Nelle ultime settimane i vertici europei hanno intensificato il proprio lavoro per giungere a decisioni compiute sulle azioni da intraprendere per rilanciare il vecchio continente. I tempi sono maturi e si teme una nuova ondata speculativa.
Il presidente della Bce Mario Draghi dinanzi al Parlamento europeo ha assicurato che la banca centrale discuterà del varo di misure non convenzionali per sostenere le economie periferiche e rafforzare cosi l’euro. Non sarà semplice superare le barriere della Germania, che tuttavia è in minoranza.
Draghi ha sottolineato la volontà di procedere all’acquisto di bond fino a 3 anni sul mercato, sostenendo cosi la riduzione degli spread. La Bundesbank aveva invitato l’ex Bankitalia ad attenersi al suo mandato, ma il Super Mario ha risposto dichiarando che questa azione rientra nello statuto della banca centrale.
Non sarà questa l’unica azione che verrà adottata dai vertici europei. Rimandano l’ipotesi Eurobond, sulla quale la Germania è intransigente, si sta lavorando per l’unificazione bancaria, che dovrebbe portare tra le altre cose alla costituzione di un fondo interbancario a tutela dei depositi a livello europeo.
A confermarlo il presidente della Commissione Ue, Jose’ Manuel Barroso, che dichiara di aver come data obiettivo il 2013. L’economista spagnolo inoltre, nell’intervista rilasciata al quotidiano austriaco Wirtschaftsblatt, ha dichiarato che presenterà entro il 12 del mese una proposta di supervisione delle banche.
I mercati attendono con forza l’evolversi della situazione con il prossimo 6 settembre che assume una rilevanza cruciale, considerando che nell’occasione dovrebbero esser annunciate le misure da mettere sul piatto da qui alla fine dell’anno.
Il 12 settembre sarà poi la corte costituzionale a pronunciarsi sull’Esm, il fondo salva Stati strumentale al sostegno delle economie periferiche. Altro nodo che dovrebbe sciogliersi nel mese è quello del nuovo piano di salvataggio della Grecia, sulla quale si chiede chiarezza: dentro o fuori.



Settembre 5th, 2012
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