Draghi: Eurozona sulla buona strada ma ripresa solo nel 2 sem. 2013

Riforme UE DraghiNegli ultimi mesi l’Eurozona è riuscita a rispondere con decisione alla crisi che l’aveva messa in ginocchio fino a non molti mesi fa. Si era persino parlato delle dissoluzione della moneta unica,e  gli attacchi speculativi a cui era sottoposto il debito dei Paesi contraddistinti dall’acronimo Piigs, non trovavano adeguata protezione nelle istituzioni europee.

Dal vertice Eurogruppo di giugno, in cui Mario Monti e Mario Draghi hanno preso in mano il vecchio continente mettendo in minoranza Angela Merkel, anche grazie ad Hollande, molto è cambiato. Si è deciso di attaccare la speculazione e in tal senso, niente poteva esser così incisivo come lo scudo antispread, che offre alla banca centrale la possibilità di intervenire con liquidità illimitata ogniqualvolta i Paesi sono sotto pressione.

Il presidente della Bce Mario Draghi tuttavia, la scorsa settimana è stato molto chiaro sul futuro economico del vecchio continente, sottolineando che dopo ciò che ha fatto la banca centrale sarà determinante che anche i governi intervengano con decisione approvando riforme strutturali per rilanciare le rispettive economie.

A livello comunitario sarà fondamentale realizzare le 4 famigerate unioni:

  • Finanziaria;
  • di Bilancio;
  • Economica;
  • Politica.

Vertice riforme Unione EuropeaSi tratta di temi dibattuti da molto tempo ma che al momento sono ancora lontani dall’essere realizzati. Finora i Paesi europei sono sanciti da un’unione monetaria che senza le altre 4 unioni rischia di rimanere fine a se stessa.

Draghi ribadisce il concetto già espresso sottolineando che la “determinazione della Bce non è sufficiente, serve l’azione dei governi per una maggiore integrazione finanziaria, fiscale e politica”.

L’ex numero uno di Bankitalia elogia i significativi progressi fatti dai Paesi Piigs, anche se all’interno dell’Eurozona permangono ancora forti disparità tra le rispettive economie che costituiscono uno dei principali elementi che potrebbero crear problemi alla stabilità dell’unione monetaria.

Mario Draghi sottolinea che nonostante i miglioramenti il continente rimane ancora in forte recessione dovuta anche ai riaggiustamenti realizzati dai singoli governi, e solo nella seconda metà del prossimo anno potrà tornare a crescere.

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