Fatturazione elettronica: nessuna proroga, confermata la decorrenza dal 2019

Con il Decreto Legge n. 119/2018 “Collegato alla Manovra”, è stata confermata, per gennaio 2019, la decorrenza della fatturazione elettronica, con sanzioni ridotte, estesa a tutte le operazioni tra soggetti privati, secondo quanto previsto dalla Legge n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018).

Diversamente da quanto segnalato nelle settimane precedenti, sono state eliminate dal testo le ipotesi di proroga che avrebbero autorizzato la decorrenza “a scaglioni” dell’adempimento a partire dal mese di luglio 2019, per i contribuenti di dimensioni più rilevanti, e dal mese di gennaio 2020, per tutti i contribuenti.

Salvo successive modificazioni del testo del Decreto Legge, al momento approvato in via definitiva, a decorrere dal prossimo 01/01/2019 entrerà in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica.

In relazione alle sanzioni, il testo del Decreto Legge dispone che per il primo semestre del periodo d’imposta 2019 le sanzioni non vengono applicate nel caso in cui la fattura venga emessa in modalità elettronica entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’IVA. 

Al contrario nel caso in cui la fattura elettronica venga emessa successivamente al suddetto termine, ma comunque entro il termine della liquidazione IVA del periodo successivo, le sanzioni vengono applicate con una riduzione dell’80%.

Ad esempio, se un contribuente con obbligo di fatturazione immediata esegue un’operazione in data 01/02/2019 potrà emettere la relativa fattura elettronica entro il 28/02/2019 senza irrogazione delle sanzioni oppure entro il 31/03/2019 con applicazione della sanzione ridotta.

Fatturazione elettronica 2019

Il funzionamento della fattura elettronica

Il meccanismo di funzionamento della fattura elettronica è composto da tre principali soggetti:

  1. il Cedente/Prestatore, che emette la fattura elettronica e trasmette il file al Sistema di Interscambio;
  2. il Sistema di Interscambio (SdI), che riceve il file della fattura del Cedente/Prestatore, attribuisce un identificativo, effettua le verifiche ed invia all’Acquirente/Committente il file del documento;
  3. l’Acquirente/Committente, che riceve il file della fattura elettronica attraverso il canale scelto.

Con riferimento invece:

  • ai soggetti non titolari di partita IVA;
  • ai contribuenti che optano per il regime dei minimi;
  • ai contribuenti che optano per il regime forfetario,

il procedimento subisce alcune variazioni, di conseguenza nei confronti dei suddetti soggetti il flusso avviene come di seguito indicato:

  • il soggetto obbligato alla fatturazione elettronica procede all’emissione della fattura in formato elettronico utilizzando, come di consueto, il Sistema di Interscambio, nel campo codice destinatario dovrà essere indicato il valore convenzionale “0000000”;
  • il Cedente/Prestatore deve mettere a disposizione dell’Acquirente/Committente (privato, minimo, forfetario) una copia cartacea o analogica della fattura emessa dal Sistema di Interscambio, tale documento sarà disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui la fattura venga emessa nei confronti di privati, eventuali inesattezze dovranno essere corrette mediante apposita nota di variazione da parte del soggetto che ha emesso la fattura errata. 

I possibili esiti dell’invio della fattura emessa

Il soggetto obbligato all’emissione della fattura deve procedere alla creazione della fattura elettronica ed inviare la stessa al Sistema di Interscambio.

Per quanto riguarda la creazione della fattura, questa deve avvenire tramite lo specifico file XML in cui, oltre alle abituali informazioni, devono essere obbligatoriamente indicati alcuni elementi relativi al recapito della fattura (il codice destinatario oppure l’indirizzo PEC) che possano consentire l’effettivo invio della fattura all’Acquirente/Committente.

Nel caso in cui la fattura sia soggetta ad imposta di bollo, questa verrà assolta cumulativamente entro il 30/04 dell’anno successivo a quello in cui l’operazione è effettuata, ai sensi del Decreto Ministeriale del 17/06/2014.

Il passaggio susseguente è costituito dall’invio della fattura al Sistema di Interscambio, che eseguirà una serie di controlli e di verifiche, tra i quali, in particolare, si evidenziano i seguenti:

  1. Correttezza della data di emissione indicata in fattura, con particolare riferimento al fatto che questa non sia successiva rispetto alla data di trasmissione del file, se la data di trasmissione risulta antecedente alla data di emissione il sistema scarta automaticamente il documento;
  2. Struttura e formato del file;
  3. Integrità e unicità del documento;
  4. Correttezza formale ed esistenza dei codici fiscali e delle partite IVA indicate;
  5. Validità e autenticità della firma;
  6. Coerenza degli importi IVA indicati rispetto alla base imponibile.

Solamente all’esito delle verifiche con accettazione dal Sistema di Interscambio, la fattura elettronica può considerarsi emessa, mentre nel caso in cui la fattura venga scartata, la stessa non si considera emessa.

Invio fattura elettronica 2019

I possibili esiti della ricezione della fattura emessa

Nel caso di accettazione della fattura, il Cedente/Prestatore verrà informato dell’accettazione e dell’inoltro della fattura all’Acquirente/Committente.

Nel caso di:

  • individuazione di un canale per il recapito, l’Acquirente/Committente sarà interessato da una comunicazione contenente i dati della fattura;
  • impossibilità nell’individuare un canale di recapito, anche per casella PEC piena, viene inviata all’Emittente una ricevuta di impossibilità di recapito con la quale è comunicata la messa a disposizione della fattura nell’area autenticata dei servizi telematici dell’Acquirente/Committente, solamente in questo caso compete all’Emittente comunicare la messa a disposizione della fattura nell’area autenticata dei servizi telematici, se l’Acquirente/Committente accede e visiona la fattura il sistema registra il nuovo stato del file che risulta ricevuto dal destinatario.

Per data di consegna si considera:

  • per i soggetti IVA, quella in cui il destinatario prende visione della fattura;
  • per gli acquirenti forfetari, minimi, agricoltori esonerati e privati la data di messa a disposizione nell’area riservata. 

Lo scarto della fattura emessa

Nell’ipotesi in cui il Sistema di Interscambio scarti la fattura inviata dal Cedente/Prestatore, il sistema invierà una ricevuta di scarto con l’effetto che la fattura non verrà considerata emessa fino a quando il Cedente/Prestatore non provveda a correggere l’errore indicato e ad inviare nuovamente la fattura entro il termine di 5 giorni dalla notifica.

In considerazione del fatto che il sistema ha scartato la fattura, il Cedente/Prestatore non potrà sanare il proprio errore con l’emissione di una nota di variazione.

In questo caso l’Agenzia delle Entrate consiglia l’emissione di una nuova fattura con identico numero e data della precedente, in ogni caso non sarà sanzionata l’emissione di una nuova fattura con nuovo numero e data.

Le sanzioni ed il Decreto Legge “Collegato alla Manovra”

Come già accennato, in base a quanto previsto dal Decreto Legge n. 119/2018, “Collegato alla Manovra”, nel primo semestre del 2019 i contribuenti potranno beneficiare di un trattamento sanzionatorio agevolato.

Nello specifico il Decreto prevede che:

  • nel caso in cui la fattura venga emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica IVA, per il primo semestre del 2019, le sanzioni non trovano applicazione;
  • nel caso in cui la fattura venga emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione dell’IVA del periodo successivo, per il primo semestre del 2019, si applicano con riduzione dell’80%.

In caso di violazione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, la fattura si considera non emessa con irrogazione delle sanzioni pecuniarie, ai sensi dell’art. 6, comma 1, Decreto Legislativo n. 471/1997. 

Le sanzioni per omessa fatturazione saranno applicate nella misura compresa tra il 90% e il 180% dell’imposta e la sanzione sarà applicata in misura fissa, da un minimo di 250,00 euro ad un massimo di 2.000,00 euro, nel caso in cui la violazione non incida sulla corretta liquidazione del tributo.

Il cessionario e il committente, per non incorrere nella sanzione pari al 100% dell’imposta, con un minimo di 250,00 euro, di cui all’art. 6, comma 8, del Decreto Legislativo n. 471/1997, devono adempiere agli obblighi documentali ivi previsti attraverso il Sistema di Interscambio.

 

 

Paolo Chiari
Commercialista – Revisore Contabile
paolo.chiari@studiochiari.com

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