Il Fondo Monetario Internazionale dopo aver rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Eurozona, e per i singoli Paesi tra cui l’Italia, è tornato a parlare della situazione economica del vecchio continente e delle azioni da intraprendere per lasciarsi alle spalle la crisi.
In realtà anche negli ultimi vertici europei si sarebbe parlato di azioni drastiche da mettere in atto per poter reagire con determinazione a quanto sta accadendo in Europa, con in primis quella di introdurre gli Eurobond. Rimane tuttavia una forte determinazione della Germania ad impedire il varo di provvedimenti di condivisione della sovranità, soprattutto con Paesi in gravi difficoltà finanziarie come quelli riassunti dall’acronimo Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), dove il Bel Paese meriterebbe in realtà di esser trattata in maniera distinta dagli altri.
Tornando agli Eurobond, il cancelliere tedesco Angela Merkel nei giorni che precedevano l’ultimo vertice ha sottolineato che finché rimarrà lei al governo non c’è nessuna possibilità che il sistema del debito venga portato in auge proprio perché, a suo dire, il vecchio continente non è ancora pronto ad un’azione del genere. Oltre alla Merkel anche la Bundesbank in più occasioni ha mostrato una certa chiusura su interventi di questo tipo.
Per il Fmi la banca centrale europea avrebbe un ruolo chiave nel rilancio dell’economia comunitaria, ed avrebbe ancora numerose leve da utilizzare: come quella dell’allentamento monetario che potrebbe esser ulteriormente intensificato dopo che lo scorso 5 luglio per la prima volta sono stati portati i tassi sotto la soglia chiave dell’1%.
Il Fmi poi concentra la propria attenzione sul tema Quantitative Easing, tanto caro alla Federal Reserve, tanto da essere stata utilizzata per ben due volte dal presidente Bernanke che ora sottolinea di aver ancora risorse per un nuovo allentamento, che avverrà solo in caso di concreto deterioramento dell’economia. Il Qe consta nel sostegno ai mercati obbligazionari con ingenti quantitativi di risorse, l’effetto è quello di ridurre sensibilmente il prezzo dei bond sul mercato con conseguenze positive per il bilancio pubblico che potrà indebitarsi pagando interessi più bassi.
Sull’applicazione in Europa il Fmi suggerisce di attuarlo su parametri oggettivi come la proporzionalità al Pil dell’area, in tal caso Paesi più virtuosi come la Germania potrebbero beneficiarne ulteriormente.
Poi altro suggerimento, è quello di fornire liquidità alle banche nel medio lungo periodo in modo tale che le stesse possano tenerle a garanzia delle proprie esposizioni.
Nessuno riferimento invece alla creazione di un sistema di garanzia comunitaria dei depositi, che pareva esser il caposaldo dei provvedimenti nell’ultimo vertice di Bruxelles e sul quale invece non si parla da molte settimane.



Luglio 19th, 2012
Categoria: