Fabbrica Italia: incontro Monti vs Marchionne il 22 settembre

Sergio Marchionne FiatLa decisione dell’Ad di Fiat Sergio Marchionne di abbandonare il tanto atteso progetto Fabbrica Italia ha suscitato forti polemiche tra il management del Lingotto e i vertici della politica, dell’imprenditoria e delle parti sociali.

Negli ultimi mesi proprio i sindacati avevano attaccato duramente Fiat per l’ufficializzazione della decisione di non metter in atto le promesse fatte due anni fa, inducendo di fatto l’azienda ad esporre un comunicato chiaro nel quale si spiegava che per via delle avverse condizioni di mercato non si è più in grado di dar vita all’ambizioso progetto, e che presto sarebbe stato annunciato un nuovo piano.

Il timore ora è sulla chiusura di uno stabilimento, eventualità paventata dallo stesso Marchionne qualora la situazione del settore non migliorasse da qui ai prossimi due anni. Parliamo di un’ipotesi sempre meno remota considerando i dati amari sulle immatricolazioni.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha fatto sapere di aver sentito Sergio Marchionne e fissato con lui un incontro, che si terrà sabato 22 settembre alle ore 16 nella residenza del premier a Palazzo Chigi. Con ogni probabilità il capo del governo chiederà lumi sulla decisione e tenterà  il più possibile di riaccendere le speranze residue su un ripensamento.

Presidente Italia Mario MontiIn particolare, vorrà conoscere la strategia futura dell’azienda in Italia e le intenzioni di mantenere inalterata o meno l’attuale impostazione produttiva.

Non si tratterà di un face to face, al merger parteciperanno da un lato il presidente Mario Monti, il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera e il ministro del Lavoro Elsa Fornero e dall’altra il presidente John Elkann e l’Ad Sergio Marchionne.

Marchionne in un’intervista a Repubblica ha rotto il silenzio degli ultimi giorni, dovuto essenzialmente alla sua presenza negli Stati Uniti. L’Ad ha sostanzialmente precisato che la crescita dell’azienda nell’area extraeuropea permetterà a Fiat di preservare gli stabilimenti in Italia.

Le parole del manager italo-canadese per ora fanno tirare un sospiro di sollievo, ma è indubbio che il problema principale non è a questo punto ne la Fiat, ne Marchionne (come invece sottolineato da Diego Della Valle), ma è di mercato, con il settore che continua a soffrire più di altri la forte contrazione delle vendite di auto tanto in Italia quanto in Europa.

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