Francia vuole deficit al 3%: finanziaria 2013 tra tagli e tasse al 75% per i ricchi

Francois Hollande presidente FranciaI mercati finanziari potrebbero presto registrare novità importanti, destinate ad incidere profondamente sui corsi dei titoli e sui volumi di contrattazione. Si tratta della Tobin tax, acronimo che racchiude una profonda riforma che colpirà le transazioni finanziarie.

Il premier francese Francois  Hollande ne ha fatto un suo cavallo di battaglia durante la campagna elettorale, promettendo alla vigilia delle elezioni che qualora fosse stato eletto avrebbe tassato pesantemente i percettori di redditi elevati e le operazioni speculative che si effettuano sui mercati finanziari.

L’approvazione della finanziaria per il prossimo anno in Francia contiene una serie di interventi volti a riequilibrare il sistema pubblico, con tagli molti incisivi che lo stesso governo francese quantifica, tra tagli di spesa e nuove tasse, in 36,9 miliardi di euro.. un intervento senza precedenti, come definito da Pierre Moscovici, ministro dell’Economia transalpino. 

Della Francia si parla poco, in quanto analisti e investitori sono focalizzati sulle vicende dei Paesi racchiusi nell’acronimo Piigs, ma anche la Francia non scherza in quanto a stock di debito tanto che lo stesso premier Hollande si è detto preoccupato dall’aumento del debito, sottolineando che durante la gestione Sarkozy, nel quinquennio precedente, il debito è aumentato di 600 miliardi di euro e che l’attuale esecutivo durante il suo mandato si impegna quanto meno a non incrementarlo.

Nicolas SarkozyUn impegno preciso quello assunto da Hollande, che durante il salone dell’auto a Parigi, ha avuto modo anche di annunciare sostegno al mercato dell’auto, che come in Italia, ha un impatto strategico sull’occupazione del Paese.

In Francia continua a far discutere la tassazione al 75% sui redditi più elevati, quelli che superano il milione di euro ed il governo locale non vuol sentir parlare di fuga di capitali, minacciando immediate azioni esecutive contro chi, cercando di eludere l’applicazione della nuova imposta, si trasferirà all’estero.

L’obiettivo di breve periodo, è quello di riportare il rapporto deficit Pil al 3% entro fine 2013, mentre sempre per il prossimo anno il governo ha stilato stime di crescita nell’ordine dello 0,8%. Tornando alla Tobin Tax, l’Unione Europea ha previsto che attraverso l’introduzione anche minima dell’imposta, con una aliquota dello 0,1% su azioni e obbligazioni, e dello 0,01% sui derivati, il ritorno sarebbe di circa 57 miliardi di euro annui.  

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