Crisi Ue, allo studio fondo Esm a 2000 miliardi con partecipazione privati

Nelle ultime settimane i mercati finanziari hanno rivissuto i timori degli ultimi anni, con forti vendite che hanno colpito in particolare i listini finanziari periferici.

Antonis Samaras GreciaA turbare nuovamente gli animi, oltre ad un quadro economico che fatica ad offrire risposte rassicuranti, i rinnovati timori sulla crisi ellenica che è lontana da una risoluzione definitiva. Il premier greco Antonis Samaras, continua a trattare condizioni migliorativi con i vertici della Troika, che dopo aver scoperto un buco di bilancio da 20 miliardi (10 in più delle iniziali previsioni), difficilmente concederanno al Paese ellenico una dilazione nei tempi di approvazione delle nuove riforme come richiesto dal neo premier.

La richiesta di Fmi e Bce è di un ulteriore piano di tagli da 12 miliardi di euro, al quale seguirebbe il rilascio di un nuovo piano di aiuti.

Intanto secondo le ultime indiscrezioni di stampa provenienti da Berlino, si starebbe valutando un rafforzamento dell’Esm, che potrebbe essere innalzato da 500 miliardi a 2000 miliardi di euro, attraverso l’intervento di capitali privati. La Germania con un impiego di 190 miliardi sarà senza dubbio il maggior contribuente al fondo di stabilità.

Il settimanale tedesco Der Spiegel ha rivelato questa interessante novità, che si esplicherebbe attraverso l’impiego dei capitali pubblici nell’acquisto degli asset a più elevato rischio, e quelli privati in asset meno rischiosi. La Finlandia avrebbe già espresso i propri dubbi sul meccanismo, anche perché poco propensa al sostegno dei Paesi periferici.

Angela Merkel cancelliere GermaniaMartedì nel vertice in programma tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e  il presidente Bce Mario Draghi quello dell’Esm sarà uno degli argomenti principali di discussione, come dello scudo antispread, meccanismo di sostegno sui mercati finanziaria ai bond dei Paesi sotto attacco speculativo che avranno comunque realizzato una serie di riforme concordate con l’Ue.

Intanto Europa a parte si continua a temere un’inversione al ribasso dell’economia statunitense, tanto che ieri il direttore generale del Fmi Christine Lagarde ha sottolineato che si deve fare il possibile per evitare il fiscal cliff, acronimo che descrive il cambiamento dell’impianto fiscale con l’attuale che va in scadenza a fine anno e che precede aumento di tasse, tagli di spesa pubblica e termine di sgravi fiscali.

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