Crisi Regione Sicilia, dimissioni Lombardo aprirebbe al Commissariamento

La situazione in cui versa la Regione Sicilia preoccupa non poco l’amministrazione centrale con il premier Mario Monti che secondo indiscrezioni di stampa avrebbe chiesto le dimissioni dell’attuale governatore Lombardo.

Sul tema è intervenuta anche l’agenzia di rating Standard & Poor’s, che si è detta preoccupata per quanto sta avvenendo nella regione italiana pur sottolineando di esser costretta a sospendere il giudizio in quanto non dispone di informazioni sufficienti.

Raffaele Lombardo SiciliaSi tratta di una sospensione provvisoria, con il giudizio che verrà espresso solo dopo che i funzionari dell’agenzia a stelle e strisce sono riusciti a conferire con i rappresentanti dell’ente locale.

Anche l’Italia ha il suo grande problema dopo che dalla Spagna venerdì sono arrivate notizie allarmanti, con sei regioni che si sono dette con l’acqua alla gola costrette a chiedere aiuti di Stato per poter dar seguito alla propria attività.

Le dimissioni di Raffaele Lombardo sono viste con una mossa chiave per comprendere la situazione reale dei conti siciliani anche se il governatore butta acqua sul fuoco assicurando sulla congruità del bilancio dell’ente locale. Martedì intanto è previsto un incontro chiave con il presidente Mario Monti, dopo il quale secondo molti Lombardo presenterà ufficialmente le proprie dimissioni.

S&P ha un out look negativo sulla Regione, che a suo dire, non riuscirà a centrare le linee programmatiche nell’anno in corso. Dal governo centrale intanto pronti 400 milioni di euro per consentire alla Regione di proseguire la propria attività ordinaria senza contraccolpi che creerebbero grossi clamori.

Mario Monti SiciliaLombardo si è detto pronto ad incontrare gli investitori istituzionali, insieme all’assessore all’economia Gaetano Armao, per rassicurarli sulla situazione dei conti della Regione. Insomma mano tesa per una collaborazione che potrebbe non esser necessaria in caso di dimissioni, che sembrano fortemente richiesta da Mario Monti.

Non si esclude che la Regione possa anche essere commissariata, fino a quando i conti non verranno rimessi in regola il Paese potrebbe essere portato ad affrontare un piano di riforme strutturali in grado di rilanciarne la competitività, creando in miniatura un quadro simile a quello disegnato da Monti per il Paese.

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