Spagna a rischio crack? Ministro Economia esclude aiuti

Altra giornata di passione quella di ieri sui mercati finanziari, che continuano a speculare sulla precaria situazione in cui versa l’Eurozona dei Paesi periferici. Italia e Spagna, dopo Grecia, Portogallo ed Irlanda sono le vittime principali per gli speculatori ed i relativi bond continuano a segnare livelli difficilmente sostenibili nel medio periodo.

Spread mercati finanziariSi allargano gli spread, quello tra titoli italiani e tedeschi decennali si attesta sui 520 punti base portando i rendimenti a superare il 6%. Peggio ai bonos spagnoli, i cui titoli decennali stazionano ormai sopra il 7%.

Negli ultimi giorni sono emersi particolari inquietanti sulla situazione iberica. Dopo il piano da 100 miliardi di euro di aiuti alle banche spagnole di cui 30 immediatamente disponibili, alcune regioni hanno bussato alle porte del governo per chiedere il rilascio di aiuti specifici, per dar seguito ai propri impegni di spesa.  Valencia avrebbe ufficializzato la richiesta di 3,5 miliardi di euro.

Tutto è partito da un’audizione in Parlamento del ministro Montoro, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che il Paese era all’angolo, e se non avesse ricevuto aiuti dalla Bce sarebbe stato costretto a dichiarare bancarotta. Sempre dall’esecutivo spagnolo, il ministro dell’Economia Luis De Guindos esclude un intervento di aiuti allo Stato come avvenuto già per Grecia, Irlanda e Portogallo.

Molti economisti internazionali si sono detti pessimisti sulla Spagna, sostenendo che si trova in una voragine in cui l’uscita è improbabile. Il punto cardine ora è la riduzione degli spread, in quanto se dovesse vedersi chiuso il mercato, con l’impossibilità di finanziarsi sul secondario, allora la situazione peggiorerebbe drasticamente perché sarà difficile tenere in piedi un sistema come quello spagnolo, di gran lunga più complesso di quello ellenico.

Luis de Guindos Economia SpagnaNel caso degli altri Paesi che sono ricorsi agli aiuti, si è visto che una volta superata una certa soglia è quasi impossibile tornare indietro. In molti indicano questo valore al tasso limite dell’8%, dopo il quale la speculazione troverebbe strada facile.

La Spagna da tale soglia ha ancora un po’ di margine, ma la paura cresce, e l’euro continua a deprezzarsi segnando livelli minimi sulle principale valute internazionale.

Intanto come in Italia, anche dalla Spagna, è arrivato il divieto da parte della Consob locale (la Comision nacional do mercato de valore) di vendite allo scoperto. Un’azione dovuta per contrastare la speculazione che nelle ultime settimane ha completamente destabilizzato il mercato.

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