Crisi, le banche non erogano prestiti (-11%) e mutui (-47%)

La crisi economica in Italia negli ultimi mesi è resa ancor più amara dai dati sul sistema finanziario, che evidenziano il credit crunch che negli ultimi mesi ha caratterizzato le banche. La difficoltà ed erogare credito alle famiglie, rende ancor più difficile il rilancio dei consumi, che risente poi di un potere d’acquisto in continuo ridimensionamento da un’inflazione che ha ripreso a crescere, e dalle politiche di austerità finanziaria imposte dal governo Monti.

Il dossier presentato da Assofin, Crif e Prometeia, dal nome Osservatorio del credito, restituisce dati allarmanti sulla situazione bancaria.

Calo erogazione mutuiNei primi tre mesi dell’anno in corso, crolla letteralmente l’erogazione di mutui, che si attesta al -47%, un dato a dir poco negativo, che rappresenta un vero e proprio blocco per il mercato immobiliare.

Ma non solo mutui, anche l’erogazione di prestiti personali è in netto calo pari al -11% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

Le banche non sostengono l’economia e crescono le polemiche visto che gli istituti di credito europei, quindi anche italiani, hanno goduto dell’erogazione di 1.000 miliardi da parte della Bce, nell’operazione denominata Ltro.

Le banche come avvenuto in passato con la liquidità ricevuta hanno rimesso a posto in propri bilanci e con una parte hanno sostenuto i titoli di Stato italiani nel tentativo di ridurre lo spread, con acquisti sul mercato secondario.

Il presidente della Bce Mario Draghi ha sottolineato che i dati sono spiegati con tre elementi: il primo costituito da una certa avversione al rischio dato il deterioramento del credito, il secondo il basso capitale disponibile, ed il terzo la difficoltà di fare raccolta.

Su quest’ultimo punto era intervenuto nei giorni scorsi anche Alessandro Profumo (Mps), che aveva sottolineato come la difficoltà di raccogliere capitali soprattutto internazionali si tradurrà in una riduzione del credito alle famiglie.

Bce Mario DraghiLa qualità del credito continua a deteriorarsi e le banche richiedono condizioni molto esose, che spesso spingono i consumatori a rinunciare ai prestiti, e rinviare al futuro determinati acquisti.

Le prospettive per il prossimo anno sono ancora deboli. Le previsioni sull’economia sono di recessione, e le banche devono tenere a posto i bilanci allineandoli alle regole di patrimonializzazione comunitarie. Diversi istituti di credito dovrebbero annunciare di qui a breve aumenti di capitali, proprio perché a corto di liquidità.

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