Evasione Fiscale: l’Italia al terzo posto nel mondo

Un delle note dolenti del nostro Paese, che ha avviato negli ultimi mesi un forte programma di rientro dal deficit, è l’elevata evasione fiscale. Il nero in Italia è una macchia imponente, che finisce per scolorire una crescita che altrimenti avrebbe dimensioni ben più elevate tanto che sono in molti a sottolineare che in Italia ci sono due economie, quella conosciuta al fisco ed un’altra parallela sulla quale si possono far solo stime.

Luigi Giampaolino Corte dei ContiA parlare di piaga anche Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, che ha parlato di fenomeno con dimensioni rilevanti, tanto da collocare l’Italia nei primissimi posti a livello internazionale.

Il presidente dell’organismo internazionale richiama la recente indagine Ocse, denominata  rapporte Eures 2012, che assegna al  nostro Paese il terzo posto in classifica tra gli Stati che registrato una maggiore evasione fiscale. Peggio solo per Messico e Turchia. L’indagine Ocse riferisce di un certo pessimismo degli italiani sulla lotta all’evasione, ritenendo le politiche poste in essere inefficaci cosi come l’operato di Equitalia con giudizi negativi da parte del 55% degli intervistati.

La Classifica dell’Ocse inoltre mette in ordine anche le categoria di lavoratori che generano un maggiore evasione.

Ai primi posti sempre soggetti impegnati in lavori domestici come colf, badanti e babysitter, artigiani, dentisti, professionisti. All’interno di quest’ultima categoria chi evade di più sono gli avvocati con una percentuale di omissioni nelle fatture pari al 42,7%. Geometri e Psicologi seguono con il 40,2 ed il 40%, poi architetti e dietologi con rispettivamente il 38,7 ed il 38%.

Evasione fiscale ItaliaL’indagine Eures riferisce che tra il 2004 ed il 2012 la propensione ad evadere di professionisti, ristoranti e altre categorie di lavoratori (52 per l’esattezza) non si sono per nulla ridotte. Altra categoria sorvegliata speciale è quella dei docenti che impartiscono lezioni private, per i quali l’89% dei compensi viene percepito in nero contro il 79,4% del 2007 ed il 69,4% del 2004.

Gli intervistati nell’indagine si sono detti molto contrariati del comportamento degli evasori tanto che per 7 italiani su 10 occorrerebbe il carcere per gli stessi. 

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