Volkswagen vuole Alfa Romeo: secco no di Marchionne

Nelle ultime settimane il tema Fiat è stato molto caldo, dopo che il gruppo automobilistico ha diffuso un comunicato in cui cancellava di fatto il progetto Fabbrica Italia, un impegno del management ad investire da qui ai prossimi anni molte risorse nell’industria italiana.

Ad Fiat Sergio MarchionneMa le precarie condizioni dell’economia in generale e del mercato dell’auto in particolare hanno imposto prudenza, e nemmeno l’incontro con i vertici del governo è riuscito a far fare un passo indietro al manager italo-canadese, che ha però assicurato che nel breve prediodo non intende chiudere alcuno stabilimento in Italia anzi, farà dell’Italia il punto centrale dell’azione del gruppo che sarà focalizzata all’export.

Fiat per rimettere a posto i conti potrebbe decidere di mettere sul mercato uno dei suoi gioielli, Alfa Romeo. Non mancherebbero i pretendenti, con Volkswagen sempre in prima fila che in più occasioni ha ribadito il proprio interesse a trattare l’acquisizone.

Ferdinand Piech, presidente del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, ha confermato la volontà di acquistare Alfa, smentendo le dichiarazioni degli ultimi giorni che vedevano un allontanamento della casa automobilistica tedesca che continua a fare acquisizioni in tempi di crisi, dopo aver completato di recente quella di Ducati.

Ferdinand Piech VolkswagenDurante il Salone dell’Auto di Parigi, potrebbe esserci occasione per un confronto tra Piech  e l’Ad Marchionne che al momento non vuol nemmeno sentirne parlare di una cessione, ribadendo l’incedibilità dell’asset.

Ma Piech non molla, e dichiara che ha ancora tempo a disposizione per concludere l’affare, al quale continua a crederci.

Intanto continuano ad arrivare previsioni molto negative sul mercato dell’auto non solo per quest’anno, ma anche per il 2013.

Martin Winterkorn, Ad di Wokswagen ha dichiarato in un’intervista di attendersi un 2013 molto difficile, a causa delle mutate condizioni macroeconomiche. Il gruppo è rimasto in piedi con una redditività crescente, grazie alla presenza capillare in un Paese ad alto potenziale di crescita. Anche la francese Renault ha stimato per il prossimo anno vendite in calo del 13%.

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