Confindustria, Squinzi annuncia autunno caldo e bollente per le imprese

L’Italia vive in questi anni una delle fasi più difficili della sua storia, con una recessione profonda che sembra non avere argini nonostante gli sforzi profusi dall’esecutivo per invertire la tendenza. In realtà, il governo Monti, ha dato priorità sulla crescita a manovre di rientro dal debito per riportare credibilità al Paese.

Mario Monti presidente Consiglio ItaliaIl premier in un annuncio alle imprese ha sottolineato che dopo aver fatto tanto per far scendere lo spread, ora attende una forte risposta dalle aziende, a cui chiede un incremento di produttività.

L’ex bocconiano sottolinea come la produttività delle imprese è un aspetto considerato cruciale dai principali vertici internazionali per invertire la tendenza in Europa, Fmi e Commissione europea in primis.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in un’intervista rilasciata a Canale 5 sottolinea le difficoltà delle imprese partendo da Alcoa, che a suo dire può salvarsi soltanto se riuscirà a ridurre il costo dell’energia.

In generale, secondo il numero uno degli industriali, le imprese ad alto consumo energetico saranno costrette a scomparire se non verranno trovate soluzioni in tal senso.

Squinzi non vede la crisi alle spalle, anzi annuncia un “autunno già caldo, bollente”. Poco ottimismo dal numero uno di Confindustria che lamenta una politica industriale poco chiara, con le imprese medio piccole che continuano a soffrire e rischiano di collassare da qui a breve se la situazione non verrà invertita a breve.

Squinzi ConfindustriaLe ultime regolamentazioni e le difficoltà nel settore finanziario inoltre rende improbabile l’attrazione di capitali dall’estero che in questo momento sono indispensabili per rilanciare il Paese. La burocrazia inoltre continua ad esser eccessiva: le semplificazioni sono un aspetto cruciale per rilanciare il Paese.

Anche le ultime riforme del governo in carica non sono piaciute. A cominciare da quella voluta fortemente dal ministro Elsa Fornero riguardo al mercato del lavoro, che secondo Squinzi è stata l’ennesima occasione persa in quanto ha eliminato la flessibilità in entrata non gestendo al meglio quella in uscita.

Il presidente poi suggerisce alcuni azioni di stimolo alla crescita come la detassazione dei salari, una manovra di stimolo ai consumi interni e incentivi per ricerca e innovazione.

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