Crisi Italia: 3,3 milioni di precari tra cui 15% laureati

Dati lavoro precarioIl report pubblicato dall’Ocse ha evidenziato le difficoltà dell’economia mondiale e del mercato del lavoro, con prospettive deboli anche per l’Italia, la cui disoccupazione è vista in crescita da qui ai prossimi due anni.

A fargli eco un’indagine della Cgia di Mestre, la confederazione degli artigiani, già nota per numerosi report di natura economica sull’economia del Paese. Il report evidenzia un disagio sociale fortissimo, che colpisce soprattutto le giovani generazioni.

Quello che più di tutto preoccupa e che la situazione peggiorerà nei prossimi mesi, sempre stando alle previsioni della Cgia. Cresce il lavoro precario, tanto che oltre 3,3 milioni di italiani (di cui il 15% sono laureati) lavorano con contratti deboli, percependo un reddito medio mensile sotto i 1.000 euro.

Si tratta precisamente di 836 euro. Il maggior datore di lavoro al di là della stretta, rimane la Pubblica Amministrazione, mentre il privato risulta ingessato come evidenziano i dati sulla produzione industriale (-6,9%).

La Cgia non vede prospettive rosee, ritenendo probabile che il tasso di disoccupazione registri un aumento, come tra l’altro confermato anche dall’Ocse. L’Italia è nel pieno di una recessione e le misure di austerità finanziaria approvate dal governo, se da un lato consentiranno di ridurre il debito con l’obiettivo di portare al famigerato pareggio di bilancio, dall’altro deprimeranno ancora di più l’economia e i consumi.

Produzione industriale ItaliaLa disoccupazione in Italia nel 2011 si è attestata all’8,4%, ma nel corso del prossimo anno dovrebbe salire di un punto al 9,4% per poi attestarsi al 9,9% nel 2013. L’Ocse evidenzia che la situazione è comunque migliore rispetto alla media europea in cui il tasso di disoccupazione è all’11,1% segnando un livello record nel mese di maggio.

L’Ocse richiede una riforma trasversale in Europa del mercato del lavoro, apprezzando quella italiana promossa dal ministro Elsa Fornero. Bisogna riportare all’interno del mercato del lavoro i giovani che continuano a vivere un disagio sociale non indifferente.

Intanto l’Istat ha annunciato dati sulla produzione industriale in lieve ripresa rispetto al mese precedente ( 0,8%) ma comunque in netto calo sullo scorso anno (-6,9%). Si tratta di un dato comunque in miglioramento rispetto a quello medio divulgato dagli analisti, che potrebbe evidenziare una recessione meno intensa di quanto stimato.

Tra i settori i veri problemi sono concentrati nel mercato dell’auto che rispetto allo scorso anno segna un calo del 20,9%. Importanti anche le flessioni nel settore abbigliamento (-11,5%), minerali (-12,2%), beni intermedi (-8,7%).

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