Crisi Grecia a una svolta: per Asmussen non verranno accordate condizioni

Antonis Samaras leader GreciaNegli ultimi giorni è tornata in auge la drammatica situazione ellenica e la concreta possibilità di un default. Lo stesso premier greco Antonis Samaras, in un’intervista a Handelsblatt, è uscito allo scoperto dichiarando che il Paese ha liquidità fino a novembre, dopodiché sarebbe costretta dichiarar bancarotta qualora non pervenissero ulteriori risorse.

In realtà Bce e Fmi già da diversi mesi hanno deliberato un nuovo piano di aiuti (il terzo da quando il Paese ha smascherato di aver “taroccato” i conti pubblici) ma il neo presidente del Consiglio ha intavolato una trattava molto aggressiva, chiedendo alle istituzioni internazionali più tempo per realizzare le riforme richieste.

Dopo sei anni di recessione il Paese è moralmente distrutto, con un tasso di disoccupazione che supera il 23% e un’attività economia privata in uno stato di vera e propria crisi.

Questa volta la situazione della Grecia pare vicina ad una soluzione definitiva, destinata ad essere incisiva qualunque essa sia: un salvataggio definitivo o il default. Non sarà facile convincere il Fmi e la Bce sull’allentamento delle pressioni anche perché all’interno dei rispettivi board ci sono posizioni fortemente contrarie e nuovi sostegni al Paese, figuriamoci alle condizioni dettate dalla stessa Grecia.

Le tensioni sono dovute al fatto che ad eccezione dell’esecutivo tecnico presieduto da Papademos, il governo ellenico guidato da Papandreou ha più volte deluso non mantenendo le promesse e spesso mostrando comportamenti scorretti nei confronti dei leader europei e mondiali.

Joerg AsmussenIn un’intervista rilasciata a Bild, Joerg Asmussen, componente del board Bce, ha confermato che alla Grecia non verrà concessa alcuna condizioni richiesta da Samaras, ne in termini di allungamento delle scadenze di attuazione dei nuovi tagli che azioni di riduzione dei tassi di interesse pagati sul debito.

Al di là di questo, Asmussen sottolinea che anche il versamento della tranche di aiuti prevista per il mese di novembre, a questo punto indispensabile per la sopravvivenza del Paese non è puramente automatica. In particolare in questi giorni è atteso un dossier da parte della Troika che da qualche giorno è ad Atene proprio per verificare i progressi fatti dal Paese e la possibilità di colmare entro il 2013/2014 il buco di bilancio, anche attraverso nuovi interventi strutturali.

In attesa del decisivo vertice Eurogruppo che si terrà lunedì prossimo ci saranno numerosi incontri intermedi, decisivo quello con Angela Merkel con la Germania che ha in entrambi i board una certa influenza.  

Puoi lasciare un commento, o trackback dal tuo sito.

Lascia un Commento