Giornata ad elevata volatilità per i mercati finanziari, con gli indici che più volte cambiano segno, in attesa di maggiori lumi sulla decisioni che verranno prese a livello europeo. Già la giornata di ieri è stata priva di grandi segnali, complice l’arrivo del mese di agosto, storicamente scevro di volumi significativi.
Ancora in rientro lo spread, che dopo la chiusura a 481 punti di ieri, si affaccia sotto i 470 basis point con il rendimento del decennale che si porta sotto il 6%.
L’azione di Mario Monti rinsalda il mercato secondario dei titoli di Stato. L’ex bocconiano, ormai ago della bilancia, è alla ricerca di un leader forte in Eurozona dopo il fallimento con Angela Merkel la cui guida si è mostrata troppo incentrata al protezionismo.
Sarà una settimana fitta di impegni quella del premier italiano, dopo che nelle scorse settimane si è recato prima negli Stati Uniti e poi in Russia per richiedere la fiducia agli investitori stranieri, esortandoli ad acquistare debito italiano.
Il colosso tedesco Deutsche Bank ha fatto sapere ieri di aver incrementato del 50% le proprie posizioni sul debito italiano nel secondo trimestre di quest’anno, portandole a 2,5 miliardi di euro. Si tratta di un gesto coraggioso considerando le speculazioni subite dal debito, evidenziando la fiducia che il Paese ancora ripone tra gli istituzionali.
Per il primo gruppo bancario tedesco si tratta di un clamoroso dietrofront considerando che solo meno di un anno fa aveva annunciato la riduzione degli investimenti a circa 1 miliardo con un taglio di quasi il 90% dell’esposizione. Allora l’annuncio contribuì a buttare pessimismo sul debito italiano, nonostante Deutsche Bank giustificò la decisione con la necessità di rientrare da taluni investimenti per via delle esposizioni derivanti dalla fusione con Postbank.
La visione della banca sull’Eurozona, ed in particolare sui Piigs è differente, se si considera che l’esposizione verso la Spagna è stata tagliata a 873 milioni di euro.
Sul Paese iberico c’è un calo significativo della fiducia dei consumatori ed investitori, acuite dalle ultime manovre finanziarie varate dal premier Rajoy. A poco è servito inoltre il piano di ricapitalizzazione forzato delle banche richiesto a gran voce dal premier spagnolo, che in cambio ha dovuto cedere a ulteriori manovre restrittive.
Come in altre occasioni anche in Spagna la concessione di aiuti (per 100 miliardi, di cui 30 disponibili già a fine mese) ha provocato l’uscita forzata di investitori stranieri dal Paese.
Per l’Italia l’annuncio di Deutsche Bank suona molto positivo e certamente rappresenta un chiaro segnale della fiducia riposta nel premier Monti, e nella sua capacità di coordinamento dei leader europei.



Agosto 1st, 2012
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