Per Moody’s è crisi globale anche i Brics rallenteranno

L’economia mondiale segna un evidente rallentamento che partendo dall’Eurozona si protrae sul resto del mondo. Negli ultimi mesi anche le economie emergenti accusano pesanti ripercussioni da uno scenario globale compromesso dalla crisi.

I mercati emergenti, che negli ultimi anni avevano abituato ad una crescita notevole, continuano a subire ripercussioni dal contesto macro generale, tanto che sistemi solidi come la Cina nel 2012 segneranno il livello di crescita più basso dal 2000.

MoodysUn recente report di Moody’s “macro-risk” focalizzato proprio sulle economie mergenti ha sottolineato che la crescita delle economie emergenti sarà più lenta del previsto e che questo condizionerà sensibilmente l’economia mondiale. La crescita attesa nel 2012 di tali economie sarà più bassa sia di quella dello scorso anno che del 2010.

I timori principali comunque riguardano sempre l’area euro, la cui recessione secondo l’agenzia di rating a stelle e strisce sarà più amara del previsto a causa del credit crunch delle banche e del difficile scenario del credito in generale.

Moody’s ha parlato di “hard landing” ovvero un brusco rallentamento dell’economia di Paese ad alta crescita come quelli del Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa).

Tra i Paesi più in difficoltà nell’ultimo periodo sicuramente il Brasile, la cui banca centrale  per stimolare l’economia ha tagliato nuovamente i tassi portandoli al minimo storico del 7,5%. Si tratta della nona volta di fila che la banca procede al taglio dei tassi.

Anche gli Stati Uniti hanno rallentato pesantemente. Il Pil dell’Italia nel 2012 è previsto in calo del 2%. Si tratta di un dato ben peggiore rispetto alla contrazione generale dell’economia europea che segnerà un rallentamento dello 0,5% rispetto allo scorso anno.

Moodys ratings macroeconomiaAnche le altre economie periferiche segneranno pesanti recessioni, con il Pil della Spagna previsto in contrazione dell’1,5% e il Portogallo del 3,5%. La Grecia continuerà invece a far girare i polsi ai funzionari internazionali con una contrazione del Pil del 7% rispetto allo scorso anno.

Lo scenario macroeconomico dunque è di evidente difficoltà e i prossimi mesi saranno decisivi per comprendere l’evoluzione della situazione globale. Nei prossimi mesi saranno in programma numerosi vertici internazionali in cui verranno prese decisioni incisive sull’evoluzione della politica economica europea, più volte criticata per un eccessiva inerzia, soprattutto nei momenti più caldi.

Nelle prossime settimane dovrebbe poi arrivare anche un chiarimento definitivo sulla posizione relativo all’introduzione dello scudo antispread, meccanismo di difesa del mercato dei bond contro gli attacchi speculativi che, data la difficile situazione macro, non si possono escludere nei prossimi mesi.

Puoi lasciare un commento, o trackback dal tuo sito.

Lascia un Commento