FMI: l’Italia deficit all’1,8% nel 2013 e avanzo primario al 3,6%

L’economia globale si trova in una fase molto delicata, con l’Eurozona che vive una stagione di profonda recessione e gli Stati Uniti che con un crescita considerata debole, dopo le elezioni di novembre dovranno toccare un tema molto caldo, quello del Fiscal Cliff.

FMINon stanno tanto meglio gli emergenti dove la crescita è stata fortemente ridimensionata rispetto agli anni precedenti, e le politiche dei governi sono più incentrate ai consumi interni che a processi infrastrutturali molto esosi, con la conseguente normalizzazione della crescita.

Il Fiscal Monitor del Fmi ha rivisto le stime sul Pil. Previsioni riviste al ribasso dopo le  ultime tensioni in Eurozona, dove permangono casi irrisolti come quelle ellenico ed iberico. Tra le economie del vecchio continente, elogiata l’Italia, che con il lavoro fatto dal governo tecnico guidato da Mario Monti riuscirà a portare il rapporto deficit/Pil all’1,8% entro il 2013. Non sarà  pareggio di bilancio ma una forte riduzione del deficit ci sarà e questo potrebbe riportare appetito (finanziario) verso il Bel Paese.

L’Italia se venisse centrata la previsione sarebbe cosi la seconda economia in termini di rapporto  deficit/Pil, dietro solo alla Germania che si attesterebbe allo 0,4%. In Francia il rapporto è al 4,7%, e gli interventi messi in atto dal premier Hollande dovrebbero portarlo al 3,5% il prossimo anno. In compenso il Paese transalpino soffrirà di una recessione ben più mite di quella italiana.

In Italia il prossimo anno dovrebbe registrarsi un avanzo strutturale. Sarebbe l’unico Paese dell’area euro in tal senso a poter contare su un surplus positivo, che secondo il Fondo Monetario Internazionale sarà dello 0,7%. Già quest’anno l’Italia dovrebbe registrare un avanzo primario del 2,6%, che salirebbe al 3,6% il prossimo anno fino al 5% nel 2017.

Mario Monti crescita ItaliaSempre nel 2017 il Paese dovrebbe sfiorare l’obiettivo del rapporto debito/Pil al 120%. Quest’anno il rapporto dovrebbe attestarsi al 126,3%, per poi salire nei prossimi due anni fino al 127,8% ed invertire la rotta soltanto a partire dal 2015.

Tra i Paesi dell’area Piigs, soffrirà molto la Spagna ma anche il Portogallo, il cui rapporto deficit Pil previsto il prossimo anno sarà pari al 4,5 ed al 5,7%.

A livello globale il Fmi prevede quest’anno una crescita del 3,3%, e per il prossimo del 3,6%, con i Paesi sviluppati in crescita del 2% (la previsione precedente prevedeva una crescita dell’1,5%), mentre l’apporto degli emergenti sarà mediamente del 5,6% (contro l’iniziale previsione del 6%).

Per quanto concerne invece la Cina, nell’anno è prevista una delle crescite più base dell’ultimo decennio, che dovrebbe attestarsi sotto l’8%.

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