Pil Italia 2012 l’Ocse rivede il dato al -2,4%

OcseNella giornata dei grandi rialzi sui mercati finanziari, con l’indice Ftse Mib di Milano che ha registrato un rialzo del 4,3% a 15.780 punti spinta dalla buona verve del comparto bancario, l’Ocse ha divulgato le proprie stime sulla crescita economica nell’anno in corso.

L’organizzazione mondiale ha annunciato le proprie stime sulla crescita economica nell’anno in corso. Sarà un anno di profonda recessione, con il Pil italiano stimato al meno 2,4% in netto peggioramento rispetto alla precedente stima, annunciata nel maggio scorso, che vedeva un calo del prodotto interno lordo dell’1,7%.

La situazione economica europea influenzerà anche il resto del mondo, come tra l’altro evidenziato dalle ultime indicazioni macroeconomiche provenienti sia dagli Stati Uniti che dai Paesi emergenti.

L’Ocse stima una crescita dell’1,4% nei Paesi del G7, spinta soprattutto dai primi due trimestri, in quanto nel terzo e nel quarto trimestre la crescita attesa è rispettivamente dello 0,35 e dell’1,1%.

Tra le economie del G7 l’Italia rappresenta il fanalino di coda. Per l’Ocse la Germania crescerà nell’anno 2012 dello 0,8% e la Francia dello 0,1%. Anche in questo caso si tratta di una revisione al ribasso delle stime, considerando che le precedenti prevedevano una crescita dell’economia tedesca dell’1,2% e della francese dello 0,6%.

La principale sorpresa riguarda la Gran Bretagna, che nel 2012 andrà in recessione secondo l’Ocse con un Pil negativo dello 0,7%. Le attese divulgate nel mese di maggio prevedevano invece una crescita dello 0,5%.

Pier Carlo PadoanIl capo economista Pier Carlo Padoan, riferendosi al dato previsionale sul G7, ha sottolineato che la situazione continuerà qualora non verrà fatto nulla per rimuovere le cause principali che giustificano il deterioramento dell’economica, in primis la situazione macroeconomica nell’Eurozona.

Padoan, riferendosi all’economia del Bel Paese, sottolinea che non è stato fatto ancora abbastanza per recuperare la competitività perduta negli ultimi anni a livello internazionale.

L’Ocse sottolinea l’importanza di varare le riforme strutturali necessarie a rilanciare il Paese, partendo dal mercato del lavoro che sta subendo eccessivamente la crisi rischiando di creare piaghe profonde che potrebbero poi risvegliarsi nei prossimi anni.

Poi giudizio negativo sull’eccessiva austerità, che secondo l’Ocse andrà inserita in un programma strategico che richiede tempi più lunghi.

Interventi massicci ed in tempi rapidi come quelli varati dai Paesi periferici negli ultimi anni stanno frenando eccessivamente l’attività economica.

Puoi lasciare un commento, o trackback dal tuo sito.

Lascia un Commento