Crisi: anche la Slovenia chiederà gli aiuti?

La crisi economica è ormai globale. Se Paesi che avevano abituato a crescite sostenute, come quelli racchiusi nell’acronimo Brics e gli Stati Uniti ad un passo da un double dip, i Paesi dell’Europa sono in seria difficoltà.

Rajoy SpagnaDopo Grecia, Irlanda e Portogallo, si è discusso della possibilità di intervenire con un piano di sostegno alla Spagna, come ammesso dallo stesso premier Rajoy che attende di conoscere le condizioni dell’intervento prima di dare la propria disponibilità o meno, cosciente delle ripercussioni che avrebbe sui mercati finanziari.

La preoccupazione di Rajoy è comprensibile, considerando che i tre Paesi europei sopra citati, dopo aver richiesto gli aiuti hanno visto precluso il proprio accesso ai mercati con tassi cresciuti vertiginosamente.

L’ultima novità riguarda la Slovenia. Il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, ha sottolineato che il Paese si trova in una situazione di seria difficoltà economica e che per uscirne è necessario approvare un piano di interventi in tempi rapidi.

Nonostante le difficoltà il premier del Lussemburgo sottolinea che il “Paese non ha necessità di un piano di aiuti”. Il governo locale, attraverso il premier Janez Jansa, ha fatto sapere che il Paese si trova in crisi, ma ha le potenzialità per uscirne da sola.

Si tratta di una dichiarazione che contrasta con quanto dichiarato  ieri dal ministro delle Finanze Janez Sustersic che ha dichiarato che il Paese ha bisogno di 500 milioni di euro entro la fine dell’anno.

Janez SustersicIl Paese negli ultimi mesi sta affrontando un piano di coraggiose riforme che riguardano il settore finanziario, il mercato del lavoro e le pensioni. La sensazione personale è che sul Paese vi sia un livello elevato di incertezza e nei prossimi mesi potrebbero emergere ulteriori difficoltà che indurrebbero il Paese a formalizzare una concreta richiesta di aiuti.

Chi continua ad offrire sicurezza agli investitori è invece la Germania, che nell’asta odierna a 6 mesi ha raccolto qualcosa come 3,4 miliardi di euro, con un rendimento ancora una volta negativo (-0,0147%). Rispetto alla scorsa settimana, l’offerta è stata integralmente sottoscritta con una domanda di 5,125 miliardi.

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