, il contagio da Covid-19 che ha avuto luogo in occasione di lavoro debba costituire infortunio sul lavoro e che questo tipo di infortunio non venga ricompreso nel calcolo ai fini della quantificazione dell’oscillazione del tasso medio per l’andamento antinfortunistico.

   

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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